Accatastamento C2: tutto quello che c’è da sapere

Accatastamento C2: tutto quello che c’è da sapere

Si fa spesso confusione su quali siano le unità immobiliari che rientrano nella categoria catastale C/2. Abbiamo deciso quindi di realizzare un approfondimento per chiarire cosa si intende quando si parla di accatastamento C2.

Cosa significa accatastamento C2

La classe catastale di un immobile viene attribuita dall’Ufficio del Catasto della Agenzia delle Entrate. Quando? A seguito di una domanda di accatastamento oppure attraverso la dichiarazione di una nuova costruzione e di variazione urbana.

Queste procedure vengono sviluppate da un professionista tecnico mediante il software DOCFA. A conclusione della procedura, viene predisposto un documento che include i dati tecnici e descrittivi delle unità immobiliari denunciate. Congiuntamente al documento, vengono predisposte le rappresentazioni grafiche dell’immobile da accatastare o del quale presentare le variazioni, come le planimetrie catastali.

Con la dicitura accatastamento C2 si specifica appunto la classe catastale. Infatti, in seguito alla richiesta di accatastamento, è stata attribuita la categoria catastale C/2.

Le categorie catastali sono degli indici che esprimono il grado di redditività di un immobile. Esse rappresentano, infatti, la capacità di reddito di una unità immobiliare appartenente alle categorie dei gruppi A, B, C, D e F.

Scarica gratis la dispensa >> Tabella categorie catastali per la classificazione dei beni immobili

I requisiti per ottenere un accatastamento C2

Rientrano nell’accatastamento C/2 i magazzini e i locali di deposito. Più in generale sono riconducibili a questa categoria catastale, come riportato dalla Circolare n. 146 del 2 agosto 1939, tutti quei locali, costituenti unità immobiliari, che sono adibiti:

  • all’esercizio della vendita all’ingrosso di merci, manufatti, prodotti, derrate, ecc.
  • a contenere, in deposito, merci, manufatti, prodotti, derrate, ecc..

A questi si aggiungono anche le soffitte e cantine disgiunte dall’abitazione, nonché i fienili agricoli e non agricoli e le case cantoniere delle strade statali e provinciali.

I locali della categoria C/2 sono generalmente di maggiori dimensioni rispetto a quelli della categoria “C/1”. Hanno una posizione prevalentemente eccentrica e non dispongono solitamente di apprestamenti per mostre.

L’accatastamento C2 delle nuove costruzioni

La normativa catastale nell’ambito dei nuovi accatastamenti è stata modificata nel corso del 2016. L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 2/E del 01/02/16, ha fornito alcuni chiarimenti riguardo l’accatastamento C/2 delle cantine. Di seguito vi riportiamo quanto stabilito al punto 3.3.2. – Individuazione delle autorimesse e delle cantine:

Nelle dichiarazioni di nuova costruzione le cantine, i depositi (anche se ubicati nei sottotetti) e le autorimesse presenti in complessi ospitanti una o più unità immobiliari residenziali, quando hanno accesso autonomo da strada o da corte esclusiva o da parti comuni, costituiscono di norma unità immobiliari a se stanti. Pertanto, le suddette tipologie immobiliari sono censite ordinariamente nelle categorie C/2 – Magazzini e locali di deposito e C/6 – Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse. Se le porzioni immobiliari destinate a deposito e cantina sono direttamente comunicanti con le abitazioni, costituendo di fatto pertinenze delle stesse, rientrano di norma nella maggiore consistenza delle unità immobiliari cui risultano correlate, in quanto prive di autonomia funzionale e reddituale.

Tali disposizioni trovano applicazione quindi nella nuova costruzione di fabbricati in cui le pertinenze come cantine e depositi hanno accesso autonomo direttamente da strada o da parti comuni dell’edificio di cui fanno parte. Queste ultime devono essere obbligatoriamente censite come unità a sé stanti in categoria C/2.

Come è cambiato l’accatastamento C/2 delle cantine con la Circolare n. 2/2016

Prima del 2016 era consuetudine per i nuovi accatastamenti che la cantina e/o il sottotetto assegnati ad un alloggio fossero inseriti nella stessa planimetria dell’alloggio e valutati nella rendita come “vani accessori”.  Questo sistema faceva in modo che la loro incidenza sulla rendita generale dell’abitazione fosse minima.

Quanto appena descritto è rimasto valido anche dopo la Circolare n. 2/E del 01/02/16 per tutte quelle unità immobiliari già accatastate, anche quando, per qualunque motivazione, sarebbe stata presentata poi una variazione catastale.

Per le nuove costruzioni, invece, non è più possibile accorpare nella medesima planimetria cantine/soffitte che presentano un ingresso autonomo ed abitazioni. È necessario infatti creare un nuovo subalterno per ogni cantina/soffitta con ingresso autonomo assegnandole, come già specificato, la categoria catastale C/2.

Questo si ripercuote anche sulla rendita catastale, in quanto sarà maggiore rispetto a quella che si otteneva con il precedente metodo. Il motivo sta nel fatto che la cantina passa dall’essere conteggiata come “vano accessorio” dell’abitazione all’essere conteggiata come “vano principale” del C/2 che si viene a creare.

 

Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

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10 commenti per "Accatastamento C2: tutto quello che c’è da sapere"

  • Andrea ha detto:

    Buongiorno, vorrei sapere se acquistando un fienile categoria C/2, posso fare il cambio uso e ristrutturarlo come abitazione?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Andrea, il cambio di destinazione d’uso di un fabbricato dipende dalle Piano Urbanistico Comunale e dalle relative norme di attuazione. Le suggeriamo, quindi, di verificare presso l’Ufficio Edilizia Privata del Comune se è previsto o meno il cambio di destinazione d’uso. In caso positivo, a seguito della ristrutturazione potrà provvedere anche al cambio della categoria catastale e richiedere il passaggio da C/2 a A/3 o A/2.

  • antonio ha detto:

    BUONGIORNO,
    vorrei avviare una attivita (produzione di pasta alimentare secca )senza contatto al pubblico in un magazzino c2.
    Cio potrebbe causarmi problemi?
    grazie.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Antonio, un’attività come quella da lei descritta, in base a quanto previsto dalle categorie catastali, rientrerebbe in un C/1. In caso di eventuali controlli, quindi, potrebbe essere contestato l’utilizzo del locale per una destinazione d’uso non idonea dal punto di vista urbanistico e non conforme dal punto di vista catastale.

  • ROSY muletto ha detto:

    Salve dovrei comprare un terreno con un vano di 90 mq catastato c2 protei ottenere un mutuo? Il prezzo e 35 mila e si dovrebbe ristrutturare si può acquistarecon mutuo? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Rosy, la pratica di finanziamento bancario viene svolta dalla banca che, a seguito di perizia, valuta il valore dell’unità immobiliare da un lato ed il merito creditizio del richiedente dall’altro. In linea di massima, un immobile con categoria catastale C/2 può essere oggetto di un finanziamento bancario ma occorre verificare il valore economico attraverso la perizia e la capacità di restituzione del finanziamento da parte del richiedente.

  • Francesco ha detto:

    Buona sera, vorrei chiederle se è possibile avviare un attività commerciale in un locale categoria C/2, nello specifico uno Studio di registrazione, grazie in anticipo per la risposta.
    Cordiali saluti,
    Francesco

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Francesco, la categoria catastale C/2 corrisponde a “Magazzini e locale di deposito”, tra questi vi rientrano i locali adibiti all’esercizio della vendita all’ingrosso di merci, manufatti, prodotti, derrate, ecc., nonché a contenere, in deposito, merci, manufatti, prodotti, derrate, ecc.. A questi si aggiungono anche le soffitte e cantine disgiunte dall’abitazione, nonché i fienili agricoli e non agricoli e le case cantoniere delle strade statali e provinciali.
      Una attività commerciale come la sua non rientrerebbe tra queste tipologie e per poter utilizzare l’immobile per la sua finalità sarebbe necessario valutare la possibilità di un eventuale cambio di destinazione d’uso. Cordiali saluti.

  • Francesco ha detto:

    Salve io vorrei acquistare un’immobile classificato c2 volevo sapere se posso avere un contatore elettrico a parte dal resto della abitazione . e che differenza trovo in confronto con un abitazione di livello superiore . grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Francesco, per attivare una utenza elettrica è necessario che l’unità immobiliare sia accatastata regolarmente e disporre quindi dei dati catastali del locale in categoria catastale C2: foglio, particella e subalterno.

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