Accatastamento C2: tutto quello che c’è da sapere

Accatastamento C2: tutto quello che c’è da sapere

Si fa spesso confusione su quali siano le unità immobiliari che rientrano nella categoria catastale C/2. Abbiamo deciso quindi di realizzare un approfondimento per chiarire cosa si intende quando si parla di accatastamento C2.

Cosa significa accatastamento C2

La classe catastale di un immobile viene attribuita dall’Ufficio del Catasto della Agenzia delle Entrate. Quando? A seguito di una domanda di accatastamento oppure attraverso la dichiarazione di una nuova costruzione e di variazione urbana.

Queste procedure vengono sviluppate da un professionista tecnico mediante il software DOCFA. A conclusione della procedura, viene predisposto un documento che include i dati tecnici e descrittivi delle unità immobiliari denunciate. Congiuntamente al documento, vengono predisposte le rappresentazioni grafiche dell’immobile da accatastare o del quale presentare le variazioni, come le planimetrie catastali.

Con la dicitura accatastamento C2 si specifica appunto la classe catastale. Infatti, in seguito alla richiesta di accatastamento, è stata attribuita la categoria catastale C/2.

Le categorie catastali sono degli indici che esprimono il grado di redditività di un immobile. Esse rappresentano, infatti, la capacità di reddito di una unità immobiliare appartenente alle categorie dei gruppi A, B, C, D e F.

Scarica gratis la dispensa >> Tabella categorie catastali per la classificazione dei beni immobili

I requisiti per ottenere un accatastamento C2

Rientrano nell’accatastamento C/2 i magazzini e i locali di deposito. Più in generale sono riconducibili a questa categoria catastale, come riportato dalla Circolare n. 146 del 2 agosto 1939, tutti quei locali, costituenti unità immobiliari, che sono adibiti:

  • all’esercizio della vendita all’ingrosso di merci, manufatti, prodotti, derrate, ecc.
  • a contenere, in deposito, merci, manufatti, prodotti, derrate, ecc..

A questi si aggiungono anche le soffitte e cantine disgiunte dall’abitazione, nonché i fienili agricoli e non agricoli e le case cantoniere delle strade statali e provinciali.

I locali della categoria C/2 sono generalmente di maggiori dimensioni rispetto a quelli della categoria “C/1”. Hanno una posizione prevalentemente eccentrica e non dispongono solitamente di apprestamenti per mostre.

L’accatastamento C2 delle nuove costruzioni

La normativa catastale nell’ambito dei nuovi accatastamenti è stata modificata nel corso del 2016. L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 2/E del 01/02/16, ha fornito alcuni chiarimenti riguardo l’accatastamento C/2 delle cantine. Di seguito vi riportiamo quanto stabilito al punto 3.3.2. – Individuazione delle autorimesse e delle cantine:

Nelle dichiarazioni di nuova costruzione le cantine, i depositi (anche se ubicati nei sottotetti) e le autorimesse presenti in complessi ospitanti una o più unità immobiliari residenziali, quando hanno accesso autonomo da strada o da corte esclusiva o da parti comuni, costituiscono di norma unità immobiliari a se stanti. Pertanto, le suddette tipologie immobiliari sono censite ordinariamente nelle categorie C/2 – Magazzini e locali di deposito e C/6 – Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse. Se le porzioni immobiliari destinate a deposito e cantina sono direttamente comunicanti con le abitazioni, costituendo di fatto pertinenze delle stesse, rientrano di norma nella maggiore consistenza delle unità immobiliari cui risultano correlate, in quanto prive di autonomia funzionale e reddituale.

Tali disposizioni trovano applicazione quindi nella nuova costruzione di fabbricati in cui le pertinenze come cantine e depositi hanno accesso autonomo direttamente da strada o da parti comuni dell’edificio di cui fanno parte. Queste ultime devono essere obbligatoriamente censite come unità a sé stanti in categoria C/2.

Come è cambiato l’accatastamento C/2 delle cantine con la Circolare n. 2/2016

Prima del 2016 era consuetudine per i nuovi accatastamenti che la cantina e/o il sottotetto assegnati ad un alloggio fossero inseriti nella stessa planimetria dell’alloggio e valutati nella rendita come “vani accessori”.  Questo sistema faceva in modo che la loro incidenza sulla rendita generale dell’abitazione fosse minima.

Quanto appena descritto è rimasto valido anche dopo la Circolare n. 2/E del 01/02/16 per tutte quelle unità immobiliari già accatastate, anche quando, per qualunque motivazione, sarebbe stata presentata poi una variazione catastale.

Per le nuove costruzioni, invece, non è più possibile accorpare nella medesima planimetria cantine/soffitte che presentano un ingresso autonomo ed abitazioni. È necessario infatti creare un nuovo subalterno per ogni cantina/soffitta con ingresso autonomo assegnandole, come già specificato, la categoria catastale C/2.

Questo si ripercuote anche sulla rendita catastale, in quanto sarà maggiore rispetto a quella che si otteneva con il precedente metodo. Il motivo sta nel fatto che la cantina passa dall’essere conteggiata come “vano accessorio” dell’abitazione all’essere conteggiata come “vano principale” del C/2 che si viene a creare.

 

Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

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79 commenti per "Accatastamento C2: tutto quello che c’è da sapere"

  • Gianna Sechi ha detto:

    Buongiorno, vorrei acquistare un rustico da ristrutturare in toto e accatastato C/2. Il rustico ha una metratura di 200 mq: 2 vani al piano terra, 1 vano al piano primo e un sottotetto.
    Potreste cortesemente chiarirmi quali spese, oltre al prezzo di acquisto chiesto dal proprietario, devo affrontare? E quale la trafila per il cambio d’uso in abitazione?
    Grazie mille!!

    • Redazione ha detto:

      Gentile Anna, innanzitutto le consigliamo prima di effettuare l’acquisto di verificare in Comune che ci siano le condizioni per il successivo cambio di destinazione d’uso. In merito al suo primo quesito, dovrà sostenere, oltre al prezzo di acquisto richiesto dal venditore, le spese relative alla stipula del rogito e l’eventuale percentuale da corrispondere all’agenzia immobiliare se coinvolta.
      Una volta divenuta proprietaria dell’immobile dovrà rivolgersi ad un tecnico abilitato affinché realizzi il progetto per la nuova predisposizione degli spazi interni e per il cambio di destinazione d’uso. Lo stesso provvederà poi alla presentazione di tali documenti alla commissione edilizia del Comune competente. Una volta ricevuta l’autorizzazione, potrà iniziare i lavori di ristrutturazione, al cui termine seguiranno poi, sempre tramite il tecnico, le comunicazioni in Catasto. Anche in questo caso sono previste delle spese relativamente all’attività svolta dal professionista incaricato. Cordiali saluti.

  • Flavio ha detto:

    Buongiorno,vorrei avere un informazione in quanto sto avviando tutte le procedure per la detrazione del 110%,ho un locale C2 con un camino,mi chiedo se è possibile lasciare quest’ ultimo ed inoltre chiedo se c’è la possibilità di mettere un lavandino con un wc così da poterlo sfruttare occasionalmente.. grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Flavio, trattandosi di una casistica particolare le consigliamo di rivolgersi al tecnico incaricato all’esecuzione delle pratica. Cordiali saluti.

  • andrea acampora ha detto:

    Buongiorno, sono proprietario di un immobile cat.c/2 classe 3 è possibile locare come ufficio di un professionista?
    Al momento il locale è fornito solo di allacciamento alla linea elettrica, è indispensabile anche l’attacco alla condotta idrica ed installare i servizi igienici?.
    Grazie per la cortese risposta:
    Andrea Acampora.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Andrea, al momento della registrazione del contratto deve essere dichiarata la categoria catastale dell’immobile che si intende locare, per cui ci deve essere una corrispondenza tra categoria e uso che verrà fatto dell’immobile. Un C/2 può essere locato, quindi, come magazzino e locale di deposito, mentre per la locazione di un ufficio e studio privati la categoria corrispondente è un A/10. Inoltre, per una locazione di questo tipo deve essere garantita la presenza dei servizi igienici. Cordiali saluti.

  • Dani ha detto:

    Buongiorno, secondo voi è possibile creare un circolo privato sportivo e/o ricreativo in un locale di categoria C/2?

    • Redazione ha detto:

      Buonasera Dani, dipende dalla normativa urbanistica comunale. Un locale accatastato con categoria C/2 è destinato a locale di sgombero, magazzino, cantina, deposito attrezzi e, pertanto, non adatto dal punto di vista urbanistico e sanitario ad accogliere la presenza di più persone. Per una attività che deve ospitare un circolo privato sportivo o culturale, è auspicabile un locale areato, con adeguata illuminazione naturale e facilità di accesso per cui sarebbe preferibile un locale di categoria C/3 ad uso artigianale o laboratorio.

  • Angela Serena ha detto:

    Buongiorno.
    Vorrei provare a capire come posso cambiare uso ad un un’immobile commerciale di proprietà mia a metà con un familiare.
    Questo locale attualmente utilizzato come magazzino, e da me completamente inutilizzato, produce una rendita catastale che grava pesantemente sulla mia situazione economica. Pur essendo io disoccupata da oltre un anno non posso a causa di questo, accedere a nessun aiuto economico, ne tantomeno utilizzarlo, fisicamente.
    C’è un modo per abbassare la rendita catastale di questo immobile? Appunto magari cambiandone l’uso?
    Grazie in anticipo

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Angela, la modifica della destinazione d’uso di un fabbricato finalizzata alla rivalutazione della rendita catastale è possibile in linea di principio ma deve essere motivata. Bisogna analizzare da un lato il contesto urbanistico e la categoria catastale attribuita ad immobili di analoghe caratteristiche e dall’altro verificare lo stato di conservazione dell’unità immobiliare in oggetto. L’istanza di modifica della rendita catastale deve essere necessariamente presentata da un tecnico abilitato, ingegnere o geometra. Potrebbe esaminare la possibilità di cedere la sua quota di proprietà dell’immobile al familiare o, di concerto con il familiare, vendere l’immobile stante il suo inutilizzo e il carico fiscale.

  • Veronica ha detto:

    Buongiorno, io e mio marito abbiamo visto un immobile di nostro gradimento che vorremmo acquistare. Catastalmente sono due unità accatastate come A/2, un C/6 e un C/2 interrato.
    Il magazzino nello specifico ha accesso indipendente e autonomo dalle abitazioni ma per accedervi bisogna passare attraverso il locale C/6. Poiché l box è adiacente alla casa vorremmo aprire una porta che lo colleghi direttamente all’abitazione.
    Questo inificerebbe la caratteristica del C/2? Potremmo avere problemi a livello di catasto?
    Inoltre vorremmo accedere al superbonus.. il locale C/2 è riscaldato con ventilconvettori. Potrebbe essere incluso?
    Ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Veronica, riassumendo: in totale sono 3 unità immobiliari, A/2 – C/2 e C/6, presumibilmente al piano terra. Il collegamento tra due unità immobiliari, A/2 e C/6, deve essere prima notificato all’Ufficio Tecnico o Edilizia Privata del Comune. La pratica deve essere presentata da un tecnico abilitato, ingegnere o geometra. A seguito dell’approvazione del progetto da parte del Comune, sarà possibile procedere con l’esecuzione dei lavori (quindi, con l’apertura di un collegamento tra le due unità) e, a conclusione dei lavori, presentare in Catasto la variazione della planimetria catastale. In ogni caso, questa modifica non comporterebbe alcuna variazione al locale accatasto come C/2. Per quanto riguarda il Superbonus, certo potete includere anche il locale C/2.

  • Marco ha detto:

    Buon anno Fabio,

    mi trovo in questa situazione:
    abitazione principale A/2 in classe energetica D ;
    deposito C/2 privo di riscaldamento.

    Vorrei accedere al sismabonus per il deposito e cambiare i serramenti dell’abitazione come intervento non trainante.
    Visto che nonostante la sostituzione della caldaia (intervento trainante), non riesco a migliorare di 2 classi energetiche la situazione dell’abitazione, volevo sapere se è possibile effettuare un unico computo (abitazione e deposito) per riuscire, magari facendo il cappotto esterno al deposito, a migliorare delle 2 classi energetiche che mi farebbero ottenere il bonus del 110%.

    Spero di essere stato chiaro.

    Grazie.

    • Redazione ha detto:

      Buonasera Marco, il requisito principale per accedere al Sismabonus è la riduzione del rischio sismico di 2 classi. Per fruire dell’agevolazione sisma bonus, occorre che l’immobile sia ubicato all’interno della zona 1, 2 o 3 e che i lavori di adeguamento, siano tali da determinare una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi.

  • Laura ha detto:

    Buongiorno
    Sarei intenzionata ad acquistare una casa con scala indipendente al mare accatastata in c2… è un sottotetto.. poiché dovrei arredarla volevo approfittare del bonus mobili installando il condizionatore… rientro dell’agevolazione?
    Grazie della risposta

    • Redazione ha detto:

      Buonasera Laura, la legge di bilancio recentemente approvata prevede un incremento del tetto massimo di spesa fino a 16.000 euro. La detrazione, per sommi capi, continua ad essere accordata per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni). La Agenzia delle Entrate ha precisato che la detrazione Irpef del 50% per la spesa di acquisto di mobili ed elettrodomestici è connessa a lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti – ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi – restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

  • Maxtie ha detto:

    Buongiorno ho un locale unico su un livello di 300 mq. Adibito da anni ad attività commerciale e di deposito.
    Dal 2009 cessata attività con locale ancora occupato da beni societari di mobilia varia.
    Nel 2015 il catasto mi ha fatto d’ufficio una variazione per un totale di 14 vani.
    Il locale è attualmente ad uso personale non locato.
    Il comune mi ha chiesto oltre €5.000,oo di tassa IMU.
    Chiedo se la variazione che è stata fatta sia giusta.
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buon pomeriggio Maxtie, non potendo visionare i documenti, non è agevole rispondere in modo esaustivo al suo quesito. In linea di principio, l’Ufficio Provinciale del Catasto può operare una variazione d’ufficio del classamento di una unità immobiliare. La variazione comporta presumibilmente, come nel suo caso, una modifica della categoria catastale e, di conseguenza della rendita catastale. L’Ufficio Tributi del Comune, presa visione della mutata categoria catastale, ha richiesto il pagamento della relativa IMU. Per valutare se non tanto l’importo dell’IMU sia corretto quanto la categoria catastale indicata dal Catasto occorre prendere visione dell’immobile, valutare la destinazione d’uso ed il contesto urbanistico e, in caso di eventuali difformità, presentare una istanza di rettifica al Catasto.

  • Guido ha detto:

    Buongiorno, sarei intenzionato ad acquistare una villetta in provincia di Catania, L’immobile è di mio gradimento ma presenta una problematica che l’Agente Immobiliare mi dice essere risolvibile…
    Il locale lavanderia-deposito attrezzi non annesso all’immobile ma con ingresso indipendente non è accatastato.
    L’Agente Immobiliare mi dice che si può fare richiesta di sanatoria e successivo accatastamento.
    Sinceramente mi sembra una situazione poco chiara e troppo “semplice” a dirsi.
    L’attuale proprietario è disposto ad abbattere il locale che presenta una struttura in legno e solo una parete in muratura (le altre pareti sono in alluminio); certo è una comodità, ma è l’unica strada percorribile quella dell’abbattimento?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Guido, la strada più sicura da seguire è un eventuale accesso al piano casa, ma in questo caso è necessario che la struttura non esista. Per questo motivo le suggeriamo di far demolire completamente il “locale lavanderia-deposito attrezzi” e, successivamente, una volta che l’immobile è di sua proprietà, contattare un ingegnere per valutare se ci sono i presupposti per aggiungere alla sua proprietà, attraverso il piano caso, un piccolo locale. Cordiali saluti.

  • Nicola ha detto:

    Buonasera ,
    Avrei bisogno di risolvere questo problema che mi si è presentato.
    Ho appena acquistato un immobile , con come unica pertinenza un c/2 di 58mq , staccato dall’immobile ma collegato ad esso tramite pezzo di terreno di proprietà di in altra persona, ove però io ho il diritto di passo.
    Siccome la persona in questione ha già affermato di non darmi la possibilità di portare le utenze ( luce e acqua con uno scarico mi basterebbero ) come posso fare per portarci le utenze ?
    Penso , ignorantemente , sia un diritto aver le utenze in una pertinenza di MIA proprietà ?
    Grazie e buona serata

    • Redazione ha detto:

      Gentile Nicola, si tratta di una situazione particolare. Le consigliamo di contattare il Notaio con il quale ha stipulato l’atto di acquisto, al fine di comprendere se la servitù di passaggio indicata in atto includa eventualmente anche il passaggio delle utenze. Cordiali saluti.

  • Stefano ha detto:

    Buonasera,
    ho acquistato un edificio unifamiliare. Prima dell’acquisto è stato fatto un adeguamento catastale dell’immobile: piano terra accatastato C/2 separatamente, primo e secondo piano accatastato A/4. Entrambi si affacciano e hanno accesso dal cortile antistante l’abitazione. Volevo sapere se fosse possibile accorpare le due unità immobiliari in una unica dato che non si tratta di nuova costruzione.

    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Stefano, ci sembra di comprendere, sulla base di quanto da lei esposto, che vorrebbe accorpare il magazzino agli appartamenti. Riteniamo che questo non sia possibile perché, pur facendo parte del medesimo stabile, si tratta di due categorie non compatibili tra di loro. Se le disposizioni urbanistiche lo consentono, potrebbe richiedere la trasformazione del C/2 in abitazione ma questo non comporterebbe l’accorpamento delle due unità. Cordiali saluti.

  • Fabio Politano ha detto:

    e possibile in un fabbricato c2 fare una rimessa x azienda di trasporti con annessa cisterna del gasolio

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Fabio, le prescrizioni all’utilizzo di un bene immobile sono quelle stabilite dal piano urbanistico comunale, per cui dovrebbe verificare presso il suo comune, ufficio tecnico o ufficio edilizia privata, quali siano le prescrizioni per i locali C/2. Cordiali saluti.

  • Cristina trivelli ha detto:

    Buonasera come si fa a sapere se l”immobile adibito a appartamento che viene affittato è idoneo?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Cristina, ci sembra di comprendere che lei abbia bisogno di verificare se l’immobile proposto si idoneo per una locazione ad uso abitativo. Nel caso il locatore non l’abbia informata sulla destinazione d’uso dell’immobile che intende locare, potrebbe effettuare una visura catastale sull’immobile per verificare se la sua categoria catastale è allineata con l’impiego che viene fatto dello stesso. Possono essere, infatti, locati come immobili ad uso abitativo quelli appartenenti alla categoria catastale A. Cordiali saluti.

  • sara ha detto:

    Buongiorno, siamo una coppia di ragazzi appena sposati e vorremmo acquistare la nostra prima casa facendo un mutuo con la banca. Abbiamo individuato un immobile che ci piace, con ingresso autonomo al piano terra. L’unità immobiliare ci hanno detto che è accatastata a C/2. Questo cosa implica per noi? Non potremmo usufruire del mutuo o eventualmente possiamo aggiornare il catasto? grazie mille a tutti

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Sara, il cambio di destinazione d’uso non è una procedura immediata, in quanto l’immobile di vostro interesse potrebbe non essere idoneo ad essere trasformato in unità abitativa in conformità con le leggi urbanistiche. Inoltre, la banca potrebbe concedervi il mutuo ma come magazzino, poiché un c/2 corrisponde a questa tipologia di immobile. Sarebbe necessario prendere in considerazione molteplici aspetti, tra cui il costo al quale lo state acquistando in quanto si tratta di un magazzino e non di una abitazione, per cui a parità di dimensione la stima dell’immobile risulta nettamente inferiore, poi le difficoltà per il trasferimento della residenza e per la voltura delle utenze idriche e telefoniche, nonché eventuali implicazioni legali relativamente all’utilizzo di un magazzino come abitazione. Le consigliamo quindi di valutare bene prima di prendere una decisione sull’acquisto dell’immobile. Cordiali saluti.

  • Max ha detto:

    Buongiorno.
    Esiste un limite di dimensione per l’asservimento
    di un locale c2 ad un appartamento?
    Grazie.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Max, dipende dal piano urbanistico della città e della zona in cui è ubicato l’immobile. Le suggeriamo di verificare presso il suo comune, ufficio tecnico o ufficio edilizia privata, quali siano le prescrizioni per i locali C/2. Cordiali saluti.

  • Nico ha detto:

    Salve,
    Non vi è nessun regolamento condominiale, la mia perplessità e paura è solo determinata da una eventuale contestazione o invidia riferita al fatto che trattandosi di un magazzino, io lo vivo saltuariamente come fosse un pied-a-terre…con annesso cucinino e volevo capire se potevo subire dei controlli o multe.
    Ad ogni modo la ringrazio davvero molto per la risposta.
    Buona serata.
    Nico c/2.

  • Nico ha detto:

    Buonasera,
    A quale sanzione incorro se abito saltuariamente (week-end) in un c/2 di mia proprietà integrato in un condominio, per il quale il piano urbanistico non prevede un cambio di destinazione d’uso?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Salve Nico, l’immobile è di sua proprietà per cui può utilizzarlo come meglio crede, nel rispetto della sua destinazione e del regolamento condominiale, se applicabile nel suo caso. Potrebbe ricevere delle contestazioni da parte degli altri condomini, ma non è detto. Le suggeriamo di verificare cosa prescrive il regolamento del suo condominio. Cordiali saluti.

  • Paolo ha detto:

    Salve, sono proprietario di una Villetta in zona Agricola nella Regione Lazio, costituita da piano terra abitabile e seminterrato accessibile da scalata interna comune costituito da 1 vano rimessa e 2 vani cantina + garage auto.
    L’intero immobile fino lo scorso anno era accatastato totalmente ad A/7.
    Poi, per un errore nell’aggiornamento al catasto, i vani cantina che dovevano essere C/2 sono stati tutti accatastati C/6 come il garage (peraltro comunicante anch’esso con la casa tramite una regolare porta).
    Il regolamento urbanistico comunale prevede la possibilità di realizzare Cucine Rustiche e Taverne sui piani seminterrati che rispetterebbero le caratteristiche igienico-sanitarie del mio immobile.
    Questi i miei quesiti:
    – potrei riportare l’intero immobile in A/7 essendo tutti i vani comunicanti tramite scale interne?
    – nell’eventualità dovessi invece aggiornare le pertinenze rimessa e cantine in C/2 (lasciando solo il garage in C/6) utilizzando lo strumento comunale sopra descritto posso accatastare i 2 locali cantina come taverna e cucina rustica e la rimessa come “Sala hobby”?
    – in ogni caso potrei agevolare del Superbonus 110% sull’intero immobile (vani A/7 + Vani C/6 e/o C2?)

    • Redazione ha detto:

      Gentile Paolo, il catasto non prende iniziative autonome relativamente alla destinazione del fabbricato. Quest’ultimo, infatti, in fase di accatastamento, acquisisce ciò che viene autorizzato dall’Ufficio tecnico del Comune. Fatta questa premessa, le consigliamo di rivolgersi a un tecnico competente al fine di verificare quanto risulta nell’Ufficio urbanistica e di conseguenza chiedere l’aggiornamento o la rettifica da parte del Catasto. Cordiali saluti.

  • Oliviero Pevere ha detto:

    Si vogliono realizzare interventi trainanti e trainati su:
    – edificio residenziale unifamiliare (abitazione principale – A/2)
    – relativa pertinenza (taverna – C/2)
    La pertinenza:
    – è un edificio architettonicamente separato dall’abitazione
    – dispone di proprio sistema di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria
    – è accatastato con categoria C/2
    – ricade all’interno dello stesso mappale catastale dell’abitazione, con Sub indipendente.

    Ritiene che possono beneficiare del Superbonus 110% anche gli interventi sulle pertinenze staccate dall’abitazione principale (edifici architettonicamente separati).

    • Redazione ha detto:

      Gentile Oliviero, il suo quesito sembrerebbe rientrare proprio nei casi esposti nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate 8 agosto 2020, n. 24/E. Nella Circolare viene specificato che il Superbonus spetta a fronte del sostenimento delle spese relative ad interventi realizzati “[…] su edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati); su unità immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno site all’interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati) […]“. Cordiali saluti.

  • Antonio ha detto:

    Salve, ho un edificio su due piani, uno accatastato A/3 e l’altro C/2, comunicanti attraverso scala estera, ma entrambi con accesso indipendente da strada. L’A/3 possiede riscaldamento autonomo, il C/2 viene riscaldato con stufa a legna. Vorrei unire i due subalterni e creare un giorno e notte. E’ possibile secondo voi usufruire dell’ecobonus? Grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Gentile Antonio, il Superbonus non spetta per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli). Tutte le altre categorie catastali possono accedervi. Cordiali saluti.

  • Chiara ha detto:

    Buongiorno,
    sono proprietaria con il mio fidanzato di un c2 riscaldato, a cui si accede tramite scala interna da un A7 ( di proprietà del mio fidanzato, di sua madre e di sua sorella), oppure tramite porta esterna indipendente ( ma dallo stesso cancelletto dell’A7).
    Inizialamente il C2 faceva parte dell’A7, per quello è riscaldato. E’ stato poi effettuata una divisione e la taverna è diventata C2, mentre il piano sopra è rimasto A7. Stiamo effettuando dei lavori di ristrutturazione per far diventare il C2 un A2, con un proprio cancelletto esterno autonomo ed eliminando la scala interna che lo collega al piano sopra.
    E’ possibile accedere al superbonus 110?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Chiara, il Superbonus non spetta per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli). Essendo il vostro immobile attualmente un C2 può accedere a tale agevolazioni. Cordiali saluti.

  • Mattia ha detto:

    Buongiorno possiedo un immobile C2 rustico (ex stalla) con fienile che vorrei ristrutturare ed eventualmente a fine lavori accatastare il piano superiore come abitazione.I lavori rientrano nel 110% del super bonus o posso utilizzare soltanto il sisma bonus con limite 96000?Col mio geometra stiamo cercando di capire se il super bonus vale per la i lavori eseguiti per il cambio di categoria catastale di un immobile.grazie per la sua risposta.Saluti

    • Redazione ha detto:

      Salve Mattia, il Superbonus 110 prevede, ai fini della agevolazione, la esecuzione di interventi che aumentano l’efficienza energetica degli edifici e per quelli antisismici. Trova tutti gli interventi ammessi e i relativi importi nella guida che può scaricare gratuitamente in questo articolo.

  • Antonio ha detto:

    Salve. Di fronte al mio appartamento al piano rialzato, è in essere da 40 anni un attività di deposito frutta e verdura accatastato C2. Solo che all”interno ci custodiscono autocarri da 50 quintali. Scriv o perché fanno molto tumore alla mattina alle 6 de al pomeriggio dalle 13,30 alle 15. Rumore a seguito di manovre per entrare e uscire, e quindi superano il limite dei decibel. Mi chiedo se visto che il Pgt non consente scarico carico e logistica, perché svolgono questa attività?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Antonio, il deposito non è considerabile una attività commerciale. Se invece lei per attività intende un movimento di mezzi piuttosto che deposito, le consigliamo di rivolgersi alle autorità competenti per effettuare tutti i rilievi. Cordiali saluti.

  • Andrea ha detto:

    Salve, sto per acquistare un appartamento ricavato da un frazionamento di edificio commerciale (accatastato come c/1 e c/2) con autorizzazione comunale al finale uso abitativo. Il dubbio sta nelle agevolazioni prima casa e accesso al nuovo superbonus 110. Mi è stato detto che per avere diritto al bonus prima casa deve essere accatastato come F4 per permettere il finale uso abitativo (ma in questo caso forse non sarebbe corretto per l’accesso al superbonus 110).
    Spero di essere stato chiaro e vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Andrea, se il Comune, in base alle norme urbanistiche vigenti, consente la trasformazione attuale (C1 o C2) della destinazione d’uso del fabbricato in civile abitazione, una volta ottenuta la autorizzazione, può provvedere all’accatastamento come A2 o A3 a seconda della tipologia edilizia. Per usufruire del bonus prima casa infatti l’unità immobiliare deve essere accatastata come A2, A3, A4, A5, A6, A7, A11, escluse le categorie A1, A8, A9. La categoria catastale F4 è riferita alle unità immobiliari in corso di definizione per le quali sia prevista una ristrutturazione e si intenda richiedere una detrazione del 50% dei costi di ristrutturazione come previsto dalle lettere c) e d) dell’articolo 3, comma 1, del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. Per quanto attiene invece il superbonus 110, sono escluse solo le categorie A1, A8, A9. In questo nostro articolo può scaricare gratuitamente la guida completa al Superbonus 110: Scarica gratis la guida definitiva al Superbonus 110%

  • Andrea (Lucca) ha detto:

    Buongiorno,
    Su una unità immobiliare C2 con propria rendita catastale, che può essere oggetto di riclassificazione antisismica attraverso il rifacimento di tetto e solaio con criteri antisismici, si può beneficiare delle detrazioni del Sismabonus (adesso Superbonus 110%) oppure il beneficio è riservato alle sole civili abitazioni ?

  • Andrea (Lucca) ha detto:

    Buongiorno;
    Sottopongo la seguente questione che può essere interessante per molti.
    Io possiedo una Cascina su 2 piani (locali di sgombero) accatastata come C2, unità immobiliare con una propria rendita catastale, accesso alla strada attraverso cortile di proprietà in comune, senza servizi né impianti e che avrebbe bisogno di un tetto e un solaio nuovi.
    Posso pensare di fare un progetto di riqualificazione antisismica accedendo al Sismabonus (adesso Superbonus 100%) senza cambiare la destinazione di uso né la classe catastale oppure il Sismabonus è riservato alle sole civili abitazioni e quindi devo necessariamente convertirlo a civile abitazione e renderla abitabile ?
    Nel caso sia possibile, accedere al Sismabonus su un C2 che resta C2 siccome il Superbonus richiede l’Agibilità alla fine dei lavori, quali requisiti minimi deve avere un magazzino che è illuminato naturalmente ed in cui non intendo conservare materiale deperibile ? sono indispensabili degli impianti ?

    Vi ringrazio dell’attenzione.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Andrea, in merito al primo quesito, può presentare un progetto di riqualificazione usufruendo delle agevolazioni previste con il Superbonus 110 senza modificare la destinazione d’uso e la conseguente categoria catastale. In risposta al secondo quesito, dipende dalla normativa comunale. Occorre verificare preliminarmente in Comune, prima della presentazione del progetto, quali siano gli adempimenti obbligatori in tema di presenza o meno di impianti, ai fini del rilascio della agibilità.

  • Carmelo ha detto:

    Salve posso produrre integratori alimentari in un locale c/2? Per quattro anni non possiamo cambiare la destinazione d’uso in c/3 ( laboratorio ).

    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Carmelo, lo svolgimento di una attività commerciale e produttiva dipende non dal Catasto e, quindi, dalla categoria catastale dell’unità immobiliare ma dal Comune, ufficio attività produttive. Prima di svolgere l’attività, dovrà richiedere la autorizzazione al Comune che stabilirà se il locale sia idoneo o meno.

  • ANTONIO ha detto:

    Buongiorno, io ho acquistato un terreno di 700mq c2 e vorrei costruire un deposito all’interno per attrezzature edili e possibile farlo? se si lo devo fare con materiali potenzialmente removibili oppure lo posso fare anche in cls grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Antonio, dipende dall’indice di edificabilità stabilito dall’Ufficio Tecnico del Comune in base al Piano Urbanistico Comunale. Anche per quanto concerne i materiali da utilizzare bisogna preventivamente verificare nelle norme di attuazione. Le possiamo suggerire di richiedere preventivamente un certificato di destinazione d’uso o CDU in modo da chiarire ogni dubbio. Trova tutte le informazioni in questo link

  • Paola ha detto:

    Buongiorno. Ho da poco acquistato una vecchia casa. Al piano terra vi è un deposito di categoria catastale C2, usato dal precedente proprietario come garage. Vorrei sapere se posso continuare ad usare tale deposito come garage, visto che per accedervi devo passare attraverso la proprietà privata (corte) di altri proprietari confinanti, con i quali non ho buoni rapporti, a differenza del precedente proprietario della mia casa. Grazie infinite della risposta.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Paola, la destinazione catastale C/2 è relativa a locali uso sgombero e deposito come ad esempio la cantina. Per poter utilizzare un locale come autorimessa, deve avere la destinazione catastale C/6. Visto lo stato dei suoi rapporti con gli attuali proprietari confinanti, questo elemento potrebbe essere utilizzato come pretesto per contestare il suo utilizzo del locale e l’accesso allo stesso tramite la proprietà privata di terzi.

  • Maurizio ha detto:

    Mi contestano che il magazzino non è per sostare le persone solo le cose…non faccio rumore e non esiste regole condominio a tal proposito.Io c passo qualche ora x fare le mie cose…preparo le canne da pesca …e poi ho anche il bagno accatastato e regolarizzato ( e su questo non dicono nulla)

    • Redazione ha detto:

      Salve Maurizio, dipenderà anche quanto tempo lei trascorre nel magazzino in questione. Non che via sia una normativa in merito che stabilisca un numero minimo o massimo di ore ma, presumibilmente, la contestazione è riferita a questo aspetto. Qualora la situazione dovesse protrarsi, può rivolgersi al Tribunale per far valere il suo diritto.

  • Maurizio ha detto:

    Buongiorno ho un magazzino con bagno accatastato regolarmente, ci posso fare dei piccoli lavoretti in questo Magazzino? Come il fai da te.. aggiustare la bici… preparare le canne da pesca…perché se il magazzino è solo x mettere cose,il garage è solo per mettere la macchina..la lavanderia x lavare ecc…i piccoli lavoretti di bricolage o fai da te dove si fanno?? Xche mi contestano che ci vado.. grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Maurizio, il magazzino è di sua proprietà per cui può utilizzare l’immobile come meglio crede, nel rispetto della sua destinazione e del regolamento condominiale, se applicabile nel suo caso. Se le contestazione sono riferite a rumore o disturbo ai vicini in orari non consentiti dal condominio,le suggeriamo di verificare prima cosa prescrive il regolamento del suo condominio e richiedere un parere in tal senso all’amministratore.

  • BAIESI ha detto:

    Un trilocale c2 posso utilizzarlo per soggiornare in vacanza?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, la destinazione catastale non limita in alcun modo l’utilizzo effettivo dell’immobile o ne prescrive delle limitazioni o esclusioni. La principale finalità del Catasto in Italia è sempre quella fiscale per cui la categoria catastale influisce sulla determinazione della rendita ed il conseguente versamento dei tributi. Le prescrizioni all’utilizzo di un bene immobile sono quelle stabilite dal piano urbanistico comunale, per cui dovrebbe verificare presso il suo comune, ufficio tecnico o ufficio edilizia privata, quali siano le prescrizioni per i locali C/2.

  • Giuseppe ha detto:

    Buongiorno, abbiamo un locale commerciale di circa 600 mq. seminterrato di categoria C1.
    Di fatto è un locale inadeguato alla categoria attribuita, quindi è affittato come magazzino.
    La zona e Torvergata in provincia di Roma, e il relativo costo dell’IMU e molto alto e non possiamo pagarlo facilmente.
    Adeguarlo alla categoria C2 porterebbe un consistente diminuzione del costo?
    Un tecnico sentito in zona ci dice che per saperlo, andrebbe fatto un confronto con locali simili nella stessa zona, ma non possiamo farlo.
    Vorrei sapere se attraverso il portale del catasto possiamo fare una istanza del genere ovvero sapere un alternativa economica.
    Grazie.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giuseppe, il tecnico che avete contattato vi ha fornito la corretta informazione. La revisione della rendita catastale può essere presentata in Catasto ma deve essere supportata dai dati di confronto con locali commerciali censiti nella medesima categoria catastale ubicati nella stessa zona o in zone omogenee. L’istanza deve essere predisposta da un tecnico, non può essere presentata semplicemente online al portale del Catasto. Per comprendere il risparmio eventuale che potreste conseguire, si possono effettuare delle visure catastali su altri locali commerciali a Torvergata, preferibilmente nella stessa via o in vie attigue e verificare la rendita catastale attribuita.

  • Martino ha detto:

    Buongiorno è possibile variare la categoria da C/6 a C/2?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Martino, la variazione da lei proposta dipende dal Piano Urbanistico Comunale e dalle relative norme di attuazione. Le suggeriamo, quindi, di verificare presso l’Ufficio Edilizia Privata del Comune se è possibile attuare il cambio di destinazione d’uso del fabbricato.

  • Andrea ha detto:

    Buongiorno, vorrei sapere se acquistando un fienile categoria C/2, posso fare il cambio uso e ristrutturarlo come abitazione?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Andrea, il cambio di destinazione d’uso di un fabbricato dipende dalle Piano Urbanistico Comunale e dalle relative norme di attuazione. Le suggeriamo, quindi, di verificare presso l’Ufficio Edilizia Privata del Comune se è previsto o meno il cambio di destinazione d’uso. In caso positivo, a seguito della ristrutturazione potrà provvedere anche al cambio della categoria catastale e richiedere il passaggio da C/2 a A/3 o A/2.

  • antonio ha detto:

    BUONGIORNO,
    vorrei avviare una attivita (produzione di pasta alimentare secca )senza contatto al pubblico in un magazzino c2.
    Cio potrebbe causarmi problemi?
    grazie.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Antonio, un’attività come quella da lei descritta, in base a quanto previsto dalle categorie catastali, rientrerebbe in un C/1. In caso di eventuali controlli, quindi, potrebbe essere contestato l’utilizzo del locale per una destinazione d’uso non idonea dal punto di vista urbanistico e non conforme dal punto di vista catastale.

  • ROSY muletto ha detto:

    Salve dovrei comprare un terreno con un vano di 90 mq catastato c2 protei ottenere un mutuo? Il prezzo e 35 mila e si dovrebbe ristrutturare si può acquistarecon mutuo? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Rosy, la pratica di finanziamento bancario viene svolta dalla banca che, a seguito di perizia, valuta il valore dell’unità immobiliare da un lato ed il merito creditizio del richiedente dall’altro. In linea di massima, un immobile con categoria catastale C/2 può essere oggetto di un finanziamento bancario ma occorre verificare il valore economico attraverso la perizia e la capacità di restituzione del finanziamento da parte del richiedente.

  • Francesco ha detto:

    Buona sera, vorrei chiederle se è possibile avviare un attività commerciale in un locale categoria C/2, nello specifico uno Studio di registrazione, grazie in anticipo per la risposta.
    Cordiali saluti,
    Francesco

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Francesco, la categoria catastale C/2 corrisponde a “Magazzini e locale di deposito”, tra questi vi rientrano i locali adibiti all’esercizio della vendita all’ingrosso di merci, manufatti, prodotti, derrate, ecc., nonché a contenere, in deposito, merci, manufatti, prodotti, derrate, ecc.. A questi si aggiungono anche le soffitte e cantine disgiunte dall’abitazione, nonché i fienili agricoli e non agricoli e le case cantoniere delle strade statali e provinciali.
      Una attività commerciale come la sua non rientrerebbe tra queste tipologie e per poter utilizzare l’immobile per la sua finalità sarebbe necessario valutare la possibilità di un eventuale cambio di destinazione d’uso. Cordiali saluti.

  • Francesco ha detto:

    Salve io vorrei acquistare un’immobile classificato c2 volevo sapere se posso avere un contatore elettrico a parte dal resto della abitazione . e che differenza trovo in confronto con un abitazione di livello superiore . grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Francesco, per attivare una utenza elettrica è necessario che l’unità immobiliare sia accatastata regolarmente e disporre quindi dei dati catastali del locale in categoria catastale C2: foglio, particella e subalterno.

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