Recesso da proposta di acquisto immobiliare: come funziona?

Recesso da proposta di acquisto immobiliare: come funziona?

Avete effettuato una proposta di acquisto immobiliare ma non siete più convinti dell’affare? Siete arrivati nell’articolo giusto, vi spiegheremo come procedere con la sua revoca.

Come fare una proposta di acquisto immobiliare

La proposta d’acquisto è una dichiarazione con cui l’acquirente si impegna ad acquistare un certo bene a un certo prezzo. Rappresenta, quindi, un atto unilaterale che vincola solo la parte che l’ha firmata.

Si tratta solitamente di un modulo prestampato, fornito dall’agente immobiliare, che viene accompagnato dal versamento di una somma di denaro a titolo di garanzia. Quest’ultima, anche chiamata caparra, viene sottratta alla disponibilità dell’acquirente per tutta la durata di validità della proposta di acquisto.

Il preliminare, invece, pur essendo anch’esso solitamente accompagnato dal versamento di una somma di denaro, impegna da subito entrambe le parti.

Cosa controllare prima di firmare una proposta d’acquisto

Nel caso si debba sottoscrivere una proposta d’acquisto, il Consiglio Nazionale del Notariato in un sua giuda al cittadino consiglia di:
• fissare una durata breve;
• prevedere una caparra minima.

A quanto appena detto, aggiungiamo inoltre che è opportuno effettuare una serie di controlli sull’immobile che ci si propone di acquistare.

Tra questi vi è, ad esempio, l’accertamento della titolarità giuridica sull’immobile. Attraverso una visura ipotecaria e il successivo sviluppo della nota di trascrizione relativa all’atto di provenienza è possibile accertare la natura, le quote ed il regime dei diritti reali in capo al venditore.

Altro importante controllo è quello di verificare se l’immobile risulta gravato da ipoteche e pregiudizievoli, nonché controllare la destinazione d’uso, la corrispondente categoria catastale ma anche la rispondenza dello stato dei luoghi alla planimetria depositata in Catasto attraverso un certificato catastale ventennale.

Leggi anche >> 5 controlli utili prima di acquistare casa

Proposta di acquisto e recesso

La proposta, a norma dell’art. 1328 c.c., “può essere revocata finché il contratto non sia concluso“. Considerato che il contratto si ritiene concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte, sino a tale momento la proposta può essere revocata.

Il venditore non ha alcun vincolo rispetto all’impegno assunto dall’acquirente. È libero di valutare anche altre offerte e, quindi, non è detto che l’affare arrivi a conclusione. L’accettazione può essere revocata, purché la revoca giunga a conoscenza del proponente prima dell’accettazione.

D’altra parte, fino quando la proposta d’acquisto non è accettata dal venditore, anche l’acquirente può cambiare idea. In questo caso può revocare liberamente la proposta ed ottenere la restituzione della somma versata a titolo di caparra.

Se invece è già intervenuta l’accettazione del venditore, il proponente potrà comunque decidere di non procedere all’acquisto dell’immobile, ma in tal caso il venditore avrà diritto di trattenere la caparra (art. 1385 c.c.).

Tutto questo è possibile a meno che non sia stata formulata come proposta irrevocabile per un dato periodo. In questo caso la revoca, per quel periodo, risulta inefficace.

>> Scarica il Modello proposta di acquisto irrevocabile

La proposta di acquisto accettata dal venditore si converte automaticamente in un contratto preliminare. Quest’ultimo conterrà tutte disposizioni della proposta accettata dal venditore.

 

Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

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90 commenti per "Recesso da proposta di acquisto immobiliare: come funziona?"

  • diego ha detto:

    Buongiorno, il giorno 3 ottobre ho firmato proposta di acquisto della casa di mia propietà; dopo pochi giorni gli acquirenti sono entrati in quarantena covid, e non abbiamo potuto rispetttare la data del compromesso fissata al 29 ottobre; una volta liberati dalla quarantena gli acquirenti mi informano che hanno fissato l’appuntamento dal notaio per il compromesso il giorno 19 novembre; il giorno 17 mi avvisano che per motivi di salute di un parente molto stretto per covid vogliono prolungare al 2 dicembre la firma del compromesso. avendo spostato a voce la data del compromesso segnata sulla proposta di acquisto e non in maniera scritta, gli acquirenti possono ritirarsi avendo superato la data fissata sulla proposta di acquisto e avere in dietro la caparra?come posso comportarmi dato che ho già trovato una casa di acquistare e avviato le pratiche di mutuo?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Diego, le consigliamo di verificare prima di tutto il contenuto della proposta di acquisto per accertare i motivi per cui potrebbe recedere l’acquirente e di rivolgersi ad un Avvocato in modo da capire se potrebbe avere diritto a non veder posticipata la data del rogito, considerata anche la sua situazione. Cordiali saluti.

  • silvia ha detto:

    Salve, il 30.10.20 ho firmato una proposta irrevocabile di acquisto consegnando euro 10000 a titolodi deposito fiduciario, che sarebbe poi diventato quale caparra alla sottoscrizione del compromesso.
    Il venditore ha accettato e trattenuto l’assegno in deposito.
    Oggi mi ha scritto che non vuole più vendere perché ha cambiato idea.
    Posso invitarlo alla stipula del preliminare ( mi ha già trasmesso tutta la doc.ne occorrente ) per poi chiedergli, se inadempiente, il doppio della caparra? Non c’è agenzia.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Silvia, se la revoca del venditore è avvenuta per iscritto, non vi sarebbe alcuna ragione per invitarlo alla stipula del preliminare (e pagare anche il Notaio). Le consigliamo di visionare il contenuto della proposta irrevocabile e verificare se in caso di revoca del venditore è prevista la restituzione dell’assegno o del doppio dell’assegno. Cordiali saluti.

  • baby ha detto:

    Buona sera , sono con la presente a chiedere chiarimento: ho firmato una contropoposta ed accettazine di un immobile ( io venditore) con la controparte acquirente con la richiesta di mutuo ha dato un a/b alla agenzia che mi verrà dato come caparra solo alla
    concessione del mutuo dell’acquirente. volevo sapere se posso ancora recedere dal contratto per vari problemi famigliari che sono subentrati ora a non vendere più? devo pagare una penale alla agenzia ??? alla controparte ??? praticamente ho solo firmato
    senza avere caparra visto che c’è il vincolo del mutuo… ( posso anche recedere dall’incarico di vendita esclusiva all’agenzia grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, in caso di recesso del venditore, l’agenzia a cui era stato affidato l’incarico potrà pretendere la sua provvigione, sia da parte del venditore sia da parte del compratore, in quanto ha comunque portato a termine il suo compito e dal recesso è derivato un mancato guadagno. In ogni caso, le consigliamo di leggere attentamente quanto è riportato nel contratto stipulato insieme all’agenzia.
      Per quanto riguarda invece la proposta di acquisto accettata, il contratto si è concluso, anche se non ha riceduto materialmente l’assegno. Le consigliamo di esporre la sua situazione dovuta ai sopraggiunti problemi di famiglia sia al compratore che all’agenzia, per capire se il tutto può essere risolto bonariamente o se dovrà versare il doppio della caparra. Cordiali saluti.

  • Johannes Keizer ha detto:

    Ho fatto una proposta di acquisto per una casa in vendita. La proprietaria ha fatto una controproposta, che è stato firmato da tutti noi due. Non ho versato nessuna cappara. La proposta dice che diventa contratto preliminare con la accettazione ed io dovrei versare 15,000 come primo acconto.Ma fino adesso non ho pagato niente. Ho mandato solo la proposta firmata in copia via email.
    Ho cambiato idea sulla casa e vorrei ritirarmi, Posso? O devo qualcosa alla agenzia o al proprietario?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Johannes, le consigliamo di leggere attentamente la proposta che ha firmato, per capire quali sono le conseguenze in caso di recesso.

  • Vincenzo ha detto:

    Buongiorno,
    ho effettuato una proposta di acquisto per un immobile (già accettata) che, nella parte delle dichiarazioni del venditore recitava:
    – Con riguardo alla esistenza di iscrizioni e/o trascrizioni pregiudichevoli: ASSENTI
    – Lo stato di fatto in cui si trova l’immobile corrisponde ai dati catastali su indicati e alla relativa planimetria.
    La proposta recita anche:
    Il venditore, mediante l’accettazione della presente proposta, garantisce la veridicità della suddetta descrizione e dello stato dell’immobile.
    Per questa proposta ho versato già un acconto che a seguito di accettazione della proposta da parte del venditore è diventata Caparra Confirmatoria, tra l’altro già consegnata alla parte venditrice a seguito della “verifica da parte dell’agenzia della corrispondenza della situazione inerente le iscrizioni e/o trascrizioni pregiudichevoli dell’immobile a quanto indicato sopra”.
    Avremmo poi dovuto versare un altro acconto come integrazione della caparra confirmatoria entro settembre 2020.
    Successivamente all’accettazione della proposta, l’agenzia immobiliare ci ha fornito parte della documentazione, tra cui atto di acquisto con cui i venditori avevano acquistato parte dell’immobile, la restante parte abbiamo scoperto sempre successivamente all’accettazione della proposta che era arrivata a loro mediante donazione.
    Inoltre, sull’immobile grava un’ipoteca volontaria derivata da mutuo.
    Infine, c’è una discordanza tra la reale situazione dell’immobile, rispetto alle planimetrie.
    Di conseguenza le due dichiarazioni succitate, dovrebbero essere considerate false e noi ne abbiamo avuto evidenza solo dopo l’accettazione.
    Considerate le cose che non sapevamo, convinti di poter accedere ad un mutuo perchè già fatta consulenza (senza sapere però di quanto scritto prima), non abbiamo vincolato la proposta al buon esito del mutuo.
    Quando abbiamo inviato loro il preliminare redatto dal notaio, abbiamo inserito la clausola del buon esito del mutuo, l’obbligo da parte della parte venditrice di stipulare assicurazione per la donazione, e di riportare il tutto allo stato originario dei luoghi.
    Ora i venditori mi hanno diffidato a conformare il preliminare a quanto riportato nella proposta di acquisto.
    Considerato quanto sopra, le difformità da loro dichiarate e il fatto che io acquirente, per completare le verifiche che ho effettuato sull’immobile, richiedendo ulteriori integrazioni all’agenzia (tra cui l’atto di donazione, ricevuto il 29 settembre), non ho rispettato la data di settembre per l’integrazione della caparra confirmatoria, vorrei sapere se fosse possibile, viste le dichiarazioni fatte dal venditore, a recedere dal contratto e a riavere indietro la caparra senza incorrere in inadempienze e quindi, cause civili.
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Vincenzo, da quanto ci riporta sembra che vi siano delle gravi inadempienze sia dell’agenzia immobiliare, che doveva fare gli accertamenti necessari per poter mettere in vendita l’immobile, sia della parte venditrice con le sue dichiarazione mendaci. Le consigliamo in primo luogo di proporre all’agenzia una risoluzione amichevole con restituzione della caparra e annullamento della proposta, altrimenti dovrà agire per vie legali. Cordiali saluti.

  • Annamaria ha detto:

    In data 9 ottobre ho firmato una proposta d’acquisto subordinando la proposta ad accettazione del mutuo, ad approvazione del capitolato e del computo metrico della casa in quanto trattasi di casa grezza da ristrutturare.

    In data 16 ottobre il venditore mi fa avere accettazione della proposta chiedendo ulteriori 5000 euro di caparra, che accetto di dare (firmando)

    Ad oggi però il venditore (costruttore) non vuole darmi computo metrico.
    Posso recedere dalla proposta senza perdere la caparra? E Se non approvo il capitolato che mi viene dato?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Annamaria, ci sembra di aver capito che lei ha bisogno del capitolato e del computo metrico della casa per poter richiedere il mutuo. Se lei non dispone di questi documenti, perché il venditore-costruttore non glieli rilascia, non potrà quindi neppure richiedere il mutuo, la cui accettazione è essenziale per la conclusione del contratto. Le consigliamo di far presente la situazione all’agenzia immobiliare o direttamente al venditore-costruttore, al fine di ottenere i documenti di cui ha bisogno per poter procedere o in alternativa sarà costretta a recedere dalla proposta perché non la mettono nelle condizioni di poter dare seguito al contratto. Se persiste un atteggiamento poco collaborativo della controparte, le consigliamo di rivolgersi ad un legale. Cordiali saluti.

  • Olgert ha detto:

    Salve ,
    Il 08/10/2020 ho fatto una proposta sull’acquisto di un immobile e 5.000 euro di caparra per l’agenzia con contratto irrevocabile fino al 30/10/2020.
    Ad oggi 15-10-2020 non ho una risposta da parte del venditore se è stata accettata o meno ma guardando la perizia la quale l’ho trovato da solo sul sito del tribunale (la casa va in asta a gennaio ma l’agenzia immobiliare ha il diritto di effettuare la vendita) ho notato alcune difformità.
    La casa non è come nella planimetria dell’annuncio (ma loro mi dicono che verrà sanata) e ci sono altri lavori all’esterno (creazione di un muro non consentito dall’amministratore del condominio) e la caldaia senza la camera fumaria in regola perché l’hanno messa fuori sul balcone al settimo piano e sopra c’è un’altro piano ancora.
    In più ci sono altri costi già deliberati che io non sapevo al momento della firma e della proposta (rifacimento delle facciate , quella dei balconi ,e messa a norma delle cane fumarie).
    Queste cose le ho saputo oggi e ho inviato una PEC all’indirizzo mail PEC dell’agenzia con il mio intento di ritirare l’offerta.
    Cioè prima di sapere se l’offerta venisse accettata o meno io ho inviato la comunicazione.

    Come dicevo prima l’agente mi chiede la caparra di 5.000€.

    Come devo muovermi ?
    Grazie in anticipo

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Olgert, da quanto ci descrive l’immobile presenta molte irregolarità che possono anche pregiudicare il rogito notarile e un eventuale richiesta di mutuo bancario. La invitiamo a leggere attentamente la proposta firmata per capire quali siano i suoi diretti ed eventualmente rivolgersi ad un legale qualora l’agenzia si rifiuti di restituire la caparra versata. Cordiali saluti.

  • Deborah ha detto:

    Buongiorno,
    Ho una situazione simile ad alcune sopra riportate.
    Ai primi di febbraio 2020 firmiamo una proposta di acquisto per un immobile prossimo a costruzione, accettata dal costruttore.
    Consegnato assegno di 10k Euro all’agenzia come caparra, mai incassato. Sarebbe stato incassato a seguito di atto notarile per compromesso.
    I lavori sarebbero dovuti iniziare a fine aprile.
    Accordata consegna entro luglio 2022 (ci hanno sempre sottolineato che per il tipo di intervento necessitavano di almeno 24/30 mesi).
    Si tratta della costruzione di un complesso di 2 palazzine gemelle, 20 appartamenti in totale.
    Ad oggi i lavori non sono ancora iniziati. Non è stato nemmeno smantellato quanto già presente (tipo granaio). L’agente immobiliare ha asserito che sono risultati mancanti alcune autorizzazioni, addirittura non è chiaro se ci sia la concessione edilizia.
    Noi siamo preoccupati e non intendiamo attendere il 2023 per un appartamento.
    Abbiamo comunicato l’intenzione a recedere, abbiamo appuntamento venerdì p.v., l’agente è sorpreso dai nostri dubbi.
    A nostro parere sono venuti a mancare i presupposti per la conferma di quanto accordato.
    Rischiamo che l’agenzia trattenga i soldi della caparra?
    Grazie.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Deborah, in base a quanto da lei esposto ci sono i presupposti per la restituzione della caparra e la risoluzione del contratto, l’Agenzia non dovrebbe fare opposizione per la restituzione di quanto versato. Cordiali saluti.

  • Andrea ha detto:

    Salve,
    il mio è il caso di una proposta di acquisto per un immobile di proprietà del soggetto X che è stata accettata dal Soggetto Y dove:
    – Il soggetto X era la ditta costruttrice
    – Il soggetto Y era il locatario sia alla data della mia proposta che alla data dell’accettazione.

    Y è divenuto proprietario dell’immobile il mese successivo all’accettazione della proposta (Una sorta di Rent to buy ad 8 anni contrattualizzata con Soggetto X).

    Al di là di questo va specificato che al momento della proposta l’agenzia immobiliare NON mi ha informato che si trattava di immobile costruito in regime di edilizia convenzionata e quindi soggetto, oggi ed in futuro, ad una serie di condizioni/vincoli (…che qui tralascio). Inoltre mi è stato richiesto un deposito cauzionale di 10K€.

    Secondo lei ci sono le condizioni per invalidare la mia proposta e quindi 1)recuperare l’importo dato a deposito, 2)non riconoscere alcuna commissione all’agenzia?

    La ringrazio.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Andrea, per poter fornire una risposta in modo corretto dovremmo poter visionare la proposta di acquisto. In linea di principio, la proposta di acquisto una volta accettata con firma autografa dalla parte venditrice, si trasforma in contratto preliminare con conseguente vincolo tra le parti. Peraltro, è assolutamente prassi comune che alla firma della proposta la parte venditrice richieda un importo sotto forma di deposito cauzionale o caparra. Nella proposta di acquisto la agenzia immobiliare deve descrivere in modo chiaro le caratteristiche dell’immobile e fornire tutti i dati aggiornati e completi: dati catastali, categoria catastale e rendita, superficie. Quindi, bisognerebbe verificare come sia stato descritto l’immobile nella proposta di acquisto in modo da capire se sussistano o meno gli elementi validi per un recesso dalla proposta. In ogni caso, lei può sempre recedere dalla proposta. Se l’importo da lei versato è stato indicato come caparra confirmatoria, in caso di recesso da parte sua la parte venditrice può trattenere questo importo. Per quanto riguarda il compenso provvigionale dell’agenzia immobiliare (premesso che sarebbe opportuno leggere il mandato), questo è dovuto anche in caso di recesso: la agenzia immobiliare ha comunque completato la sua attività con la firma del contratto preliminare tra le parti.

  • Franca ha detto:

    Buonasera.Presento il mio caso.ho fatto una proposta di acquisto per un appartamento e l agenzia mi richiede circa 6000 e.di provvigione anticipata intestata a loro.Dopo due giorni decido di ritirare la proposta e…apriti cielo!Premetto che non so chi sia il venditore,che la proposta presenta vari vizi di forma tra cui lo stato urbanistico dell immobile,la durata massima di validità di proposta di acquisto e,importante non ho versato nessuna caparra che rendesse vincolante il contratto.Ora con fare minaccioso mi chiedono la provvigione.Enormale tutto Questo?grazie per la risposta

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Franca, l’atteggiamento dell’agenzia è irregolare. Considerato che lei non ha versato ancora la caparra, nulla è dovuto all’agenzia. Se l’agenzia dovesse insistere, le consigliamo di rivolgersi a un legale. Cordiali saluti.

  • Pietro ha detto:

    Buongiorno.
    A marzo 2020 ho firmato, tramite Agenzia, una proposta di acquisto irrevocabile per una casetta indipendente in città. Ho lasciato un anticipo di 5000€ mediante assegno intestato al venditore e consegnato all’agenzia. La proposta è stata accettata nei tempi previsti.
    Successivamente ho pagato la perizia della banca per l’apertura del mutuo: il perito evidenziava alcune irregolarità edilizie, tra cui l’abbattimento di alcuni muri non portanti e la trasformazione d’uso di un locale da ripostiglio a cucinino. Grazie alla consultazione dei documenti catastali presenti in perizia (c’erano i documenti originali e quelli della successiva variante), ho però notato che ci sono altre difformità ben più gravi: 1) sulla facciata lato strada pubblica non sono previsti nei documenti i finestrini (luci) aperti per rendere usufruibile la cantina (il piano terra è rialzato); 2) rispetto alle planimetrie catastali, il locale cucinino, che prima era un ripostiglio, è stato raddoppiato di metratura abbattendo un muro perimetrale non portante ed espandendosi verso il cortile, variando quindi anche tetto e finestrature. L’agenzia dice che il proprietario metterà tutto a posto, ma qui si tratta di abusi edilizi gravi (creazione di luci sulla facciata, aumento di superficie coperta mediante spostamento muri perimetrali e modifiche varie…) che non è detto siano sanabili senza ripristino allo stato originale.
    Ovviamente sulla proposta di acquisto non c’è nulla di tutto ciò. L’agenzia mi aveva parlato a voce di alcune irregolarità edilizie che sarebbero state sanate, accennando però solo ai muri interni demoliti; ora dice che sapevo e che quindi se non procedo con il compromesso perdo la caparra e devo comunque pagare l’agenzia stessa. Mi hanno consegnato una nuova proposta deprezzata di 10000€ con impegno a sanare la situazione descritta dal perito. Io non voglio più acquistare perché a me la casa non interessa più se la cantina rischia di ritornare buia (non utilizzabile) ed il cucinino non può essere usato come tale se ritorna alle dimensioni originali. Addirittura un amico che lavora da un notaio mi ha detto che allo stato attuale la casa non sarebbe nemmeno vendibile… L’assegno non è mai stato incassato, non voglio perdere la caparra né pagare l’agenzia che mi sta quasi minacciando…
    Cosa mi consiglia?.
    La ringrazio di cuore per la risposta

    • Redazione ha detto:

      Buon pomeriggio Pietro, receda certamente dalla proposta visto che lo stato delle cose è difforme rispetto a quanto da Lei conosciuto al momento della firma della proposta di acquisto. La nuova proposta con un prezzo ribassato è un chiaro tentativo del venditore e della agenzia immobiliare di “sanare” in qualche modo le loro mancanze. Le suggeriamo di inviare una PEC o una lettera raccomandata con ricevuto di ritorno indirizzata al venditore e in copia conoscenza alla agenzia immobiliare. Nella lettera evidenzi il suo intendimento di recedere dalla proposta a causa delle difformità urbanistiche rilevate e degli abusi edilizi non comunicati né dal venditore né dalla agenzia immobiliare. Il venditore è obbligato a restituire l’acconto versato e l’agenzia immobiliare non ha nulla da pretendere in quanto non è possibile concludere il contratto a causa degli abusi edilizi dei quali la agenzia immobiliare era a conoscenza ma che non le sono stati notificati. Potrebbe essere necessario ricorrere al supporto di un legale per richiedere anche il rimborso delle spese di perizia da Lei sostenute.

  • Paola ha detto:

    Salve,
    al 2 febbraio ho firmato, con il venditore, una proposta di acquisto di una villetta bifamiliare che fissava, tra le clausole aggiuntive, un tempo di 50 gg per l’accettazione del mutuo da parte della banca, diversamente la proposta sarebbe stata considerata nulla! Nel mentre è intervenuto il Covid e il tutto si è bloccato. Abbiamo ricevuto conferma della sola positiva valutazione creditizia a metà giugno ma nel mentre i nostri piani sono purtroppo cambiati. Ora il venditore non vuole restituirci la caparra perchè in questi mesi abbiamo tenuto l’immobile “bloccato” ed abbiamo manifestato, solo a parole, la volontà di continuare (non abbiamo mai firmato una proroga alla proposta originale). E’ corretto che dovremmo lasciargli tale caparra?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Paola, la banca ha già predisposto da perizia dell’immobile dovuta per la sua pratica di mutuo? Le consigliamo innanzitutto di chiedere all’istituto di credito se hanno già predisposto questa documentazione e qual è l’esito di tale perizia, e in ogni caso le suggeriamo di rivolgersi ad un legare per capire se affettivamente ci sono i margini per trattenerle la caparra. Cordiali saluti.

  • Dario ha detto:

    Salve,
    ho fatto una proposta di acquisto irrevocabile di una villetta accettata dal venditore e lasciato un assegno di 3 mila euro,il tutto attraverso agenzia, con indicazione di fare l’atto di vendita entro novembre 2020.
    Il proprietario non è residente in questa villetta che usa solo d’estate.
    Attualmente il venditore ha rifiutato per ben 2 volte di prendere appuntamento col perito della mia banca per il mutuo perché sostiene non meglio precisati problemi di famiglia e vuole rinviare tutte le attività a settembre. Dunque mi sta bloccando l’istruttoria con la banca per il mutuo. Alle mie spalle ho anche un acquirente del mio appartamento che ho venduto che vuole entrare in possesso della casa. Di fatto so per certo che il mio venditore continua comunque ad andare nella villetta il fine settimana, per cui non so se sta prendendo una scusa per finirsi l’estate lì oppure non vuole vendere più, non parla chiaramente.
    Volevo chiedere se posso tirarmi indietro dalla vendita e se posso chiedere di essere risarcito dal venditore.
    Se invece è lui che non vuole più vendere posso chiedere un risarcimento?

    • Redazione ha detto:

      Salve Dario, non ha specificato se la proposta di acquisto sia stata accettata o meno dal venditore e se nella stessa sia stata specificata l’esigenza di accedere ad un finanziamento bancario con la condizione sospensiva in caso di diniego da parte dell’istituto di credito. In caso di accettazione della proposta da parte del venditore, si è consolidato il vincolo giuridico tra le parti. Lei può certamente recedere dal contratto qualora non sia possibile stipulare l’atto di vendita a novembre 2020 per cause imputabili al venditore, da verificare e dimostrare. In linea di massima, non avendo preso visione della scrittura tra le parti, il recesso da parte dell’acquirente comporta la rinuncia alla caparra versata. Il recesso del venditore determina l’obbligo di restituzione di un importo pari al doppio della caparra versata.

  • Eleonora ha detto:

    Salve ho sottoscritto una proposta d’acquisto per l’acquisto di un appartamento di nuova costruzione ed è stata accettata. Per mia inesperienza non ho chiesto prima il capitolato, l’ho chiesto ora in attesa di firmare il preliminare. L’agente immobiliare mi ha venduto a parole un immobile di prestigio, nella realtà dei fatti non lo è propriamente. L’architetto a cui mi sono rivolta per un consiglio mi ha detto che il capitolato è medio-basso, se fosse una costruzione di prestigio si dovrebbe parlare di finitura a stucco, in questa caso si tratta invece di finitura al civile. Anche pavimenti e piastrelle sono di basso livello. Adesso ho dei ripensamenti, mi sento un po’ presa in giro, è possibile recedere per giusta causa, ovvero capitolato non forme alle aspettative? Ho consegnato assegno confirmatorio di euro 15.000.
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Eleonora, è possibile ritirarsi dall’affare ma vi è il rischio di dover perdere o dover restituire il doppio della caparra. Le consigliamo di richiedere un parere ad un legale per comprendere come agire nel suo caso specifico.

  • Sonia ha detto:

    buongiorno,

    nel mese di dicembre 2019 ho firmato un preliminare con il venditore di un immobile e ho consegnato assegno di euro 10.000 come caparra e pagato 50% spese all’agenzia immobiliare. all’interno dell’immobile è presente un inquilino moroso in attesa di sfratto. l’atto si sarebbe dovuto fare entro il 31 marzo ma per motivi legati al covid è stato posticipato. due settimane fa mi ha chiamato l’agenzia e mi ha detto che l’inquilino sarebbe andato via a luglio (si attende intervento uff. giudiziario), dopo una settimana mi ha richiamato e mi ha detto che se tutto va bene va via a settembre (motivazione: ritardi sfratti causa covid), quindi se va bene atto ad ottobre. in questo caso posso recedere dal preliminare e ottenere il ritorno della caparra?

    grazie mille e buona giornata

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Sonia, certo. Se gli accordi accettati dalle parti con il contratto preliminare di compravendita prevedono la consegna dell’immobile, libero da persone e cose entro una data certa con la contestuale stipula del rogito notarile e se questi accordi sono stati disattesi dalla parte venditrice, Lei può richiedere la restituzione del doppio della caparra versata. Le suggeriamo di notificare il suo intendimento di recesso alla parte venditrice e in copia conoscenza all’agenzia immobiliare mediante raccomandata con ricevuta di ritorno fissando una data ultimativa per la stipula del rogito notarile.

  • Debby ha detto:

    La ringrazio per la celere ed esaustiva risposta.
    Nel contratto preliminare è stata già inserita la data di stipula del rogito notarile (30 settembre 2020). Dopo essere venuta a conoscenza del vincolo matrimoniale tra proprietaria di casa ed agente immobiliare, ho avuto una discussione telefonica con quest’ultimo, il quale mi ha ripetutamente informato che se volessi potrei tirarmi indietro e recedere dal contratto. Nonostante abbia ribadito la mia intenzione di procedere con l’acquisto dell’immobile, l’agente immobiliare sembra quasi che voglia convincermi a rinunciare. A causa di tali comportamenti sto seriamente dubitando della buona fede dei due soggetti coinvolti. Dal momento che sono in stato di gravidanza, ho la necessità di trovare una sistemazione quanto prima e questo immobile farebbe al caso mio. Tale situazione mi sta creando uno stress notevole. Qualora i signori non rispettassero il contratto, ci sarebbero i presupposti per intraprendere vie legali?
    La ringrazio nuovamente.

    • Redazione ha detto:

      Buon pomeriggio, allo stato attuale presumibilmente no ma forse è preferibile richiedere un parere ad un legale. Può comunque segnalare il comportamento scorretto dell’agente immobiliare alla sua associazione di categoria di appartenenza, se iscritto. Sembra infatti palese l’intendimento a spingere verso il suo recesso in forza di altre trattative in corso per loro più convenienti.

  • Debby ha detto:

    Salve, dopo aver visionato un immobile tramite agenzia immobiliare ho effettuato una proposta di acquisto che è stata accettata e sottoscritta dalla proprietaria.
    Successivamente sono venuta a sapere che l’agente immobiliare al quale mi sono affidata, è il marito della proprietaria di casa. Tale unione non è stata mai menzionata dall’agente immobiliare durante tutta la trattativa e ciò, a mio avviso, ha comportato una mancanza di imparzialità da parte dell’agente immobiliare ed un conflitto di interessi. Mi sono accertata inoltre che i due coniugi siano in separazione dei beni e che la casa sia intestata solo alla signora. Nonostante l’assenza di trasparenza e la mancanza di professionalità da parte dell’agente immobiliare, sono decisa a procedere con l’acquisto dell’immobile e sono in attesa di ricevere i documenti necessari da portare in banca per la concessione del mutuo. In questi giorni sono venuta a sapere che i due stanno facendo visionare l’appartamento ad altri possibili acquirenti. A questo punto mi domando come posso tutelarmi da una possibile recessione da parte del venditore? Potrò accettare solo il doppio della caparra versata o potrei chiedere il pagamento dei danni?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, certamente il comportamento dell’agente immobiliare non è stato corretto dal punto di vista deontologico. La proposta di acquisto, firmata per accettazione dal proprietario, produce i suoi effetti giuridici tra le parti con l’impegno alla stipula del contratto definitivo. Constatato il comportamento del mediatore, Le suggeriamo di sottoscrivere un contratto di compravendita specificando la data di stipula del rogito e l’addebito al venditore, in caso di recesso da parte del venditore, delle spese di perizia e di istruttoria della banca per la pratica di mutuo, oltre, naturalmente, al versamento del doppio della caparra versata.

  • Giovanna ha detto:

    buongiorno,

    vi ho inviato questo testo unito alla proposta di acquisto effettuata anche alla vostra casella email, non so se è corretto.

    comunque….
    ho effettuato a febbraio una proposta di acquisto, che vi allego, e che è stata accettata tramite email dalla agenzia
    mediatrice qualche giorno dopo.
    A causa del corona virus, mi è stato comunicato che perderò il lavoro fra pochi mesi e vorrei recedere dal contratto.
    so che perderei la caparra, ma non c’è nessuna tutela nel caso specifico della perdita di occupazione che mi renderebbe
    impossibile pagare un mutuo?
    oltre alla perdita della caparra, dovrei pagare anche l’agenzia?
    mi è stato detto che dovrei pagare inoltre anche l’importo dovuto all’agenzia da parte del venditore, ma è vero?
    dovrei pagare quindi tutto io?
    il rogito era stabilito per il 30 giugno 2020 ma il venditore mi ha chiesto, solo verbalmente, di rimandarlo a ottobre.
    Non posso sfruttare questa proroga per recedere dal contratto?
    Mi aiuti, sono disperata…..
    grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giovanna, abbiamo preso visione della proposta di acquisto che ci ha inviato via email e del riconoscimento della provvigione all’agenzia. La sua situazione non è certo semplice e comune a molte persone in Italia. La comunicazione verbale della richiesta di proroga da parte del venditore, se non effettuata in presenza di testimoni, non ha alcun valore ed in ogni caso non può essere considerata quale causa fondante per una comunicazione di recesso. Lei può certamente recedere dalla sua proposta di acquisto e la parte venditrice può trattenere la caparra versata. Il compenso della agenzia immobiliare è stabilito nella dichiarazione di riconoscimento della provvigione ed è dovuta in caso di accettazione della proposta da parte del venditore. Certamente, non è dovuto da parte sua il compenso all’agenzia per quanto riguarda la parte venditrice che è un accordo tra agenzia immobiliare e venditore. Sarebbe preferibile che si rivolgesse ad un legale per inviare in tempo una comunicazione di recesso indirizzata alla parte venditrice e in copia anche all’agenzia immobiliare.

  • Mauri ha detto:

    Buongiorno
    le spiego la mia posizione. Ho firmato una proposta di acquisto presso una nota agenzia con assegno di euro 5.ooo, accettata dalla parte venditrice. Prima di fare il compromesso (entro data 30/06/2020)ho fatto fare un sopralluogo ad un tecnico per la ristrutturazione ed è venuto fuori che l’immobile ha il pavimento in vinil amianto e le tubature in amianto. Il proprietario ne era a conoscenza ma ha tenuto nascosta la cosa, ora come ben puo capire la cosa non mi sta bene, voglio recedere, ma l’agenzia fa pressione quasi “minacciando” che l’acquisto dev’essere comunque concluso. La rimozione costa un bel po, ma la mia paura sono le condutture dell’acqua, poi mi sento preso in giro, come devo comportarmi?Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, il vizio occulto che ha evidenziato è una causa valida per richiedere il recesso dalla proposta di acquisto. Le “minacce” della agenzia immobiliare sono infondate e certo non disinteressate in quanto finalizzate alla sola conclusione della trattativa ed all’incasso delle relative provvigioni. Non avendo preso visione degli atti ma basandoci su quanto da lei scritto, Le suggeriamo di inviare tramite posta raccomandata una comunicazione di recesso indirizzata al proprietario dell’immobile e in copia alla agenzia immobiliare nella quale intima la rimozione dei vizi occulti a cura e spese del proprietario entro una data certa o, in difetto, richieda la restituzione della caparra versata. In ogni caso, sarebbe preferibile il ricorso ad un legale a tutela dei suoi diritti.

  • Giovanni ha detto:

    Grazie per la risposta,
    Avete capito bene la proposta è stata accettata e sulla stessa non vi sono clausole ma spiega solamente l’irrevocabilità della proposta per 15 giorni ecc…

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giovanni, le consigliamo di rivolgersi ad un legale in modo da capire se i ritardi emersi successivamente all’accettazione della sua proposta di acquisto sia sufficienti a legittimare la sua revoca senza la perdita della caparra da lei versata e il pagamento della provvigione all’agenzia.

  • Giovanni ha detto:

    Buongiorno,circa 5-6 mesi fa ho fatto una proposta con assegno annesso di 10.000 euro dopo poco mi viene comunicato che prima di procedere con l’acquisto della casa ci sono alcune carte da dover sistemare riguardanti una scala causa coronavirus queste carte ancora non sono pronte e dopo mesi e mesi di attesa ho dei ripensamenti sull’acquisto della casa e vorrei revocare quest’offerta. Le mie paura sono quelle di perdere la caparra oppure dover pagare la provvigione all’agenzia lo stesso e di incorrere in qualche causa penale. A cosa vado incontro revocando questa proposta ?
    Ps:la proposta prevede l’acquisto della casa salvo buon esito del mutuo che ovviamente ancora non ho richiesto

    • Redazione ha detto:

      Gentile Giovanni, ci sembra di capire che la proposta è stata accettata dal venditore, giusto? Le consigliamo di visionare attentamente il contenuto della proposta di acquisto che ha sottoscritto al fine di verificare la presenza di eventuali clausole che disciplinano la parte riguardante la revoca, nonché le condizioni di efficacia della proposta.

  • Giovanni ha detto:

    Buongiorno,circa 5-6 mesi fa ho fatto una proposta con assegno annesso di 10.000 euro dopo poco mi viene comunicato che prima di procedere con l’acquisto della casa ci sono alcune carte da dover sistemare riguardanti una scala causa coronavirus queste carte ancora non sono pronte e dopo mesi e mesi di attesa ho dei ripensamenti sull’acquisto della casa e vorrei revocare quest’offerta. Le mie paura sono quelle di perdere la caparra oppure dover pagare la provvigione all’agenzia lo stesso e di incorrere in qualche causa penale. A cosa vado incontro revocando questa proposta ?
    Ps:la proposta prevede l’acquisto della casa salvo buon esito del mutuo che ovviamente ancora non ho richiesto

    • Redazione ha detto:

      Gentile Giovanni, ci sembra di capire che la proposta è stata accettata dal venditore, giusto? Le consigliamo di visionare attentamente il contenuto della proposta di acquisto che ha sottoscritto al fine di verificare la presenza di eventuali clausole che disciplinano la parte riguardante la revoca, nonché le condizioni di efficacia della proposta.

  • Muram ha detto:

    Buongiorno
    Grazie per la risposta al mio problema inviato precedentemente (Ho firmato una proposta di acquisto immobiliare irrevocabile in data 26/11/2019 con caparra di 5000 euro. La data fissata del rogito del 30/06/2020. La proposta è stata accettata dal venditore il 10/12/2020. Ho messo una clausola nella proposta che il preelimare verrà firmata quando il mio geometra contralla tutti di documenti dell’immobile sono in regola ed conforme che sono venuti pronti tutti i documenti pronti il 19/03/2020. In questi giorni mi è arrivata la perizia della banca per il rilascio del mutuo.
    Controllando tutti documenti anche la perizia ho visto che l’intestatario attuale dell’immobile non è quello scritto nella proposta di acquisto ed è stato fatto in data 30/12/2020 (quindi dopo che la proposta è stata accettata da entrambi le parti) un atto notarile per il trasferimento della proprietà dal nome scritto in proposta che era una società a questo nome privato senza mia conoscienza ma con conoscenza dell’agenzia.
    Posso recedere la proposta? perdo l’assegno anche se attestato alla vecchia società e non alla persona privata attuale proprietario? cosa succede se non voglio più andare avanti con l’acquisto?)

    Le chiedo gentilmente l’ultlima cosa perche sono disperato, in quanto in seguito ho inviato una pec all’agenzia chiedendola chiarimenti a quel atto fatto il il 30/12/2019 dopo che la proposta è stata accettata da venditore il 06/12/2019, questa era la risposta dell’agenzia “in risposta alla Sua tengo a precisare che non è stato fatto un atto notarile con trasferimento di nessuna proprietà ma che è stata fatta una donazione di quote societarie” che consiste che il signor Mario Rossi – nato il 00.00.00 e residente in via xxxxxxxx , c.f. xxxxxxxxxxxxxxxx – donatario dal 30.12.2019 delle quote donategli dalla società in accomandita semplice LA società YYYYYY., con atto pubblico a repertorio n.XXX e raccolta n. XXXX Notaio XX denominato DONAZIONI di QUOTE e TRASFORMAZIONE in IMPRESA INDIVIDUALE di SOCIETA’ in ACCOMANDITA SEMPLICE, obbligato ad assumere TUTTI GLI ONERI e passività, a qualsiasi titolo, passati, presenti e futuri, con completa liberazione delle pari donanti ed investito di ogni diritto e ragione spettanti, tra cui quelle derivanti dalla PROPOSTA IRRREVOCABILE di ACQUISTO da ELLA sottoscritta in data 26.11.2019 (accettata il 06.12.2019) dell’immobile dal medesimo sig. Mario rossi abitato e promesso in vendita per il tramite dell’Agenzia intermediaria.
    Quindi nella proposta di acquisto il nome era la società YYYY e adesso nel contratto preliminare che non ho ancora firma il nome risulta Mario Rossi.
    volevo chiedere cosa vorrà dire e se legale quello che hanno fatto come dice l’agenzia? o loro non possono fare comunque una cosa del genere? e se ho il diritto di recedere con la restituzione della caparra?
    Grazie mille ancora

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Muram, ora abbiamo compreso meglio il suo problema. Non si è trattata, quindi, di un atto di compravendita ma di un atto di cessione di quote e di trasformazione dalla ditta individuale del sig. Mario Rossi alla società ROSSI S.A.S.. Il trasferimento di quote in sé è legittimo ed il nuovo soggetto giuridico subentra in tutti i rapporti, attivi e passivi. Ora, stante il fatto che la proposta di acquisto è stata accettata, qualora Lei non intendesse proseguire con la stipula dell’atto notarile e volesse, quindi, recedere rischia che il venditore trattenga la caparra inizialmente versata di euro 5.000. Precisiamo che la nostra valutazione si basa su quanto da lei scritto e che sarebbe preferibile poter visionare i documenti per poter fornire una risposta adeguata.

  • timo ha detto:

    Buom Pomeriggio cosa si fa si fato un contrato con una agenzia per comprare un appartamento, pero e passato tropi tempo e già scaduto il contratto e abbiamo già renobato o prolungato pero fino oggi non anno trovato un appartamento come abbiamo richiesto e già scaduta la proroga i loro dicono che no restituiranno tutti il Asegno di 5.000 euro per il suo lavoro che fino oggi niente di appartamento che abbiamo richiesto cosa devo fare per la restituzione dil Asegno le Ringrazio di cordiale saluto

    • Redazione ha detto:

      Gentile Timo, il suo quesito non è molto chiaro. Ci sembra di comprendere che si sia rivolto ad una agenzia per l’acquisto di un immobile. L’assegno di cui parla è stato emesso come caparra per una proposta di acquisto o è stato emesso per un altro motivo? In ogni caso, le consigliamo di verificare se nel contratto da lei sottoscritto è specificato quali sono le conseguenze in caso di recesso.

  • Marco ha detto:

    Buongiorno, ho presentato una proposta d’acquisto per un immobile di bassissimo valore, l’agenzia mi ha forzato un po’ con i tempi dicendo che era l’ultimo giorno di mandato.
    Come via d’uscita ho fatto inserire una clausola di validità dell’offerta previa concessione prestito personale.
    Per poter attivare questa clausola serve necessariamente un istruttoria con tutto quello che ne consegue? o ci sono altre tipologie di documenti che potrebbero essere sufficienti?

    Ringrazio anticipatamente

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Marco, ci sembra di capire che la proposta di acquisto da lei presentata sia condizionata alla concessione di un prestito. In quest’ultima è specificato un termine entro il quale deve dare comunicazione se il prestito sia stato accettato o meno? Lei dovrà procedere con l’avvio di tutte le pratiche necessarie per la richiesta del prestito e se entro la data indicata nella proposta d’acquisto non riceverà alcuna risposta dall’istituto di credito o il prestito le viene negato, allora la condizione non si sarà avverata e quindi non si darà seguito al contratto.

  • Alfio ha detto:

    Buongiorno, la proposta di acquisto è stata già accettata dal venditore. In questo caso perso l’assegno che ho lasciato come garanzia?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Alfio, se l’acquirente non ha effettuato la revoca della proposta d’acquisto prima di venire a conoscenza dell’accettazione da parte del venditore, con la firma
      di quest’ultimo si conclude di fatto il preliminare di vendita. Da tal momento, in caso di inadempimento dell’acquirente, il venditore potrà trattenere la somma ricevuta a titolo di caparra.

  • Alfio ha detto:

    Buongiorno,
    Settimana scorsa ho sottoscritto una proposta d’acquisto di un immobile lasciando a garanzia un assegno di euro 5.000,00 e mi sono impegnato il mese prossimo a versare un altro acconto di euro 30.000,00.
    Ora per ragioni lavorative che non sto a descrivere, non posso più sostenere l’acquisto.
    Che cosa posso fare? Posso recedere dalla proposta di acquisto senza perdere nulla?
    Oppure devo rinunciare all’assegno che ho lasciato?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Alfio, fino a quando la proposta d’acquisto non è accettata dal venditore, l’acquirente può revocare la sua proposta e ottenere la restituzione della somma versata a titolo di caparra. Questo è possibile, a meno che non abbia sottoscritto una proposta irrevocabile per un dato periodo. In quest’ultimo caso, infatti, la revoca è inefficace.
      Se rientrasse nella prima ipotesi, le suggeriamo di procedere con un atto formale di revoca della proposta, inviando una comunicazione in forma scritta, preferibilmente raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata alla parte venditrice ed in copia conoscenza alla agenzia immobiliare, nella quale comunica che intende recedere dalla sua proposta e riavere la somma versata a titolo di caparra.

  • muram ha detto:

    Buongiorno
    Ho firmato una proposta di acquisto immobiliare irrevocabile in data 26/11/2019 con caparra di 5000 euro. La data fissata del rogito del 30/06/2020. La proposta è stata accettata dal venditore il 10/12/2020. Ho messo una clausola nella proposta che il preelimare verrà firmata quando il mio geometra contralla tutti di documenti dell’immobile sono in regola ed conforme che sono venuti pronti tutti i documenti pronti il 19/03/2020. In questi giorni mi è arrivata la perizia della banca per il rilascio del mutuo.
    Controllando tutti documenti anche la perizia ho visto che l’intestatario attuale dell’immobile non è quello scritto nella proposta di acquisto ed è stato fatto in data 30/12/2020 (quindi dopo che la proposta è stata accettata da entrambi le parti) un atto notarile per il trasferimento della proprietà dal nome scritto in proposta che era una società a questo nome privato senza mia conoscienza ma con conoscenza dell’agenzia.
    Posso recedere la proposta? perdo l’assegno anche se attestato alla vecchia società e non alla persona privata attuale proprietario? cosa succede se non voglio più andare avanti con l’acquisto?
    Grazie mille in anticipo

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Muram, la sua situazione non è semplice e richiederà, probabilmente, l’intervento di un legale a tutela dei suoi diritti. La proposta di acquisto, una volta che viene accettata dal venditore (10/12/2019 ?), produce i suoi effetti giuridici tra le parti e si trasforma in vincolo contrattuale o contratto preliminare di compravendita. Con questo atti, le due parti, acquirente e venditore, si impegnano alla stipula del rogito notarile. Nel suo caso, la parte promittente venditrice è la società che ha firmato la accettazione della sua proposta di acquisto. Pertanto, Le dovrà convocare alla stipula dell’atto la società. L’atto di trasferimento della proprietà stipulato in data 30/12/2019 (?) è una chiara violazione dei patti contrattuali. Qualora intenda recedere comunque dalla sua proposta e dall’acquisto, può richiedere la restituzione del doppio della caparra versata e anche il rimborso delle spese sostenute per la istruttoria della pratica di mutuo. Le suggeriamo comunque di rivolgersi ad un legale a tutela dei suoi interessi.

  • Giuseppe ha detto:

    Nella proposta d’acquisto oltre ad una scadenza per essere accettata (6 marzo 2020 , e mai ricevuto notizie sull’accettazione). C’era indicato il salvo approvazione mutuo e che le commissioni all’agenzia era dovute in caso di rogito.

    • Redazione ha detto:

      Le suggeriamo di inviare una comunicazione in forma scritta, preferibilmente raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata alla parte venditrice ed in copia conoscenza alla agenzia immobiliare, nella quale comunica che il termine per l’accettazione della proposta d’acquisto fissato al 6 marzo non è stata rispettata e che, pertanto, intende recedere dalla sua proposta. Nel caso l’agenzia continuasse a rifiutarsi di restituire la caparra, le consigliamo di rivolgersi ad un legale per comprendere come agire.

  • Giuseppe ha detto:

    Buongiorno,

    Ho presentato proposta d’acquisto il 21 febbraio 2020, tale proposta aveva validità di accettazione entro non oltre il 6 marzo 2020. Fino al 16 maggio 2020 non ho ricevuto nè raccomandata nè pec che comunicasse l’accettazione della proposta. Quindi ho decido di ritirare l’assegno e procedere con l’acquisto di un altro immobile. Ma l’agenzia non vuole restituirmi l’assegno di 5000€ versato come caparra e pretende una compenso di uscita a suo favore nonostante la proposta non sia mai stata accettata. Come esco da questa grana?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giuseppe, ha verificato se nella proposta di acquisto sul modulo dell’agenzia fosse indicata qualche clausola particolare relativamente al recesso della proposta di acquisto?

  • Renata ha detto:

    buongiorno,

    a inizio gennaio ho fatto proposta irrevocabile di acquisto per un immobile, inserendo la clausola salvo buon fine del mutuo.
    L’atto di acquisto sarebbe dovuto essere perfezionato entro e non oltre il 31/03.
    Con la proposta è stata inserita la mia promessa di dare un assegno di 4.000 euro come caparra che si trasformerà in anticipo alla data del rogito. Assegno che non ho versato.
    La proposta è stata accettata e così ho fatto richiesta di mutuo avvalendomi di un intermediatore creditizio.
    Preciso che anche la pratica di mutuo viene seguita dall’agente immobiliare in quanto affiliato alla agenzia di intermediazione.
    Prima della fine del lockdown la mia pratica a detta dell’agente immobiliare è rimasta nello stato (da istruire) poi con il lockdown tutto è stato “congelato” e adesso mi trovo nella situazione che la scadenza della data per il compromesso è largamente scaduta e non ho idea dello stato della mia pratica di mutuo.
    Quando chiedo informazioni mi dice che la delibera sta per arrivare, salvo poi che non arriva mai.
    Intanto ho scoperto che i venditori non potrebbero lasciare la casa prima del 31/07, e quindi ho il sospetto che il continuo rimandare la delibera o gli step della pratica sia un modo di perdere tempo a favore della parte venditrice.

    Considerata la situazione, posso retrocedere dalla compravendita proprio perchè superati i termini iscritti in proposta (non ho inserito una clausola che faceva intendere la perdita di valore della mia proposta dopo una certa data ne del mio interesse)?
    La colpa del recesso a chi sarebbe imputabile?
    di certo non ai venditori, ma neanche a me che sto attendendo la fantomatica delibera che non so nemmeno se mai arriverà.
    Fino a quando posso ritenermi vincolato dalla mia proposta in mancanza di un mutuo e di qualsivoglia informazione su di esso?

    vi ringrazio in anticipo,
    vi prego, rispondetemi. sono disperato…

    • Redazione ha detto:

      Buonasera Renata, a seguito della accettazione da parte venditrice della sua proposta di acquisto, si sono prodotti gli effetti giuridici del vincolo contrattuale tra le parti. In parole semplici, la proposta di acquisto si è “trasformata” in contratto preliminare di compravendita con il quale le parti, venditore ed acquirente, si impegnano alla stipula del rogito notarile ed al trasferimento dei diritti reali dal primo al secondo. Allo stato attuale, la data di scadenza del rogito notarile, concordata tra le parti per il 31 marzo 2020 non è stata rispettata. Non è rilevante stabilire le cause o la imputabilità ad una o entrambe le parti del mancato rispetto dei termini pattuiti. Inoltre, visto che la proposta era vincolata all’ottenimento del finanziamento bancario, la stessa proposta decade (è importante richiedere alla banca un documento che attesti che la pratica di finanziamento non è andata a buon fine) e, non essendo stata rispettato il termine per il trasferimento della proprietà, Lei può certamente recedere dalla sua proposta. Le suggeriamo di inviare una comunicazione in forma scritta, preferibilmente raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata alla parte venditrice ed in copia conoscenza alla agenzia immobiliare, nella quale comunica che il termine per la stipula del rogito fissato al 31 marzo non è stato rispettato e che, pertanto, intende recedere dalla sua proposta.

  • Marco Guido ha detto:

    Buongiorno,

    In data 05/01 di quest’anno ho proposto di acquistare un immobile salvo buon fine del mutuo.
    La data per la sottoscrizione del rogito è stata fissata entro e non oltre il 31/03.
    Ovviamente con il lockdown i tempi si sono dilatati e ad oggi sono ancora senza delibera di una banca, tra l’altro il mutuo è stato richiesto tramite agenzia di intermediazione.
    Siccome ho motivo di credere che l’allungamento dei tempi sia fittizio dato che so che ai venditori serve più tempo, posso ora recedere dalla mia proposta considerando che i tempi per il rogito sono largamente superati?
    Anche perché l’acquisto per me era fondamentale da fare prima dell’estate e adesso si è liberata a una casa a me più congeniale.
    Cosa rischio?
    Il venditore potrebbe crearmi problemi anche in caso non rinunciassi? Per via dello slittamento dei tempi, seppur non dipeso da me?
    Vi ringrazio in anticipo

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Marco, la proposta di acquisto, se accettata dal venditore produce i suoi effetti giuridici tra le parti come un contratto preliminare di compravendita. Naturalmente, è sempre possibile recedere per le parti a causa di eventi eccezionali o anche un nuovo intendimento alla compravendita. Stante il fatto che la data per la stipula era fissata per il 31 marzo, sono intervenuti tra le parti delle comunicazioni in forma scritta con un accordo per la modifica della data del rogito ? È sempre preferibile inviare una comunicazione, in questo caso al venditore, nella quale lei comunica in forma scritta e con raccomandata a.r., il suo intendimento di voler recedere dal contratto preliminare, qualora questa sia ora la sua effettiva volontà. La parte venditrice potrebbe trattenere l’importo della caparra versata a titolo risarcitorio.

  • Simona Falchi ha detto:

    Buongiorno. Ho accettato una proposta di acquisto come preliminare di vendita,cpn una caparra trattenuta dall’agenzia che io non ho mai ricevuto. Doveva essere fatto il 31/03 con relativo caparra confirmatoria ed il saldo al rogito da stipulare entro e non oltre il 30/04.ad oggi non è stato fatto né il compromesso né il rogito, e ad oggi non ho incassato un solo euro. Posso recedere dalla proposta e non vendere più l immobile, visto che i tempi di pagamento e la data degli atti di compravendita sono stati superati, anche se in periodo Convid 19?.Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Simona, premesso che non è corretto che la caparra venga trattenuta dall’agenzia ma deve essere nella disponibilità del venditore sotto forma di assegno bancario non trasferibile o assegno circolare intestato alla parte venditrice, visto che i tempi per la firma del preliminare e per la stipula del rogito non sono stati rispettati per cause o eventi eccezionali comunque non dipendenti dalla sua volontà, può certamente recedere dalla accettazione della proposta. le suggeriamo di inviare una raccomandata a.r. indirizzata alla parte promissaria acquirente e, in copia conoscenza, alla agenzia immobiliare.

  • Tommaso ha detto:

    Buongiorno. A fine febbraio ho firmato una proposta di acquisto di un immobile con proposta irrevocabile (modulo prestabilito dell’agenzia ) con intervento di ente finanziatore versando caparra di 1.500. Il termine per il preliminare era il 30/3/20,data del rogito 30/06/20. Ad oggi con la problematica del covid19 trovandoci in una situazione di incertezza economica visto che nella mia azienda ci saranno tagli del personale posso recedere dal contratto? Ma in particolar modo non essendo stato rispettato il termine del 30/3 il contratto s’intende nullo? O vale il termine del 30/06? In quanto il mio istituto vuole un nuovo compromesso con date aggiornate per riprendere la pratica di mutuo. Devo sostenere penali qualora non volessi più procedere all’acquisto, posso riavere dietro la Caparra, ma in particolar modo devo sostenere spese verso l’agenzia che reclama il suo compenso? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Tommaso, rispondiamo di seguito alle sue domande:
      1. può recedere certamente dalla proposta di acquisto da Lei sottoscritta che produce i suoi effetti giuridici tra le parti, cioè sostanzialmente si trasforma in contratto solo con la firma per accettazione della parte venditrice;
      2. se la proposta di acquisto non è stata ancora accettata dalla parte venditrice non è un contratto ma solo un atto unilaterale della parte promissaria acquirente;
      3. il termine del 30/06 riferito al rogito notarile è l’atto definitivo che deve essere preceduto o da un contratto preliminare di compravendita o da una proposta di acquisto irrevocabile accettata dalla parte venditrice;
      4. certamente la sua banca di riferimento ha la necessità di prendere visione di un contratto preliminare sottoscritto dalle parti in modo da dare inizio alla pratica di istruttoria del finanziamento bancario;
      5. l’agenzia immobiliare ha dato corso a parte delle sue attività: dovrebbe verificare se nel mandato da Lei sottoscritto e/o nella proposta di acquisto firmata sul modulo dell’agenzia è indicato che il compenso all’agenzia deve essere versato per intero alla accettazione della proposta di acquisto o alla firma del contratto preliminare o al rogito.
      Per concludere e darle un suggerimento concreto, è preferibile che invii una lettera raccomandata a.r. alla parte venditrice e in copia conoscenza all’agenzia immobiliare nella quale comunica che il termine per la sottoscrizione del contratto preliminare non è stato rispettato e che, pertanto, non intende dare seguito alla sua proposta e recede dal contratto chiedendo la restituzione della caparra versata.
      Non sono previste penali di alcun tipo a meno che nella proposta di acquisto sul modulo dell’agenzia non fosse indicata qualche clausola particolare

  • Iris ha detto:

    Buonasera, all’inizio dell’anno tramite Agenzia ho valutato l’acquisto di un appartamento tramite asta privata…..l’agenzia mi ha consigliato di fare una proposta d’acquisto informale senza versare la caparra, solo per vedere se dall’altra parte ci sarebbe stato un interesse alla cifra e poi se mai procedere…..io faccio come consigliato dall’agenzia che mi avvisa del interesse del venditore alla mia offerta, poi decido di lasciare perdere e chiamo l’agenzia dicendo che non voglio procedere. L’agenzia mi dice che va bene ma dopo circa un mese ricevo la telefonata del curatore che mi dice di andare a versare subito la caparra o rischio una denuncia. Forse c’era un accordo tra Agenzia e curatore. Ovviamente ho chiamato un avvocato che sta seguendo il tutto. Rischio comunque di dover pagare qualcosa?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Iris, certamente il suo legale potrà assisterla al meglio. Per poterle rispondere in modo corretto e circostanziato avremmo necessità di prendere visione della proposta di acquisto da Lei formulata. La proposta di acquisto può essere revocabile o irrevocabile: in questo secondo caso è impegnativa per il promissario acquirente e, se accettata dal venditore, si trasforma in vincolo contrattuale. Una proposta di acquisto per un immobile all’asta deve essere necessariamente formale e irrevocabile ed accompagnata dal versamento di una caparra confirmatoria sotto forma di assegno circolare.

  • Marco ha detto:

    Buongiorno,
    questa la mia posizione:
    il 20 Gennaio 2020 firmo, presso l’agenzia immobiliare, per ricevuta l’accettazione della mia proposta di acquisto all’impresa promissaria venditrice per una casa ancora da costruire. Nella proposta di acquisto è indicato che: “…l’atto notarile verrà stipulato entro il 30 Giugno 2021…”. A garanzia della mia proposta ho dato all’agenzia un assegno di € 20.000,00 intestato all’impresa venditrice e contestualmente ho incaricato un Notaio di predisporre quanto previsto ai fini del Dlgs n. 14/2019. E’ tutto pronto per fare il preliminare ma l’impresa comincia a temporeggiare accampando scuse del tipo che non riusciva a trovare compagnie assicurative in grado di offrire polizze/fidejiussioni/car (non sono uno specialista e potevano dirmi qualunque cosa) a norma di legge in quanto il governo ancora non aveva decretato presunti schemi a cui attenersi per ottemperare al Dlgs n. 14/2019. Ho sollecitato diverse volte affinchè si addivenisse a preliminare, ho fatto chiedere pure direttamente al Notaio ma nulla, non si è potuto andare a preliminare. Nel frattempo è intervenuto il lockdown e l’impresa, mediante l’agenzia immobiliare il 24 Marzo, comunica al notaio che è tutto pronto, ma a causa del lockdown, si trova costretta a chiudere e rinviare il tutto. Premetto che il Notaio ha più volte chiesto di visionare tempestivamente tale documentazione prima del lockdown per espletare le verifiche di legge. Il 4 Maggio terminata la prima fase, il sottoscritto sollecita presso l’agenzia immobiliare per avere aggiornamenti, l’agente mi riferisce che a causa del lockdown e delle misure restrittive vorrebbe spostare la consegna di 5 mesi, rimarcando che tale ipotesi per noi non è sostenibile chiedo di ritirare l’assegno e non proseguire con la proposta. Insomma sembrerebbe tutto accordato in un primo momento e non ho nemmeno preteso un indennizzo, ci mancherebbe visto i tempi, tuttavia comincia una serie di rimpalli con l’agente immobiliare, forse i mesi sono 4, forse 3… ma no facciamo 2 che poi sono i due mesi del lockdown… al chè, sentendomi preso in giro, comunico che se non si rispetta la data indicata nell’offerta, Giugno 2021, non se ne sarebbe fatto nulla… Insomma in sostanza si è interotto il rapporto fiduciario tra le parti.
    Nella proposta di acquisto è specificato che l’importo versato diventa caparra confirmatoria con l’avvenuta conoscenza da parte del proponente dell’accettazione della proposta di acquisto che costituirà il contratto preliminare, che al 30 di Giugno dovrò versare ulteriori 20.000,00 a titolo di acconto prezzo entro la quale verrà redatta una eventuale ulteriore scrittura privata e il resto con muto a rogito.
    La mia domanda è, stante questa situazione che a parole mi dichiarano un ritardo di due mesi, se ho la possibilità di recedere dalla mia proposta qual’ora l’impresa proroghi la consegna dell’immobile e poter quindi riavere indietro l’assegno, chiedo pure se sia legittimo ritenere quanto concordato quale effettivo preliminare dato che il preliminare vero e proprio lo si sottoscrive dal Notaio come previsto dal Dlgs n. 14/2019.
    Ringrazio anticipatamente.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Marco, il contratto preliminare di compravendita non necessariamente deve essere stipulato presso uno studio notarile, salvo che questa non fosse una richiesta esplicita inserita nella sua proposta di acquisto. La stipula di un contratto preliminare presso lo studio notarile prevede la trascrizione dell’atto nei Pubblici Registri Immobiliari e garantisce certamente la parte promissaria acquirente dai rischi di evizione. Le scuse accampate dall’impresa della difficoltà di reperire una compagnia assicurativa per la polizza postuma decennale, obbligatoria per legge e che garantisce l’acquirente da eventuali vizi occulti sull’immobile per i successivi 10 anni non hanno alcuna ragione d’essere. neanche il lockdown ha inciso sulle attività delle compagnie di assicurazioni che hanno sempre continuato ad operare in Italia in tutto questo periodo. Nel merito, visto che la consegna dell’immobile è prevista per il mese (avete indicato una data precisa ?) di Giugno 2021, nulla osta alla firma del contratto preliminare di compravendita, presso lo studio notarile o meno. Le possiamo suggerire di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla parte venditrice, l’impresa e in copia conoscenza alla agenzia immobiliare, nella quale indica una data precisa, orario e luogo per la firma del contratto preliminare. È opportuno che verifichi prima se nella proposta di acquisto è stata indicata una data specifica in merito.

  • Adriana ha detto:

    Buongiorno, ho versato la caparra e pagato l’agenzia questo a gennaio dopo le verifiche del notaio mancava da parte il venditore un pagamento su la casa, abbiamo dovuto aspettare il pagamento fino adesso per il corona virus il venditore a pagato e abbiamo appuntamento a giugno per firmare. La mia domanda è posso recedere l’acquisto, ho una penale?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Adriana, può certamente recedere dal contratto ma rischia di perdere la caparra confirmatoria versata. Con la firma del contratto preliminare di compravendita le parti, venditore e acquirente, si impegnano alla stipula dell’atto notarile che sancisce il trasferimento dei diritti reali dal proprietario al nuovo acquirente. La caparra versata ed incassata dal venditore è una garanzia della conferma di volontà delle parti di procedere con la sottoscrizione dell’atto definitivo. In caso di recesso, il venditore può trattenerla.

  • Victoria ha detto:

    Buongiorno, ho firmato una proposta d’acquisto subordinata al ottenimento del mutuo, con una caparra di 3000 euro versata come un assegno. Posso rinunciare alla proposta senza perdere la caparra? In banca non ho firmato ancora niente per chiedere il mutuo.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Victoria, se la proposta di acquisto è condizionata all’ottenimento del mutuo, lei può recedere dimostrando che la banca ha rigettato la sua richiesta. Naturalmente, deve anche considerare la scadenza prevista nella proposta per il suo adempimento. In difetto, allo stato attuale, il venditore potrebbe trattenere la caparra versata in caso di recesso.

  • Vanessa ha detto:

    Salve a febbraio ho firmato una proposta d acquisto entro il 15 aprile e non oltre dovevo fare il rogito con la risposta della banca
    A metà marzo ho firmato un foglio dove versavo la
    caparra confirmatoria
    A oggi non ho ancora ricevuto la risposta dalla banca.. e la casa non la voglio piu comprare..
    A cosa vado in contro?
    Grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Vanessa, avendo già versato la caparra confirmatoria il venditore, in caso di recesso della parte promissaria acquirente, può trattenere la caparra versata. Piuttosto verifichi anche a che punto è la sua pratica in banca perché potrebbero richiedere il pagamento di eventuali spese di istruttoria e dei costi di perizia, se è stata effettuata.

  • Vanessa ha detto:

    Salve,
    Siamo la parte venditrice, abbiamo accettato la proposta di acquisto ma non ci è stato dato nessun caparra da riscuotere.
    Dopo il disagio del coronavirus abbiamo rivalutato la vendita della nostra casa e vorremo recedere dal contratto, dobbiamo comunque restituire il doppio della caparra ?
    Grazie in anticipo

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Vanessa, se nel contratto preliminare di compravendita è previsto il versamento della caparra confirmatoria da parte dell’acquirente ma questi non ha provveduto, potete recedere dal contratto senza alcun onere, salvo che non siano previste eventuali condizioni sospensive nel contratto. Suggeriamo di inviare una comunicazione scritta all’acquirente tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC.

  • Michele ha detto:

    Buongiorno , nel mese di febbraio ho fatto una proposta irrevocabile di acquisto per un immobile direttamente al costruttore, accettando il termine del 30 marzo per il preliminare e il 30 giugno per il rogito. Causa corona virus il preliminare è slittato e ho mandato una pec senza risposta confermando la mia volontà di acquisto Dell immobile chiedendo di slittare il preliminare almeno a far data del 25 aprile. Con la riapertura l agenzia pretende il preliminare senza notaio e mi richiede spese per me ingiuste data l entità della vendita . Ne caso di recesso da parte mia perdo solo la caparra? Vado incontro a penali?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Michele, i DPCM emessi in questo difficile periodo non consentivano lo spostamento delle persone per svolgere attività o azioni se non essenziali e la firma di un contratto preliminare non può certo rientrare tra queste. Lei ha agito correttamente confermando (la richiesta di modifica della data del preliminare è stata inviata entro i termini, ossia prima del 30 marzo?) il suo intento di procedere con l’acquisto dell’immobile con una nuova data. Tenga presente che la sua è solo una proposta di acquisto che, se non accettata in forma scritta dal venditore, non si trasforma automaticamente in un vincolo giuridico tra le parti. Viceversa, se la proposta di acquisto è stata accettata dal venditore con firma autografa, le parti sono vincolate alla sottoscrizione del contratto preliminare di compravendita ed alla stipula del rogito notarile. Eventuali spese richieste da parte del venditore o dall’agenzia immobiliare non possono essere considerate valide in questo caso in quanto prive di fondamento, salvo patti espressi contenuti nella proposta di acquisto e da lei accettati. In caso di recesso, l’acquirente (non certo l’agenzia immobiliare) può trattenere la caparra che è comprensiva di qualunque pretesa o di penali. Il contratto preliminare può essere siglato dalle parti senza la presenza del notaio a meno che nella proposta di acquisto lei non avesse espressamente indicato l’intendimento di stipulare il contratto preliminare presso uno studio notarile da lei scelto per la successiva trascrizione del contratto in Conservatoria.

  • imma ha detto:

    buongiorno, noi abbiamo firmato la proposta di acquisto e dato una caparra di 5k. causa del coronavirus abbiamo posticipato il preliminare di acquisto. SI può retrocedere senza pagare penali dalla proposta pur perdendo solo i 5k? grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Imma, certamente. La proposta di acquisto è un atto in forma scritta con il quale le parti si impegnano alla stipula dell’atto notarile di compravendita. È possibile recedere e non è prevista dalla normativa alcuna penale, salvo che nel preliminare non siano state inserite clausole ad hoc accettate dalle parti. In caso di recesso da parte del promissario acquirente, il venditore può trattenere la caparra. Le suggeriamo, qualora intendesse recedere, di inviare al venditore una comunicazione in forma scritta tramite posta raccomandata.

  • emanuela ha detto:

    Buongiorno, proposta accettata e controfirmata. Preliminare e rogito congelati causa coronavirus. Abbiamo dato un assegno al momento dell’offerta. La proposta aveva la seguente clausola “irrevocabilita della proposta: la presente proposta deve intendersi irevocabile ai sensi dell’art. 1329 cc per un periodo di 30gg dalla sua sottoscrizione, trascorsi i quali salva espressa diversa volontà, perderà automaticamente ogni efficacia”. Avremmo dovuto fare il preliminare il 30 marzo, ma ora è stato posticipato al 30 aprile…

    Possiamo recedere l’offerta?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Emanuela, per rispondere in modo coretto dovremmo capire con quale modalità è stato posticipato l’atto al 30 aprile 2020. Se le parti hanno concordato in forma scritta di posticipare l’atto, bisogna attendere il 30 aprile prima di inviare qualunque comunicazione. Se crede, può inviarci la copia del preliminare e eventuali accordi in forma scritta successivi in modo da fornirne una consulenza legale adeguata. Può inviare i documenti alla casella email trustsrl@visureitalia.com

  • Tony ha detto:

    Buongiorno,
    Presento la mia posizione (acquirente):

    – Proposta d’acquisto accettata dal venditore
    – La proposta non è ancora stata firmata da parte del proponente per presa conoscenza dell’avvenuta accettazione
    – Caparra non ancora versata e proposta d’acquisto non ancora registrata

    A causa di alcuni elementi di criticità che, secondo me e la mia compagna potrebbero minacciare la nostra tranquilla permanenza all’interno dell’immobile oggetto della compravendita, decido di ritirarmi dalla proposta e non portare a termine l’affare. Faccio presente che, a mio avviso, ci sarebbe potuta essere maggiore trasparenza sia da parte dell’agente immobiliare, sia da parte del venditore prima della firma della proposta.
    Quindi vi chiedo quali sono i rischi che l’acquirente potrebbe correre nel caso in cui voglia recedere dalla compravendita? È obbligato a pagare sia la caparra al venditore che le penali all’agenzia immobiliare? In quali altri rischi potrebbe incorrere?

    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Sig. Tony, la vicenda da lei esposta è articolata e, per avere un quadro chiaro e preciso dei suoi diritti e obblighi, le consigliamo un confronto con un legale. Intanto, può valutare se nella proposta d’acquisto sono state inserite delle clausole sospensive e/o risolutive e come sono regolati i rapporti con l’agenzia immobiliare. Tenga presente che l’art. 1328 del Codice civile stabilisce che la proposta può essere revocata finché il contratto non si è concluso, per cui se il venditore non ha ancora fatto una formale accettazione della proposta, l’acquirente può revocarla. Nel caso, invece, il venditore abbia già accettato, l’acquirente potrà decidere di non dare esecuzione al contratto (non procedere, quindi, all’acquisto dell’immobile) ma non gli verrà restituita la somma versata a titolo di caparra, come stabilito dell’art. 1385 c.c..

  • Giovanni ha detto:

    Buongiorno, inverto il punto di vista..qualora dopo aver accettato la proposta sia il venditore a voler recedere?Si espone certamente al pagamento del cd doppio della caparra confirmatoria, ma anche a eventuali risarcimenti danni?in che modalità recedere?

    La ringrazio

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giovanni, naturalmente anche il venditore è libero di recedere dal contratto preliminare di compravendita. La comunicazione di recesso deve essere effettuata in forma scritta ed inviata mediante posta elettronica certificata o raccomandata con ricevuta di ritorno. Qualora l’acquirente abbia versato un importo indicato nel preliminare con la dicitura “acconto sul prezzo di vendita”, il venditore sarà tenuto unicamente alla restituzione dell’importo. Se, viceversa, nel preliminare la parte acquirente ha corrisposto un importo indicato con la dicitura “caparra confirmatoria”, il venditore sarà tenuto alla restituzione di un importo pari al doppio della caparra versata. Eventuali richieste danni da parte della parte promissaria acquirente devono comunque essere circostanziate e documentate mediante la presentazione di fatture o ricevute relative, ad esempio, alle spese sostenute per l’affitto di un appartamento in attesa della firma del contratto definitivo di compravendita.

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