Recesso da proposta di acquisto immobiliare: come funziona?

Recesso da proposta di acquisto immobiliare: come funziona?

Avete effettuato una proposta di acquisto immobiliare ma non siete più convinti dell’affare? Siete arrivati nell’articolo giusto, vi spiegheremo come procedere con la sua revoca.

Come fare una proposta di acquisto immobiliare

La proposta d’acquisto è una dichiarazione con cui l’acquirente si impegna ad acquistare un certo bene a un certo prezzo. Rappresenta, quindi, un atto unilaterale che vincola solo la parte che l’ha firmata.

Si tratta solitamente di un modulo prestampato, fornito dall’agente immobiliare, che viene accompagnato dal versamento di una somma di denaro a titolo di garanzia. Quest’ultima, anche chiamata caparra, viene sottratta alla disponibilità dell’acquirente per tutta la durata di validità della proposta di acquisto.

Il preliminare, invece, pur essendo anch’esso solitamente accompagnato dal versamento di una somma di denaro, impegna da subito entrambe le parti.

Cosa controllare prima di firmare una proposta d’acquisto

Nel caso si debba sottoscrivere una proposta d’acquisto, il Consiglio Nazionale del Notariato in un sua giuda al cittadino consiglia di:
• fissare una durata breve;
• prevedere una caparra minima.

A quanto appena detto, aggiungiamo inoltre che è opportuno effettuare una serie di controlli sull’immobile che ci si propone di acquistare.

Tra questi vi è, ad esempio, l’accertamento della titolarità giuridica sull’immobile. Attraverso una visura ipotecaria e il successivo sviluppo della nota di trascrizione relativa all’atto di provenienza è possibile accertare la natura, le quote ed il regime dei diritti reali in capo al venditore.

Altro importante controllo è quello di verificare se l’immobile risulta gravato da ipoteche e pregiudizievoli, nonché controllare la destinazione d’uso, la corrispondente categoria catastale ma anche la rispondenza dello stato dei luoghi alla planimetria depositata in Catasto attraverso un certificato catastale ventennale.

Leggi anche >> 5 controlli utili prima di acquistare casa

Proposta di acquisto e recesso

La proposta, a norma dell’art. 1328 c.c., “può essere revocata finché il contratto non sia concluso“. Considerato che il contratto si ritiene concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte, sino a tale momento la proposta può essere revocata.

Il venditore non ha alcun vincolo rispetto all’impegno assunto dall’acquirente. È libero di valutare anche altre offerte e, quindi, non è detto che l’affare arrivi a conclusione. L’accettazione può essere revocata, purché la revoca giunga a conoscenza del proponente prima dell’accettazione.

D’altra parte, fino quando la proposta d’acquisto non è accettata dal venditore, anche l’acquirente può cambiare idea. In questo caso può revocare liberamente la proposta ed ottenere la restituzione della somma versata a titolo di caparra.

Se invece è già intervenuta l’accettazione del venditore, il proponente potrà comunque decidere di non procedere all’acquisto dell’immobile, ma in tal caso il venditore avrà diritto di trattenere la caparra (art. 1385 c.c.).

Tutto questo è possibile a meno che non sia stata formulata come proposta irrevocabile per un dato periodo. In questo caso la revoca, per quel periodo, risulta inefficace.

>> Scarica il Modello proposta di acquisto irrevocabile

La proposta di acquisto accettata dal venditore si converte automaticamente in un contratto preliminare. Quest’ultimo conterrà tutte disposizioni della proposta accettata dal venditore.

 

Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

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208 commenti per "Recesso da proposta di acquisto immobiliare: come funziona?"

  • Geppetto ha detto:

    Buongiorno, ho avanzato una proposta vincolata all’ottenimento del mutuo in data 23 marzo 2021, scaduta in data 23 maggio e prorogata dopo nuovamente fino al 23 luglio.
    La delibera di mutuo è arrivata in data 15 giugno ma il rogito non può ancora essere fissato causa sanatorie in lavorazione.
    Posso io adesso, con il mutuo deliberato ed ormai solo più in attesa di fissare l’atto, tirarmi indietro senza andare incontro a cause legali?
    Premetto che non ho versato alcuna caparra, in quanto il venditore si è voluto fidare della mia parola.
    Sono dispiaciuto, ma ho avuto imprevisti economici nell’ultimo periodo.

    • Redazione ha detto:

      Buonasera, sulla base di quanto ci espone le suggeriamo di prendere visione delle condizioni contrattuali stabilite con la sua banca in fase di richiesta del mutuo e rivolgersi direttamente all’istituto di credito per comprendere quali specifiche conseguenze comporterebbe la rinuncia al mutuo approvato. Anche il venditore, inoltre, potrebbe rivalersi su di lei intentando una causa dato che la proposta di acquisto presentata è valida anche senza caparra. Secondo quanto disciplinato dall’articolo 1326 del Codice Civile, infatti, dalla formulazione della norma emerge che “il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.” Cordiali saluti.

  • Marco ha detto:

    Buongiorno, ho redatto una proposta irrevocabile per l’acquisto di una tabaccheria tramite un’agenzia immobiliare. L’agenzia doveva avvisarmi tramite raccomandata entro la data di irrevocabilita’ della proposta. Trascorsa tale data, ho comunicato a voce la revoca di tale proposta all’agenzia. Dopo un mese mi arriva la raccomandata con l’accettazione della proposta da parte del venditore con la data che rientra nel periodo di irrevocabilita’. L’agenzia ora pretende la provvigione anche se ha mandato la raccomandata un mese dopo. La domanda è: gli è dovuta la provvigione? Anche se l’accettazione è arrivata dopo il tempo massimo? Inoltre non ho depositato nessuna caparra ne al venditore ne all’agenzia! Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Marco, se l’accettazione non giunge al proponente entro il termine stabilito, la proposta di acquisto diviene inefficace. Questi aspetti solitamente sono specificati per iscritto nella proposta di acquisto, per cui la invitiamo a visionarla. Nel suo caso l’accettazione del venditore, anche se riporta la data che rientra nel periodo di irrevocabilità, le è arrivata dopo un mese dalla scadenza del termine, per cui non dovrebbe essere valida e non dovrebbe comportare il riconoscimento della provvisione all’agenzia. Qualora la situazione non si risolvesse bonariamente e volesse capire meglio quali sono i suoi diritti e obblighi in tale situazione, le consigliamo di rivolgersi ad un legale. Cordiali saluti.

  • Patanè Giuseppe ha detto:

    Salve,
    Il venditore ha accettato la nostra proposta d’acquisto ma abbiamo un grosso dubbio sulle date che ci ha fatto inserire l agenzia immobiliare . Per intenderci integrazione preliminare subordinato all accettazione del mutuo entro il 30/09/2021 e data di rogito al 30/03/2022. Andando in banca ci è stato riferito che i 6 mesi di validità della richiesta di mutuo valgono dalla data d inserimento della pratica e non dalla delibera. È possibile chiedere di spostare la data di integrazione della caparra(30 settembre) cosi da rientrare nelle tempistiche della banca?

    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giuseppe, esponga la situazione all’agenzia e al venditore riportando quanto detto dall’istituto di credito. Immaginiamo non che non ci saranno obiezioni a riguardo, in quanto anche loro hanno interesse a concludere l’affare. Cordiali saluti.

  • Roby ha detto:

    Buongiorno,
    abbiamo formulato una proposta d’acquisto tramite agenzia lasciando una caparra. Dopo alcuni giorni l’agente ci ha comunicato che il feedback del proprietario, il quale è concorde sul prezzo a patto che si diluiscano maggiormente le tempistiche per il momento del rogito (parliamo di 6 mesi in più rispetto alle tempistiche proposte da noi), condizioni che a noi non stanno più bene. L’agente questo ce lo ha comunicato a voce e ci ha dato qualche giorno per pensarci, la domanda è: se noi decidiamo di rifiutare la diluizione dei tempi, perdiamo la caparra? Ci preoccupa che nonostante questa sia una controproposta dei proprietari (perché a tutti gli effetti cambiano delle condizioni della nostra proposta iniziale), non essendo scritto nero su bianco possano trattenere la nostra caparra. Grazie in anticipo per la risposta.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Roby, non ci è chiaro se la data del rogito fosse specificata nella proposta d’acquisto da voi firmata. Tuttavia, se così fosse la risposta del venditore potrebbe configurarsi come una controproposta e se non avete intenzione di procedere accettandola, vi consigliamo di recarvi presso l’agenzia immobiliare per formalizzare la non accettazione da parte del venditore. In questo caso potrete liberarvi della proposta da voi fatta e ricevere indietro la caparra. In caso di dubbi, lLe consigliamo di rivolgersi ad un legale capire per capire meglio quali sono i suoi diritti e obblighi in tale situazione. Cordiali saluti.

  • Colombo Susana ha detto:

    Buongiorno, ho fatto la proposta per un immobile ed e stata accettata dal venditore, abbiamo firmato il tutto, adesso dopo ulteriori controlli mi rendo conto che i piani catastali non sono allineati, la vendita e stata fatta come corpo e non su misura, ma da quanto ho capito loro non potrebbero vendermi se lo stato e non allineato, come posso procedere, posso revocare l’acquisto oppure perdo la caparra e i soldi della agenzia

    • Redazione ha detto:

      Gentile Susana, la informiamo che di solito l’allineamento del piano non è un elemento determinante all’interno della visura catastale. L’aspetto fondamentale, invece, è che la planimetria catastale dell’immobile corrisponda allo stato di fatto dello stesso. Le suggeriamo, comunque, di richiedere in Catasto una eventuale rettifica dei dati relativi al piano dell’immobile. Cordiali saluti.

  • Gilda ha detto:

    Salve, ho firmato una proposta di acquisto già accettata dal venditore e consegnato già l’assegno di 5000 euro, il problema é che prima della firma l’agenzia mi ha fatto parlare con un broker finanziario a cui ho spiegato che al momento non ho disponibilità di denaro che tutto ciò che concerne l’acquisto l’avrei comunque dovuto finanziare, siamo partiti da una spesa di 16000 euro e siamo ad oggi arrivati a 23000, non sono stati per niente chiari e adesso vorrei non procedere perché hanno intenzione di fare dei movimenti strani per far sì che passi il mutuo e poi anche il finanziamento, come potrei risolvere?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Gilda, se dovesse decidere di recedere dalla proposta di acquisto immobiliare, perderebbe irrimediabilmente la somma versata al venditore come caparra. Le suggeriamo di svincolarsi completamente dal broker finanziario di cui parla e richiedere un prestito per la cifra che resta da versare alla sua banca o ad una finanziaria. Cordiali saluti.

  • Misia Mazza ha detto:

    Buongiorno ho fatto una proposta d’acquisto per un rustico , accettata dal proprietario.
    l’agenzia aveva detto che era tutto apposto.
    Per sicurezza ho fatto fare al mio notaio un controllo e ha scoperto che c’è una ipoteca molto alta con Equitalia che grava su quell’ immobile insieme ad altri 2.
    sulla proposta c’è comunque scritto che l’immobile verrà consegnato libero da iscrizioni ipotecarie e altro.
    Visto che ho consegnato un assegno di caparra io ho il diritto a ricevere un rimborso se non si rogita e toglie la ipoteca entro la data fissata in proposta, visto che in questo caso impossibilitato ad acquistare per omissione del venditore? Posso fare qualcosa nei confronti dell’ agente immobiliare? Rischio di perdere la caparra? Ho già il finanziamento erogato con relative spese di apertura e spese di notaio da pagare.
    Grazie.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Misia, se nella proposta di acquisto è presente la dicitura che ci ha riportato significa che l’immobile, al momento del rogito, dovrà essere libero di ipoteche e altro. Se così non fosse, ci sarebbero i presupposti per non procedere con l’affare e chiedere la restituzione della caparra. Le consigliamo di chiedere maggiori delucidazioni all’agenzia, per comprendere i motivi per cui è stato omesso tale aspetto e comprendere come si evolverà la situazione. Cordiali saluti.

  • Mariella ha detto:

    buongiorno. abbiamo fatto una proposta di acquisto accettata dal venditore e abbiamo lasciato una caparra di 5000 euro con la dicitura che entro e non oltre il 30 giugno ci fosse la delibera del mutuo e che la parte venditrice avesse dato il certificato ape il quale al momento della proposta non era ancora stato ottenuto e che la parte venditrice avesse a sua volta sempre entro il 30 giugno fatto una proposta di acquisto e accetta dall’altra parte. ci siamo affidati ad un loro consulente che prima ci ha fatto un preventivo con una certa rata mensile e poi non ha rispettato tale preventivo. attualmente abbiamo avuto problemi con le banche perché ci dicono che non possiamo andare avanti con la delibera perché avendo già un finanziamento di un acquisto della macchina bisognerebbe estinguerlo e quindi non vogliono proprio mandare avanti la pratica per la delibera, ma a noi serve anche se la delibera è negativa perché a detta dell’agenzia immobiliare senza questo documento noi risuleremmo inadempienti e potrebbero avvalersi di un legale e chiedere un risarcimento. ma possono farlo. ad oggi 12 luglio siamo oltre i tempi fissati e non abbiamo presentato nessuna delibera.grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Mariella, in base a quanto descritto ci sembra di capire che la proposta d’acquisto fosse vincolata alla concessione del mutuo e che entro la data indicata nella proposta non abbiate ricevuto una risposta positiva dall’istituto di credito. La condizione sospensiva non si è, quindi, verificata e per questo, anche se a voi serve, non si potrà dare seguito al contratto. Per questo motivo, la situazione si dovrà concludere con la risoluzione del contratto e restituzione della caparra, a meno che la parte venditrice non abbia intenzione di allungare i termini. Cordiali saluti.

  • Anastasia C. ha detto:

    salve
    sono una venditrice di un immobile che ha accettato una proposta di acquisto con vincolo/subordinato al mutuo con scadenza il 11 giugno c.a.
    Nell’arco di 3 mesi in cui è stato firmata la proposta ho dovuto “aggiornare” al catasto l’immobile a seguito della perizia bancaria e comunque rientrando nei tempi previsti del contratto.
    Il 12 giugno, giorno dopo della normale scadenza contrattuale, non avendo notizie chiedo all’agenzia se l’acquirente avesse dato loro notizie in merito alla ormai famosa “delibera del mutuo” e se potevo ritenermi libera dal contratto…
    La stessa agenzia mi propone invece una scrittura privata per rilanciare la scadenza della proposta di ulteriore 3 settimane in attesa della ricezione della delibera .
    Dopo poche ore , sempre il girono dopo il 12 giugno, l’agenzia mi comunica x le vie brevi che finalmente c’e’ la delibera.
    Quindi abbiamo escluso quella scrittura privata….
    Adesso dopo che il venditore si è fatto il giro dei notai ed ha trovato quello “economico” siamo stati contattati dal notaio a cui abbiamo inoltrato tutta la ns. documentazione entro un paio di giorni (visto che la brava agenzia non ci aveva manco detto quali erano i documenti da tenere pronti tipo copia del ns mutuo e conteggio estintivo etc etc.).
    Dopo due giorni sia il notaio che l’agenzia mi comunicano che il venditore non ha più intenzione ad acquistare , che invierà lettera di “scioglimento contratto” al momento preavvisato da un messaggio semplice whatsapp a cui seguirà spero A/R!
    Ho chiesto lumi all’agenzia e al notaio circa la reale esistenza della delibera del mutuo e nessuno dei due ha copia.
    Premetto che all’agenzia più volte avevo esplicitamente fatto richiesta di verificare che le informazione assunte fossero veritiere e per lo meno capire se l’acquirente avesse realmente avuto la delibera al mutuo.
    Ad oggi sono in attesa di una ricezione di una fantomatica lettera di “scioglimento contratto” e in stand by per adire per le dovute vie legali e capire nel frattempo cosa è accaduto dal notaio il giorno prima del preliminare o direttamente al definitivo…
    Sembra che il venditore volesse o credesse che l’ammezzato /soppalco ( il tutto è dichiarato sia al catasto che al comune ) fosse un vano vero e proprio, considerato la situazione urbanistica e progettuale non è possibile considerato in altra maniera e che lo stesso appartamento è stato periziato più volte dalle nostre banche e sopratutto dalla sua a cui ha chiesto il mutuo che ha oltretutto verificato la sua regolarità !
    ( e se fosse una scusa ? chi lo sa !)
    Sul preliminare c’e’ scritto chiaramente il numero dei vani, sono state date loro tutte le informazioni, disegni comunali e catastali certificazione impianti, sulla ristrutturazione fatta, tutti in regola…. e ben altro!
    Adesso potreste dirmi cortesemente se per l’agenzia l’iter può definirsi chiuso e pretendere le sue provvigioni (anche da me venditrice nonché parte lesa) , e se considerato che vi era la proposta di vendita subordinata al mutuo , se quest’ultima non è vincolante al punto tale che il venditore ha l’obbligo ad adempire e portare fino in fondo l’acquisto ?
    Io oltre che ad adire per le dovute vie legali cosa posso fare?
    cosa fareste voi ?
    Help me !

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Anastasia, per quanto riguarda il compenso provvigionale dell’agenzia immobiliare sarebbe opportuno leggere attentamente il mandato. In linea di principio, questo è dovuto anche in caso di recesso poiché la agenzia immobiliare ha comunque completato la sua attività con la firma del contratto preliminare tra le parti. Per il resto, considerata la complessità della situazione, le suggeriamo di rivolgersi a un legale. Cordiali saluti.

  • Silvio ha detto:

    Buonasera, ho firmato una proposta di acquisto lasciando in deposito un assegno di 5.000€. La proposta è subordinata alla concessione del mutuo. L’agente immobiliare non ha fissato un termine per l’avveramento della condizione avendo affidato la richiesta del mutuo a un consulente proposto dall’agenzia. Dopo 30 giorni senza riscontro dalla banca però l’agenzia vuole rimettere in vendita la casa e accettare nuove proposte. Lo può fare? O non rispettando il contratto deve restituire il doppio dell’assegno? Io che faccio con la pratica di mutuo? La mando avanti rischiando che non ci sia più l’appartamento oppure chiedo di ritirare la pratica rischiando poi però di essere io inadempiente? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Silvio, siamo in presenza di una casistica particolare in quanto si tratta di una proposta subordinata alla concessione del mutuo ma per cui non è stato indicato il termine entro cui questa condizione sospensiva debba avverarsi. Se gli accordi firmati da entrambe le parti sono quindi questi, l’agenzia/venditore rimettendo in vendita la casa e accettando nuove proposte risulterebbe inadempiente e potreste chiedere la restituzione del doppio della caparra. In tali situazioni è tuttavia consigliabile sempre un confronto con un legale, in modo da aver chiara la situazione e comprendere quale sia il modo migliore per procedere.
      In merito al mutuo, le suggeriamo invece di rivolgersi all’istituto di credito presso cui l’ha richiesto affinché possa procedere senza rischi e complicazioni future. Cordiali saluti.

  • Mariam ha detto:

    Salve! abbiamo fatto una proposta per un’immobile a dicembre accettata successivamente con deposito della caparra, premetto che nella proposta era specificato che per arrivare al rogito avevamo 6 mesi di tempo. Nel mentre sono usciti dei problemi sulla casa, ovvero è stato riscontrato un livello. Ad oggi siamo fuori dai tempi previsti, voglio sapere gentilmente nel caso in cui io mi dovessi ritirare adesso quali sono le conseguenze economiche ?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Mariam, in caso di recesso da parte dell’acquirente la caparra confirmatoria versata può essere trattenuta dalla parte venditrice. Tuttavia, se si sono riscontrate delle irregolarità di cui non era stato messo al corrente prima della proposta d’acquisto e non sono state rispettate le tempistiche pattuite, ci potrebbero essere gli estremi per recedere dalla proposta senza perdita della caparra. Le suggeriamo di chiedere il supporto di un legale affinché verifichi la sua situazione. Cordiali saluti.

  • Giulia ha detto:

    Buongiorno, ho bisogno di aiuto…ad aprile abbiamo fatto una proposta di acquisto che è stata successivamente accettata dal venditore,nella proposta era dichiarato che si sarebbe andati a rogito entro dicembre…ci Hanno richiamo qualche giorno fa per dirci che ci sono dei problemi burocratici e va tutto a slittare ad aprile…noi vorremmo tirarci indietro perché i tempi sono troppo lunghi così… perdiamo la caparra? Anche se non è colpa nostra il dilatarsi dei tempi?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Giulia, per rispondere al suo quesito è necessario prendere visione di quanto risulta specificato nella proposta in merito alla data del rogito e se sono state indicate le conseguenze in caso di mancato rispetto della data. Le consigliamo, pertanto, di verificare il contenuto della proposta di acquisto e, nel caso avesse dei dubbi, di rivolgersi ad un legale al fine di verificare quali sono i suoi diritti. Cordiali saluti.

  • Anto ha detto:

    Buona sera,avrei bisogno di un aiuto, a marzo ho fatto una proposta per immobile e dato la caparra di 5mila euro ora la proposta è scaduta e la venditrice vuole o ritirarsi oppure ricontattare il prezzo perché non aveva capito che il rifacimento dei balconi era a carico suo secodno Lei è secondo l agenzia può farlo perché la proposta essendo scaduta non ha valore. Se si dovesse ritirare dovrebbe restituirci il doppio della caparra? Io ho messo un broker e al momento il perito non é uscito perché manca un documento della casa nel caso in cui la venditrice si dovesse ritirare il broker lo deve pagare lei? Un ultima cosa può davvero cambiare il prezzo di vendita perché la proposta è scaduta? Attendo vostra risposta grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Antonio, generalmente se l’accettazione non giunge al proponente entro il termine stabilito, la proposta di acquisto diviene inefficace e, quindi, si ha diritto alla restituzione delle somme versate a titolo di caparra. Le suggeriamo di visionare la proposta di acquisto che ha firmato in quanto questi aspetti di solito sono specificati per iscritto.
      Tecnicamente il venditore non si sta tirando indietro perché, da quanto ci racconta, non ha mai accettato la Sua proposta e sembrerebbe che abbia intenzione di fare una controproposta.
      In merito al broker, invece, dipende dagli accordi presi. Nel caso la situazione non si risolvesse bonariamente e volesse capire meglio quali sono i suoi diritti e obblighi in tale situazione, le consigliamo di rivolgersi ad un legale. Cordiali saluti.

  • Raul ha detto:

    Salve ho fatto proposta per un immobile dato assegno come caparra la proposta è stata accettata con io adesso non voglio più quella casa …ho chiamato il proprietario della casa e a detto che non importava che aveva detto in agenzia che mi potevano ridare l assegno indietro e che lui nn voleva nulla …ora però l agenzia vuole la provvigione anche se il proprietario nn vuole fare causa ma vogliono farlo loro e nn mi danno indietro nemmeno l assegno cosa dovrei fare?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Raul, le suggeriamo di verificare quanto risulta scritto all’interno del contratto che ha firmato. Inoltre la informiamo che se non esiste alcun contratto preliminare di vendita l’agenzia è tenuta a restituirle la caparra precedentemente versata. Cordiali saluti.

  • Andrea ha detto:

    Salve. Ho firmato una proposta d’acquisto in data 17/06/21 “la presente proposta di acquisto è da intendersi irrevocabile, ai sensi dell’art. 1329 cod. civ., e perderà ogni efficacia qualora entro la data del 30/06/21 non sia portata a conoscenza del Proponente la relativa accettazione, che dovrà essere manifestata per iscritto, e potrà risultare anche tramite sottoscrizione apposta in calce alla presente proposta”

    ho fissato un appuntamento per firmare il preliminare per il p.v. 23/06/21, non ho ancora versato nessuna caparra.

    posso revocare la mia proposta, tenendo conto che non ho avuto un’accettazione ufficiale dal venditore/costruttore ma solo fissato la data per il preliminare? Grazie anticipatamente.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Andrea, il venditore/costruttore ha tempo fino al 30/06 per accettare o meno la Sua proposta. In base a quanto stabilito dall’art. 1329 c.c., primo comma, la sua revoca, prima di tale data, risulterà senza effetto. Cordiali saluti.

  • Elisa ha detto:

    Buongiorno, abbiamo fatto la proposta per un immobile, con consegna di caparra pari a 5000 euro, alla fine di aprile che dopo pochi giorni è stata accettata dal venditore. ormai a pochi giorni (l’altro ieri) dall’atto l’agenzia mi comunica che il possesso dell’attuale proprietaria è dato dal 50% da compravendita e dal 50% da donazione del 2010 quindi non sono passati ancora i 20 anni. Io posso chiedere l’annullamento del contratto pretendendo almeno la mia caparra? sempre sottolineando che il notaio ormai sarà già da pagare e quindi avrò delle perdite. L’agenzia al momento della proprosta d’acquisto non era obbligata a comunicarmi questo dettaglio secondo me molto aggravante? grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Elisa, in base a quanto esposto, sembrerebbe che ci siano gli estremi per ritirarsi dall’affare chiedendo la restituzione di quanto versato poiché le condizioni della compravendita sono differenti rispetto a quelle prospettate nella trattativa iniziale. Le suggeriamo di chiedere il supporto di un legale affinché verifichi la sua situazione. Cordiali saluti.

  • Francesco ha detto:

    Sono un venditore, ho posto la mia casa in vendita compilando il modulo prestampato agenzia immobiliare ove c’era scritto che era tutto in regola. La proposta è stata accettata versandomi 5000€ di caparra. Tra poco faremo il preliminare, ma nel gfrattempo mi sono accorto che il mio condominio 45 anni non ha mai richiesto l’agibilità al comune, pare che in molti casi non sarà possibile ottenerla. A questo punto ho detto all’agenzia di comunicarlo all’acquirente. Se a queste mutate condizioni l’acquirente volesse abbassare il prezzo di acquisto ed io non accettassi, si potrebbe risolvere tutto semnza perdere caparre. Stesso discorso se l’acquirente a condizioni diverse fella proposta d’ acquisto si ritirasse,chi perderrbbe la caparra? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Francesco, le suggeriamo di richiedere al Comune la copia della licenza edilizia del condominio e, in questa occasione, potrà fare richiesta del rilascio di agibilità, condizione imprescindibile per ottenere il mutuo. Per quanto riguarda la caparra, inoltre, riteniamo che la questione dipenda da quanto risulta all’interno della proposta di acquisto relativa alla casa messa in vendita. Le suggeriamo quindi di approfondire questo aspetto. Cordiali saluti.

  • Enrico ha detto:

    Buonasera
    ho fatto una proposta d’acquisto tramite agenzia, il venditore ha accettato dopo una settimana, ma proprio quel giorno ho scoperto che c’è un ipoteca sull’immobile, ho letto attentamente la mia proposta, scritta dall’agenzia, c’è scritto che il venditore deve pagare un mutuo di 21.000,00€, ma subito sotto c’è un rigo, “libera da vincoli, vizi, ipoteche o trascrizioni pregiudizievoli ad eccezione di Nulla” mi sono rifiutato di firmare la presa in atto della firma di accettazione, ho chiesto indietro la caparra di 2.000,00€, ma non vogliono darmela, sostengono che che sapevo dell’ipoteca perché sapevo del mutuo, ho risposto che un mutuo si può ottenere anche con altre garanzie, e comunque fa fede la scritta, “libera da vincoli, vizi, ipoteche o trascrizioni pregiudizievoli ad eccezione di Nulla” chi ha ragione? e come fare per riavere indietro la caparra?
    Grazie, Enrico

    • Redazione ha detto:

      Gentile Enrico, si tratta di una situazione ambigua, il contenuto della proposta risulta fraintendibile proprio come è accaduto. Se non ha intenzione di concludere l’affare le consigliamo di insistere affinché le venga restituita la caparra, e se per caso continuasse a riscontrare un atteggiamento poco collaborativo dall’altra parte le suggeriamo di chiedere il supporto di un legale. Tuttavia, se fosse interessato a proseguire con l’acquisto dell’immobile, l’ipoteca volontaria non rappresenta un grosso impedimento. Questa può essere estinta al momento della stipula del rogito in banca contestualmente al pagamento della cifra pattuita, in quanto parte di quest’ultima verrà destinata all’estinzione dell’ipoteca e la restante parte verrà data al venditore. Quest’ultimo si dovrà occupare a sue spese della cancellazione dell’ipoteca. Per avere maggiori delucidazione su tutta questa procedura, le consigliamo di rivolgersi al Notaio che si occuperà della compravendita. Cordiali saluti.

  • Francesca G. ha detto:

    Buongiorno, io e il mio compagno abbiamo fatto la proposta(già accettata e con versamento di 5mila€ di caparra) per un appartamento che allo stato attuale è unito ad un altro appartamento al piano superiore e che dovrà essere frazionato. In prima battuta ci era stata data la metratura del nostro alloggio di circa 90mq, dalla visura catastale e dalla planimetria fornitaci il totale dei due appartamentirisulta essere di circa 130 mq. Temiamo perciò che l’appartamento sia molto più piccolo, lo abbiamo visionato settimane fa e non ricordiamo più ad occhio le misure.
    Se l’appartamento dovesse discostarsi molto dalla misura fornita dall’agenzia, cosa possiamo fare? Temiamo di aver sbagliato tutto e di perdere dei soldi. Se dovessimo recedere a cosa andremo incontro?
    NB. Abbiamo vincolato l’acquisto al buon esito del mutuo specificando anche la cifra necessaria; c’è la possibilità che la banca valuti l’immobile ad un prezzo molto più basso dovuto anche ai mq inferiori, che quindi il mutuo non ci basti e non passi, sciogliendo così il contratto?
    Grazie davvero se vorrete rispondermi.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Francesca, i 90 mq di cui ci parla sono specificati nella proposta d’acquisto da voi firmata? Se così fosse, ma la realtà dei fatti risultasse diversa da quanto dichiarato dal venditore, ci potrebbero essere gli estremi per poter recedere senza la perdita della caparra. Oltre a questo, ci sembra di capire che la vostra proposta sia vincolata alla concessione del mutuo, la quale rappresenta una condizione sospensiva che se non si verifica determinerà la risoluzione del contratto e restituzione della caparra. Vi consigliamo di verificare il contenuto della proposta di acquisto per accertare i motivi per cui potrebbe recedere l’acquirente ed eventualmente rivolgersi ad un Avvocato per avere un quadro chiaro e preciso dei vostri diritti e obblighi.
      Cordiali saluti.

  • april ha detto:

    buonasera il proprietario accetta gia
    la proposta abbiamo
    firmato anche la in mutuo alla banca ma il rogito non abbiamo ancora ma e possibile ancora cancellare la nostra richiesta per la casa perche ho pensato che la casa per noi 4 e troppo piccola graziemille

    • Redazione ha detto:

      Gentile April, può recedere dall’affare ma la caparra confirmatoria versata potrà essere trattenuta dalla parte venditrice. Inoltre, le consigliamo di confrontarsi con la banca per verificare quali sarebbero le conseguenze riguardo alla concessione del mutuo. Cordiali saluti.

  • Silvia ha detto:

    Buongiorno,
    io ho firmato una proposta di acquisto in data 5/5/21 subordinata all’ottenimento di mutuo, con scadenza a 60 giorni il 5/7/21.
    La proposta premetto è stata accettata, ho versato un assegno di 2mila euro a caparra.
    ora, essendo l’immobile in edilizia convenzionata, l’agenzia intermediaria doveva comunicarmi il valore imposto dell’ appartamento in modo da poter dare tutta la documentazione alla banca.
    dopo 1 mese ancora nulla, nonostante le chiamate all’agente che si occupa della vendita.
    dato che i tempi di richiesta mutuo sono intorno al mese, posso io richiedere la restituzione della caparra e annullare la proposta che aveva 15 giorni di irrevocabilità previa accettazione del venditore?
    grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Gentile Silvia, il termine di 60 giorni è collegato alla concessione del mutuo? Se così fosse, essendo la proposta vincolata alla concessione del mutuo in quanto quest’ultimo rappresenta una condizione sospensiva, è molto probabile che alla scadenza dei 60 giorni, per via della procrastinazione dell’agente, non avrà ottenuto il mutuo e questo determinerà la risoluzione del contratto e restituzione della caparra. Cordiali saluti.

  • Maria ha detto:

    Abbiamo firmato la proposta di acquista accettata con caparra. Ma siamo venuti a conoscenza contestualmente alla firma che il venditore ha necessità di fare il rogito dopo una certa data molto tarda rispetto alla proposta, senza il nostro consenso. La banca non ci dà garanzie e ha rifiutato la richiesta di mutuo posticipandola. Rischiamo così che a causa di variazioni non venga accettato il mutuo. Possiamo avanzare la revoca della proposta senza perdere la caparra?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Maria, la data del rogito le è stata comunicata a voce oppure era indicata nella proposta di acquisto o nel successivo preliminare? Le suggeriamo di rivolgersi ad un legale al fine di verificare, considerata le dinamiche della situazione, se vi siano i presupposti di legge per poter revocare la vostra proposta senza la perdita della caparra. Cordiali saluti.

  • Filippo ha detto:

    Buona sera, a seguito di una proposta di acquisto fatta a settembre 2020 di 5k per un immobile ancora da realizzare, con consegna max a dicembre 2021, ad oggi è stato fatto solo il vespaio, ed io a dicembre devo lasciare il mio immobile a dicembre 2021 in quanto ho ricevuto e accettato proposta di acquisto. Ho deciso di lasciare l’acquisto e dichiararmi inadempiente per non essere più soggetto a promesse di inizio lavori ad oggi mai mantenute dal costruttore. Il costruttore mi propone di tenersi la caparra di 5k (assegno regolare) + 4k che gli avevo anticipato e restituirmi 9k anch’ essi anticipati in questi mesi. Mentre l’agenzia vorrebbe l’intera provvigione di 7k concordata per questo acquisto a settembre scorso. È giusto che io perda tutti questi soldi per un immobile che ad oggi non esiste ancora fisicamente? Possono sia il costruttore che l’agenzia pretendere le cifre sopra citate? Grazie Filippo.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Filippo, l’acquirente può recedere dalla proposta ma la caparra confirmatoria versata potrà essere trattenuta dalla parte venditrice. Per quanto riguarda il compenso provvigionale dell’agenzia immobiliare, sarebbe opportuno leggere attentamente il mandato. In linea di principio, questo è dovuto anche in caso di recesso poiché la agenzia immobiliare ha comunque completato la sua attività con la firma del contratto preliminare tra le parti.
      Le consigliamo di rivolgersi ad un legale al fine di verificare la situazione e chiarire la corrispondenza delle cifre indicate. Cordiali saluti.

  • Daniele ha detto:

    Buon giorno,

    Chiedo cortesemente delucidazioni.
    Ci si innamora di un immobile, si controlla carte,catasto,tavolari..ecc.. tutto perfetto. Si procede quindi con proposta di acquisto/preliminare,con regolare caparra, firma e controfirma delle parti. Ora si aspetta solo il rogito. Tuttavia…l’acquirente viene a conoscenza di possibile/probabile usucapione da parte di terzi, relativo al cortile esterno di proprietà dell’immobile in questione.
    Come può l’acquirente tutelarsi al momento del rogito, per essere sicuro che terzi non avanzino diritti? E se non può tutelarsi in tal senso, può retrocedere dalla proposta di acquisto, per questa causa?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Daniele, le suggeriamo di porre il quesito al Notaio che ci occuperà del rogito. Sicuramente saprà indicarle come comportarsi affinché l’acquisto avvenga in sicurezza. Cordiali saluti.

  • donatella ha detto:

    Buona sera,
    ho fatto una proposta di acquisto per un appartamento, compreso posto auto. Ho anticipato 5k all’agenzia e la proposta è stata accettata. Ora risulta che l’appartamento è intestato ad una persona, mentre il posto auto ad altre 2 persone, estranee alla prima, e soprattutto trattasi di posto auto nello scantinato dello stabile dove non sono state fatte assegnazioni ai singoli condomini. Quindi di quel posto auto non disporrò della proprietà esclusiva, ma solo dell’usufrutto in comproprietà con gli altri condomini. Questo particolare mi è stato confermato telefonicamente anche dal notaio oltre che dall’amministratore di condominio. Mi chiedo, posso recedere dalla proposta fatta? E ovviamente pretendere indietro i 5k lasciati con assegno? Grazie mille!

    • Redazione ha detto:

      Gentile Donatella, il posto auto potrebbe appartenere a due persone diverse a causa di una mancata voltura. In questi casi è consigliabile non fare riferimento alla visura catastale, bensì all’atto di acquisto che ipotizziamo che le avrà fornito l’agenzia. È probabile che queste due persone siano gli originari costruttori e l’intestazione catastale corretta, in base a quanto esposto, dovrebbe essere relativa a tutti i condomini, in quanto si è in presenza un uso in comproprietà.
      La possibilità di recedere riavendo indietro la caparra dipende da diversi aspetti, ovvero dal contenuto della proposta di acquisto accettata, se il tutto le era stato proposto come uso esclusivo o meno, e dal punto in cui si trova la procedura di acquisto in quanto ci sembra di capire che sia stato interpellato anche un notaio (e questo comporta dei costi). Le consigliamo di rivolgersi ad un legare per capire quali siano i suoi diritti e se ci sono gli estremi per avviare un procedimento di tipo civile contro l’agenzia e il venditore. Cordiali saluti.

  • Sara ottolini ha detto:

    Ho accettato una proposta con clausola sospensiva per ottenimento mutuo in scadenza al 15.05. La proposta ha allegate le planimetrie, sottoscritte, di appartamento, box e cantina ma riporta nella descrizione ‘appartamento e cantina’ ed i soli dati catastali degli stessi (un generico ‘vedi schede allegate’ nelle informazioni). La proposta non é stata registrata dall agenzia in attesa della delibera mutuo e successivo compromesso (con versamento di 30k euro e di 5k di caparra confirmatoria ora trattenuti dall agenzia).
    Io non considero il box parte della vendita, l acquirente si. Se non troviamo un accordo con cui scrivere il compromesso, secondo la proposta – che diventa preliminare salvo comunicazione della mancata erogazione del mutuo – il box é compreso o meno (fanno fede me schede allegate o la descrizione immobile e dati catastali trascritti)?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Sara, potrebbe essere successo che il box non sia stato accatastato autonomamente, bensì sia stato incluso come pertinenza nell’appartamento. Le suggeriamo di verificare all’interno della visura catastale se il box risulta essere accatastato in modo separato. Cordiali saluti.

  • E G ha detto:

    Salve,
    Ringrazio anticipatamente per l’articolo pubblicato che ben delonea il cuadro normativo e le possibili casistiche. Vorrei farvi una dlmanda strettamente personale per un fatto avvenutomi in queati giorni in qualita’ di acquirente per sapere come dovrei comportarmi. Sarebbe possibile realizzare una telefonata o una call via whats app/skype?

  • Ciro ha detto:

    Salve ho ricevuto una proposta d’acquisto inizialmente sottoscritta termine per l’adesione era il 30 marzo 2021 dal quale partivano i 10 giorni per l’accettazione definitiva dalla que si poteva recedere attraverso comunicazione scritta con raccomandata.Nel frattempo ho cambiato idea e non voglio più vendere ci sono margini per recedere dalla proposta d’acquisto visto che nel frattempo mi è stata comunicata anche una data di possibile rogito?? Grazie saluti

    • Redazione ha detto:

      Gentile Ciro, la proposta di acquisto è stata da lei accettata? Anche se l’avesse già accettata, il diritto di recesso le è sempre riconosciuto, ma dovrà sicuramente restituire la caparra versata dall’acquirente, se non il doppio. Se è coinvolta una agenzia immobiliare, le consigliamo di richiedere informazioni sulle modalità di recesso. Cordiali saluti.

  • Carla ha detto:

    Buongiorno,
    ho accettato una proposta dall’acquirente vincolata al mutuo; ad oggi non ho ancora l’esito del mutuo e sto valutando l’annullamento dell’accettazione della proposta. È possibile? A cosa vado incontro? Grazie!

    • Redazione ha detto:

      Gentile Carla, nella proposta d’acquisto da lei accettata è specificata la scadenza entro cui dovrete ricevere notizie sul mutuo? In questi casi è importante verificare il contenuto della proposta, in quanto se non vi è alcun motivo specifico alla base della Sua revoca potrebbe dover restituire all’acquirente il doppio della caparra da lui versata. Cordiali saluti.

  • Daniela Ciurlia ha detto:

    Buonasera
    avrei questo dubbio da sciogliere. La settimana scorsa ho firmato una proposta di acquisto irrevocabile con caparra confirmatoria di €10.000,00 per un immobile in vendita sul sito dell’agenzia che ha seguito tutta la fase iniziale. Con l’agente abbiamo concordato l’importo da proporre ed esso stesso ci ha fatto credere che poteva essere congruo e facilmente accettato. Inoltre nel giro di 2 giorni il proprietario ci ha fatto avere i documenti e si è messo in moto per avviare la relazione tecnica per le conformità catastali. A ridosso della scadenza l’agente ci ha fatto sapere che il venditore non intendeva più vendere. Io credo fermamente di aver subito un danno in relazione alla mia buona fede, visto che le intenzioni del venditore fino a pochi giorni prima che si concludesse il preliminare erano quelle di vendere, mentre si è tirato indietro per un ingiustificato motivo.ingiustificato motivo e senza peraltro darmi opportunità di modificare alcun termine della proposta. Mi potrebbe chiarire la mia posizione? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Daniela, non ci è chiaro un aspetto: il venditore aveva accettato la Sua proposta di acquisto? Ci parla di preliminare, ma non comprendiamo se sia avvenuta prima l’accettazione della proposta. Fino a quando questa non è stata accettata, il venditore non ha alcun vincolo rispetto all’impegno assunto dall’acquirente. Le consigliamo di visionare il contenuto della proposta irrevocabile e verificare se in caso di revoca del venditore è prevista la restituzione della caparra o del doppio della stessa. Cordiali saluti.

  • Sabrina ha detto:

    Buonasera, volevo delle delucidazioni da parte vostra:
    Ho dato all’agenzia l assegno di caparra per una casa e i documenti al consulente per avviare la pratica di mutuo, solo che due giorni dopo l’ agenzia mi avvisa che il proprietario non risponde più al telefono e non ha fornito nessun documento della casa per avviare la pratica. Adesso vi chiedo: posso revocare la mia proposta d’acquisto facendomi ritornare la caparra o rischio di perdere tutto?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Sabrina, la proposta di acquisto è stata accettata dal venditore? In base a quanto ci racconta sembrerebbe che ci siano gli estremi la restituzione della caparra, se non anche il doppio. Cordiali saluti.

  • Rosa ha detto:

    Gentili io ho sottoscritto una proposta il 01.03.21 con validità per 30 giorni lasciando un assegno di 2000€ presso la agenzia, la proposta è vincolata al buon esito del Mutuo. La proposta è stata firmata ed accettata dai proprietari.
    In fase di proposta non mi è stato detto che sull immobile c’è una donazione del 2018 noi abbiamo scoperto ciò innquanto l agenzia ha riportato la notizia solo al consulente finanziario nel momento in cui ha inviato i vari documenti per la pratica di mutuo.
    Detto ciò è possibile revocare la proposta entro i 30 giorni di validità nonostante sia stata girmata da noi possibili acquirenti e dai proprietari?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Rosa, da quanto esposto ci sembra di capire che la proposta sia vincolata alla concessione del mutuo, in quanto quest’ultimo rappresenta una condizione sospensiva che se non si verifica determinerà la risoluzione del contratto e restituzione della caparra. Quel che non ci è chiaro è il termine dei 30 giorni. Questo è collegato alla concessione del mutuo o alla risposta che doveva darvi l’acquirente? Cordiali saluti.

  • Mary ha detto:

    Buongiorno,
    abbiamo firmato una proposta irrevocabile di acquisto con versamento caparra di 5k. Successivamente ci è stato detto che il piano superiore-sottotetto è agibile ma non abitabile quindi invece di un 5 locali si tratterebbe di un bilocale con sottotetto non abitabile (premetto che al posto del ripostiglio nel sottotetto è già presente un bagno). La casa è nuova e dobbiamo finirla internamente a spese nostre (pavimenti, porte e rifiniture).
    Possiamo recedere dalla proposta senza perdere caparra e senza pagare la commissione all’agenzia visto il vizio dell’immobile che ci è stato nascosto anche in fase di visita alla casa (presentata appunto come 5 locali e 2 bagni)?
    Alternativamente, possiamo pretendere che il venditore (costruttore ma vende da privato) metta in regola la casa dando l’abitabilità ai locali che non ce l’hanno?
    Grazie mille!

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Mary, sulla base di quanto ci scrive, non sembra possibile mettere in regola i locali che sono stati dichiarati non abitabili. Viste le omissioni relative all’immobile, inoltre, le suggeriamo di risolvere questa situazione in via bonaria richiedendo la restituzione della caparra al venditore e all’agenzia immobiliare. Se questi ultimi dovessero rifiutarsi di farlo, le consigliamo di rivolgersi ad uno studio legale. Cordiali saluti.

  • Serena ha detto:

    Buongiorno.
    A metà gennaio abbiamo accettato una proposta di acquisto relativa alla vendita del nostro appartamento vincolata all’ottenimento del mutuo. Ci avviciniamo alla scadenza di efficacia della proposta(60gg).
    . Dall’altra parte noi, visto che l’agenzia immobiliare ci ha assicurato che il potenziale compratore avesse i requisiti di mutuabilitá verificati da un intermediario finanziario di loro fiducia, abbiamo a nostra volta fatto proposta di acquisto per un altro appartamento anche la nostra vincolata al mutuo.
    Ora, l’agenzia che ci segue per la vendita del nostro appartamento ci ha accennato che forse all’acquirente non passerà il mutuo.
    Ora, questo complica le cose anche per il nostro acquisto per cui mi chiedo: possiamo ottenere un documento di diniego del mutuo di questa persona in maniera da avere una prova che non si voglia tirare indietro perché ha trovato dell’altro?
    Altrimenti chiunque può fare proposte vincolandole al mutuo e poi pentirsene inventandosi che non è stato accordato. Oppure alla scadenza della proposta l’acquirente è libero e dunque si terrà la sua caparra e noi avremo solo perso 2 mesi per niente?
    Grazie mille.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Serena, purtroppo non è possibile ottenere un documento di diniego del mutuo di un soggetto, perché si tratta di informazioni riservate alle quali può accedere esclusivamente il diretto interessato. Tuttavia, dato che lei ha già accettato la proposta di acquisto in questione e il proponente non procederà più all’acquisto dell’immobile, in qualità di parte venditrice detiene il diritto di trattenere la caparra versata, come disciplinato dall’Articolo 1385 del Codice Civile. Cordiali saluti.

  • Pierpaolo ha detto:

    Buongiorno, in merito alla richiesta fatta ieri aggiungo che la proposta ricevuta per la mia casa non è vincolata all’ottenimento del mutuo. Non hanno messo alcun vincolo.
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Pierpaolo, si tratta di una situazione particolare. Nel caso l’agenzia immobiliare non sia in grado di chiarire i suoi dubbi, le consigliamo di rivolgersi ad un legale per capire quali siano i suoi diritti in questa situazione. Cordiali saluti.

  • Sergio ha detto:

    Buongiorno,
    il 10/10/20 firmiamo proposta irrevocabile d’acquisto immobile con dichiarazione di situazione catastale in ordine alla planimetria e ai dati catastali: conforme.
    Indichiamo la data del 17/01/21 per la stipula dell’atto notarile.
    Versiamo Euro 3000 all’atto della proposta, più ulteriori Euro 27000 all’avvenuta conoscenza dell’accettazione della proposta, avvenuta il 21/10/20.
    Il notaio incaricato per il rogito, attesta successivamente l’incongruenza sull’elaborato planimetrico catastale e il venditore incarica un professionista per la risoluzione dell’incongruenza.
    Ci troviamo al 28/02/2020 ancora in attesa.
    Considerata la dichiarazione non veritiera e vista l’alea sulle tempistiche per la risoluzione della pratica contrapposta alla nostra necessità di acquistare in fretta un nuovo immobile, è possibile mandare raccomandata ar ai venditori con diffida ad adempiere entro 15gg?
    Passato tale periodo, in caso non fosse possibile rogitare per ritardi non direttamente imputabili alla controparte (ritardi Uffici catasto), è possibile recedere dalla proposta d’acquisto con richiesta di rimborso della caparra versata?
    L’agenzia immobiliare, in tal caso vedrebbe comunque riconosciuti i propri compensi per la mediazione?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Sergio, dalla vicenda da lei esposta sembrerebbe che si è già in presenza di inadempimento per via del mancato rispetto dalla data del rogito indicata della proposta irrevocabile di acquisto. Tuttavia, per avere un quadro chiaro e preciso dei suoi diritti e obblighi, nei confronti del venditore e dell’agenzia, le consigliamo un confronto con un legale. Cordiali saluti.

  • Pierpaolo ha detto:

    Buongiorno, ho affidato la vendita del mio appartamento ad una agenzia immobiliare, a inizio dicembre 2020 mi è stata portata una offerta di acquisto con caparra di 10000 € con termine massimo di conclusione della vendita ad aprile 2021. Dopo circa due mesi mi ha nuovamente contattato l’agenzia per comunicarmi che l’acquirente ha problemi ad ottenere il mutuo e ha chiesto all’agenzia di rimettere in vendita la casa in modo tale che a me venga presentata una nuova offerta e loro non perdano la loro caparra. La mia domanda è questa: se la nuova offerta risulta più bassa della precedente io sono obbligato a restituire tutta la caparra precendente ottenuta? O posso restituire solo la quota a parte scontando la differenza tra la vecchia e nuova offerta?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Pierpaolo, il tutto si è svolto con una proposta irrevocabile di acquisto vincolata al mutuo? Si tratta di un aspetto molto importante da valutare per capire se ci sia inadempienza da parte dell’acquirente. L’agenzia immobiliare alla quale si è affidato dovrebbe essere in grado di fornirle tutte le informazioni di cui ha bisogno. Cordiali saluti.

  • Andre ha detto:

    Buonasera,io ho fatto una proposta di acquisto con caparra,tra casa giardino cantina e posto auto coperto sulla rendita catastale e visura catastale risultavano 172 metri commerciali,così come mi è stato detto dalla agente immobiliare,dopo una settimana circa la agente mi chiama e mi dice che c’è da aggiornare il catasto e che i metri non saranno più 172 ma circa 130 sempre commerciali,posso ritrattare la cifra offerta o rinunciare senza perdere la caparra visto che ritengo di essere stato truffato?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, se è ancora interessato all’immobile in questione, le suggeriamo di confrontarsi con l’agenzia immobiliare per risolvere in via bonaria la situazione e richiedere di ritrattare la cifra versata. Considerata la negligenza mostrata sulla metratura dell’immobile, potrebbero anche esserci gli estremi per recedere dalla proposta senza perdita della caparra. Se l’agenzia immobiliare e il venditore non si mostrano collaborativi, le consigliamo di rivolgersi ad un legale. Cordiali saluti.

  • Luisa ha detto:

    Buongiorno,
    Ho firmato una proposta d’acquisto con condizione sospensiva all’ottenimento del mutuo fino al 22/02/2021.
    Sapevo di lavori di ristrutturazione fatti anni fa per lo spostamento della cucina in un’altra stanza e della planimetria non aggiornata.
    Mi è stato detto che all’uscita del perito sarebbero bastati dei finti attacchi nell’attuale camera da letto per simulare l’uscita dei tubi della cucina, ma ieri scopro che non è così semplice e soprattutto che è un abuso non sanabile.
    Quindi decido di non procedere con la banca.
    Posso comunque perdere la caparra lasciata?
    Grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Gentile Luisa, nella proposta di acquisto da lei firmata c’è qualche riferimento a questi aspetti che dovevano essere regolarizzati prima dell’acquisto? Considerate le irregolarità riscontrate e non sanabili, ci potrebbero essere gli estremi per recedere dalla proposta senza perdita della caparra. Cerchi di risolvere in modo bonario la situazione, ma in caso si rivelassero poco collaborativi le consigliamo di rivolgersi a un legale. Cordiali saluti.

  • Laura ha detto:

    Buonasera,ho bisogno del vostro prezioso aiuto.
    In data 20/01 ho fatto proposta per un monolocale costruito prima del 1967 senza certificato di agibilità (mi hanno detto che è normale a Napoli per gli immobili costruiti prima di quella data). Vorrei sapere se è attaccabile?
    Ho inoltre lasciato un assegno di 5000€ ma non è descritto ne come acconto ne come caparra, mentre per il 28/02 a titolo di integrazione della caparra confirmatoria gli dovrei altri 15.000€ e a detta dell’agenzia all’ultimo momento si sono fatti uscire che gli dovrei anche versare al preliminare la loro provvigione di 10.000€ e non più al rogito a maggio.
    Nelle clausole aggiuntive il proprietario ha fatto scrivere dagli agenti immobiliari testuali parole “si precisa che il promissario acquirente di rende edotto della non conformità urbanistica e catastale del cespite in oggetto”.
    A mezzo PEC mi è arrivata l’accettazione della proposta, alla quale però io vorrei ritirarmi perché parlando con un nostro amico notaio, ha praticamente sconsigliato l’acquisto perché presenta un abuso edilizio, in quanto il proprietario ha creato un soppalco su tutta la superficie del monolocale non rispettando le altezze (2;30 al piano inferiore e 1;90 in quello superiore)
    La domanda è così la seguente: nonostante la clausola aggiuntiva sopra descritta posso tirarmi indietro senza perdere la caparra? Grazie infinite

    • Redazione ha detto:

      Gentile Laura, considerata la clausola aggiuntiva presente nel proposta di acquisto da lei firmata e accettata dal venditore, si tratta di una situazione particolare per cui le consigliamo di chiedere supporto ad un legale per chiarire quali siano i suoi diritti. Cordiali saluti.

  • ISABELLA ha detto:

    gentili, in data 21 gennaio ho fatto una proposta di acquisto tramite agenzia immobiliare per un appartamento. Oggi mi è stato detto che i venditori non l’hanno accettata e mi è stato chiesto di riformularla offrendo di più. Io non voglio offire di più e a questo punto vorrei revocare la proposta. Considerando che il termine della proposta è il 6 febbraio, posso chiedere in anticipo di ridarmi l’assegno versato come caparra? grazie!!!

    • Redazione ha detto:

      Gentile Isabella, se non ha intenzione di fare una nuova proposta d’acquisto di importo superiore può richiedere la restituzione della caparra. Cordiali saluti.

  • Anna ha detto:

    Buonasera, il 28/01/21 ho firmato una proposta irrevocabile di acquisto con consegna di assegno di 5000 euro per una casa su due livelli di cui il secondo è accatastato come sottotetto. L’agenzia ci ha assicurato che il sottotetto sarebbe stato reso abitabile a carico dei proprietari e sulla proposta di acquisto c’è la condizione che l’abitaziond entro il rogito sarà “conforme alle norme edilizie-urbanistiche e catastali in base alla pratica edilizia di recupero sottotetto ai fini abitativi”. La proposta è stata accettata e controfirmata dai proprietari e ce ne è stata data comunicazione il 29/01/21. Nella proposta irrevocabile di acquisto è segnato che entro 30 giorni dall’accettazione versare un’integrazione della caparra pari a 25000 euro. Oggi ci hanno chiamato dicendo che hanno avviato le pratiche per rendere abitabile il sottotetto ma che una delle camere nel sottotetto non ha la giusta illuminazione e sarà accatastata come guardaroba.
    Possiamo chiedere una rinegoziazione del prezzo date le notizie emergenti?
    In caso di recesso dal contratto perderemmo anche i 25000 euro (ancora non pagati perché non è ancora stato registrato il preliminare) oltre ai 5000 della proposta?
    Ringrazio per la risposta!

    • Redazione ha detto:

      Gentile Anna, considerati i nuovi accadimenti che modificano le condizioni sulla base delle quali aveva fatto la Sua proposta di acquisto potrebbe richiedere una rinegoziazione del prezzo. Tuttavia, in tali situazioni, è consigliabile il consulto con un legale per capire e aver chiari i Suoi diritti e poter agire di conseguenza. Cordiali saluti.

  • Sasa ha detto:

    Salve, sono andato a vedere una casa e i agenti dell’agenzia hanno fatto un open day. Io non sapendo che era open day praticamente mi sono trovato con altre 18 famiglie a vedere l’immobile. Alla fine si e aviccinato il proprietario dell’agenzia faccendo mi proposte la tutto facile eco bonus non spendi un centesimo ci penso io a tutto. Trattasi di una casa a schiera di vecchia data con giardino privato pero con dirito di servitu Allafine andiamo in agenzia. Non dico sarebbe un affare con verramente pocchi soldi si acquista. Preso un po dal momento ho fatto la proposta e ho lasciato la cappara di 500 euro. Pero in un paio di ore pensando a quello che ho fatto capisco che immobile non fa per me e le mie esigenze. Scrivo un messaggio di rinuncia al signore del agenzia e lui mi fa che perdo la cappara e che lui ha gia mandato la proposta al venditore e che unaltra persona aveva fatto la proposta uguale alla mia. E questo tutto e sucesso sabato. Io non sapendo cosa fare lunedi contto a sto signore dicendo gli che a me l’imobile non interessa lui. E mi fa che e troppo tardi che la proposta e stata mandata al venditore sia mia che quella di unaltra persona. E mi dice che farra di tutto per far accetare altra proposta. Alla fine proposta mia viene acceta. Io non sapendo come fare mi rivolgo a mio avvocato. Quale manda una pec. Vengo chiamato in agenzia per farmi ridare i soldi pero mi voleva far firmare la ricevuta che mi da i soldi ma non anullamento. Poi mi ha minaciato che mi avrebe fatto causa io ho provato a risolvere in modo bonario con consigli di mio avvocato. E la questione non e andata a buon fine. Mi sento truffato Cosa mi consigliate voi di fare

    • Redazione ha detto:

      Gentile Sasa, ci dispiace per la Sua spiacevole esperienza. Non comprendiamo però il motivo per cui l’agente immobiliare le ha detto che le gli avrebbe fatto causa. Le consigliamo di rivolgersi al Suo legale, saprà senz’altro consigliarla su come procedere per risolvere anche questa ulteriore complicazione. Cordiali saluti.

  • MARIO AUGUSTO TIBERI ha detto:

    Buongiorno,
    dopo aver accettato una proposta di vendita di un alloggio attraverso una agenzia con versamento di una caparra di 1000 €, parlando con l’ Amministratore del relativo condominio abbiamo scoperto che :
    1) l’alloggio non e’ in regola dal punto di vista catastale in quanto e’ stato parzialmente demolito un muretto divisorio e il bagno accede direttamente al corridoio d’ ingresso
    2) l’ impianto di riscaldamento non e’ privato (come asserito dall’ Agenzia) ma condominiale.
    3) Non sono state versate le quote del riscaldamento degli ultimi 2 anni.
    Possiamo recedere dalla proposta e richiedere la restituzione della caparra versata ? Grazie della cortese risposta.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Mario Augusto, se al momento in cui ha fatto la proposta di acquisto non gli era stata comunicata la presenza di queste irregolarità, ci potrebbero essere gli estremi per recedere dalla proposta senza perdita della caparra. Cerchi di risolvere in modo bonario la situazione, ma in caso si rivelassero poco collaborativi le consigliamo di rivolgersi a un legale. Cordiali saluti.

  • Marco cilia ha detto:

    Salve ho firmato una proposta d’acquisto per una villetta tramite agenzia,tale proposta e stata anche accettata dal venditore.Ora dopo qualche indagine ho scoperto che sull’immobile pendono due atti di pignoramento.Naturalmente non voglio piu acquistare questa casa.
    Posso tirarmi indietro senza perdere la caparra di 5000 euro gia dati tramite assegno?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Marco, se al momento in cui ha fatto la proposta di acquisto non gli era stato comunicato della presenza di questi due atti di pignoramento, ci sono gli estremi per recedere dalla proposta senza perdita della caparra. Qualora si rifiutassero di restituirle l’importo versato, le consigliamo di rivolgersi a un legale. Cordiali saluti.

  • Fausto ha detto:

    Buongiorno.
    A metà dicembre ho fatto proposta di acquisto per una villa a schiera ancora da rifinire, offerta accettata dal costruttore.
    Recentemente andando per delle misurazioni, mi sono reso conto che le altezze non sono a norma, il piano terra è solo 2,50m ed il piano primo 2,65m, al di sotto del limite di 2,70m previsto per agibilità.
    Il costruttore e l’agenzia premono per fare compromesso e registrarlo, ma io non voglio acquistare una casa che non potrà essere agibile, anche perché non è ammesso per legge avere come prima casa un’immobile non abitabile.
    Posso tirarmi indietro dall’acquisto senza dovere niente al costruttore e riprendendo la caparra lasciata all’agenzia?
    L’agenzia pretenderà in ogni caso la provvigione visto che il venditore ha accettato la proposta oppure non devo nulla nemmeno a loro visto che l’edificio non è a norma ?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Fausto, lei ha fatto una proposta di acquisto per un immobile abitabile, il quale si è poi rivelato mancante della qualità essenziali per l’uso. In questo caso, quindi, ha diritto a recedere dal contratto e a ricevere indietro la caparra versata. Nel caso le parti coinvolte si rifiutassero, le consigliamo di rivolgersi a un avvocato. Cordiali saluti.

  • Lilla ha detto:

    Buongiorno,
    a causa della mia inesperienza, lo scorso dicembre ho firmato una proposta di acquisto, senza però versare alcuna caparra (dal momento che non mi era stato detto prima della firma dei documenti), il giorno dopo questa proposta è stata accettata. Ora non ho più la possibilità di continuare con l’acquisto dell’immobile, l’agenzia immobiliare minaccia ritorsioni legali per avere i soldi dell’offerta da parte mia. Non credo che il contratto sia stato registrato all’agenzia delle entrate, dal momento che non ho versato nessuna cifra. Possono davvero ritorcersi in qualche modo nei miei confronti?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Lilla, per poterle fornire una risposta adeguata al suo quesito, avremmo necessità di prendere visione della proposta e delle condizioni indicate. In linea generale, la proposta di acquisto, una volta accettata dal venditore, comporta per la parte promissaria acquirente, l’impegno alla stipula del contratto definitivo, ossia l’atto notarile. In ogni caso, Lei ha tutto il diritto di recedere dalla proposta di acquisto. Se avesse versato la caparra confirmatoria, la parte promittente venditrice avrebbe il diritto di trattenere l’importo della caparra. Le suggeriamo di inviare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata alla parte venditrice e in copia conoscenza alla agenzia immobiliare nella quale esplicita il suo intendimento di recedere dalla proposta di acquisto.

  • sara ha detto:

    buonasera,
    Ho firmato da pochi giorni una proposta d’acquisto con caparra confitmatoria. Il tutto è subordinato all’accettazione del mutuo.
    Questa sera il venditore ha deciso di portare la data dell’atto a Luglio.
    Io non voglio.
    Ho diritto al doppio della caparra se rescindo?

    Grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Gentile Sara, dipende da quanto specificato nella proposta in merito alla data del rogito e se sono state indicate le conseguenze in caso di mancato rispetto della data. Le consigliamo di verificare il contenuto della proposta di acquisto e nel caso avesse dei dubbi di rivolgersi ad un legale al fine di verificare quali sono i suoi diritti. Cordiali saluti.

  • Daria ha detto:

    Buongiorno .
    Vorrei chiedere un Suo parere. Abbiamo firmato la proposta d’acquisto irrevocabile e adesso non vogliamo più a che fare con i venditori perché stanno dando dei numeri e stanno proponendo delle cose che non vogliamo accettare. Il problema è che il termine di irrevocabilità scade il 31/12/20 . al giorno 30/12 non abbiamo ancora ricevuto nessuna accettazione della proposta dalla parte venditrice e quindi vorrei ottenere indietro il mio assegno di 5000€ che avevo consegnato insieme alla sottoscrizione della proposta. Ma vedo che sulla proposta nel punto “eventuali annotazioni” c’è scritto: “parte venditrice, unilateralmente, ha facoltà di anticipare di 40 giorni e di posticipare di 60 giorni le date di sottoscrizione del preliminare e del rogito di vendita senza che la presente proposta perda la sua efficacia”. Quindi vuol dire che al termine di irrevocabilità che è il 31/12/20 dovrei aggiungere altri 60 giorni ??? Voglio tirarmi indietro ma non vorrei perdere i miei 5000€ . E ripeto che comunque non ho ricevuto nessuna accettazione al 31/12/20. Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Daria, la proposta di acquisto è un atto unilaterale di obbligo che, in caso di firma per accettazione da parte del venditore, produce gli effetti giuridici tra le parti che si impegnano alla sottoscrizione del preliminare di compravendita. Se non è stata sottoscritta dalla parte venditrice e non vi è stata comunicata la accettazione, non ha alcun effetto tra le parti. Le suggeriamo di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla parte venditrice nella quale comunica il suo intendimento di recedere dalla proposta, non avendo ricevuto risposta per accettazione entro i termini e richiede la immediata restituzione dell’assegno consegnato.

  • Elena ha detto:

    Buonasera, in data 12/12/2020 ho presentato un’irrevocabile inpegnativa di acquisto per un immobile che è stata accettata il18/12/2020 (termine ultimo di scadenza). Non ne ho una copia ma mi è solo stata fatta vedere. Data preliminare non fisstata. Caparra confirmatoria di 5mila €. Ci siamo però resi conto che i termini della proposta non sono scritti come volevamo, ovvero rogito a casa libera bensi rogito e consegna chiavi a 3 mesi. È possibile revocare la proposta? Lo stesso giorno il 18.12 abbiamo firmato un’altra proposta (sempre per la stessa casa e stessa agenzia) per modificare e chiedere il rogito a casa libera, offrendo 3mila € in più rispetto ai precedenti ma non è stata accettata. È quindi revocabile la prima proposta o perderemmo la caparra?

    Grazie
    Elena

    • Redazione ha detto:

      Gentile Elena, nel momento in cui la proposta dell’acquirente viene accettata dal venditore, con la firma di quest’ultima si conclude di fatto il preliminare di vendita. Quello che potete fare è richiedere la firma un nuovo preliminare, in modo che modifichi ed integri delle disposizioni contenute nella proposta d’acquisto accettata dal venditore e che vada, quindi, proprio a sostituire quest’ultima. Se il venditore non accetta e non avete intenzione di rispettare gli impegni assunti con la sottoscrizione della proposta d’acquisto, avete la possibilità di ritirarvi dall’affare. Tuttavia, in questo caso vi è la possibilità di perdere o restituire il doppio della caparra. Cordiali saluti.

  • Luca ha detto:

    Salve, ho firmato una proposta di acquisto, poi accettata dal venditore, in data 20 febbraio 2020. Nella proposta non ci sono date limite di preliminare, l’unica data presente é quella di consegna dell’immobile prevista entro il 30.06 2021. Attualmente il costruttore deve ancora iniziare i lavori e ci han fatto sapere che la consegna ora é prevista per il 2022 inoltrato. L’agenzia mi ha detto però che la mia proposta mi vincola legalmente e che non posso recedere senza il pagamento della caparra. Secondo lei io posso recedere visto il ritardo dell’impresa? Nel caso in cui non ci fosse stata la data di consegna dell’immobile, io sarei stato vincolato a vita a questa costruzione?
    Grazie per l’aiuto e la disponibilità

    • Redazione ha detto:

      Gentile Luca, per poter rispondere in modo esaustivo sarebbe preferibile visionare il documento al quale lei si riferisce. Per quale motivo l’agenzia le ha detto che la proposta la vincola legalmente? Si tratta forse di una proposta irrevocabile? Le consigliamo di rivolgersi ad un legale al fine di verificare se vi siano i presupposti di legge per poter esercitare il diritto di recesso per l’inosservanza del termine essenziale per l’adempimento dell’obbligazione in capo alla parte venditrice. Cordiali saluti.

  • Gaia Ferraretto ha detto:

    Ho firmato una proposta d acquisto di una villa martedì e ieri quindi dopo un giorno abbiamo deciso che non eravamo più convinti e abbiamo informato l agenzia che volevamo recedere anche perche la ditta di costruzione non aveva ancora letto e ricevuto la proposta
    L agenzia ha detto che questa proposta ha valenza d 15 giorni ma non ce l aveva detto
    Ora che cs può succedere?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Gaia, la proposta d’acquisto da voi effettuata è irrevocabile? Le consigliamo di visionare il contenuto della proposta di acquisto, in modo da avere un quadro chiaro della situazione. Cordiali saluti.

  • Pasquale ha detto:

    ho firmato una proposta irrevocabile per 7 giorni con impegno a firmare il rogito entro 30 giorni verbalmente la gente immobiliare mi ha informato che la proposta è stata accettata il giorno dopo non l’ho mai vista e non so se è stata redatta in forma scritta nel frattempo mi mancano i dati condominiali che sono stati richiesti dall’ agente immobiliare in data successiva alla fine del periodo vincolante cioè Quando maturano le sue provvigioni tutt’ora abbiamo impegni con il notaio ma non ho ancora letto la liberatoria condominiale sono preoccupato Come posso tutelarmi?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Pasquale, la proposta che ha firmato sarà la stessa che è stata accettata dal venditore. Le consigliamo di sollecitare l’agenzia affinché le fornisca tutta la documentazione di cui necessita. Cordiali saluti.

  • daniela ha detto:

    ERRATA CORRIGE
    Buongiorno,
    la settimana scorsa abbiamo fatto una proposta di acquisto.
    Sulla proposta c’è il prezzo ovviamente dell’appartamento e le spese condominiale. C’è scritto 500 circa. Oltre ad essere venuti a conoscenza che il condominio ha un ascensore che non funziona da 3 anni e ci hanno detto che è in fase di sistemazione causa mala gestione dell’amministratore, abbiamo scoperto che le spese condominiale sono 700/750 euro all’anno e non 500.
    Ci sono i presupposti per stracciare il contratto?
    Ci hanno proposto di rifare un altro contratto con un prezzo dell’appartamento più basso.
    Non so proprio come comportarmi. Anche perchè con queste problematiche non la voglio nemmeno più acquistare.
    Grazie
    Daniela

    • Redazione ha detto:

      Gentile Daniela, non ci è chiaro se la proposta di acquisto da voi formulata sia già stata accettata dal venditore. Questo aspetto è molto importante in quanto, in base a quanto stabilito dall’art. 1328 c.c., la proposta può essere revocata finché il contratto non si è concluso. Se ancora il venditore non ha accettato formalmente la sua proposta d’acquisto e lei non ne è venuto, potrà revocarla, riottenere la somma versata a titolo di caparra e liberarsi dei problemi da lei esposti. Cordiali saluti.

  • Vincent ha detto:

    Ho formulato proposta di acquisto per un appartamento e formalmente accettata (con incasso di assegno) da parte venditrice. Nelle more del rogito la proprietaria è cessata ma aveva già rilasciato procura a vendere a una delle figlie. La compravendita può essere ugualmente conclusa essendo la procura precedente alla scomparsa della proprietaria o è necessario che il rogito venga sottoscritto da tutti gli eredi e dopo la conclusione della successione? L’evento rende nulla l’accettazione della proposta di acquisto e quindi restituzione della caparra senza penale? L’agenzia quali pretese può avanzare?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Vincent, la procura in seguito al decesso non ha più valore. Essendo l’assegno intestato ad un soggetto deceduto, questo le verrà restituito, e l’agenzia dovrà contattare gli eredi per capire se questi sono interessati a proseguire con la vendita dell’immobile e procedere, quindi, con la registrazione della successione e conseguente accettazione dell’eredità. Cordiali saluti.

  • Anna ha detto:

    Buonasera,ad agosto 2020 ho fatto una proposta per una casa indipendente con garage separato ma posto sempre all interno della proprietà,il quale è stato trasformato in una dependance, un appartamento a tutti gli effetti.per poter vendere la casa i venditori hanno dovuto chiedere il cambio di uso.la proposta è stata accettata con la clausola che loro si sarebbero fatti carico di tutte le spese urbanistiche.il comune per approvare il cambio di uso esige che i venditori creino un box auto e a 10 gg dal compromesso mi comunicano che dovranno mettere una struttura in metallo di almeno 5×2,5 che andrà ad occupare buona parte dell’ accesso e del vialetto.in fase di proposta questa cosa era stata totalmente omessa.se la cosa risultasse troppo invasiva e non gradevole,posso decidere di recedere dalla compravendita?ringrazio anticipatamente dell’attenzione.anna

    • Redazione ha detto:

      Gentile Anna, sulla base di quanto da lei esposto ci potrebbero essere gli estremi per recedere dalla proposta di acquisto, sulla base del fatto che sono mutate le condizioni rispetto all’immobile per il quale aveva fatto la proposta. Ci potrebbe essere, inoltre, anche la possibilità di chiedere al Comune di monetizzare il posto auto mancante per l’abitazione per cui si chiede la trasformazione, in questo caso si pagherebbe in più ma si eviterebbe questa struttura. Riguardo a quest’ultima, valutate anche se c’è un altro modo poterla evitare, optando magari per un posto auto scoperto. Cordiali saluti.

  • Jessica Franco ha detto:

    Buongiorno, chiedo una specifica per informazione.
    Nel momento di accettazione di una proposta di acquisto, che sia subordinata all’accettazione di un mutuo, può il venditore recedere il contratto senza che sia ancora stato emesso un giudizio da parte della banca dell’acquirente?
    Chiarisco. Abbiamo formato un contratto con un venditore. Stiamo attendendo da un paio di mesi, e c’è ne coreano un altro paio a detta della banca, la conferma o meno del rilascio del mutuo. Può il venditore annullare il contratto senza aver avuto risposta ancora? Noi rischiamo di perdere la casa solo perché la banca ci mette di più a dare una risposta? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Jessica, in questo caso è consigliabile leggere con attenzione il contenuto del contratto per capire se la situazione di ritardo che si è venuta a creare potrebbe legittimare il recesso del venditore.
      Inoltre, potreste chiedere alla banca le motivazioni di tale attesa e se vi può dire quanto ancora dovrete aspettare, in modo tale da poter aggiornare il venditore e rassicurarlo riguardo ai tempi di attesa.
      Cordiali saluti.

  • Giovanna F. ha detto:

    Buonasera,
    Tra pochi giorni è fissato l’atto notarile per l’acquisto di una casa. Quando abbiamo visto la casa insieme all’agenzia ci sono state omesse 2 cose che solo ora tramite futuri vicini di casa siamo venuti a sapere:l’inquilino al piano di sotto dopo innumerevoli telefonate al padrone di casa ha dovuto staccare l’impianto idraulico perché l’acqua gli penetrava in casa(per questo avrei potuto chiudere un occhio tanto avrei rifatto l’impianto da capo) ;poi c’è la veranda che è pericolante e quando c’è vento potrebbe crollare e anche questo l’ho saputo sempre tramite i vicini nonostante il venditore sia stato più volte informato.. Posso con questi requisiti recedere dal contratto senza penali?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Giovanna, la vicenda da lei esposta presenta delle complessità, in quanto è stato anche coinvolto un Notaio che dovrà essere pagato per il lavoro svolto fino a questo momento. Le potrebbe essere d’aiuto la lettura del nostro articolo Acquisto immobile viziato: come tutelarsi?. Nel caso fosse intenzionata a procedere con l’acquisto, potrebbe chiedere di posticipare la data dell’atto notarile, affinché il venditore effettui gli interventi necessari per sistemare l’impianto idraulico e la veranda. In alternativa, considerato ciò di cui è venuta a conoscenza, potrebbe provare a chiedere una riduzione del prezzo di vendita. Gli scenari sono differenti, un consulto con un legale le permetterebbe di capire le possibilità a sua disposizione. Cordiali saluti.

  • Federica ha detto:

    Buonasera,
    il 6/11 abbiamo fatto una proposta d’acquisto ad una cifra. L’ai ci ha chiamati dicendo che i proprietari per quella cifra non accettano ma che hanno proposto un’altra cifra. Tutto questo a voce. Come facciamo per considerare annullata la prima proposta? Anche perché su questa c’erano state scritte delle date che non potremmo più rispettare visto che i venditori ci hanno messo più di 20 gg a darci un riscontro. La scadenza naturale della proposta è di 30 gg perché siamo stati stupidi e ci siamo fidati dell’agente che ci aveva assicurato che in 7 gg max avremmo avuto riscontro.
    Gli abbiamo chiesto di inviarci la non accettazione firmata ma non vuole e non ci manda nemmeno la controproposta firmata. Lui dice di vederci per fare una nuova proposta che annulla e sostituisce la precedente. Può farlo? Grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Gentile Federica, se non avete intenzione di procedere accettando la controproposta del venditore, vi consigliamo di recarvi presso l’agenzia immobiliare per formalizzare la non accettazione da parte del venditore, così da liberarvi della proposta voi fatta. Cordiali saluti.

  • diego ha detto:

    Buongiorno, il giorno 3 ottobre ho firmato proposta di acquisto della casa di mia propietà; dopo pochi giorni gli acquirenti sono entrati in quarantena covid, e non abbiamo potuto rispetttare la data del compromesso fissata al 29 ottobre; una volta liberati dalla quarantena gli acquirenti mi informano che hanno fissato l’appuntamento dal notaio per il compromesso il giorno 19 novembre; il giorno 17 mi avvisano che per motivi di salute di un parente molto stretto per covid vogliono prolungare al 2 dicembre la firma del compromesso. avendo spostato a voce la data del compromesso segnata sulla proposta di acquisto e non in maniera scritta, gli acquirenti possono ritirarsi avendo superato la data fissata sulla proposta di acquisto e avere in dietro la caparra?come posso comportarmi dato che ho già trovato una casa di acquistare e avviato le pratiche di mutuo?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Diego, le consigliamo di verificare prima di tutto il contenuto della proposta di acquisto per accertare i motivi per cui potrebbe recedere l’acquirente e di rivolgersi ad un Avvocato in modo da capire se potrebbe avere diritto a non veder posticipata la data del rogito, considerata anche la sua situazione. Cordiali saluti.

  • silvia ha detto:

    Salve, il 30.10.20 ho firmato una proposta irrevocabile di acquisto consegnando euro 10000 a titolodi deposito fiduciario, che sarebbe poi diventato quale caparra alla sottoscrizione del compromesso.
    Il venditore ha accettato e trattenuto l’assegno in deposito.
    Oggi mi ha scritto che non vuole più vendere perché ha cambiato idea.
    Posso invitarlo alla stipula del preliminare ( mi ha già trasmesso tutta la doc.ne occorrente ) per poi chiedergli, se inadempiente, il doppio della caparra? Non c’è agenzia.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Silvia, se la revoca del venditore è avvenuta per iscritto, non vi sarebbe alcuna ragione per invitarlo alla stipula del preliminare (e pagare anche il Notaio). Le consigliamo di visionare il contenuto della proposta irrevocabile e verificare se in caso di revoca del venditore è prevista la restituzione dell’assegno o del doppio dell’assegno. Cordiali saluti.

  • baby ha detto:

    Buona sera , sono con la presente a chiedere chiarimento: ho firmato una contropoposta ed accettazine di un immobile ( io venditore) con la controparte acquirente con la richiesta di mutuo ha dato un a/b alla agenzia che mi verrà dato come caparra solo alla
    concessione del mutuo dell’acquirente. volevo sapere se posso ancora recedere dal contratto per vari problemi famigliari che sono subentrati ora a non vendere più? devo pagare una penale alla agenzia ??? alla controparte ??? praticamente ho solo firmato
    senza avere caparra visto che c’è il vincolo del mutuo… ( posso anche recedere dall’incarico di vendita esclusiva all’agenzia grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, in caso di recesso del venditore, l’agenzia a cui era stato affidato l’incarico potrà pretendere la sua provvigione, sia da parte del venditore sia da parte del compratore, in quanto ha comunque portato a termine il suo compito e dal recesso è derivato un mancato guadagno. In ogni caso, le consigliamo di leggere attentamente quanto è riportato nel contratto stipulato insieme all’agenzia.
      Per quanto riguarda invece la proposta di acquisto accettata, il contratto si è concluso, anche se non ha riceduto materialmente l’assegno. Le consigliamo di esporre la sua situazione dovuta ai sopraggiunti problemi di famiglia sia al compratore che all’agenzia, per capire se il tutto può essere risolto bonariamente o se dovrà versare il doppio della caparra. Cordiali saluti.

  • Johannes Keizer ha detto:

    Ho fatto una proposta di acquisto per una casa in vendita. La proprietaria ha fatto una controproposta, che è stato firmato da tutti noi due. Non ho versato nessuna cappara. La proposta dice che diventa contratto preliminare con la accettazione ed io dovrei versare 15,000 come primo acconto.Ma fino adesso non ho pagato niente. Ho mandato solo la proposta firmata in copia via email.
    Ho cambiato idea sulla casa e vorrei ritirarmi, Posso? O devo qualcosa alla agenzia o al proprietario?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Johannes, le consigliamo di leggere attentamente la proposta che ha firmato, per capire quali sono le conseguenze in caso di recesso.

  • Vincenzo ha detto:

    Buongiorno,
    ho effettuato una proposta di acquisto per un immobile (già accettata) che, nella parte delle dichiarazioni del venditore recitava:
    – Con riguardo alla esistenza di iscrizioni e/o trascrizioni pregiudichevoli: ASSENTI
    – Lo stato di fatto in cui si trova l’immobile corrisponde ai dati catastali su indicati e alla relativa planimetria.
    La proposta recita anche:
    Il venditore, mediante l’accettazione della presente proposta, garantisce la veridicità della suddetta descrizione e dello stato dell’immobile.
    Per questa proposta ho versato già un acconto che a seguito di accettazione della proposta da parte del venditore è diventata Caparra Confirmatoria, tra l’altro già consegnata alla parte venditrice a seguito della “verifica da parte dell’agenzia della corrispondenza della situazione inerente le iscrizioni e/o trascrizioni pregiudichevoli dell’immobile a quanto indicato sopra”.
    Avremmo poi dovuto versare un altro acconto come integrazione della caparra confirmatoria entro settembre 2020.
    Successivamente all’accettazione della proposta, l’agenzia immobiliare ci ha fornito parte della documentazione, tra cui atto di acquisto con cui i venditori avevano acquistato parte dell’immobile, la restante parte abbiamo scoperto sempre successivamente all’accettazione della proposta che era arrivata a loro mediante donazione.
    Inoltre, sull’immobile grava un’ipoteca volontaria derivata da mutuo.
    Infine, c’è una discordanza tra la reale situazione dell’immobile, rispetto alle planimetrie.
    Di conseguenza le due dichiarazioni succitate, dovrebbero essere considerate false e noi ne abbiamo avuto evidenza solo dopo l’accettazione.
    Considerate le cose che non sapevamo, convinti di poter accedere ad un mutuo perchè già fatta consulenza (senza sapere però di quanto scritto prima), non abbiamo vincolato la proposta al buon esito del mutuo.
    Quando abbiamo inviato loro il preliminare redatto dal notaio, abbiamo inserito la clausola del buon esito del mutuo, l’obbligo da parte della parte venditrice di stipulare assicurazione per la donazione, e di riportare il tutto allo stato originario dei luoghi.
    Ora i venditori mi hanno diffidato a conformare il preliminare a quanto riportato nella proposta di acquisto.
    Considerato quanto sopra, le difformità da loro dichiarate e il fatto che io acquirente, per completare le verifiche che ho effettuato sull’immobile, richiedendo ulteriori integrazioni all’agenzia (tra cui l’atto di donazione, ricevuto il 29 settembre), non ho rispettato la data di settembre per l’integrazione della caparra confirmatoria, vorrei sapere se fosse possibile, viste le dichiarazioni fatte dal venditore, a recedere dal contratto e a riavere indietro la caparra senza incorrere in inadempienze e quindi, cause civili.
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Vincenzo, da quanto ci riporta sembra che vi siano delle gravi inadempienze sia dell’agenzia immobiliare, che doveva fare gli accertamenti necessari per poter mettere in vendita l’immobile, sia della parte venditrice con le sue dichiarazione mendaci. Le consigliamo in primo luogo di proporre all’agenzia una risoluzione amichevole con restituzione della caparra e annullamento della proposta, altrimenti dovrà agire per vie legali. Cordiali saluti.

  • Annamaria ha detto:

    In data 9 ottobre ho firmato una proposta d’acquisto subordinando la proposta ad accettazione del mutuo, ad approvazione del capitolato e del computo metrico della casa in quanto trattasi di casa grezza da ristrutturare.

    In data 16 ottobre il venditore mi fa avere accettazione della proposta chiedendo ulteriori 5000 euro di caparra, che accetto di dare (firmando)

    Ad oggi però il venditore (costruttore) non vuole darmi computo metrico.
    Posso recedere dalla proposta senza perdere la caparra? E Se non approvo il capitolato che mi viene dato?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Annamaria, ci sembra di aver capito che lei ha bisogno del capitolato e del computo metrico della casa per poter richiedere il mutuo. Se lei non dispone di questi documenti, perché il venditore-costruttore non glieli rilascia, non potrà quindi neppure richiedere il mutuo, la cui accettazione è essenziale per la conclusione del contratto. Le consigliamo di far presente la situazione all’agenzia immobiliare o direttamente al venditore-costruttore, al fine di ottenere i documenti di cui ha bisogno per poter procedere o in alternativa sarà costretta a recedere dalla proposta perché non la mettono nelle condizioni di poter dare seguito al contratto. Se persiste un atteggiamento poco collaborativo della controparte, le consigliamo di rivolgersi ad un legale. Cordiali saluti.

  • Olgert ha detto:

    Salve ,
    Il 08/10/2020 ho fatto una proposta sull’acquisto di un immobile e 5.000 euro di caparra per l’agenzia con contratto irrevocabile fino al 30/10/2020.
    Ad oggi 15-10-2020 non ho una risposta da parte del venditore se è stata accettata o meno ma guardando la perizia la quale l’ho trovato da solo sul sito del tribunale (la casa va in asta a gennaio ma l’agenzia immobiliare ha il diritto di effettuare la vendita) ho notato alcune difformità.
    La casa non è come nella planimetria dell’annuncio (ma loro mi dicono che verrà sanata) e ci sono altri lavori all’esterno (creazione di un muro non consentito dall’amministratore del condominio) e la caldaia senza la camera fumaria in regola perché l’hanno messa fuori sul balcone al settimo piano e sopra c’è un’altro piano ancora.
    In più ci sono altri costi già deliberati che io non sapevo al momento della firma e della proposta (rifacimento delle facciate , quella dei balconi ,e messa a norma delle cane fumarie).
    Queste cose le ho saputo oggi e ho inviato una PEC all’indirizzo mail PEC dell’agenzia con il mio intento di ritirare l’offerta.
    Cioè prima di sapere se l’offerta venisse accettata o meno io ho inviato la comunicazione.

    Come dicevo prima l’agente mi chiede la caparra di 5.000€.

    Come devo muovermi ?
    Grazie in anticipo

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Olgert, da quanto ci descrive l’immobile presenta molte irregolarità che possono anche pregiudicare il rogito notarile e un eventuale richiesta di mutuo bancario. La invitiamo a leggere attentamente la proposta firmata per capire quali siano i suoi diretti ed eventualmente rivolgersi ad un legale qualora l’agenzia si rifiuti di restituire la caparra versata. Cordiali saluti.

  • Deborah ha detto:

    Buongiorno,
    Ho una situazione simile ad alcune sopra riportate.
    Ai primi di febbraio 2020 firmiamo una proposta di acquisto per un immobile prossimo a costruzione, accettata dal costruttore.
    Consegnato assegno di 10k Euro all’agenzia come caparra, mai incassato. Sarebbe stato incassato a seguito di atto notarile per compromesso.
    I lavori sarebbero dovuti iniziare a fine aprile.
    Accordata consegna entro luglio 2022 (ci hanno sempre sottolineato che per il tipo di intervento necessitavano di almeno 24/30 mesi).
    Si tratta della costruzione di un complesso di 2 palazzine gemelle, 20 appartamenti in totale.
    Ad oggi i lavori non sono ancora iniziati. Non è stato nemmeno smantellato quanto già presente (tipo granaio). L’agente immobiliare ha asserito che sono risultati mancanti alcune autorizzazioni, addirittura non è chiaro se ci sia la concessione edilizia.
    Noi siamo preoccupati e non intendiamo attendere il 2023 per un appartamento.
    Abbiamo comunicato l’intenzione a recedere, abbiamo appuntamento venerdì p.v., l’agente è sorpreso dai nostri dubbi.
    A nostro parere sono venuti a mancare i presupposti per la conferma di quanto accordato.
    Rischiamo che l’agenzia trattenga i soldi della caparra?
    Grazie.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Deborah, in base a quanto da lei esposto ci sono i presupposti per la restituzione della caparra e la risoluzione del contratto, l’Agenzia non dovrebbe fare opposizione per la restituzione di quanto versato. Cordiali saluti.

  • Andrea ha detto:

    Salve,
    il mio è il caso di una proposta di acquisto per un immobile di proprietà del soggetto X che è stata accettata dal Soggetto Y dove:
    – Il soggetto X era la ditta costruttrice
    – Il soggetto Y era il locatario sia alla data della mia proposta che alla data dell’accettazione.

    Y è divenuto proprietario dell’immobile il mese successivo all’accettazione della proposta (Una sorta di Rent to buy ad 8 anni contrattualizzata con Soggetto X).

    Al di là di questo va specificato che al momento della proposta l’agenzia immobiliare NON mi ha informato che si trattava di immobile costruito in regime di edilizia convenzionata e quindi soggetto, oggi ed in futuro, ad una serie di condizioni/vincoli (…che qui tralascio). Inoltre mi è stato richiesto un deposito cauzionale di 10K€.

    Secondo lei ci sono le condizioni per invalidare la mia proposta e quindi 1)recuperare l’importo dato a deposito, 2)non riconoscere alcuna commissione all’agenzia?

    La ringrazio.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Andrea, per poter fornire una risposta in modo corretto dovremmo poter visionare la proposta di acquisto. In linea di principio, la proposta di acquisto una volta accettata con firma autografa dalla parte venditrice, si trasforma in contratto preliminare con conseguente vincolo tra le parti. Peraltro, è assolutamente prassi comune che alla firma della proposta la parte venditrice richieda un importo sotto forma di deposito cauzionale o caparra. Nella proposta di acquisto la agenzia immobiliare deve descrivere in modo chiaro le caratteristiche dell’immobile e fornire tutti i dati aggiornati e completi: dati catastali, categoria catastale e rendita, superficie. Quindi, bisognerebbe verificare come sia stato descritto l’immobile nella proposta di acquisto in modo da capire se sussistano o meno gli elementi validi per un recesso dalla proposta. In ogni caso, lei può sempre recedere dalla proposta. Se l’importo da lei versato è stato indicato come caparra confirmatoria, in caso di recesso da parte sua la parte venditrice può trattenere questo importo. Per quanto riguarda il compenso provvigionale dell’agenzia immobiliare (premesso che sarebbe opportuno leggere il mandato), questo è dovuto anche in caso di recesso: la agenzia immobiliare ha comunque completato la sua attività con la firma del contratto preliminare tra le parti.

  • Franca ha detto:

    Buonasera.Presento il mio caso.ho fatto una proposta di acquisto per un appartamento e l agenzia mi richiede circa 6000 e.di provvigione anticipata intestata a loro.Dopo due giorni decido di ritirare la proposta e…apriti cielo!Premetto che non so chi sia il venditore,che la proposta presenta vari vizi di forma tra cui lo stato urbanistico dell immobile,la durata massima di validità di proposta di acquisto e,importante non ho versato nessuna caparra che rendesse vincolante il contratto.Ora con fare minaccioso mi chiedono la provvigione.Enormale tutto Questo?grazie per la risposta

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Franca, l’atteggiamento dell’agenzia è irregolare. Considerato che lei non ha versato ancora la caparra, nulla è dovuto all’agenzia. Se l’agenzia dovesse insistere, le consigliamo di rivolgersi a un legale. Cordiali saluti.

  • Pietro ha detto:

    Buongiorno.
    A marzo 2020 ho firmato, tramite Agenzia, una proposta di acquisto irrevocabile per una casetta indipendente in città. Ho lasciato un anticipo di 5000€ mediante assegno intestato al venditore e consegnato all’agenzia. La proposta è stata accettata nei tempi previsti.
    Successivamente ho pagato la perizia della banca per l’apertura del mutuo: il perito evidenziava alcune irregolarità edilizie, tra cui l’abbattimento di alcuni muri non portanti e la trasformazione d’uso di un locale da ripostiglio a cucinino. Grazie alla consultazione dei documenti catastali presenti in perizia (c’erano i documenti originali e quelli della successiva variante), ho però notato che ci sono altre difformità ben più gravi: 1) sulla facciata lato strada pubblica non sono previsti nei documenti i finestrini (luci) aperti per rendere usufruibile la cantina (il piano terra è rialzato); 2) rispetto alle planimetrie catastali, il locale cucinino, che prima era un ripostiglio, è stato raddoppiato di metratura abbattendo un muro perimetrale non portante ed espandendosi verso il cortile, variando quindi anche tetto e finestrature. L’agenzia dice che il proprietario metterà tutto a posto, ma qui si tratta di abusi edilizi gravi (creazione di luci sulla facciata, aumento di superficie coperta mediante spostamento muri perimetrali e modifiche varie…) che non è detto siano sanabili senza ripristino allo stato originale.
    Ovviamente sulla proposta di acquisto non c’è nulla di tutto ciò. L’agenzia mi aveva parlato a voce di alcune irregolarità edilizie che sarebbero state sanate, accennando però solo ai muri interni demoliti; ora dice che sapevo e che quindi se non procedo con il compromesso perdo la caparra e devo comunque pagare l’agenzia stessa. Mi hanno consegnato una nuova proposta deprezzata di 10000€ con impegno a sanare la situazione descritta dal perito. Io non voglio più acquistare perché a me la casa non interessa più se la cantina rischia di ritornare buia (non utilizzabile) ed il cucinino non può essere usato come tale se ritorna alle dimensioni originali. Addirittura un amico che lavora da un notaio mi ha detto che allo stato attuale la casa non sarebbe nemmeno vendibile… L’assegno non è mai stato incassato, non voglio perdere la caparra né pagare l’agenzia che mi sta quasi minacciando…
    Cosa mi consiglia?.
    La ringrazio di cuore per la risposta

    • Redazione ha detto:

      Buon pomeriggio Pietro, receda certamente dalla proposta visto che lo stato delle cose è difforme rispetto a quanto da Lei conosciuto al momento della firma della proposta di acquisto. La nuova proposta con un prezzo ribassato è un chiaro tentativo del venditore e della agenzia immobiliare di “sanare” in qualche modo le loro mancanze. Le suggeriamo di inviare una PEC o una lettera raccomandata con ricevuto di ritorno indirizzata al venditore e in copia conoscenza alla agenzia immobiliare. Nella lettera evidenzi il suo intendimento di recedere dalla proposta a causa delle difformità urbanistiche rilevate e degli abusi edilizi non comunicati né dal venditore né dalla agenzia immobiliare. Il venditore è obbligato a restituire l’acconto versato e l’agenzia immobiliare non ha nulla da pretendere in quanto non è possibile concludere il contratto a causa degli abusi edilizi dei quali la agenzia immobiliare era a conoscenza ma che non le sono stati notificati. Potrebbe essere necessario ricorrere al supporto di un legale per richiedere anche il rimborso delle spese di perizia da Lei sostenute.

  • Paola ha detto:

    Salve,
    al 2 febbraio ho firmato, con il venditore, una proposta di acquisto di una villetta bifamiliare che fissava, tra le clausole aggiuntive, un tempo di 50 gg per l’accettazione del mutuo da parte della banca, diversamente la proposta sarebbe stata considerata nulla! Nel mentre è intervenuto il Covid e il tutto si è bloccato. Abbiamo ricevuto conferma della sola positiva valutazione creditizia a metà giugno ma nel mentre i nostri piani sono purtroppo cambiati. Ora il venditore non vuole restituirci la caparra perchè in questi mesi abbiamo tenuto l’immobile “bloccato” ed abbiamo manifestato, solo a parole, la volontà di continuare (non abbiamo mai firmato una proroga alla proposta originale). E’ corretto che dovremmo lasciargli tale caparra?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Paola, la banca ha già predisposto da perizia dell’immobile dovuta per la sua pratica di mutuo? Le consigliamo innanzitutto di chiedere all’istituto di credito se hanno già predisposto questa documentazione e qual è l’esito di tale perizia, e in ogni caso le suggeriamo di rivolgersi ad un legare per capire se affettivamente ci sono i margini per trattenerle la caparra. Cordiali saluti.

  • Dario ha detto:

    Salve,
    ho fatto una proposta di acquisto irrevocabile di una villetta accettata dal venditore e lasciato un assegno di 3 mila euro,il tutto attraverso agenzia, con indicazione di fare l’atto di vendita entro novembre 2020.
    Il proprietario non è residente in questa villetta che usa solo d’estate.
    Attualmente il venditore ha rifiutato per ben 2 volte di prendere appuntamento col perito della mia banca per il mutuo perché sostiene non meglio precisati problemi di famiglia e vuole rinviare tutte le attività a settembre. Dunque mi sta bloccando l’istruttoria con la banca per il mutuo. Alle mie spalle ho anche un acquirente del mio appartamento che ho venduto che vuole entrare in possesso della casa. Di fatto so per certo che il mio venditore continua comunque ad andare nella villetta il fine settimana, per cui non so se sta prendendo una scusa per finirsi l’estate lì oppure non vuole vendere più, non parla chiaramente.
    Volevo chiedere se posso tirarmi indietro dalla vendita e se posso chiedere di essere risarcito dal venditore.
    Se invece è lui che non vuole più vendere posso chiedere un risarcimento?

    • Redazione ha detto:

      Salve Dario, non ha specificato se la proposta di acquisto sia stata accettata o meno dal venditore e se nella stessa sia stata specificata l’esigenza di accedere ad un finanziamento bancario con la condizione sospensiva in caso di diniego da parte dell’istituto di credito. In caso di accettazione della proposta da parte del venditore, si è consolidato il vincolo giuridico tra le parti. Lei può certamente recedere dal contratto qualora non sia possibile stipulare l’atto di vendita a novembre 2020 per cause imputabili al venditore, da verificare e dimostrare. In linea di massima, non avendo preso visione della scrittura tra le parti, il recesso da parte dell’acquirente comporta la rinuncia alla caparra versata. Il recesso del venditore determina l’obbligo di restituzione di un importo pari al doppio della caparra versata.

  • Eleonora ha detto:

    Salve ho sottoscritto una proposta d’acquisto per l’acquisto di un appartamento di nuova costruzione ed è stata accettata. Per mia inesperienza non ho chiesto prima il capitolato, l’ho chiesto ora in attesa di firmare il preliminare. L’agente immobiliare mi ha venduto a parole un immobile di prestigio, nella realtà dei fatti non lo è propriamente. L’architetto a cui mi sono rivolta per un consiglio mi ha detto che il capitolato è medio-basso, se fosse una costruzione di prestigio si dovrebbe parlare di finitura a stucco, in questa caso si tratta invece di finitura al civile. Anche pavimenti e piastrelle sono di basso livello. Adesso ho dei ripensamenti, mi sento un po’ presa in giro, è possibile recedere per giusta causa, ovvero capitolato non forme alle aspettative? Ho consegnato assegno confirmatorio di euro 15.000.
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Eleonora, è possibile ritirarsi dall’affare ma vi è il rischio di dover perdere o dover restituire il doppio della caparra. Le consigliamo di richiedere un parere ad un legale per comprendere come agire nel suo caso specifico.

  • Sonia ha detto:

    buongiorno,

    nel mese di dicembre 2019 ho firmato un preliminare con il venditore di un immobile e ho consegnato assegno di euro 10.000 come caparra e pagato 50% spese all’agenzia immobiliare. all’interno dell’immobile è presente un inquilino moroso in attesa di sfratto. l’atto si sarebbe dovuto fare entro il 31 marzo ma per motivi legati al covid è stato posticipato. due settimane fa mi ha chiamato l’agenzia e mi ha detto che l’inquilino sarebbe andato via a luglio (si attende intervento uff. giudiziario), dopo una settimana mi ha richiamato e mi ha detto che se tutto va bene va via a settembre (motivazione: ritardi sfratti causa covid), quindi se va bene atto ad ottobre. in questo caso posso recedere dal preliminare e ottenere il ritorno della caparra?

    grazie mille e buona giornata

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Sonia, certo. Se gli accordi accettati dalle parti con il contratto preliminare di compravendita prevedono la consegna dell’immobile, libero da persone e cose entro una data certa con la contestuale stipula del rogito notarile e se questi accordi sono stati disattesi dalla parte venditrice, Lei può richiedere la restituzione del doppio della caparra versata. Le suggeriamo di notificare il suo intendimento di recesso alla parte venditrice e in copia conoscenza all’agenzia immobiliare mediante raccomandata con ricevuta di ritorno fissando una data ultimativa per la stipula del rogito notarile.

  • Debby ha detto:

    La ringrazio per la celere ed esaustiva risposta.
    Nel contratto preliminare è stata già inserita la data di stipula del rogito notarile (30 settembre 2020). Dopo essere venuta a conoscenza del vincolo matrimoniale tra proprietaria di casa ed agente immobiliare, ho avuto una discussione telefonica con quest’ultimo, il quale mi ha ripetutamente informato che se volessi potrei tirarmi indietro e recedere dal contratto. Nonostante abbia ribadito la mia intenzione di procedere con l’acquisto dell’immobile, l’agente immobiliare sembra quasi che voglia convincermi a rinunciare. A causa di tali comportamenti sto seriamente dubitando della buona fede dei due soggetti coinvolti. Dal momento che sono in stato di gravidanza, ho la necessità di trovare una sistemazione quanto prima e questo immobile farebbe al caso mio. Tale situazione mi sta creando uno stress notevole. Qualora i signori non rispettassero il contratto, ci sarebbero i presupposti per intraprendere vie legali?
    La ringrazio nuovamente.

    • Redazione ha detto:

      Buon pomeriggio, allo stato attuale presumibilmente no ma forse è preferibile richiedere un parere ad un legale. Può comunque segnalare il comportamento scorretto dell’agente immobiliare alla sua associazione di categoria di appartenenza, se iscritto. Sembra infatti palese l’intendimento a spingere verso il suo recesso in forza di altre trattative in corso per loro più convenienti.

  • Debby ha detto:

    Salve, dopo aver visionato un immobile tramite agenzia immobiliare ho effettuato una proposta di acquisto che è stata accettata e sottoscritta dalla proprietaria.
    Successivamente sono venuta a sapere che l’agente immobiliare al quale mi sono affidata, è il marito della proprietaria di casa. Tale unione non è stata mai menzionata dall’agente immobiliare durante tutta la trattativa e ciò, a mio avviso, ha comportato una mancanza di imparzialità da parte dell’agente immobiliare ed un conflitto di interessi. Mi sono accertata inoltre che i due coniugi siano in separazione dei beni e che la casa sia intestata solo alla signora. Nonostante l’assenza di trasparenza e la mancanza di professionalità da parte dell’agente immobiliare, sono decisa a procedere con l’acquisto dell’immobile e sono in attesa di ricevere i documenti necessari da portare in banca per la concessione del mutuo. In questi giorni sono venuta a sapere che i due stanno facendo visionare l’appartamento ad altri possibili acquirenti. A questo punto mi domando come posso tutelarmi da una possibile recessione da parte del venditore? Potrò accettare solo il doppio della caparra versata o potrei chiedere il pagamento dei danni?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, certamente il comportamento dell’agente immobiliare non è stato corretto dal punto di vista deontologico. La proposta di acquisto, firmata per accettazione dal proprietario, produce i suoi effetti giuridici tra le parti con l’impegno alla stipula del contratto definitivo. Constatato il comportamento del mediatore, Le suggeriamo di sottoscrivere un contratto di compravendita specificando la data di stipula del rogito e l’addebito al venditore, in caso di recesso da parte del venditore, delle spese di perizia e di istruttoria della banca per la pratica di mutuo, oltre, naturalmente, al versamento del doppio della caparra versata.

  • Giovanna ha detto:

    buongiorno,

    vi ho inviato questo testo unito alla proposta di acquisto effettuata anche alla vostra casella email, non so se è corretto.

    comunque….
    ho effettuato a febbraio una proposta di acquisto, che vi allego, e che è stata accettata tramite email dalla agenzia
    mediatrice qualche giorno dopo.
    A causa del corona virus, mi è stato comunicato che perderò il lavoro fra pochi mesi e vorrei recedere dal contratto.
    so che perderei la caparra, ma non c’è nessuna tutela nel caso specifico della perdita di occupazione che mi renderebbe
    impossibile pagare un mutuo?
    oltre alla perdita della caparra, dovrei pagare anche l’agenzia?
    mi è stato detto che dovrei pagare inoltre anche l’importo dovuto all’agenzia da parte del venditore, ma è vero?
    dovrei pagare quindi tutto io?
    il rogito era stabilito per il 30 giugno 2020 ma il venditore mi ha chiesto, solo verbalmente, di rimandarlo a ottobre.
    Non posso sfruttare questa proroga per recedere dal contratto?
    Mi aiuti, sono disperata…..
    grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giovanna, abbiamo preso visione della proposta di acquisto che ci ha inviato via email e del riconoscimento della provvigione all’agenzia. La sua situazione non è certo semplice e comune a molte persone in Italia. La comunicazione verbale della richiesta di proroga da parte del venditore, se non effettuata in presenza di testimoni, non ha alcun valore ed in ogni caso non può essere considerata quale causa fondante per una comunicazione di recesso. Lei può certamente recedere dalla sua proposta di acquisto e la parte venditrice può trattenere la caparra versata. Il compenso della agenzia immobiliare è stabilito nella dichiarazione di riconoscimento della provvigione ed è dovuta in caso di accettazione della proposta da parte del venditore. Certamente, non è dovuto da parte sua il compenso all’agenzia per quanto riguarda la parte venditrice che è un accordo tra agenzia immobiliare e venditore. Sarebbe preferibile che si rivolgesse ad un legale per inviare in tempo una comunicazione di recesso indirizzata alla parte venditrice e in copia anche all’agenzia immobiliare.

  • Mauri ha detto:

    Buongiorno
    le spiego la mia posizione. Ho firmato una proposta di acquisto presso una nota agenzia con assegno di euro 5.ooo, accettata dalla parte venditrice. Prima di fare il compromesso (entro data 30/06/2020)ho fatto fare un sopralluogo ad un tecnico per la ristrutturazione ed è venuto fuori che l’immobile ha il pavimento in vinil amianto e le tubature in amianto. Il proprietario ne era a conoscenza ma ha tenuto nascosta la cosa, ora come ben puo capire la cosa non mi sta bene, voglio recedere, ma l’agenzia fa pressione quasi “minacciando” che l’acquisto dev’essere comunque concluso. La rimozione costa un bel po, ma la mia paura sono le condutture dell’acqua, poi mi sento preso in giro, come devo comportarmi?Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, il vizio occulto che ha evidenziato è una causa valida per richiedere il recesso dalla proposta di acquisto. Le “minacce” della agenzia immobiliare sono infondate e certo non disinteressate in quanto finalizzate alla sola conclusione della trattativa ed all’incasso delle relative provvigioni. Non avendo preso visione degli atti ma basandoci su quanto da lei scritto, Le suggeriamo di inviare tramite posta raccomandata una comunicazione di recesso indirizzata al proprietario dell’immobile e in copia alla agenzia immobiliare nella quale intima la rimozione dei vizi occulti a cura e spese del proprietario entro una data certa o, in difetto, richieda la restituzione della caparra versata. In ogni caso, sarebbe preferibile il ricorso ad un legale a tutela dei suoi diritti.

  • Giovanni ha detto:

    Grazie per la risposta,
    Avete capito bene la proposta è stata accettata e sulla stessa non vi sono clausole ma spiega solamente l’irrevocabilità della proposta per 15 giorni ecc…

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giovanni, le consigliamo di rivolgersi ad un legale in modo da capire se i ritardi emersi successivamente all’accettazione della sua proposta di acquisto sia sufficienti a legittimare la sua revoca senza la perdita della caparra da lei versata e il pagamento della provvigione all’agenzia.

  • Giovanni ha detto:

    Buongiorno,circa 5-6 mesi fa ho fatto una proposta con assegno annesso di 10.000 euro dopo poco mi viene comunicato che prima di procedere con l’acquisto della casa ci sono alcune carte da dover sistemare riguardanti una scala causa coronavirus queste carte ancora non sono pronte e dopo mesi e mesi di attesa ho dei ripensamenti sull’acquisto della casa e vorrei revocare quest’offerta. Le mie paura sono quelle di perdere la caparra oppure dover pagare la provvigione all’agenzia lo stesso e di incorrere in qualche causa penale. A cosa vado incontro revocando questa proposta ?
    Ps:la proposta prevede l’acquisto della casa salvo buon esito del mutuo che ovviamente ancora non ho richiesto

    • Redazione ha detto:

      Gentile Giovanni, ci sembra di capire che la proposta è stata accettata dal venditore, giusto? Le consigliamo di visionare attentamente il contenuto della proposta di acquisto che ha sottoscritto al fine di verificare la presenza di eventuali clausole che disciplinano la parte riguardante la revoca, nonché le condizioni di efficacia della proposta.

  • Giovanni ha detto:

    Buongiorno,circa 5-6 mesi fa ho fatto una proposta con assegno annesso di 10.000 euro dopo poco mi viene comunicato che prima di procedere con l’acquisto della casa ci sono alcune carte da dover sistemare riguardanti una scala causa coronavirus queste carte ancora non sono pronte e dopo mesi e mesi di attesa ho dei ripensamenti sull’acquisto della casa e vorrei revocare quest’offerta. Le mie paura sono quelle di perdere la caparra oppure dover pagare la provvigione all’agenzia lo stesso e di incorrere in qualche causa penale. A cosa vado incontro revocando questa proposta ?
    Ps:la proposta prevede l’acquisto della casa salvo buon esito del mutuo che ovviamente ancora non ho richiesto

    • Redazione ha detto:

      Gentile Giovanni, ci sembra di capire che la proposta è stata accettata dal venditore, giusto? Le consigliamo di visionare attentamente il contenuto della proposta di acquisto che ha sottoscritto al fine di verificare la presenza di eventuali clausole che disciplinano la parte riguardante la revoca, nonché le condizioni di efficacia della proposta.

  • Muram ha detto:

    Buongiorno
    Grazie per la risposta al mio problema inviato precedentemente (Ho firmato una proposta di acquisto immobiliare irrevocabile in data 26/11/2019 con caparra di 5000 euro. La data fissata del rogito del 30/06/2020. La proposta è stata accettata dal venditore il 10/12/2020. Ho messo una clausola nella proposta che il preelimare verrà firmata quando il mio geometra contralla tutti di documenti dell’immobile sono in regola ed conforme che sono venuti pronti tutti i documenti pronti il 19/03/2020. In questi giorni mi è arrivata la perizia della banca per il rilascio del mutuo.
    Controllando tutti documenti anche la perizia ho visto che l’intestatario attuale dell’immobile non è quello scritto nella proposta di acquisto ed è stato fatto in data 30/12/2020 (quindi dopo che la proposta è stata accettata da entrambi le parti) un atto notarile per il trasferimento della proprietà dal nome scritto in proposta che era una società a questo nome privato senza mia conoscienza ma con conoscenza dell’agenzia.
    Posso recedere la proposta? perdo l’assegno anche se attestato alla vecchia società e non alla persona privata attuale proprietario? cosa succede se non voglio più andare avanti con l’acquisto?)

    Le chiedo gentilmente l’ultlima cosa perche sono disperato, in quanto in seguito ho inviato una pec all’agenzia chiedendola chiarimenti a quel atto fatto il il 30/12/2019 dopo che la proposta è stata accettata da venditore il 06/12/2019, questa era la risposta dell’agenzia “in risposta alla Sua tengo a precisare che non è stato fatto un atto notarile con trasferimento di nessuna proprietà ma che è stata fatta una donazione di quote societarie” che consiste che il signor Mario Rossi – nato il 00.00.00 e residente in via xxxxxxxx , c.f. xxxxxxxxxxxxxxxx – donatario dal 30.12.2019 delle quote donategli dalla società in accomandita semplice LA società YYYYYY., con atto pubblico a repertorio n.XXX e raccolta n. XXXX Notaio XX denominato DONAZIONI di QUOTE e TRASFORMAZIONE in IMPRESA INDIVIDUALE di SOCIETA’ in ACCOMANDITA SEMPLICE, obbligato ad assumere TUTTI GLI ONERI e passività, a qualsiasi titolo, passati, presenti e futuri, con completa liberazione delle pari donanti ed investito di ogni diritto e ragione spettanti, tra cui quelle derivanti dalla PROPOSTA IRRREVOCABILE di ACQUISTO da ELLA sottoscritta in data 26.11.2019 (accettata il 06.12.2019) dell’immobile dal medesimo sig. Mario rossi abitato e promesso in vendita per il tramite dell’Agenzia intermediaria.
    Quindi nella proposta di acquisto il nome era la società YYYY e adesso nel contratto preliminare che non ho ancora firma il nome risulta Mario Rossi.
    volevo chiedere cosa vorrà dire e se legale quello che hanno fatto come dice l’agenzia? o loro non possono fare comunque una cosa del genere? e se ho il diritto di recedere con la restituzione della caparra?
    Grazie mille ancora

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Muram, ora abbiamo compreso meglio il suo problema. Non si è trattata, quindi, di un atto di compravendita ma di un atto di cessione di quote e di trasformazione dalla ditta individuale del sig. Mario Rossi alla società ROSSI S.A.S.. Il trasferimento di quote in sé è legittimo ed il nuovo soggetto giuridico subentra in tutti i rapporti, attivi e passivi. Ora, stante il fatto che la proposta di acquisto è stata accettata, qualora Lei non intendesse proseguire con la stipula dell’atto notarile e volesse, quindi, recedere rischia che il venditore trattenga la caparra inizialmente versata di euro 5.000. Precisiamo che la nostra valutazione si basa su quanto da lei scritto e che sarebbe preferibile poter visionare i documenti per poter fornire una risposta adeguata.

  • timo ha detto:

    Buom Pomeriggio cosa si fa si fato un contrato con una agenzia per comprare un appartamento, pero e passato tropi tempo e già scaduto il contratto e abbiamo già renobato o prolungato pero fino oggi non anno trovato un appartamento come abbiamo richiesto e già scaduta la proroga i loro dicono che no restituiranno tutti il Asegno di 5.000 euro per il suo lavoro che fino oggi niente di appartamento che abbiamo richiesto cosa devo fare per la restituzione dil Asegno le Ringrazio di cordiale saluto

    • Redazione ha detto:

      Gentile Timo, il suo quesito non è molto chiaro. Ci sembra di comprendere che si sia rivolto ad una agenzia per l’acquisto di un immobile. L’assegno di cui parla è stato emesso come caparra per una proposta di acquisto o è stato emesso per un altro motivo? In ogni caso, le consigliamo di verificare se nel contratto da lei sottoscritto è specificato quali sono le conseguenze in caso di recesso.

  • Marco ha detto:

    Buongiorno, ho presentato una proposta d’acquisto per un immobile di bassissimo valore, l’agenzia mi ha forzato un po’ con i tempi dicendo che era l’ultimo giorno di mandato.
    Come via d’uscita ho fatto inserire una clausola di validità dell’offerta previa concessione prestito personale.
    Per poter attivare questa clausola serve necessariamente un istruttoria con tutto quello che ne consegue? o ci sono altre tipologie di documenti che potrebbero essere sufficienti?

    Ringrazio anticipatamente

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Marco, ci sembra di capire che la proposta di acquisto da lei presentata sia condizionata alla concessione di un prestito. In quest’ultima è specificato un termine entro il quale deve dare comunicazione se il prestito sia stato accettato o meno? Lei dovrà procedere con l’avvio di tutte le pratiche necessarie per la richiesta del prestito e se entro la data indicata nella proposta d’acquisto non riceverà alcuna risposta dall’istituto di credito o il prestito le viene negato, allora la condizione non si sarà avverata e quindi non si darà seguito al contratto.

  • Alfio ha detto:

    Buongiorno, la proposta di acquisto è stata già accettata dal venditore. In questo caso perso l’assegno che ho lasciato come garanzia?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Alfio, se l’acquirente non ha effettuato la revoca della proposta d’acquisto prima di venire a conoscenza dell’accettazione da parte del venditore, con la firma
      di quest’ultimo si conclude di fatto il preliminare di vendita. Da tal momento, in caso di inadempimento dell’acquirente, il venditore potrà trattenere la somma ricevuta a titolo di caparra.

  • Alfio ha detto:

    Buongiorno,
    Settimana scorsa ho sottoscritto una proposta d’acquisto di un immobile lasciando a garanzia un assegno di euro 5.000,00 e mi sono impegnato il mese prossimo a versare un altro acconto di euro 30.000,00.
    Ora per ragioni lavorative che non sto a descrivere, non posso più sostenere l’acquisto.
    Che cosa posso fare? Posso recedere dalla proposta di acquisto senza perdere nulla?
    Oppure devo rinunciare all’assegno che ho lasciato?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Alfio, fino a quando la proposta d’acquisto non è accettata dal venditore, l’acquirente può revocare la sua proposta e ottenere la restituzione della somma versata a titolo di caparra. Questo è possibile, a meno che non abbia sottoscritto una proposta irrevocabile per un dato periodo. In quest’ultimo caso, infatti, la revoca è inefficace.
      Se rientrasse nella prima ipotesi, le suggeriamo di procedere con un atto formale di revoca della proposta, inviando una comunicazione in forma scritta, preferibilmente raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata alla parte venditrice ed in copia conoscenza alla agenzia immobiliare, nella quale comunica che intende recedere dalla sua proposta e riavere la somma versata a titolo di caparra.

  • muram ha detto:

    Buongiorno
    Ho firmato una proposta di acquisto immobiliare irrevocabile in data 26/11/2019 con caparra di 5000 euro. La data fissata del rogito del 30/06/2020. La proposta è stata accettata dal venditore il 10/12/2020. Ho messo una clausola nella proposta che il preelimare verrà firmata quando il mio geometra contralla tutti di documenti dell’immobile sono in regola ed conforme che sono venuti pronti tutti i documenti pronti il 19/03/2020. In questi giorni mi è arrivata la perizia della banca per il rilascio del mutuo.
    Controllando tutti documenti anche la perizia ho visto che l’intestatario attuale dell’immobile non è quello scritto nella proposta di acquisto ed è stato fatto in data 30/12/2020 (quindi dopo che la proposta è stata accettata da entrambi le parti) un atto notarile per il trasferimento della proprietà dal nome scritto in proposta che era una società a questo nome privato senza mia conoscienza ma con conoscenza dell’agenzia.
    Posso recedere la proposta? perdo l’assegno anche se attestato alla vecchia società e non alla persona privata attuale proprietario? cosa succede se non voglio più andare avanti con l’acquisto?
    Grazie mille in anticipo

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Muram, la sua situazione non è semplice e richiederà, probabilmente, l’intervento di un legale a tutela dei suoi diritti. La proposta di acquisto, una volta che viene accettata dal venditore (10/12/2019 ?), produce i suoi effetti giuridici tra le parti e si trasforma in vincolo contrattuale o contratto preliminare di compravendita. Con questo atti, le due parti, acquirente e venditore, si impegnano alla stipula del rogito notarile. Nel suo caso, la parte promittente venditrice è la società che ha firmato la accettazione della sua proposta di acquisto. Pertanto, Le dovrà convocare alla stipula dell’atto la società. L’atto di trasferimento della proprietà stipulato in data 30/12/2019 (?) è una chiara violazione dei patti contrattuali. Qualora intenda recedere comunque dalla sua proposta e dall’acquisto, può richiedere la restituzione del doppio della caparra versata e anche il rimborso delle spese sostenute per la istruttoria della pratica di mutuo. Le suggeriamo comunque di rivolgersi ad un legale a tutela dei suoi interessi.

  • Giuseppe ha detto:

    Nella proposta d’acquisto oltre ad una scadenza per essere accettata (6 marzo 2020 , e mai ricevuto notizie sull’accettazione). C’era indicato il salvo approvazione mutuo e che le commissioni all’agenzia era dovute in caso di rogito.

    • Redazione ha detto:

      Le suggeriamo di inviare una comunicazione in forma scritta, preferibilmente raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata alla parte venditrice ed in copia conoscenza alla agenzia immobiliare, nella quale comunica che il termine per l’accettazione della proposta d’acquisto fissato al 6 marzo non è stata rispettata e che, pertanto, intende recedere dalla sua proposta. Nel caso l’agenzia continuasse a rifiutarsi di restituire la caparra, le consigliamo di rivolgersi ad un legale per comprendere come agire.

  • Giuseppe ha detto:

    Buongiorno,

    Ho presentato proposta d’acquisto il 21 febbraio 2020, tale proposta aveva validità di accettazione entro non oltre il 6 marzo 2020. Fino al 16 maggio 2020 non ho ricevuto nè raccomandata nè pec che comunicasse l’accettazione della proposta. Quindi ho decido di ritirare l’assegno e procedere con l’acquisto di un altro immobile. Ma l’agenzia non vuole restituirmi l’assegno di 5000€ versato come caparra e pretende una compenso di uscita a suo favore nonostante la proposta non sia mai stata accettata. Come esco da questa grana?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giuseppe, ha verificato se nella proposta di acquisto sul modulo dell’agenzia fosse indicata qualche clausola particolare relativamente al recesso della proposta di acquisto?

  • Renata ha detto:

    buongiorno,

    a inizio gennaio ho fatto proposta irrevocabile di acquisto per un immobile, inserendo la clausola salvo buon fine del mutuo.
    L’atto di acquisto sarebbe dovuto essere perfezionato entro e non oltre il 31/03.
    Con la proposta è stata inserita la mia promessa di dare un assegno di 4.000 euro come caparra che si trasformerà in anticipo alla data del rogito. Assegno che non ho versato.
    La proposta è stata accettata e così ho fatto richiesta di mutuo avvalendomi di un intermediatore creditizio.
    Preciso che anche la pratica di mutuo viene seguita dall’agente immobiliare in quanto affiliato alla agenzia di intermediazione.
    Prima della fine del lockdown la mia pratica a detta dell’agente immobiliare è rimasta nello stato (da istruire) poi con il lockdown tutto è stato “congelato” e adesso mi trovo nella situazione che la scadenza della data per il compromesso è largamente scaduta e non ho idea dello stato della mia pratica di mutuo.
    Quando chiedo informazioni mi dice che la delibera sta per arrivare, salvo poi che non arriva mai.
    Intanto ho scoperto che i venditori non potrebbero lasciare la casa prima del 31/07, e quindi ho il sospetto che il continuo rimandare la delibera o gli step della pratica sia un modo di perdere tempo a favore della parte venditrice.

    Considerata la situazione, posso retrocedere dalla compravendita proprio perchè superati i termini iscritti in proposta (non ho inserito una clausola che faceva intendere la perdita di valore della mia proposta dopo una certa data ne del mio interesse)?
    La colpa del recesso a chi sarebbe imputabile?
    di certo non ai venditori, ma neanche a me che sto attendendo la fantomatica delibera che non so nemmeno se mai arriverà.
    Fino a quando posso ritenermi vincolato dalla mia proposta in mancanza di un mutuo e di qualsivoglia informazione su di esso?

    vi ringrazio in anticipo,
    vi prego, rispondetemi. sono disperato…

    • Redazione ha detto:

      Buonasera Renata, a seguito della accettazione da parte venditrice della sua proposta di acquisto, si sono prodotti gli effetti giuridici del vincolo contrattuale tra le parti. In parole semplici, la proposta di acquisto si è “trasformata” in contratto preliminare di compravendita con il quale le parti, venditore ed acquirente, si impegnano alla stipula del rogito notarile ed al trasferimento dei diritti reali dal primo al secondo. Allo stato attuale, la data di scadenza del rogito notarile, concordata tra le parti per il 31 marzo 2020 non è stata rispettata. Non è rilevante stabilire le cause o la imputabilità ad una o entrambe le parti del mancato rispetto dei termini pattuiti. Inoltre, visto che la proposta era vincolata all’ottenimento del finanziamento bancario, la stessa proposta decade (è importante richiedere alla banca un documento che attesti che la pratica di finanziamento non è andata a buon fine) e, non essendo stata rispettato il termine per il trasferimento della proprietà, Lei può certamente recedere dalla sua proposta. Le suggeriamo di inviare una comunicazione in forma scritta, preferibilmente raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata alla parte venditrice ed in copia conoscenza alla agenzia immobiliare, nella quale comunica che il termine per la stipula del rogito fissato al 31 marzo non è stato rispettato e che, pertanto, intende recedere dalla sua proposta.

  • Marco Guido ha detto:

    Buongiorno,

    In data 05/01 di quest’anno ho proposto di acquistare un immobile salvo buon fine del mutuo.
    La data per la sottoscrizione del rogito è stata fissata entro e non oltre il 31/03.
    Ovviamente con il lockdown i tempi si sono dilatati e ad oggi sono ancora senza delibera di una banca, tra l’altro il mutuo è stato richiesto tramite agenzia di intermediazione.
    Siccome ho motivo di credere che l’allungamento dei tempi sia fittizio dato che so che ai venditori serve più tempo, posso ora recedere dalla mia proposta considerando che i tempi per il rogito sono largamente superati?
    Anche perché l’acquisto per me era fondamentale da fare prima dell’estate e adesso si è liberata a una casa a me più congeniale.
    Cosa rischio?
    Il venditore potrebbe crearmi problemi anche in caso non rinunciassi? Per via dello slittamento dei tempi, seppur non dipeso da me?
    Vi ringrazio in anticipo

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Marco, la proposta di acquisto, se accettata dal venditore produce i suoi effetti giuridici tra le parti come un contratto preliminare di compravendita. Naturalmente, è sempre possibile recedere per le parti a causa di eventi eccezionali o anche un nuovo intendimento alla compravendita. Stante il fatto che la data per la stipula era fissata per il 31 marzo, sono intervenuti tra le parti delle comunicazioni in forma scritta con un accordo per la modifica della data del rogito ? È sempre preferibile inviare una comunicazione, in questo caso al venditore, nella quale lei comunica in forma scritta e con raccomandata a.r., il suo intendimento di voler recedere dal contratto preliminare, qualora questa sia ora la sua effettiva volontà. La parte venditrice potrebbe trattenere l’importo della caparra versata a titolo risarcitorio.

  • Simona Falchi ha detto:

    Buongiorno. Ho accettato una proposta di acquisto come preliminare di vendita,cpn una caparra trattenuta dall’agenzia che io non ho mai ricevuto. Doveva essere fatto il 31/03 con relativo caparra confirmatoria ed il saldo al rogito da stipulare entro e non oltre il 30/04.ad oggi non è stato fatto né il compromesso né il rogito, e ad oggi non ho incassato un solo euro. Posso recedere dalla proposta e non vendere più l immobile, visto che i tempi di pagamento e la data degli atti di compravendita sono stati superati, anche se in periodo Convid 19?.Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Simona, premesso che non è corretto che la caparra venga trattenuta dall’agenzia ma deve essere nella disponibilità del venditore sotto forma di assegno bancario non trasferibile o assegno circolare intestato alla parte venditrice, visto che i tempi per la firma del preliminare e per la stipula del rogito non sono stati rispettati per cause o eventi eccezionali comunque non dipendenti dalla sua volontà, può certamente recedere dalla accettazione della proposta. le suggeriamo di inviare una raccomandata a.r. indirizzata alla parte promissaria acquirente e, in copia conoscenza, alla agenzia immobiliare.

  • Tommaso ha detto:

    Buongiorno. A fine febbraio ho firmato una proposta di acquisto di un immobile con proposta irrevocabile (modulo prestabilito dell’agenzia ) con intervento di ente finanziatore versando caparra di 1.500. Il termine per il preliminare era il 30/3/20,data del rogito 30/06/20. Ad oggi con la problematica del covid19 trovandoci in una situazione di incertezza economica visto che nella mia azienda ci saranno tagli del personale posso recedere dal contratto? Ma in particolar modo non essendo stato rispettato il termine del 30/3 il contratto s’intende nullo? O vale il termine del 30/06? In quanto il mio istituto vuole un nuovo compromesso con date aggiornate per riprendere la pratica di mutuo. Devo sostenere penali qualora non volessi più procedere all’acquisto, posso riavere dietro la Caparra, ma in particolar modo devo sostenere spese verso l’agenzia che reclama il suo compenso? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Tommaso, rispondiamo di seguito alle sue domande:
      1. può recedere certamente dalla proposta di acquisto da Lei sottoscritta che produce i suoi effetti giuridici tra le parti, cioè sostanzialmente si trasforma in contratto solo con la firma per accettazione della parte venditrice;
      2. se la proposta di acquisto non è stata ancora accettata dalla parte venditrice non è un contratto ma solo un atto unilaterale della parte promissaria acquirente;
      3. il termine del 30/06 riferito al rogito notarile è l’atto definitivo che deve essere preceduto o da un contratto preliminare di compravendita o da una proposta di acquisto irrevocabile accettata dalla parte venditrice;
      4. certamente la sua banca di riferimento ha la necessità di prendere visione di un contratto preliminare sottoscritto dalle parti in modo da dare inizio alla pratica di istruttoria del finanziamento bancario;
      5. l’agenzia immobiliare ha dato corso a parte delle sue attività: dovrebbe verificare se nel mandato da Lei sottoscritto e/o nella proposta di acquisto firmata sul modulo dell’agenzia è indicato che il compenso all’agenzia deve essere versato per intero alla accettazione della proposta di acquisto o alla firma del contratto preliminare o al rogito.
      Per concludere e darle un suggerimento concreto, è preferibile che invii una lettera raccomandata a.r. alla parte venditrice e in copia conoscenza all’agenzia immobiliare nella quale comunica che il termine per la sottoscrizione del contratto preliminare non è stato rispettato e che, pertanto, non intende dare seguito alla sua proposta e recede dal contratto chiedendo la restituzione della caparra versata.
      Non sono previste penali di alcun tipo a meno che nella proposta di acquisto sul modulo dell’agenzia non fosse indicata qualche clausola particolare

  • Iris ha detto:

    Buonasera, all’inizio dell’anno tramite Agenzia ho valutato l’acquisto di un appartamento tramite asta privata…..l’agenzia mi ha consigliato di fare una proposta d’acquisto informale senza versare la caparra, solo per vedere se dall’altra parte ci sarebbe stato un interesse alla cifra e poi se mai procedere…..io faccio come consigliato dall’agenzia che mi avvisa del interesse del venditore alla mia offerta, poi decido di lasciare perdere e chiamo l’agenzia dicendo che non voglio procedere. L’agenzia mi dice che va bene ma dopo circa un mese ricevo la telefonata del curatore che mi dice di andare a versare subito la caparra o rischio una denuncia. Forse c’era un accordo tra Agenzia e curatore. Ovviamente ho chiamato un avvocato che sta seguendo il tutto. Rischio comunque di dover pagare qualcosa?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Iris, certamente il suo legale potrà assisterla al meglio. Per poterle rispondere in modo corretto e circostanziato avremmo necessità di prendere visione della proposta di acquisto da Lei formulata. La proposta di acquisto può essere revocabile o irrevocabile: in questo secondo caso è impegnativa per il promissario acquirente e, se accettata dal venditore, si trasforma in vincolo contrattuale. Una proposta di acquisto per un immobile all’asta deve essere necessariamente formale e irrevocabile ed accompagnata dal versamento di una caparra confirmatoria sotto forma di assegno circolare.

  • Marco ha detto:

    Buongiorno,
    questa la mia posizione:
    il 20 Gennaio 2020 firmo, presso l’agenzia immobiliare, per ricevuta l’accettazione della mia proposta di acquisto all’impresa promissaria venditrice per una casa ancora da costruire. Nella proposta di acquisto è indicato che: “…l’atto notarile verrà stipulato entro il 30 Giugno 2021…”. A garanzia della mia proposta ho dato all’agenzia un assegno di € 20.000,00 intestato all’impresa venditrice e contestualmente ho incaricato un Notaio di predisporre quanto previsto ai fini del Dlgs n. 14/2019. E’ tutto pronto per fare il preliminare ma l’impresa comincia a temporeggiare accampando scuse del tipo che non riusciva a trovare compagnie assicurative in grado di offrire polizze/fidejiussioni/car (non sono uno specialista e potevano dirmi qualunque cosa) a norma di legge in quanto il governo ancora non aveva decretato presunti schemi a cui attenersi per ottemperare al Dlgs n. 14/2019. Ho sollecitato diverse volte affinchè si addivenisse a preliminare, ho fatto chiedere pure direttamente al Notaio ma nulla, non si è potuto andare a preliminare. Nel frattempo è intervenuto il lockdown e l’impresa, mediante l’agenzia immobiliare il 24 Marzo, comunica al notaio che è tutto pronto, ma a causa del lockdown, si trova costretta a chiudere e rinviare il tutto. Premetto che il Notaio ha più volte chiesto di visionare tempestivamente tale documentazione prima del lockdown per espletare le verifiche di legge. Il 4 Maggio terminata la prima fase, il sottoscritto sollecita presso l’agenzia immobiliare per avere aggiornamenti, l’agente mi riferisce che a causa del lockdown e delle misure restrittive vorrebbe spostare la consegna di 5 mesi, rimarcando che tale ipotesi per noi non è sostenibile chiedo di ritirare l’assegno e non proseguire con la proposta. Insomma sembrerebbe tutto accordato in un primo momento e non ho nemmeno preteso un indennizzo, ci mancherebbe visto i tempi, tuttavia comincia una serie di rimpalli con l’agente immobiliare, forse i mesi sono 4, forse 3… ma no facciamo 2 che poi sono i due mesi del lockdown… al chè, sentendomi preso in giro, comunico che se non si rispetta la data indicata nell’offerta, Giugno 2021, non se ne sarebbe fatto nulla… Insomma in sostanza si è interotto il rapporto fiduciario tra le parti.
    Nella proposta di acquisto è specificato che l’importo versato diventa caparra confirmatoria con l’avvenuta conoscenza da parte del proponente dell’accettazione della proposta di acquisto che costituirà il contratto preliminare, che al 30 di Giugno dovrò versare ulteriori 20.000,00 a titolo di acconto prezzo entro la quale verrà redatta una eventuale ulteriore scrittura privata e il resto con muto a rogito.
    La mia domanda è, stante questa situazione che a parole mi dichiarano un ritardo di due mesi, se ho la possibilità di recedere dalla mia proposta qual’ora l’impresa proroghi la consegna dell’immobile e poter quindi riavere indietro l’assegno, chiedo pure se sia legittimo ritenere quanto concordato quale effettivo preliminare dato che il preliminare vero e proprio lo si sottoscrive dal Notaio come previsto dal Dlgs n. 14/2019.
    Ringrazio anticipatamente.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Marco, il contratto preliminare di compravendita non necessariamente deve essere stipulato presso uno studio notarile, salvo che questa non fosse una richiesta esplicita inserita nella sua proposta di acquisto. La stipula di un contratto preliminare presso lo studio notarile prevede la trascrizione dell’atto nei Pubblici Registri Immobiliari e garantisce certamente la parte promissaria acquirente dai rischi di evizione. Le scuse accampate dall’impresa della difficoltà di reperire una compagnia assicurativa per la polizza postuma decennale, obbligatoria per legge e che garantisce l’acquirente da eventuali vizi occulti sull’immobile per i successivi 10 anni non hanno alcuna ragione d’essere. neanche il lockdown ha inciso sulle attività delle compagnie di assicurazioni che hanno sempre continuato ad operare in Italia in tutto questo periodo. Nel merito, visto che la consegna dell’immobile è prevista per il mese (avete indicato una data precisa ?) di Giugno 2021, nulla osta alla firma del contratto preliminare di compravendita, presso lo studio notarile o meno. Le possiamo suggerire di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla parte venditrice, l’impresa e in copia conoscenza alla agenzia immobiliare, nella quale indica una data precisa, orario e luogo per la firma del contratto preliminare. È opportuno che verifichi prima se nella proposta di acquisto è stata indicata una data specifica in merito.

  • Adriana ha detto:

    Buongiorno, ho versato la caparra e pagato l’agenzia questo a gennaio dopo le verifiche del notaio mancava da parte il venditore un pagamento su la casa, abbiamo dovuto aspettare il pagamento fino adesso per il corona virus il venditore a pagato e abbiamo appuntamento a giugno per firmare. La mia domanda è posso recedere l’acquisto, ho una penale?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Adriana, può certamente recedere dal contratto ma rischia di perdere la caparra confirmatoria versata. Con la firma del contratto preliminare di compravendita le parti, venditore e acquirente, si impegnano alla stipula dell’atto notarile che sancisce il trasferimento dei diritti reali dal proprietario al nuovo acquirente. La caparra versata ed incassata dal venditore è una garanzia della conferma di volontà delle parti di procedere con la sottoscrizione dell’atto definitivo. In caso di recesso, il venditore può trattenerla.

  • Victoria ha detto:

    Buongiorno, ho firmato una proposta d’acquisto subordinata al ottenimento del mutuo, con una caparra di 3000 euro versata come un assegno. Posso rinunciare alla proposta senza perdere la caparra? In banca non ho firmato ancora niente per chiedere il mutuo.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Victoria, se la proposta di acquisto è condizionata all’ottenimento del mutuo, lei può recedere dimostrando che la banca ha rigettato la sua richiesta. Naturalmente, deve anche considerare la scadenza prevista nella proposta per il suo adempimento. In difetto, allo stato attuale, il venditore potrebbe trattenere la caparra versata in caso di recesso.

  • Vanessa ha detto:

    Salve a febbraio ho firmato una proposta d acquisto entro il 15 aprile e non oltre dovevo fare il rogito con la risposta della banca
    A metà marzo ho firmato un foglio dove versavo la
    caparra confirmatoria
    A oggi non ho ancora ricevuto la risposta dalla banca.. e la casa non la voglio piu comprare..
    A cosa vado in contro?
    Grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Vanessa, avendo già versato la caparra confirmatoria il venditore, in caso di recesso della parte promissaria acquirente, può trattenere la caparra versata. Piuttosto verifichi anche a che punto è la sua pratica in banca perché potrebbero richiedere il pagamento di eventuali spese di istruttoria e dei costi di perizia, se è stata effettuata.

  • Vanessa ha detto:

    Salve,
    Siamo la parte venditrice, abbiamo accettato la proposta di acquisto ma non ci è stato dato nessun caparra da riscuotere.
    Dopo il disagio del coronavirus abbiamo rivalutato la vendita della nostra casa e vorremo recedere dal contratto, dobbiamo comunque restituire il doppio della caparra ?
    Grazie in anticipo

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Vanessa, se nel contratto preliminare di compravendita è previsto il versamento della caparra confirmatoria da parte dell’acquirente ma questi non ha provveduto, potete recedere dal contratto senza alcun onere, salvo che non siano previste eventuali condizioni sospensive nel contratto. Suggeriamo di inviare una comunicazione scritta all’acquirente tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC.

  • Michele ha detto:

    Buongiorno , nel mese di febbraio ho fatto una proposta irrevocabile di acquisto per un immobile direttamente al costruttore, accettando il termine del 30 marzo per il preliminare e il 30 giugno per il rogito. Causa corona virus il preliminare è slittato e ho mandato una pec senza risposta confermando la mia volontà di acquisto Dell immobile chiedendo di slittare il preliminare almeno a far data del 25 aprile. Con la riapertura l agenzia pretende il preliminare senza notaio e mi richiede spese per me ingiuste data l entità della vendita . Ne caso di recesso da parte mia perdo solo la caparra? Vado incontro a penali?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Michele, i DPCM emessi in questo difficile periodo non consentivano lo spostamento delle persone per svolgere attività o azioni se non essenziali e la firma di un contratto preliminare non può certo rientrare tra queste. Lei ha agito correttamente confermando (la richiesta di modifica della data del preliminare è stata inviata entro i termini, ossia prima del 30 marzo?) il suo intento di procedere con l’acquisto dell’immobile con una nuova data. Tenga presente che la sua è solo una proposta di acquisto che, se non accettata in forma scritta dal venditore, non si trasforma automaticamente in un vincolo giuridico tra le parti. Viceversa, se la proposta di acquisto è stata accettata dal venditore con firma autografa, le parti sono vincolate alla sottoscrizione del contratto preliminare di compravendita ed alla stipula del rogito notarile. Eventuali spese richieste da parte del venditore o dall’agenzia immobiliare non possono essere considerate valide in questo caso in quanto prive di fondamento, salvo patti espressi contenuti nella proposta di acquisto e da lei accettati. In caso di recesso, l’acquirente (non certo l’agenzia immobiliare) può trattenere la caparra che è comprensiva di qualunque pretesa o di penali. Il contratto preliminare può essere siglato dalle parti senza la presenza del notaio a meno che nella proposta di acquisto lei non avesse espressamente indicato l’intendimento di stipulare il contratto preliminare presso uno studio notarile da lei scelto per la successiva trascrizione del contratto in Conservatoria.

  • imma ha detto:

    buongiorno, noi abbiamo firmato la proposta di acquisto e dato una caparra di 5k. causa del coronavirus abbiamo posticipato il preliminare di acquisto. SI può retrocedere senza pagare penali dalla proposta pur perdendo solo i 5k? grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Imma, certamente. La proposta di acquisto è un atto in forma scritta con il quale le parti si impegnano alla stipula dell’atto notarile di compravendita. È possibile recedere e non è prevista dalla normativa alcuna penale, salvo che nel preliminare non siano state inserite clausole ad hoc accettate dalle parti. In caso di recesso da parte del promissario acquirente, il venditore può trattenere la caparra. Le suggeriamo, qualora intendesse recedere, di inviare al venditore una comunicazione in forma scritta tramite posta raccomandata.

  • emanuela ha detto:

    Buongiorno, proposta accettata e controfirmata. Preliminare e rogito congelati causa coronavirus. Abbiamo dato un assegno al momento dell’offerta. La proposta aveva la seguente clausola “irrevocabilita della proposta: la presente proposta deve intendersi irevocabile ai sensi dell’art. 1329 cc per un periodo di 30gg dalla sua sottoscrizione, trascorsi i quali salva espressa diversa volontà, perderà automaticamente ogni efficacia”. Avremmo dovuto fare il preliminare il 30 marzo, ma ora è stato posticipato al 30 aprile…

    Possiamo recedere l’offerta?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Emanuela, per rispondere in modo coretto dovremmo capire con quale modalità è stato posticipato l’atto al 30 aprile 2020. Se le parti hanno concordato in forma scritta di posticipare l’atto, bisogna attendere il 30 aprile prima di inviare qualunque comunicazione. Se crede, può inviarci la copia del preliminare e eventuali accordi in forma scritta successivi in modo da fornirne una consulenza legale adeguata. Può inviare i documenti alla casella email trustsrl@visureitalia.com

  • Tony ha detto:

    Buongiorno,
    Presento la mia posizione (acquirente):

    – Proposta d’acquisto accettata dal venditore
    – La proposta non è ancora stata firmata da parte del proponente per presa conoscenza dell’avvenuta accettazione
    – Caparra non ancora versata e proposta d’acquisto non ancora registrata

    A causa di alcuni elementi di criticità che, secondo me e la mia compagna potrebbero minacciare la nostra tranquilla permanenza all’interno dell’immobile oggetto della compravendita, decido di ritirarmi dalla proposta e non portare a termine l’affare. Faccio presente che, a mio avviso, ci sarebbe potuta essere maggiore trasparenza sia da parte dell’agente immobiliare, sia da parte del venditore prima della firma della proposta.
    Quindi vi chiedo quali sono i rischi che l’acquirente potrebbe correre nel caso in cui voglia recedere dalla compravendita? È obbligato a pagare sia la caparra al venditore che le penali all’agenzia immobiliare? In quali altri rischi potrebbe incorrere?

    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Sig. Tony, la vicenda da lei esposta è articolata e, per avere un quadro chiaro e preciso dei suoi diritti e obblighi, le consigliamo un confronto con un legale. Intanto, può valutare se nella proposta d’acquisto sono state inserite delle clausole sospensive e/o risolutive e come sono regolati i rapporti con l’agenzia immobiliare. Tenga presente che l’art. 1328 del Codice civile stabilisce che la proposta può essere revocata finché il contratto non si è concluso, per cui se il venditore non ha ancora fatto una formale accettazione della proposta, l’acquirente può revocarla. Nel caso, invece, il venditore abbia già accettato, l’acquirente potrà decidere di non dare esecuzione al contratto (non procedere, quindi, all’acquisto dell’immobile) ma non gli verrà restituita la somma versata a titolo di caparra, come stabilito dell’art. 1385 c.c..

  • Giovanni ha detto:

    Buongiorno, inverto il punto di vista..qualora dopo aver accettato la proposta sia il venditore a voler recedere?Si espone certamente al pagamento del cd doppio della caparra confirmatoria, ma anche a eventuali risarcimenti danni?in che modalità recedere?

    La ringrazio

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Giovanni, naturalmente anche il venditore è libero di recedere dal contratto preliminare di compravendita. La comunicazione di recesso deve essere effettuata in forma scritta ed inviata mediante posta elettronica certificata o raccomandata con ricevuta di ritorno. Qualora l’acquirente abbia versato un importo indicato nel preliminare con la dicitura “acconto sul prezzo di vendita”, il venditore sarà tenuto unicamente alla restituzione dell’importo. Se, viceversa, nel preliminare la parte acquirente ha corrisposto un importo indicato con la dicitura “caparra confirmatoria”, il venditore sarà tenuto alla restituzione di un importo pari al doppio della caparra versata. Eventuali richieste danni da parte della parte promissaria acquirente devono comunque essere circostanziate e documentate mediante la presentazione di fatture o ricevute relative, ad esempio, alle spese sostenute per l’affitto di un appartamento in attesa della firma del contratto definitivo di compravendita.

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