Categoria catastale C1: requisiti e caratteristiche degli immobili in categoria C1

Categoria catastale C1: requisiti e caratteristiche degli immobili in categoria C1

La categoria catastale C solitamente viene utilizzata per definire quei locali a uso commerciali che rientrano nella definizione di “bottega”. Secondo le norme quindi, fanno parte della categoria catastale c1 quei negozi (immaginiamo soprattutto i piccoli negozi di quartiere, cosi comuni nei centri storici delle nostre città) dedicati al commercio diretto, locali dove i titolari conducono affari e nei quali viene esercitata la vendita diretta al pubblico.

Categoria Catastale C1: caratteristiche della classe catastale, calcolo tasse e differenze con la categoria catastale C2

Indice

  1. Quali sono le categorie catastali degli immobili?
  2. Come conoscere la categoria catastale di un immobile?
  3. Come richiedere una visura catastale e scoprire la categoria catastale dell’immobile?
  4. Categoria Catastale C1: quali sono gli immobili compresi in categoria C1?
  5. Differenza tra categoria catastale c1 e c2.
  6. Consistenza Catastale.
  7. Come si calcola la consistenza catastale di un immobile in categoria C1?
  8. Cambio categoria catastale: come e perché cambiare categoria catastale?
  9. Tasse da pagare collegate alla categoria catastale di riferimento

Quali sono le categorie catastali degli immobili?

Gli immobili sono un elemento fondamentale nella società italiana, per questo, il Regio Decreto numero 652 del 13 Aprile 1939 e le norme che hanno istituito il Nuovo Catasto Edilizio Urbano, hanno regolato e normato la materia istituendo la classificazione catastale degli immobili.

La classificazione è utile (anzi, fondamentale) a identificare chiaramente un immobile, ma sopratutto serve per determinare la rendita catastale a questo collegata. Nella nostra società infatti, gli immobili sono considerati dalla burocrazia in base al valore economico insito nella struttura, valore sul quale vengono poi calcolate tasse e imposte come IMU o imposte di successione.

Ma torniamo alla domanda di questo paragrafo. Quali sono le categorie catastali?

Le categorie catastali sono indicate e suddivise in gruppi precisi. A ogni gruppo viene assegnata una lettera e un numero, elementi che ne aiutano l’identificazione.

La categorie catastali sono:

  • A immobili uso di abitazioni o assimilabili
  • B immobili uso di alloggi collettivi
  • C destinazione ordinaria commerciale e varie
  • D immobili a destinazione speciale
  • E immobili a destinazione particolare

Oltre queste categorie, che possiamo definire “classiche”, o comunque in grado di generare reddito, il nostro ordinamento ne considera una settima. La categoria catastale F, specifica per Aree Urbane, che viene utilizzata per indicare immobile privi di rendita catastale.

Come conoscere la categoria catastale di un immobile?

Essere a conoscenza della categoria catastale di una casa è un informazione estremamente utile (sopratutto quando si sta valutando l’acquisto di un immobile ndr). Conoscere la categoria è l’unico modo di calcolare correttamente la rendita catastale. Per scoprire a quale categoria appartiene una casa è sufficiente controllare l’atto d’acquisto.

Non sempre però siamo in possesso di questo importante atto (magari è stato smarrito e noi abbiamo urgenza di reperire le informazioni sulla categoria catastale), nel caso non si sia in possesso dell’atto d’acquisto sarà necessario richiedere una visura catastale.

Come richiedere una visura catastale e scoprire la categoria catastale dell’immobile?

Come anticipato, attraverso una visura catastale è possibile fare una indagine catastale su un immobile e conoscere la categoria catastale a cui appartiene. Questa informazione è reperibile sia se la visura viene fatta sull’intestatario dell’immobile sia se viene effettuata attraverso i dati catastali dell’immobile.

Visura catastale immobileclose

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Le visure catastali richieste su VisureItalia vengono inviate via email in formato pdf e hanno consegna immediata. Il costo è di 7,00 euro, Iva e tasse comprese.

Categoria Catastale C1: quali sono gli immobili compresi in categoria C1?

Come abbiamo già avuto modo di vedere, rientrano nella categoria catastale C1 tutti gli immobili rientranti nella definizione di Negozio e Bottega. Più nel dettaglio, la categoria c1 indica tutti quei fabbricati minori di un magazzino (il magazzino è infatti incluso nella categoria catastale C2).

Differenza tra categoria catastale c1 e c2

Spesso, sopratutto i non addetti ai lavori, fanno molta confusione quando si parla di categorie catastali, In particolare suscita non poco difficoltà la corretta definizione e la giusta differenziazione delle categorie C1 e C2.

Entrambe appartengono agli immobili del gruppo C. Ma la Categoria Catastale C1 indica un negozio, o comunque un immobile dove si svolge un’attività commerciale di vendita. In categoria catastale C2 invece rientrano i soli Magazzini, che altro non sono che locali adibiti al solo stoccaggio e rimessaggio di merci e prodotti.

Consistenza Catastale

Con il termine tecnico di consistenza catastale si indica la grandezza esatta dell’immobile da punto di vista catastale calcolata utilizzando un parametro X definito come unità base di misura. La corretta definizione della consistenza catastale è un elemento fondante il sistema fiscale italiano. Le tasse sugli immobili (casa, negozio, magazzino etc) vengono calcolate sulla base della dimensione esatta della struttura esaminata.

Come si calcola la consistenza catastale di un immobile in categoria C1?

In categoria C1 rientrano gli immobili ad uso principale di negozio o bottega. Questa categoria, per quanto riguarda la consistenza catastale, risulta come una sorta di eccezione rispetto agli altri locali compresi in categoria C.

Per i locali compresi in C la consistenza catastale è “semplicemente” la superficie netta dei locali, mentre per botteghe e negozi ricadenti in categoria catastale c1, la consistenza viene calcolata considerando per intero i metri quadrati dei locali principali utilizzati per l’attività commerciale, a questi deve essere sommata la superficie dei locali accessori, ma solo in rapporto a un preciso valore percentuale variabile tra il 20 per cento e il 50 per cento.

Cambio categoria catastale: come e perché cambiare categoria catastale?

Variare o cambiare la categoria catastale di un immobile è un’attività abbastanza semplice. Ogni giorno, in Italia, diverse decine di immobile, cambiano la loro categoria catastale.

Per cambiare o variare la categoria è sufficiente richiedere una variazione catastale, un atto di aggiornamento della pianta al catasto che viene effettuato da un tecnico abilitato, come un geometra, un architetto o un ingegnere mediante una specifica procedura tecnica chiamata DOCFA.

Una caso tipico di variazione della categoria catastale è quello del proprietario di un magazzino che per ottenere maggiori soluzioni di profitto decide di “trasformare” la categoria C2 in una categoria C1. I negozi e le botteghe potrebbero avere infatti maggiori possibilità di essere piazzati nel mercato degli affitti.

Tasse da pagare collegate alla categoria catastale di riferimento

Tra le prime righe dell’articolo abbiamo indicato come la categoria catastale sia un elemento fondamentale per il corretto calcolo delle tasse e delle imposte. Imposte e tasse sugli immobili sono elaborate a partire dalla rendita catastale di riferimento di uno specifico immobile che tiene conto delle caratteristiche dell’edificio e della qualità urbana del contesto in cui l’immobile si trova collocato.

Anche la presenza di servizi o d’infrastrutture specifiche quindi interviene nel calcolo di tasse e imposte, anche se indirettamente.

Secondo questo ragionamento quindi, due immobili entrambi ricadenti in categoria catastale C1 ma situati in due diverse zone del paese o di una medesima città si ritroveranno a pagare tasse diverse, in quanto il negozio che si trova in centro a Milano avrà un valore maggiore di un negozio situato in periferia.

 

Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

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6 commenti per "Categoria catastale C1: requisiti e caratteristiche degli immobili in categoria C1"

  • Alessandro ha detto:

    Sto valutando l’acquisto di un locale che è accatastato come C1 ma attualmente inutilizzato. Il locale si trova molto vicino alla mia abitazione. Il mio desiderio sarebbe di metterci una poltrona e una scrivania per uso esclusivamente personale (non commerciale) ed inoltre posteggiare la mia macchina nello spazio rimanente. Questi usi sarebbero compatibili con la categoria C1?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Alessandro, da quanto ci racconta, essendo l’uso esclusivamente personale non dovrebbe andare in conflitto con la destinazione dell’immobile. Piuttosto, le consigliamo di verificare quanto ammonteranno le tasse derivanti dal possesso di un immobile con questa categoria catastale. Cordiali saluti.

  • Antonio ha detto:

    Gentile dott. Marras,
    dall’Agenzia delle Entrate, ho ricevuto un avviso di accertamento sul classamento e rendita catastale, a seguito della presentazione DOCFA – Dichiarazione di Variazione per aggiornamento e destinazione, da negozio a Deposito ; considerato che con il rilascio del (PdC) permesso di costruire, il Comune ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso da negozio a deposito; motivo della causale DOCFA, per variazione catastale della destinazione da C1 a C2 uso Deposito; a distanza di due anni dalla registrazione catastale, le verifiche effettuate dall’Agenzia E, hanno comportato la modifica e il ripristino della categoria e rendita catastale proposta da € 140,00 a quella accertata di €1.480,00, determinato su metodologie comparative di altre unità immobiliari limitrofe, simili, tipologia, schema, servizi, dotazioni impiantistiche, ecc. il locale da diversi anni è in disuso, non più adibito ad attività commerciale e privo di utenza non domestica.
    come dovrei agire e comportarmi!! attendo riscontro, saluti!
    Antonio

  • Marco Mancini ha detto:

    Gentile Sig.r Marras,
    un questito. Dato un negozio al piano terra C1 e un magazzino interrato C2. Cosa si deve fare per trasformare in negozio (con accesso al pubblico) anche il piano interrato adibito catastalmente a magazzino C2?

    Grazie,
    MM

    • Redazione ha detto:

      Gentile Marco, per capire se questa trasformazione sia possibile è necessario verificare il piano urbanistico della zona in cui è ubicato l’immobile. Le suggeriamo di rivolgersi all’Ufficio tecnico del Comune per avere maggiori informazioni in merito. Cordiali saluti.

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