Tabella categorie catastali per la classificazione dei beni immobili

Tabella categorie catastali per la classificazione dei beni immobili

La tabella delle categorie catastali è l’indice di riferimento ufficiale per la classificazione dei beni immobili, classificati a seconda di tipologia e destinazione d’uso in categorie catastali che determinano le rendite dell’immobile stesso. La categoria catastale di un immobile è un dato rilevabile attraverso le visure catastali.

Tabella delle categorie catastali

La tabella delle categorie catastali divide gli immobili a seconda della destinazione d’uso: immobili a destinazione ordinaria (gruppo A, B e C), a destinazione speciale (gruppo D), a destinazione particolare (gruppo E) ed entità urbane (gruppo F).

La classe indicata per l’immobile rappresenta la capacità di reddito dell’unità immobiliare nella categoria. Viene indicata con ‘U’ (unica) in assenza di ripartizione in classi della categoria (redditività omogenea nella zona censuaria) o con i numeri da I a X al crescere della redditività. Nella stessa categoria, la classe distingue il diverso pregio degli immobili e dipende da:

  • caratteristiche intrinseche, estrinseche e contestuali dell’immobile
  • contesto in cui l’immobile è inserito
  • qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata
  • caratteristiche edilizie dell’unità stessa e del fabbricato che la comprende.

Curiosità: le categorie catastali furono introdotte nel 1939 con regio decreto n. 652, che riformò la disciplina del catasto istituendo il catasto dei fabbricati, alla base del Nuovo Catasto Edilizio Urbano.

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Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

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20 commenti per "Tabella categorie catastali per la classificazione dei beni immobili"

  • Simone Cubeddu ha detto:

    Buonasera, ma esiste una tabella dove viene riportata la metratura massima per immobile C/2 ? Oppure… il piccolo magazzino fino a che metratura può essere definito piccolo? Grazie mille

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Simone, non siamo a conoscenza dell’esistenza di tabelle di questo tipo. Tuttavia, le suggeriamo di verificare presso il suo Comune, ufficio tecnico o ufficio edilizia privata, l’eventuale esistenza di deliberazioni sul tema. Cordiali saluti.

  • Carmine ha detto:

    Vorrei acquistare una porzione di corte con PT ad uso laboratorio e al P1 appartamento.
    la mia domanda è, qualora nel comune non fosse possibile effettuare un cambio di destinazione d’uso, il laboratorio se comprato e lasciato vuoto e senza uso mi comporta lo stesso il pagamento di IMU e altre tasse magari relative appunto ad un Laboratorio al 100%? Risulterebbe poi come anche seconda casa e quindi con un IMU maggiore?
    Grazie in anticipo.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Carmine, confermiamo che dovrebbe comunque versare l’IMU calcolata sulla base della categoria catastale corrispondente, a prescindere dal fatto che usi o meno il laboratorio. Per tutte le specifiche, le suggeriamo di rivolgersi al suo commercialista che potrà valutare e poi spiegarle nel dettaglio come gestire il laboratorio ai fini fiscali. Cordiali saluti.

  • Sara ha detto:

    Salve,

    ho acquistato casa e risultava come categoria A2 classe 2. Oggi mi arriva una raccomandata dall’agenzia delle entrate in cui la classe da 2 è passata a 3.
    La rendita è cambiata è aumentata da 361.52 a 426.08.

    Su che si basa il calcolo della classe e che incidenza ha sui tributi? Perché hanno rettificato il dato?
    La casa è di recente costruzione e il rogito è stato stipulato solo un anno fa.

    Grazie.
    Saluti, Sara

    • Redazione ha detto:

      Gentile Sara, non possiamo sapere con certezza le motivazioni che hanno portato alla rettifica e le modalità di calcolo della classe. Tuttavia, è probabile che l’Agenzia delle Entrate, su richiesta del Comune, abbia in eseguito dei controlli relativi al contesto urbano di ubicazione e alle altre caratteristiche proprie dell’unità immobiliare e abbia reputato che fosse necessaria una revisione del classamento catastale del suo immobile. Tale modifica può essere vista positivamente se si considera il fatto che così è aumentato il valore dell’immobile rispetto a quando l’ha acquistato, mentre l’aspetto meno positivo potrebbe essere l’incidenza sui tributi. Se l’immobile è una seconda casa, l’aumento della rendita comporterà anche una variazione dell’importo dell’IMU. Le suggeriamo la lettura dell’articolo “Revisione classamento catastale immobili: quando si verifica?” per un approfondimento sull’argomento. Cordiali saluti.

  • Alberto ha detto:

    Villa a schiera del 1983, 8 vani catastali a/7, con vano stenditoio, non abitabile, nel piano sottotetto.
    Se è accatastato con cat a/7, è corretto che sia un vano stenditoio, non abitabile??

    • Redazione ha detto:

      Gentile Alberto, l’intero immobile di 8 vani, da quanto ci sembra di comprendere dalla sua descrizione, risulta accatastato come a/7. Probabilmente il sottotetto fa parte del medesimo stabile ma non per questo singolarmente lo possiamo considerare in categoria a/7, ma piuttosto al pari di un balcone o di una cantina. Se lo dovesse accatastare singolarmente probabilmente potrebbe essere considerato come un locale di sgombero. Cordiali saluti.

  • Mario ha detto:

    Buongiorno

    Un sottotetto non abitabile è stato parzialmente ristrutturato internamente (senza modifica esterna del tetto) ed è stata creata una scala per renderlo più facilmente accessibile (in precedenza c’era solo una botola, che è comunque rimasta). Il Comune sostiene che l’aggiunta della scala comporta una facile accessibilità al sottotetto e quindi occorre richiedere il permesso di costruzione e pagare la volumetria aggiuntiva e la superficie creata dalla ristrutturazione (superficie non residenziale) e le relative sanzioni per l’abuso edilizio. E’ corretta la posizione del Comune ?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Mario, le confermiamo quanto comunicato dal Comune poiché in tali casi è necessaria per l’autorizzazione dello stesso per l’esecuzione delle modifiche apportate. Cordiali saluti.

  • Massimo ha detto:

    nella precedente richiesta ho fatto parecchi errori. Per favore non pubblicatela. Considerate invece il seguente testo:

    Ho una villa in pv di Como con sottotetto non abitabile (altezza di colmo 2.20) costruita negli anni 70 e accatastata. Negli atti (Comune/Catasto) non compare il disegno delle falde e del sottotetto. Il sottotetto era accessibile da una botola con scala estendibile.
    30 anni fa è stato ristrutturato (non modificando le falde), senza comunicazione al Comune, ricavando un volume eliminando alcune pareti divisorie di sostegno del tetto (cotte a causa di un incendio) e inserendo in sostituzione delle putrelle di sostegno del tetto, aggiungendo delle finestre, e sono stati ricavati due locali. Il pavimento è stato piastrellato e le pareti perlinate. Le dimensioni esterne e la conformazione del tetto tuttavia non sono cambiati. Infine è stata creata una scala interna per accedere al sottotetto.

    Non ci sono servizi igenici, non c’e’ una cucina. Per accedere due locali ristrutturati, bisogna comunque passare da un area ancora non ristrutturata (sottotetto originale).

    In questa configurazione cosa è diventato il volume ristrutturato ? Un sottotetto, una mansarda o cosa ?

    L’ufficio tecnico del Comune dichiara che nel caso siano state realizzate più di una finestra per falda (ed è questo il caso, e la regola della finestra per falda è specifica del Comune), per sanare la situazione occorre chiedere un permesso di costruzione, ammesso che vi sia la volumetria disponibile, per il volume aggiuntivo creato e anche per quello relativo dalla sezione di accesso all’area ristrutturata, e pagare i relativi oneri.
    Se ci fosse stata una sola finestra per falda, la regola sarebbe diversa e si pagherebbe una multa dipendente dall’area, (non dal volume) ma ben maggiore (5 volte di più), tuttavia non ci sarebbero conseguenze sulla rendita catastale (IMU, che però al momento è 0 essendo prima casa) e TARI.
    E’ corretta la riposta del Comune ?

    Siccome la costruzione e la modifica del sottotetto sono comunque avvenute prima del 2016, nella prima ipotesi di richiesta di volumetria aggiuntiva, occorre comunque aggiornare il catasto? e in tal caso come cambia la relativa rendita catastale ? C’e’ una formula che mi permette di valutare la variazione della rendita catastale ?

    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Gentile Massimo, si tratta di una situazione articolata che richiede il supporto di un professionista abilitato. Le consigliamo, quindi, di rivolgersi a un tecnico, in modo tale che la possa affiancare nella predisposizione delle pratiche per il Comune. Una volta regolarizzata la situazione del suo immobile, lo stesso tecnico provvederà alla comunicazione dei dati in Catasto. In fase di acquisizione della pratica sarà il Catasto ad aggiornare la rendita catastale, la quale ipotizziamo non subirà una sostanziale variazione in quanto il sottotetto potrebbe essere accatastato come locale di sgombero di pertinenza dello stesso appartamento. Cordiali saluti.

  • Francesca ha detto:

    Buongiorno. Una categoria C/6, classe 3, mq 48, può essere una taverna o comunque una parte dell’edificio che si può affittare?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Francesca, lo potrà affittare solo per la categoria destinata dal Catasto. Cordiali saluti.

  • Fulvio ha detto:

    Buongiorno, ho un problema su cui voi potreste forse darmi un chiarimento. Siamo proprietari di un immobile classificato C2. Abbiamo scoperto, tramite un accertamento del Comune con tanto di penali e interessi, che l’immobile è classificato D8 dal 2009. Nessuno di noi sa spiegarsi il perché. Intanto il Comune pretende quanto gli è dovuto dal 2015 e con gli interessi.Possibile che la variazione sia stata fatta d’ufficio, da Catasto o dal Comune stesso? E senza avvisare nessuno?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Fulvio, da quanto esposto sembra che il vostro immobile sia stato oggetto proprio di una revisione del classamento catastale. Abbiamo affrontato l’argomento in questo approfondimento: https://www.visureitalia.com/smartfocus/revisione-classamento-catastale-immobili-quando-si-verifica/
      In seguito all’avvenuta revisione del classamento catastale dell’immobile, gli intestatari ricevono un avviso di accertamento, con la rideterminazione del classamento e l’attribuzione di una nuova rendita catastale. Nel 2009, quando è avvenuta la variazione della categoria catastale da C2 a D8, non avete ricevuto tale avviso? Le consigliamo di contattare il Catasto, munito di visura catastale storica, per richiedere maggiori informazioni in merito all’avvenuta revisione del classamento catastale ed eventualmente rivolgersi ad un legale se ritiene tale modifica infondata. Cordiali saluti.

  • Giuliana Maccari ha detto:

    ma la classe 5 a quale tipo di immobile corrisponde?

  • renato riffaldi ha detto:

    Vi ringrazio per il suddetto articolo

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