Tassa di Successione 2021 sugli immobili: quando scatta?

Tassa di Successione 2021 sugli immobili: quando scatta?

Come è cambiata negli anni l’imposta di successione? Quali sono state le novità introdotte nel 2017 e qual è la situazione oggi? Vediamo il calcolo del costo, le franchigie e le modalità di presentazione della tassa di successione 2021.

INDICE:

  1. Quando scatta l’imposta di successione?
  2. Quali documenti servono per la dichiarazione di successione?
  3. Cosa è cambiato dal 2017
  4. Come si calcola la tassa di successione sugli immobili?
  5. Chi è esente dal pagamento delle imposte di successione?
  6. Novità per la tassa di successione 2021?

Quando scatta l’imposta di successione?

L’imposta di successione è una tassa che grava sugli eredi relativamente al patrimonio lasciato dal defunto. Deve essere corrisposta allo Stato sulla base della dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate. Con l’entrata in vigore del “Decreto semplificazioni” (D. Lgs n. 175 del 21/11/2014) sono state introdotte importanti novità sulla successione.

Coloro che ricevono in eredità un patrimonio mobiliare e immobiliare hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione e pagare, se dovuta, l’imposta di successione. La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione.

Quali documenti servono per la dichiarazione di successione?

Per una corretta compilazione della dichiarazione di successione è importante accertare l’entità, la consistenza ed il valore del patrimonio ereditario e rintracciare tutti gli eredi della persona defunta. VisureItalia ha predisposto una serie di servizi che consentono di raccogliere, in base alla tipologia dei beni ereditati, tutti i dati necessari per la presentazione della successione.

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La prima novità del Decreto semplificazioni riguarda la presentazione della dichiarazione di successione. Questa non è più obbligatoria quando il patrimonio del defunto non supera 100.000 euro e in questo non sono compresi beni mobili e diritti immobiliari. Si tratta di un agevolazione soprattutto per le successioni che riguardano patrimoni non consistenti.

Cosa è cambiato dal 2017

Le modalità di presentazione della dichiarazione di successione e della domanda di volture catastali sono cambiate dal 23 gennaio 2017. A partire da tale data, infatti, sono essere effettuate direttamente online, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

La presentazione telematica della successione avviene, prima di tutto, attraverso l’installazione del software di compilazione SuccessioniOnLine sul proprio computer, l’applicativo è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Dopodiché, si dovrà compilare il file, allegare i documenti, salvare, accedere ai servizi telematici ed inviare. In alternativa, è possibile rivolgersi un intermediario abilitato.

Come si calcola la tassa di successione sugli immobili?

Presentata la dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate deve calcolare l’ammontare della imposta di successione e valutare le franchigie da applicare agli eredi.

Il calcolo della tassa di successione viene eseguito, infatti, dall’Ufficio, in base alla dichiarazione presentata e si paga sul patrimonio ereditato. Esso comprende anche il valore degli immobili e dei diritti immobiliari, tenendo conto delle diverse franchigie e aliquote per i diversi gradi di parentela. In questo caso, bisogna tenere presente anche del pagamento delle imposte catastali e ipotecarie. Si tratta delle stesse previste in caso di compravendita di un immobile. Il loro versamento deve essere effettuato prima della presentazione della dichiarazione di successione. L’imposta ipotecaria per tutti gli eredi è del 2%, a prescindere dal grado di parentela. Si può usufruire dell’agevolazione come prima casa, se gli eredi utilizzano l’immobile ad abitazione principale.

Il valore catastale è calcolato moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per un coefficiente che varia in relazione al tipo di immobile. Per i terreni edificabili si moltiplica per 90 il reddito dominicale rivalutato del 25%.

L’importo eventualmente dovuto viene notificato al contribuente attraverso un avviso di liquidazione.

Chi è esente dal pagamento delle imposte di successione?

Nel calcolo della tassa di successione viene tenuto conto delle franchigie, ovvero le soglie esenti da tassazione, e delle aliquote diverse a seconda del grado di parentela dell’erede. Sono in vigore i seguenti valori:

  • Coniuge e figli, parenti stretti: possono usufruire di una franchigia di 1.000.000 di euro. Ciò significa che se questi ricevono in eredità ad esempio una casa, non devono pagare l’imposta di successione se il valore catastale dell’immobile non supera la sopracitata soglia relativamente alla propria quota ereditaria. Se questa supera la franchigia si dovrà pagare la tassa sulla parte eccedente. In questo caso, l’aliquota da applicare è del 4%. A questa si aggiungono l’imposta catastale e ipotecaria, quando si tratta di immobile in successione.
  • Fratelli e sorelle: la franchigia è di 100.000 euro. Se la propria eredità è superiore alla soglia, si dovrà pagare la tassa relativa all’importo in eccesso e verrà applicata un’aliquota pari al 6%.
  • Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea correlata entro il 3° (zii, nipoti, cugini di primo grado, suoceri e cognati): non si applica alcuna franchigia e l’aliquota fissata è al 6%.
  • Altri soggetti: non è prevista una franchigia e si applica aliquota dell’8%.
  • Eredi disabili: la franchigia è di 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela che lega il defunto e l’erede.

Le franchigie si applicano in capo a ciascun beneficiario e non sono cumulabili tra loro.

Novità per la tassa di successione 2021?

La tassa di successione è stata motivo di discussione nel corso del 2021, in quanto Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, ha proposto un incremento della tassa di successione sugli immobili e sugli altri beni mobili per creare un fondo da destinare ai neo 18enni, scelti in base all’ISEE, per le spese riguardanti lo studio, la formazione, il lavoro, la casa, ecc. Questo fondo verrebbe creato portando al 20% l’aliquota dell’imposta di successione per le eredità da genitori a figli superiori ai 5.000.000 di euro.

Attualmente, come riportato nel precedente paragrafo, la tassa di successione per coniuge, figli e parenti stretti è del 4% con una franchigia di 1.000.000 di euro. In base alla proposta di Letta, la corrente franchigia resterebbe comunque in vigore e coloro che erediteranno un patrimonio non superiore a 1.000.000 di euro continueranno non pagare nulla; invece, coloro che erediteranno tra 1.000.000 e 5.000.000 di euro pagheranno sempre il 4% e, infine, coloro che erediteranno più di 5.000.000 di euro pagheranno un’imposta di successione del 20%.

Fonte: Agenzia delle Entrate.

 

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Ho conseguito la laurea in Economia e Gestione Aziendale e da cinque anni mi occupo di digital marketing. Sono responsabile del blog SmartFocus e gestisco i canali social di VisureItalia® curando i rapporti con la community dei lettori. Ogni giorno mi informo su nuove normative in campo fiscale, tributario o economico e mi piace condividere le mie conoscenze con i nostri lettori.

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