Calcolo rendita catastale: come si fa? Scoprilo ora!

Calcolo rendita catastale: come si fa? Scoprilo ora!

La rendita catastale è il primo tassello dal quale partire per il pagamento di diverse imposte. È indispensabile, ad esempio, per determinare il valore catastale per una successione o per il pagamento delle imposte sulla casa come IMU e TASI. In questo articolo scopriremo come fare il calcolo della rendita catastale di un immobile.

INDICE:

  1. Cos’è la rendita catastale?
  2. Calcolo online della rendita catastale
  3. Come calcolare la rendita catastale?
  4. Quali sono le categorie catastali
  5. Come richiedere la rendita catastale?
  6. A cosa serve la rendita catastale?
  7. Qual è la differenza tra rendita e valore catastale?

Cos’è la rendita catastale?

La rendita catastale è il valore attribuito ai fini fiscali a ogni singolo bene immobile, terreno o fabbricato, registrato presso il Catasto. Questo valore corrisponde con la finalità principale del Catasto in Italia che è, appunto, fiscale.

La rendita catastale per i fabbricati e il reddito dominicale e agricolo per i terreni sono i valori che il Catasto attribuisce ai beni immobili ai fini della loro imposizione fiscale per successioni, donazioni, atti di compravendita e per il pagamento di IMU, TARI e TASI.

Il valore della rendita catastale è iscritto al Catasto Fabbricati in relazione a ogni unità immobiliare registrata. Ciascuna unità immobiliare ha infatti la propria rendita catastale, ad eccezione degli immobili a destinazione particolare (stazioni ferroviarie, aeroporti, chiese, luoghi di culto, ecc…).

Calcolo Valore Catastale

visura rendita catastale

Non conosci la rendita catastale?
Puoi trovarla qui

Richiedila subito

Come si fa il calcolo della rendita catastale?

Per la maggior parte delle unità immobiliari, il calcolo della rendita catastale avviene moltiplicando la consistenza dell’immobile per il corrispondente valore riportato nelle tariffe d’estimo.

Essa viene quindi definita a partire da due elementi essenziali:

  1. dimensione dell’immobile, espressa in vani catastali, metri quadri o metri cubi;
  2. estimo, ovvero un valore numerico assegnato all’immobile in base alla zona in cui è situato e alla sua destinazione d’uso. Le tariffe di estimo sono elaborate dall’Agenzia del Territorio in funzione del Comune, della zona censuaria, della categoria catastale e della classe di merito.

L’Agenzia delle Entrate suddivide il territorio in zone omogenee. Gli immobili presenti in ciascuna zona vengono ripartiti in categorie e classi. Ad ogni unità immobiliare è poi associata la consistenza catastale, ovvero la dimensione dell’unità stessa, che può essere espressa in vani, metri cubi o metri quadrati.

Quali sono le categorie catastali

Le categorie catastali sono divise in Gruppi:

  • A (uso abitazione/uffici) – consistenza calcolata in vani
  • B (alloggi collettivi) – consistenza calcolata in metri cubi
  • C (uso commerciale e vario) – consistenza calcolata in metri quadri
  • D (a destinazione speciale)  – consistenza non indicata
  • E (a destinazione particolare)  – consistenza non indicata
  • F (unità immobiliare che non produce reddito)  – senza rendita catastale

>> Scarica la tabella delle categorie catastali per la classificazione dei beni immobili.

Nel 2015 l’Agenzia delle Entrate ha introdotto il dato della superficie catastale espressa in metri quadri in tutte (o quasi) le visure catastali. La revisione ha riguardato gli immobile censiti nelle categorie catastali A, B e C. In questo nostro precedente articolo trovi tutte le informazioni utili su come si calcolano i metri quadri nelle visure catastali.

L’Agenzia delle Entrate stabilisce, infine, la tariffa d’estimo unitaria di ogni categoria e classe. La tariffa d’estimo esprime il reddito del bene immobile al netto di spese e perdite eventuali e al lordo di imposte e contributi. I parametri che incidono sulla rendita catastale sono quindi la superficie e la categoria catastale.

Riassumendo, il calcolo della rendita catastale verrà effettuato moltiplicando semplicemente la consistenza per la tariffa unitaria specifica per Comune, zona censuaria e corrispondente alla categoria e classe. Per le unità immobiliari appartenenti ai gruppi delle categorie D ed E la rendita è determinata attraverso stima diretta.

Come sapere la rendita catastale di un immobile?

La rendita catastale è compresa tra i dati contenuti nella visura catastale. Questo documento si può richiedere all’Ufficio dell’Agenzia del Territorio oppure attraverso le visure catastali online estratte dalla banca dati Sister della Agenzia delle Entrate.

Visura rendita catastaleRichiedilo qui

Potrai ricevere questo documento compilando questo modulo:

Visura rendita catastale
Visura catastale persona fisicaRichiedilo qui

Potrai ricevere questo documento compilando questo modulo:

Visura catastale persona fisica
Visura catastale persona giuridicaRichiedilo qui

Potrai ricevere questo documento compilando questo modulo:

Visura catastale persona giuridica
Visura catastale per indirizzoRichiedilo qui

Potrai ricevere questo documento compilando questo modulo:

Visura catastale per indirizzo

Per procedere con la richiesta è necessario essere in possesso di una serie di dati. Le modalità di richiesta sono infatti differenti a seconda delle informazioni di cui si dispone:

  • la visura rendita catastale si richiede a partire dai dati catastali dell’immobile (terreno o fabbricato);
  • quando invece si si conoscono i dati anagrafici del proprietario (nome, cognome, codice fiscale o denominazione persona giuridica e codice fiscale) può essere richiesta una visura catastale per soggetto;
  • Infine, la visura catastale per indirizzo si richiede nei casi in cui si conosce solo l’indirizzo dell’immobile.

A cosa serve la rendita catastale?

Conoscere la rendita catastale di un immobile è utile in diverse situazioni. Nello specifico, calcolare la rendita catastale è indispensabile per il pagamento di:

  • imposte sulla casa IMU, TASI e TARI
  • imposta di registro, imposta ipotecaria e catastale per la stipula atto di compravendita immobiliare
  • imposta sulle successioni e donazioni

Il valore della rendita rivalutata è, inoltre, utilizzato nella tassazione dei contratti di locazione per la ripartizione del reddito imponibile tra l’abitazione principale e le relative pertinenze, censite in Catasto con categorie catastali diverse (ad esempio C/6 per il posto auto o C/2 per cantina e locale di deposito).

Qual è la differenza tra rendita e valore catastale?

La rendita catastale è il valore fiscale che viene attribuito dal Catasto ad ogni unità immobiliare. Questa viene utilizzata per calcolare il valore catastale, il quale costituisce la base per la imposizione fiscale nelle successioni, nelle donazioni, negli atti di compravendita e nelle imposte sulla casa.

Come si calcola il valore catastale?

Il valore catastale è il risultato della moltiplicazione della rendita catastale rivalutata del 5% per determinati coefficienti, diversi in base alla categoria catastale dell’immobile.

La applicazione del valore catastale per la imposizione in un atto di compravendita è una opzione concessa alle parti contraenti. In particolare, l’acquirente può richiedere al notaio la applicazione del valore catastale o prezzo valore nella fattispecie. Attraverso questa opzione la Agenzia delle Entrate non potrà dare corso ad un accertamento fiscale sull’atto di compravendita, salvo che non venga verificata una occultazione degli importi. La scelta del prezzo valore deve, a differenza della valutazione automatica, soddisfare due requisiti:

  • l’atto notarile deve avere come oggetto un trasferimento di diritti reali relativi ad un immobile a destinazione abitativa;
  • le parti, a favore e contro, devono dichiarare di non intervenire all’atto nell’esercizio di una attività commerciale, artigianale o professionale.

Di seguito la tabella con i coefficienti per il calcolo del valore catastale:

CATEGORIE CATASTALICOEFFICIENTE
Gruppo A (prima casa)Rendita catastale per 115,5
Gruppo A e C (escluse A/10 e C/1)Rendita catastale per 126
Gruppo BRendita catastale per 176,4
Gruppo D e A/10 (uffici)Rendita catastale per 63
Gruppo E e C/1 (negozi)Rendita catastale  per 42,84
Terreni agricoliReddito dominicale per 112,5

Per approfondire l’argomento, ti consigliamo anche la lettura dell’articolo su Valore catastale: formule e moltiplicatori per calcolarlo

 

Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

© Riproduzione riservata

Se hai trovato utile questo articolo o hai bisogno di un chiarimento, lascia un commento nel form a fine pagina o scrivici a smartfocus@visureitalia.com. Inoltre, iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente aggiornamenti su attualità economica, novità fiscali e tributarie, consigli pratici su normative, leggi e tributi!
Servizi VisureItalia

6 commenti per "Calcolo rendita catastale: come si fa? Scoprilo ora!"

  • è vero che la rendita catastale per i fabbricati va rivalutata ogni anno?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, non necessariamente. Il Catasto può operare una rivalutazione d’ufficio delle rendite catastali dei fabbricati in funzione a modifiche urbanistiche o economico sociali riferite al contesto in cui è ubicato l’immobile o in relazione a valutazione effettuate dal catasto rispetto ad altri immobili in contesti urbanistici simili o assimilabili. Certamente non con una cadenza annuale.

  • g ha detto:

    Penso sia utile, devo pagare circa un importo di 10 o 20 euro ma probabilmente mi potra dare una mano

  • Armando Raffone ha detto:

    il data 10/10/2017 la rendita catastale dii un immobile soggetto a IMU e Tasi è stata rettificata con valore inferiore con la seguente motivazione:” rettifica di zona censuaria,per errore commesso dall’ufficio in fase di meccanizzazione del 30/06/1987 ee avente la medesima efficacia del provvedimento annullato” Posso chiedere al comune la rettifica dell’ IMU ed ICI? se si per quale periodo Gazie

    • Redazione ha detto:

      E’ possibile richiedere il rimborso dell’IMU versata in eccesso a causa di una rettifica di ufficio della rendita catastale entro e non oltre 5 anni dall’avvenuto pagamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *