Successione di fondi comuni di investimento: come avviene?

Successione di fondi comuni di investimento: come avviene?

Quando si verifica la morte di un investitore, i fondi vengano bloccati fino all’individuazione dell’erede. Per questo motivo, quindi, nessun familiare è autorizzato a compiere qualsiasi tipo di azione. Soltanto dopo l’avvenuta successione dei fondi comuni di investimento, infatti, questi saranno trasferiti agli eredi legittimi che ne entreranno in possesso. Facciamo chiarezza su questo argomento nel nostro ultimo articolo!

INDICE:

  1. Cosa sono i fondi comuni di investimento?
  2. Come fare la successione dei fondi comuni di investimento?
  3. Che documenti servono per la dichiarazione di successione?
  4. Le quote dei fondi comuni di investimento fanno parte dell’attivo ereditario?

Cosa sono i fondi comuni di investimento?

Attraverso i fondi comuni di investimento gestiti da operatori autorizzati è possibile investire in tutti i mercati finanziari quotati nel mondo. Le cifre che si possono investire possono essere anche modeste e relative a tutte le tipologie di titoli, come azioni, obbligazioni e titoli di Stato. Inoltre, i fondi comuni di investimento possono essere acquistati presso le banche e gli uffici postali.

Come fare la successione dei fondi comuni di investimento?

Dopo la morte del de cuius, gli eredi dovranno comunicare alla banca il decesso presentando il certificato di morte. In seguito dovranno chiedere alla banca la certificazione di consistenza dei beni del defunto alla data del decesso da riportare nella dichiarazione di successione. In questo documento, infatti, risulteranno i rapporti intrattenuti e i titoli posseduti, oltre alle quote dei fondi comuni di investimento sottoscritti dal deceduto presso la banca intermediaria. 

Infine, per ottenere dalla banca lo sblocco dei rapporti del defunto, gli eredi dovranno presentare alla filiale tenutaria dei conti una copia della dichiarazione di successione presentata.

Dopo aver completato questi passaggi, la banca provvederà a modificare l’intestazione delle quote agli eredi, in modo tale che ne diventino proprietari. A questo punto sarà possibile addebitare agli eredi l’imposta sui guadagni di capitale maturati nel periodo e l’intermediario si occuperà di effettuare il calcolo e i relativi adempimenti.

Quanto all’imposta di successione sul valore delle quote, inoltre, questa dovrà essere versata dagli eredi in base ai dati riportati nella dichiarazione di successione. Il valore corrente soggetto a tassazione è quello delle quote alla data della morte così come risulta nella certificazione rilasciata dalla banca.

Che documenti servono per la dichiarazione di successione?

Sul sito web di Visureitalia è possibile richiedere tutti i documenti online che servono per la presentazione della dichiarazione di successione:

Dichiarazione di successione onlineclose

Ti serviranno:

  • Cognome
  • Nome
  • Data di nascita
  • Provincia di decesso
  • Comune di decesso
  • Data di decesso

Si tratta di un servizio che consente di ottenere i dati utili alla presentazione della dichiarazione di successione con:

  • accertamento degli immobili in capo al de cuius,
  • relazione ipotecaria con l’elenco degli immobili,
  • rintraccio degli eredi, estratto dell’atto di morte e certificato stato di famiglia del de cuius.

Le quote dei fondi comuni di investimento fanno parte dell’attivo ereditario?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.22181/2020, ha stabilito che le quote dei fondi comuni di investimento ereditati non sono assimilabili al denaro, ma sono parte dell’attivo ereditario. Nel dettaglio, se all’interno della dichiarazione di successione:

  • non è specificato un importo per denaro, gioielli e mobili, si applica il 10% del valore netto imponibile della singola quota ereditaria,
  • è indicato un importo inferiore al 10% del valore netto dell’asse ereditario, si applica la presunzione pari alla differenza dell’importo che serve per raggiungerla,
  • sono indicati denaro, gioielli e mobili per un valore superiore al 10% non si applica nessuna maggiorazione.

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Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

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