Franchigia o esenzione dell’imposta di successione 2019

Franchigia o esenzione dell’imposta di successione 2019

Dalla data di decesso di una persona decorre il termine di 12 mesi entro il quale gli eredi, i chiamati all’eredità, i legatari sono tenuti a presentare in Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione. Sono, comunque, previsti dei limiti in relazione all’entità e alla composizione del patrimonio ereditario. Inoltre, il D.L. n. 262 del 2006 prevede i casi in cui si applica la franchigia o l’esenzione dell’imposta di successione. Vediamoli in dettaglio con dei casi pratici.

Non sempre il pagamento della tassa o imposta di successione è dovuta. Infatti, qualora il valore del patrimonio ereditario non sia superiore a 100.000 euro e non sia composto da beni immobili o diritti reali su immobili, il coniuge e i parenti in linea retta del defunto non sono obbligati alla presentazione della dichiarazione di successione. Il D.Lgs. n. 175 del 21 novembre 2014 (Decreto Semplificazioni) ha, infatti, incrementato il limite precedente da 25.000 a 100.000 euro. In questo modo, ha contributo a semplificare e ridurre il numero di pratiche che annualmente venivano presentate in Agenzia delle Entrate. I requisiti che devono sussistere contemporaneamente per usufruire di questa agevolazione sono:

  1. l’eredità deve essere devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta
  2. il valore del patrimonio attivo ereditario non deve essere superiore a 100.000 euro
  3. la consistenza del patrimonio non deve comprendere beni immobili o diritti reali immobiliari.

I casi di esenzione dell’imposta di successione

La legislazione sulle donazioni e successioni è disciplinata in Italia dal D.Lgs. 346 del 1990, Testo Unico sull’imposta di successione e donazioni, e dalle disposizioni particolari, previste dal comma 47 al comma 51 dell’art. 2 del D.L. n. 262 del 2006. Sono previsti diversi casi di esenzione dell’imposta di successione riferiti ad alcune tipologie di beni e ad alcune categorie di soggetti.

Beni esclusi dal pagamento delle imposte di successione

Sono esclusi dal pagamento dell’imposta di successione, in quanto non concorrono a formare l’attivo ereditario e, quindi, non devono essere inseriti nella dichiarazione di successione, le seguenti tipologie di beni:

  • tutti i titoli dello Stato, ossia i buoni, ordinari e pluriennali, del Tesoro e i certificati di credito
  • i crediti verso lo Stato che non siano ancora stati riconosciuti sussistenti con provvedimento dell’ente pubblico debitore
  • i crediti rivendicati in sede giudiziaria ma non ancora definiti da sentenza giudiziale
  • i beni mobili registrati (auto, moto e rimorchi) nel Pubblico Registro Automobilistico
  • i T.F.R., Trattamenti di Fine Rapporto (art. 1751 Codice Civile) e le indennità da lavoro
  • i beni culturali soggetti a vincolo come beni di pregio architettonico, storico o culturale.

Esaminiamo nel dettaglio alcuni casi particolari:

Esenzione imposta di successione per quote sociali

I trasferimenti di aziende, rami di azienda, quote sociali e azioni a favore del coniuge e degli eredi in linea retta non sono soggetti al pagamento dell’imposta. È quanto stabilito dall’art. 3 del D.Lgs. 346/1990. A seguito del decesso, gli eredi legittimi subentrano nel controllo del capitale sociale dell’impresa ai sensi dell‘art. 2359 C.C. È bene ricordare che il controllo di diritto di una persona giuridica si ha quando un soggetto dispone della maggioranza delle quote o azioni di una società. Gli eredi non possono cedere le rispettive quote per i successivi cinque anni, pena il decadimento dell’agevolazione fiscale concessa. Un aspetto, questo, sul quale si è espressa anche l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 75E del 26 luglio 2010.

Esenzione imposta di successione per polizze vita

L’art. 12 del D.Lgs. 346/1990 prevede espressamente l’esenzione del pagamento dell’imposta di successione per le indennità di cui agli artt. 1751, ultimo comma, e 2122 del codice civile e le indennità spettanti per diritto proprio agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal defunto. Non rientrando nell’attivo ereditario, non devono essere considerate ai fini fiscali. Non è, peraltro, dovuto da parte degli eredi neanche il pagamento dell’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Esenzione imposta di successione per terreni agricoli o montani

In questo caso non è prevista una vera e propria esenzione. Infatti, la legge n. 383 del 2001 prevede imposte ipotecarie e catastali in misura ridotta pari a 200 euro da scontare sull’imposta di successione. Da rilevare che, comunque, il totale delle imposte non potrà essere superiore al valore fiscale dei terreni agricoli.

Soggetti esclusi dal pagamento delle imposte di successione

La normativa prevede altre forme di esenzione riferite, in questo caso, ad alcune categorie di soggetti. In particolare:

Esenzione imposta di successione per disabili

Il nostro ordinamento riconosce una tutela particolare alle persone disabili anche in materia di successioni. Infatti, nel caso in cui l’erede sia un disabile con un grave handicap riconosciuto ai sensi della legge 104 del 1992, la franchigia per l’esenzione dell’imposta di successione è fissata in 1.500.000 euro. L’imposta di successione dovrà pertanto essere corrisposta solo sulla porzione del patrimonio ereditario eccedente la soglia della franchigia.

Esenzione imposta di successione per enti ecclesiastici, onlus e associazioni

Qualora il de cuius abbia indicato come erede testamentario un ente ecclesiastico o religioso, una onlus o una associazione, l’art. 3 del D.Lgs. 346/1990 prevede una esenzione dell’imposta di successione. L’esenzione è estesa non solo alle imposte ipotecarie e catastali dovute per i trasferimenti di diritti reali ma anche all’imposta di bollo per la registrazione (art. 27 bis del DPR 642/1972).

Un caso a parte è costituito dalle associazioni che non perseguano scopi di pubblica utilità. Qui il legislatore ha voluto precisare due condizioni sine qua non:

  1. il de cuius deve precisare che il patrimonio dovrà essere destinato dalla associazione per finalità di pubblica utilità
  2. entro cinque anni, l’associazione deve dimostrare di aver utilizzato i beni ricevuti in successione per le finalità indicate dal de cuius.

Tabella delle franchigie e esenzione dell’imposta di successione nelle dichiarazioni di successione

Per il calcolo dell’imposta di successione sono previste, dall’art. 2, c. 48, del D.L. n. 262 del 2006, delle aliquote e delle franchigie differenti che variano in base al grado di parentela intercorrente tra il de cuius e l’erede.

Inoltre, se tra i beni della successione sono presenti immobili è prevista l’applicazione di due ulteriori imposte, l’imposta di trascrizione, detta anche ipotecaria, e l’imposta catastale, per le quali non valgono le franchigie previste per quella di successione.

Di seguito, una tabella riepilogativa con i casi di franchigia e esenzione.

L’importo dell’imposta di successione si ottiene applicando alla base imponibile, decurtata dell’eventuale franchigia, le sopraccitate aliquote.

Come anticipato, le persone fisiche con handicap riconosciuto grave sono esenti dall’imposta di successione fino a 1.500.000,00 euro.

Fonti: D.Lgs. 346 del 1990, D.L. n. 262 del 2006, Agenzia delle Entrate, Notariato.

 

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Ho conseguito la laurea in Economia e Gestione Aziendale e da cinque anni mi occupo di digital marketing. Sono responsabile del blog SmartFocus e gestisco i canali social di VisureItalia® curando i rapporti con la community dei lettori. Ogni giorno mi informo su nuove normative in campo fiscale, tributario o economico e mi piace condividere le mie conoscenze con i nostri lettori.

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4 commenti per "Franchigia o esenzione dell’imposta di successione 2019"

  • Giulia ha detto:

    Le imposte ipotecaria e catastale sono state portate ad un minimo di 200 Euro, i 168 Euro erano tali ma tempo fa e non so dire la data precisa in cui sono state alzate comunque va corretto l’importo.
    Auguro una buona giornata

    • Redazione ha detto:

      Grazie Giulia per la Sua corretta osservazione. Effettivamente nella tabella riportiamo ancora i vecchi importi. Provvediamo a rettificare !

  • Barbara Ceccarelli ha detto:

    Buongiorno a tutti, purtroppo non é vero che le copie conformi possono essere richieste anche ad altri uffici. Nel mio caso, per la successione di mio padre, deceduto a Roma nel 1989, dove risiedeva fiscalmente, devo fare richiesta a Roma nell’ufficio di competenza….
    Tutto ciò dopo aver ottenuto notizie diverse, confuse e imprecise dai funzionari delle agenzie entrate di Milano, dove risiedo, che mi hanno indicato vari uffici e varie sedi della città……..

    • Redazione ha detto:

      Gentile Barbara, la copia conforme di un atto registrato in Agenzia delle Entrate può essere richiesta solo presso l’Ufficio provinciale nel quale risulta effettuata la registrazione. Purtroppo le informazioni che vengono diffuse anche da alcuni funzionari possono indurre in errore e far perdere del tempo al contribuente. Nel suo caso specifico, dovrà recarsi presso la sede provinciale competente di Roma.

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