Indagini patrimoniali per recupero crediti: come funzionano?

Indagini patrimoniali per recupero crediti: come funzionano?

Il ricorso alle indagini patrimoniali per recupero crediti è diventato una costante nella vita di imprenditori, aziende, liberi professionisti, studi legali, banche. Ma non solo, anche i privati cittadini hanno spesso la necessità di ricorrere alle indagini patrimoniali per rientrare in possesso di crediti non riscossi. In questo articolo vi spieghiamo cosa sono le indagini patrimoniali su aziende e imprese e le indagini patrimoniali su persone fisiche per recupero crediti, quando servono e come possono essere ottenute senza alzarsi dal divano di casa.

INDICE:

  1. Cosa sono le indagini patrimoniali per recupero crediti?
  2. Cosa si può scoprire con un’indagine patrimoniale per recupero crediti?
  3. Come fare una indagine patrimoniale su una persona fisiche e imprese?
  4. Quali sono i beni presi in esame dalle indagini patrimoniali?
  5. Quando conviene richiedere delle indagini patrimoniali?
  6. FAQ

Cosa sono le indagini patrimoniali per recupero crediti?

Le indagini patrimoniali per il recupero dei crediti sono degli strumenti che permettono di scoprire la reale situazione patrimoniale e finanziaria di un soggetto debitore. Queste indagini sono utili quando si sta valutando se agire con un’azione di recupero crediti, in quanto permetto di effettuare un’analisi costi-benefici preliminare a questo tipo di attività.

Cosa si può scoprire con un’indagine patrimoniale per recupero crediti?

Grazie ad un’indagine patrimoniale possiamo ottenere, in pratica, un quadro completo e definito, una fotografia molto ben dettagliata sulla situazione patrimoniale del soggetto debitore, sia che si tratti di una persona fisica o di una persona giuridica.

Tra le analisi che possono essere compiute sono comprese indagini su:

  • proprietà immobiliari e mobiliari;
  • beni mobili registrati (autovetture, motocicli, natanti) e altri beni mobili (investimenti in titoli obbligazionari e azionari, depositi, investimenti di altra natura, ecc.);
  • conti correnti bancari e/o postali;
  • crediti, donazioni, canoni di locazione;
  • recapiti e contatti per rintracciare il debitore (a questo proposito è utile richiedere il servizio rintraccio debitori online);
  • posizione reddituale;
  • eventuali presenze di protesti.

Sono altresì oggetto di un procedimento di indagine patrimoniale per recupero crediti anche i fallimenti, le eventuali ipoteche, i pignoramenti, i sequestri e le pendenze o le condanne passate in giudicato.

Un indagine patrimoniale quindi ci permette di verificare, oltre l’intestazione di specifici beni (mobili e immobili) anche se questi beni risultano essere liberi da vincoli e, quindi, nel caso si tratti di beni legalmente escutibili o aggredibili, se possono essere oggetto di eventuali azioni di da parte del creditore.

Come fare un’indagine patrimoniale su persone fisiche e imprese?

Lo sviluppo della moderna società dell’informazione ha portato nella faretra dei creditori nuove armi digitali. Oggi per avviare un indagine patrimoniale recupero crediti è sufficiente accedere ai servizi online di portali specializzati in visure e indagini patrimoniali. Servizi come quelli di VisureItalia consentono di analizzare la situazione patrimoniale di imprese e persone fisiche e, in un lasso di tempo che va da poche ore a 10 giorni lavorativi per le indagini più complesse, ottenere un report completo su clienti, collaboratori e debitori.

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Quali sono i beni presi in esame dalle indagini patrimoniali?

Come abbiamo spiegato, le investigazioni patrimoniali hanno come oggetto i beni di una persona o di un’azienda. Ma quali sono i beni presi in esame dalle indagini patrimoniali nel rispetto della privacy? Li elenchiamo di seguito:

  • eventuali redditi derivati da lavoro dipendente o da pensione;
  • conti correnti in Italia o all’estero del debitore;
  • proprietà di immobili;
  • eventuali attività economiche;
  • possesso di beni mobili come auto o altri mezzi di trasporto;
  • partecipazione ad imprese nel nostro Paese oppure all’estero;
  • iscrizione ad albi oppure ordini professionali.

Dopo aver stabilito che il debitore possiede effettivamente dei beni per saldare il debito, è possibile intraprendere un’azione legale per il recupero del credito.

Quando conviene richiedere le indagini patrimoniali?

Un indagine patrimoniale risulta essere estremamente conveniente nel caso in cui le precedenti analisi fatte sui dati estratti dalle banche dati pubbliche non siano sufficienti o abbiano avuto esito negativo.

Indagini patrimoniali e titolo esecutivo: cosa sapere prima di agire

Prima di procedere con un pignoramento o con qualsiasi azione esecutiva sui beni del debitore, è indispensabile che il creditore sia in possesso di un titolo esecutivo, ossia un atto che attribuisca efficacia esecutiva al credito vantato.

Hanno efficacia esecutiva, ad esempio, assegni e cambiali. In presenza di tali titoli, il creditore può procedere direttamente, previa notifica dell’atto di precetto. Negli altri casi (fatture, contratti, canoni di locazione, accordi scritti), è necessario ottenere preventivamente un decreto ingiuntivo o una sentenza, che accerti formalmente il diritto di credito.

Una volta acquisito il titolo esecutivo e decorso il termine per l’adempimento spontaneo, il creditore può avviare l’azione di recupero scegliendo tra:

  • esecuzione mobiliare, sui beni mobili o sui beni presso terzi (conto corrente, stipendio, pensione, canoni di locazione);
  • esecuzione immobiliare, mediante pignoramento e successiva vendita all’asta degli immobili intestati al debitore.

In questo contesto, le indagini patrimoniali rivestono un ruolo fondamentale, poiché consentono di individuare preventivamente i beni realmente aggredibili, evitando azioni esecutive inutili o antieconomiche.

FAQ

Le indagini patrimoniali possono individuare beni all’estero?

Sì, le indagini patrimoniali possono individuare anche beni e interessi economici all’estero. Attraverso i servizi di Informazioni Commerciali Estero di VisureItalia, è possibile accedere a report su oltre 250 milioni di aziende estere per valutare affidabilità, credit score e solvibilità, sia tramite il Registro Imprese Europeo (EBR) sia tramite report su imprese con sede in Paesi extra-UE.

Cosa succede se il debitore risulta nullatenente?

Se il debitore risulta nullatenente, il creditore non può procedere immediatamente con azioni di pignoramento, poiché mancano beni o redditi aggredibili. Tuttavia, il debito non si estingue: il creditore può monitorare nel tempo l’evoluzione della situazione patrimoniale del debitore ed eventualmente agire in futuro, nel rispetto dei termini di prescrizione del recupero dei crediti (generalmente 10 anni), che possono essere interrotti tramite atti formali come una diffida. Inoltre, restano possibili verifiche patrimoniali e, in alcuni casi, azioni revocatorie o richieste agli eredi se il debitore decede. Per un approfondimento completo sul tema, leggi l’articolo Recupero crediti da nullatenente: cosa fare?

 

Founder & CEO in VisureItalia®

Ho conseguito la laurea in Scienze Politiche e un Master in Gestione ed Amministrazione del patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici e religiosi. Dopo una lunga esperienza in ambito della gestione e messa a reddito di patrimoni immobiliari, nel 1999 ho intrapreso l’attività nel settore delle informazioni immobiliari, collaborando con i principali istituti di credito e gli enti di riscossione. Su SmartFocus aiuto i nostri lettori a capire quali problemi possono essere collegati con le attività di acquisto, vendita o locazione di un immobile.

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