Impugnazione della rinuncia all’eredità: ecco chi può farlo e cosa comporta

Impugnazione della rinuncia all’eredità: ecco chi può farlo e cosa comporta

È chiaro che, con la rinuncia all’eredità, i relativi beni non passano al patrimonio del rinunciante. Ma cosa accade se chi vi rinuncia è indebitato? In questa ipotesi, così facendo, negherebbe ai creditori la possibilità di rivalersi sui beni ereditati per vedersi ripagati. Su questo punto interviene il Codice Civile con la disciplina dell’impugnazione della rinuncia all’eredità, per garantire una forma di tutela ai creditori.

INDICE:

  1. Cos’è la rinuncia all’eredità?
  2. Come faccio a sapere se un defunto ha debiti con il Fisco?
  3. Chi può impugnare la rinuncia all’eredità?
  4. Si può revocare la rinuncia all’eredità?

Cos’è la rinuncia all’eredità?

Rinunciando all’eredità si esprime la volontà di non accettare la quota ereditaria che spetterebbe con la successione. La comunicazione di questa scelta avviene mediante una dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Tribunale competente, in riferimento all’ultimo domicilio del defunto. Per poter rinunciare al patrimonio ereditario, quindi, l’erede deve effettuare una dichiarazione formale.

Ma cosa porta una persona a rinunciare ad una eredità? Il fatto che il de cuius non potrebbe lasciare soltanto il suo patrimonio, ma anche dei debiti. Di conseguenza, qualora i debiti fossero più consistenti dei crediti, i successori non avrebbero nessun interesse ad accettare l’eredità.

Come faccio a sapere se un defunto ha debiti con il Fisco?

Abbiamo visto quanto sia importante, per gli eredi, verificare la consistenza del patrimonio ereditario prima di accettare l’eredità. Per sapere se ci sono dei debiti tributari si possono fare diverse verifiche richiedendo i seguenti servizi su VisureItalia:

Visura ipotecaria pregiudizievoli persona fisicaclose

Ti serviranno:

  • Conservatoria
  • Cognome
  • Nome
  • Codice Fiscale

Visura pra per targaclose

Ti serviranno:

  • Tipo
  • Targa

Certificato carichi pendenti tribunaleclose

Ti serviranno:

  • Cognome
  • Nome

La prima verifica da fare riguarda il patrimonio immobiliare mediante una visura ipotecaria pregiudizievoli. Con questo documento, infatti, si può scoprire se siano state iscritte ipoteche giudiziali, pignoramenti o decreti ingiuntivi a favore di enti di riscossione.

D’altra parte, i debiti potrebbero gravare anche sui veicoli di proprietà del defunto. In questo caso, la visura PRA rileva in pochi secondi non solo i dati tecnici del veicolo, auto o moto, ma soprattutto l’importo dei gravami ed il soggetto creditore.

Infine, può essere utile controllare sempre anche la regolarità contributiva ed eventuali debiti tributari pendenti con il Fisco richiedendo in Agenzia delle Entrate il certificato dei carichi pendenti.

Chi può impugnare la rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità può essere impugnata dallo stesso rinunciante e dai suoi eredi oppure dai suoi creditori.

Nel primo caso è possibile procedere con l’impugnazione se la rinuncia è stata imposta con violenza o dolo. Questo è quanto stabilito dall’articolo 526 del Codice Civile, secondo cui l’azione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui è cessata la violenza o è stato scoperto il dolo.

Nella seconda ipotesi l’impugnazione è promossa tramite un’azione giudiziaria quando il rinunciante ha causato un danno ai creditori (articolo 524 del Codice Civile). I creditori del rinunciante possono impugnare la dichiarazione per potersi rivalere sui beni ereditari facendo una richiesta al Tribunale competente. Quest’ultimo, poi, può autorizzarli ad accettare l’eredità in nome e per conto del debitore, sempre entro 5 anni dalla dichiarazione di rinuncia.

Si può revocare la rinuncia all’eredità?

Secondo l’articolo 525 del Codice Civile, la revoca della rinuncia all’eredità è possibile se:

  • è fatta prima che il diritto di accettare l’eredità si prescriva e, quindi, nel termine massimo decennale dall’apertura della successione,
  • l’eredità non è stata accettata da un altro dei chiamati.

Oltre a questo, si stabilisce che la revoca non deve comportare un pregiudizio per le ragioni che i terzi abbiano acquistato sopra i beni dell’eredità.

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Founder & CEO in VisureItalia®

Ho conseguito la laurea in Scienze Politiche e un Master in Gestione ed Amministrazione del patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici e religiosi. Dopo una lunga esperienza in ambito della gestione e messa a reddito di patrimoni immobiliari, nel 1999 ho intrapreso l’attività nel settore delle informazioni immobiliari, collaborando con i principali istituti di credito e gli enti di riscossione. Su SmartFocus aiuto i nostri lettori a capire quali problemi possono essere collegati con le attività di acquisto, vendita o locazione di un immobile.

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