Titolare effettivo e legale rappresentante? Quali sono le differenze

Titolare effettivo e legale rappresentante? Quali sono le differenze

Titolare effettivo legale rappresentante vengono spesso utilizzati indistintamente ma i due termini hanno una precisa connotazione da utilizzare in contesti differenti. Il concetto di rappresentanza deriva dal Regio Decreto n. 262 del 16 marzo 1942 ed è disciplinato dall’art. 2384 del Codice Civile. Esaminiamo nel dettaglio il contenuto e le differenze.

Differenza tra titolare e legale rappresentante

Amministrazione e rappresentanza afferiscono a due ambiti differenti. L’amministratore ha la funzione ed il potere di gestire le attività dell’impresa. Il suo ruolo è disciplinato dal sistema di amministrazione definito nello statuto e nell’atto costitutivo dell’impresa. Il legale rappresentante svolge la funzione di rappresentare l’impresa e di compiere tutti quelli atti che sono previsti nell’oggetto sociale. Le due funzioni possono coincidere nella stessa persona ma nelle imprese strutturate vengono conferite a soggetti distinti. Nelle visure camerali estratte dal Registro delle Imprese è possibile verificare sempre le specifiche funzioni attribuite all’interno dell’impresa.

L’amministratore compie atti di gestione dell’attività di impresa: la sua funzione ha, quindi, una rilevanza interna. Al contrario il legale rappresentante svolge il suo ruolo verso l’esterno in quanto rappresenta l’impresa nelle relazioni con altri soggetti, pubblici o privati. La rappresentanza ha, pertanto, una rilevanza esterna. È il caso, ad esempio degli atti di trasferimento di diritti reali o dei passaggi di proprietà.

Il legale rappresentante: definizione e funzioni

Chi è, quindi, il legale rappresentante? È quel soggetto che, a norma dell’art. 2384 C.C., ha il potere di compiere un atto che riveste degli effetti giuridici sul rappresentato, l’impresa. La rappresentanza può essere volontaria o legale. Nel primo caso deriva da un patto sociale che viene definito tra i soci nell’atto costitutivo e nello statuto dell’impresa. I soci decidono, quindi, di affidare volontariamente la rappresentanza dell’impresa ad una o più persone, interne o esterne all’impresa, secondo le modalità di esercizio definite nello statuto. La rappresentanza legale viene conferita dal Giudice con la finalità di tutelare interessi generali o particolari, come nel caso della rappresentanza di minori o interdetti.

La rappresentanza può essere affidata contemporaneamente a più soci, congiuntamente o disgiuntamente.

Rappresentanza congiuntiva

Qualora nell’oggetto sociale non sia disposto diversamente, il potere di rappresentanza spetta ad ogni socio amministratore, in relazione al sistema di amministrazione della società. Nel caso di amministrazione congiuntiva, tutti i soci amministratori avranno il potere di rappresentare l’impresa nella stipula di atti e contratti. Pertanto, la validità di un atto sarà subordinata alla firma di tutti i legali rappresentanti.

Rappresentanza disgiuntiva

Nel caso di un sistema di amministrazione disgiuntiva, ogni legale rappresentare può stipulare atti per nome e per conto della società. Nell’oggetto sociale devono essere precisati i limiti ed i confini della rappresentanza onde evitare che i legali rappresentanti possano stipulare atti in contrasto tra loro e con l’oggetto sociale.

I limiti alla rappresentanza

Nell’oggetto sociale i soci possono regolamentare in maniera differente il potere di amministrazione da quello di rappresentanza. Ad esempio, i soci possono:

  • affidare la rappresentanza legale dell’impresa solo ad alcuni soci amministratori;
  • anche nel caso di rappresentanza disgiuntiva, stabilire che per la stipula di determinati atti sia necessaria la firma congiunta;
  • definire una soglia oltre la quale sia sempre necessaria la firma congiunta dei legali rappresentanti per atti di straordinaria amministrazione o che comportino un impegno di spesa superiore alla soglia definita nell’oggetto sociale.

Differenza tra titolare e legale di rappresentante

Definiti ruolo e qualità di legale rappresentante, analizziamo ora chi è il titolare effettivo. La persona o le persone fisiche che possiedono o controllano, direttamente o indirettamente, una persona giuridica corrispondono al titolare effettivo. Il limite è dato dalla percentuale del capitale sociale. Il titolare effettivo deve possedere almeno il 25% del capitale sociale della persona giuridica. Che succede se nessun soggetto possiede almeno il 25% del capitale sociale? In questo caso si considererà titolare effettivo il soggetto che compia atti che comportino una influenza determinate nelle decisioni societarie.

Pertanto, il titolare effettivo si distingue dal legale rappresentante in quanto non ha il potere di rappresentanza né quello di amministrazione ma solo quello di controllo delle quote societarie.

Quando titolare effettivo e legale rappresentante coincidono

Normalmente, nelle ditte individuali il titolare della ditta coincide con il legale rappresentante e, spesso, anche con l’amministratore. Trattando di una piccola impresa, le funzioni vengono spesso svolte dal medesimo soggetto. Il nostro ordinamento (art. 2203 Codice Civile) prevede la preposizione della carica dell’istitore. Definito come “… colui che è preposto dal titolare all’esercizio dell’impresa“, può svolgere la sua attività in una sede secondaria o essere preposto a controllare un ramo di attività dell’impresa. L’istitore ha il potere di rappresentanza dell’impresa, pertanto, tutti gli atti da lui stipulati ricadono sul titolare effettivo. A titolo esemplificativo, la stipula del passaggio di proprietà di un auto può essere compiuta dall’istitore in rappresentanza del titolare.

 

Sono un avvocato del Foro di Cagliari, specializzato in materia di diritto civile e, in particolare, in diritto di famiglia e minori, recupero del credito e risarcimento del danno. Da oltre 15 anni metto a disposizione dei Clienti le mie competenze specialistiche e attraverso SmartFocus voglio aiutare persone e le imprese a capire i problemi connessi con il recupero di un credito nei confronti di un debitore.

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