Impianto meccanografico: significato e applicazioni catastali

L’organizzazione e la gestione dei dati catastali non sono sempre state le stesse nel tempo. Termini come “impianto meccanografico” compaiono spesso nella documentazione tecnica e nelle visure, ma il loro significato non è immediato e noto a tutti. Si tratta di un concetto legato all’evoluzione degli archivi e delle modalità di consultazione. Un passaggio che ha segnato una distinzione netta tra prima e dopo. Per capire cosa indica realmente e perché è così rilevante, prosegui la lettura.
INDICE:
Cos’è l’impianto meccanografico e quando è stato introdotto
Con il termine impianto meccanografico si intende l’insieme di apparecchiature e sistemi destinati allo svolgimento e all’elaborazione automatizzata dei dati, nonché al controllo e alla gestione di archivi digitalizzati. In ambito catastale, l’impianto meccanografico rappresenta il passaggio dalla gestione esclusivamente cartacea dei dati a una gestione informatizzata delle informazioni relative agli immobili e ai terreni.
Il Catasto italiano nasce nel 1901 con la Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici. Successivamente, il R.D. 8 dicembre 1938, n. 2153 ha introdotto importanti modifiche, tra cui la separazione tra Catasto Terreni e Catasto Fabbricati. Quest’ultimo è stato disciplinato dal D.P.R. n. 1142/49 (Nuovo Catasto Edilizio Urbano – NCEU) ed è entrato in conservazione il 1° gennaio 1962.
In seguito, l’impianto meccanografico e la conseguente informatizzazione del Catasto sono entrati in vigore a partire dal 10 novembre 1976, data dalla quale i dati delle banche catastali sono stati progressivamente memorizzati e resi consultabili in forma elettronica.
Trasformazione degli archivi: dalla carta al digitale
L’introduzione dell’impianto meccanografico ha avviato una profonda trasformazione degli archivi catastali. I dati precedentemente conservati solo su supporto cartaceo sono stati progressivamente informatizzati, consentendo la consultazione telematica delle banche dati catastali, come la banca delle visure.
L’informatizzazione non ha riguardato esclusivamente i dati testuali, ma si è estesa anche agli elaborati grafici. Tra questi rientrano le planimetrie catastali rasterizzate, gli elaborati planimetrici e le mappe catastali, ottenuti tramite la digitalizzazione dei documenti cartacei originali.
Per quanto riguarda la Conservatoria dei Registri Immobiliari, l’informatizzazione delle visure ipotecarie è avvenuta con tempistiche variabili, differenti da Conservatoria a Conservatoria, in base al periodo di avvio dell’automazione.
Impatto sulle visure storiche e sui dati disponibili
La visura catastale storica è un documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate che consente di ricostruire nel tempo le vicende catastali di un immobile o di un terreno, riportando tutte le variazioni registrate negli archivi. Può essere richiesta sia per soggetto (visura catastale storica per persona fisica o giuridica), sia per immobile, in base alle informazioni disponibili al momento della consultazione.
Nello specifico, la visura catastale storica per immobile riporta tutte le variazioni catastali intervenute nel tempo, come frazionamenti, soppressioni di particelle e variazioni d’ufficio, riferite a terreni o fabbricati. Il documento consente inoltre di individuare i precedenti intestatari dell’immobile, con l’indicazione delle quote di possesso e della natura del diritto reale. D’altra parte, la visura catastale storica per soggetto permette invece di conoscere la storia di tutti i beni immobili intestati a una persona fisica o giuridica, così come risultante presso l’Ufficio del Catasto.
Grazie all’introduzione dell’impianto meccanografico, le informazioni catastali informatizzate sono consultabili in modalità telematica. Tuttavia, la disponibilità dei dati storici è limitata al periodo in cui gli archivi sono stati progressivamente informatizzati. Le informazioni antecedenti a tale fase restano conservate negli archivi cartacei e non risultano immediatamente accessibili tramite le banche dati digitali.
Come richiedere planimetrie pre-impianto meccanografico
La richiesta di una planimetria antecedente all’impianto meccanografico segue una procedura diversa rispetto ai documenti già informatizzati. Il proprietario dell’immobile deve innanzitutto recarsi fisicamente presso l’Ufficio del Catasto competente per verificare l’effettiva esistenza della planimetria negli archivi cartacei.
Accertata la disponibilità del documento, è necessario presentare un’apposita istanza di rasterizzazione, corredata da una motivazione che giustifichi la richiesta. L’istanza viene esaminata dagli uffici catastali, i quali valutano la fondatezza della motivazione addotta. In caso di esito positivo, il documento viene digitalizzato e reso disponibile; diversamente, la richiesta non viene accolta.
Vantaggi e limiti del sistema meccanografico
Il principale vantaggio dell’impianto meccanografico è la possibilità di consultare in modo rapido e telematico una grande quantità di dati catastali, migliorando l’accessibilità alle informazioni e semplificando operazioni come le visure storiche, spesso necessarie nelle compravendite immobiliari o nelle richieste di mutuo.
Allo stesso tempo, il sistema presenta alcuni limiti. Non tutte le informazioni storiche sono disponibili in formato digitale: i dati anteriori all’informatizzazione restano consultabili solo attraverso gli archivi cartacei, qualora disponibili. Inoltre, per le visure ipotecarie, la completezza dei dati dipende dalla data di meccanizzazione della singola Conservatoria.
In sintesi, l’impianto meccanografico ha rappresentato un passaggio fondamentale per la modernizzazione del Catasto, pur mantenendo una parziale dipendenza dagli archivi storici cartacei per le informazioni più risalenti nel tempo.

