Valore catastale e valore di mercato. Scopri le differenze

Valore catastale e valore di mercato. Scopri le differenze

Valore di catastale e valore di mercato sono due termini che vengono spesso confusi. In una compravendita immobiliare, il valore di mercato è il riferimento per la fase di trattativa. Al momento della stipula del rogito notarile, l’atto sarà soggetto a tassazione in base al valore dichiarato in atto che deve essere in linea con il valore catastale. Analizziamo nel dettaglio le differenze.

Differenze tra valore catastale valore di mercato

Differenze tra valore catastale valore di mercato

Accade spesso che, a fini di risparmio fiscale, negli atti di compravendita si dichiari un prezzo inferiore a quello effettivamente pattuito. Perché? Il motivo risiede nel fatto che le imposte vengono calcolate applicando una specifica percentuale al prezzo dichiarato.

Se il Fisco dovesse scoprire che nell’atto è stato dichiarato un prezzo inferiore, le imposte saranno calcolate in percentuale al valore di cessione dell’immobile. Inoltre, verranno applicate pesanti sanzioni pecuniarie.

Valore catastale e valore di mercato

In base a quanto stabilito dalla Legge 248/2006, nel rogito deve essere indicato il prezzo di compravendita dell’immobile. La tassazione viene stabilita sulla base dell’importo dichiarato in atto. In ogni caso, il prezzo di compravendita deve essere in linea con il valore normale. Questo al fine di evitare un accertamento della Agenzia delle Entrate con la conseguente richiesta di pagamento di sanzioni ed interessi.

Il valore catastale è il valore ottenuto moltiplicando la rendita catastale del fabbricato per un coefficiente che varia rispetto alla categoria catastale. La procedura è semplice ma i coefficienti variano non solo rispetto alla categoria catastale ma anche tra fabbricati e terreni. Per semplificare, trovi in questo articolo la dispensa da scaricare gratuitamente con tutti i moltiplicatori.

Il valore di mercato o “normale” nella compravendita

Se il prezzo di compravendita indicato nell’atto notarile non è conforme al valore normale, l’Agenzia delle Entrate può effettuare un accertamento fiscale. Il valore normale corrisponde al valore di mercato di una unità immobiliare, come determinato dalla Agenzia delle Entrate. È un valore ufficiale di riferimento per le compravendite immobiliari.

Per sapere come si ottiene, ti consigliamo la lettura dell’articolo Calcolo del valore normale nella stima immobiliare.

Il valore di mercato, meglio definito come valore normale, rappresenta il punto di riferimento nella fase di trattativa tra le parti. È infatti fondamentale che sia la parte acquirente che il venditore ne siano a conoscenza. In questo modo potranno trovare un accordo in modo più veloce e corretto. Per conoscere il valore di mercato di un immobile è preferibile richiedere una stima immobiliare. Basata su dati ufficiali della Agenzia delle Entrate, fornisce una guida utile con i valori di compravendita e di locazione.

 

Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

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4 commenti per "Valore catastale e valore di mercato. Scopri le differenze"

  • Andrea ha detto:

    Buongiorno

    nel 2005 i genitori, con atto notarile, hanno spostato i confini di una proprietà in favore di un’altra, si tratta di una parte di terreno o area urbana (f/1)

    Nel 2015 l’atto è stato perfezionato con donazione di usufrutto e nuda proprietà dei vari immobili rientranti nell’asse ereditario a me e mio fratello. Guardando l’atto notarile, a distanza di 5 anni, mi sono accordo che le mappe non sono complete, in quanto mancante della particella che sposta i confini, atto del 2005, rendendo l’area di pertinenza di mio fratello molto più piccola di quanto fosse in realtà e portando il confine ad un metro dalla proprietà che ho ricevuto.
    Mi chiedo se, mancando tale particella che cambia totalmente la prospettiva in pianta della donazione l’atto può ritenersi valido
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Andrea, il trasferimento di diritti reali effettuato con l’atto di donazione è valido ma niente vieta che si possa stipulare un nuovo atto notarile di rettifica. Pertanto, Le suggeriamo di rivolgersi ad un notaio per verificare preliminarmente il frazionamento catastale originario e procedere, quindi, con la stipula di un nuovo atti notarile in rettifica e la successiva voltura in Catasto.

  • Rosa Massa ha detto:

    Buona sera io avrei bisogno di sapere se il valore catastale incide sulla perizia della banca.
    Grazie infinite se vorrete rispondere.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Rosa,
      rispondiamo sempre alle domande dei nostri lettori :)
      Il valore catastale non incide sulla perizia della banca. La valutazione che viene svolta dal perito si fonda su vari parametri come i dati OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliari), criteri di estimo, valore di costruzione, valori di immobili simili o assimilabili nel medesimo contesto urbanistico. Il valore catastale è un riferimento importante solo per l’Agenzia delle Entrate che deve accertarsi che il prezzo di vendita dell’immobile non sia inferiore al valore catastale.

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