Passare da comunione a separazione dei beni: guida breve

Passare da comunione a separazione dei beni: guida breve

In mancanza di diversa indicazione da parte dei coniugi, il regime patrimoniale applicato dopo il matrimonio è la comunione dei beni. In ogni caso, ciò non impedisce che in un momento successivo, marito e moglie decidano di cambiare regime patrimoniale. Vediamo quindi come passare da comunione a separazione dei beni (e viceversa) anche dopo il matrimonio.

INDICE:

  1. Che cosa non rientra nella comunione dei beni?
  2. Come sapere se si è in comunione oppure separazione dei beni?
  3. Si può passare dalla comunione alla separazione dei beni?
  4. Quanto costa passare dalla comunione alla separazione dei beni?
  5. Cosa succede in caso di debiti?
  6. Cosa succede quando una coppia in comunione dei beni si separa?

Che cosa non rientra nella comunione dei beni?

Una delle convinzioni più frequenti è che con la comunione dei beni tutto ciò che possiedono i coniugi diventi una proprietà comune. In realtà, la comunione dei beni si applica solo ai beni acquisiti durante il matrimonio, non a ciò che i coniugi avevano prima. Di conseguenza, il regime di comunione dei beni esclude:

  • i beni posseduti prima del matrimonio,
  • i proventi della vendita o scambio di questi beni,
  • ciò che si acquista con questi beni,
  • i beni personali (se specificato nell’atto d’acquisto). Questi ultimi sono, ad esempio, i beni di uso personale (vestiti e orologi) o quelli che servono per svolgere la propria professione,
  • quelli ottenuti come risarcimento di un danno,
  • la pensione di invalidità,
  • i beni ricevuti per donazione o eredità, a meno che gli atti indichino che siano lasciati in comunione.

Inoltre, non si possono stabilire le quote di proprietà per i beni che sono parte della comunione. Tali beni sono, infatti, di proprietà di entrambi in uguale misura e ne dovranno disporre congiuntamente. Questo almeno per quanto riguarda gli atti di amministrazione straordinaria (come la vendita).

Come sapere se si è in comunione oppure separazione dei beni?

La scelta del regime patrimoniale adottato è riportata nell’atto di matrimonio. Chi non ricorda questa informazione, quindi, può chiedere un estratto dell’atto direttamente online su VisureItalia per verificare quanto pattuito:

Certificato o estratto copia integrale atto di matrimonioclose

Ti serviranno:

  • Cognome
  • Nome
  • Stato di nascita
  • Provincia del luogo di matrimonio
  • Comune del luogo di matrimonio
  • Data del matrimonio (gg/mm/aaaa)

Il certificato di matrimonio contiene i dati anagrafici relativi ai coniugi, la data ed il luogo di celebrazione del rito del matrimonio. In aggiunta, l’estratto dell’atto di matrimonio può, se indicati, contenere ulteriori dati relativi al regime patrimoniale, l’orario di celebrazione del rito o altre annotazioni. 

Si può passare dalla comunione alla separazione dei beni?

Gli sposi in comunione dei beni possono scegliere di passare dalla comunione alla separazione degli stessi. La procedura per il passaggio deve essere svolta in piena convinzione e spontaneità da parte di entrambi i coniugi e davanti ad un notaio.

Presentate le motivazioni e tutta la documentazione, il notaio, di fronte a due testimoni, redige una nuova convenzione riportata come nota dell’atto di matrimonio. Con la convenzione matrimoniale, si dividono i beni acquistati durante il periodo di comunione e la gestione dei beni è affidata loro in maniera separata. Ognuno, quindi, diventa responsabile esclusivo solo dei beni di cui è titolare.

Una volta effettuata la separazione dei beni, i coniugi restano entrambi proprietari del bene, ma ognuno in relazione alla propria porzione. Ognuno è pertanto libero di disporre della sua parte di bene senza il consenso dell’altro.

Quanto costa passare dalla comunione alla separazione dei beni?

I costi della separazione dei beni dipendono dal momento in cui è richiesta. Quando avviene prima del matrimonio è gratis, mentre nel caso in cui fosse scelta dopo il matrimonio, si dovranno pagare:

  • il lavoro svolto del notaio, per una cifra che di solito ammonta a circa 400 euro,
  • tasse, bolli e trascrizione dell’atto con un totale di circa 100 euro.

Inoltre, per richiedere la separazione dei beni, bisogna presentare i seguenti documenti:

  1. l’atto del matrimonio,
  2. documenti di identità e codice fiscale dei coniugi,
  3. la copia dei rogiti relativi agli immobili acquistati dopo il matrimonio.

Cosa succede in caso di debiti?

Chiariamo il passaggio dalla comunione alla separazione dei beni in presenza di debiti contratti da uno dei due coniugi. In questo caso, i creditori possono opporsi al passaggio di regime patrimoniale, se si dimostra che tale cambio comporta conseguenze negative per i loro interessi. Nello specifico, quindi, potrebbe ridurre la disponibilità economica del coniuge debitore e i creditori non potrebbero più rivalersi sui beni dell’altro. In parole semplici, quindi, non è possibile passare da comunione a separazione dei beni con l’intento di evitare il pagamento dei debiti.

Leggi anche >> Debiti del coniuge in separazione dei beni: quali sono i rischi?

Cosa succede quando una coppia in comunione dei beni si separa?

Quando una coppia in comunione dei beni si separa, il regime patrimoniale muta in quello della separazione dei beni (art. 191 c.c.). Ne consegue che tutti gli acquisti successivi alla separazione ricadranno in proprietà esclusiva dell’acquirente. D’altra parte, non cambia niente per le coppie che si trovavano già in separazione dei beni, sia avendo effettuato tale scelta al momento del matrimonio che avendola cambiata dopo.

 

Content Marketing Specialist

Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e un Master in Digital Marketing. Attualmente ricopro il ruolo di Content Marketing Specialist presso VisureItalia® e aiuto i lettori del blog SmartFocus a restare sempre aggiornati sulle novità in ambito fiscale, tributario ed economico.

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