Nuova legge sul recupero crediti: qual è la normativa vigente?

Le normative che regolano il recupero crediti in Italia sono in continua evoluzione. Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto più volte per rendere il sistema più efficiente, trasparente e rispettoso dei diritti dei debitori, senza compromettere le legittime esigenze dei creditori. Ma esiste davvero una nuova legge sul recupero crediti nel 2025? La risposta è: non una singola legge, ma un insieme di riforme strutturali che hanno profondamente inciso sulla materia. Scopri di più in questo articolo.
INDICE:
- Esiste una nuova legge sul recupero dei crediti?
- Il ruolo del TULPS resta centrale
- Le principali novità normative introdotte fino al 2025
- 1. Discarico automatico delle cartelle esattoriali
- 2. Rateizzazioni più lunghe e flessibili
- 3. Maggiori controlli su crediti in sofferenza (NPL)
- 4. Più tutele per i debitori
- Cosa non potrebbe fare una società di recupero crediti?
- FAQ
Esiste una nuova legge sul recupero dei crediti?
Nel 2025 la disciplina del recupero crediti non è contenuta in un’unica legge, ma deriva dall’integrazione di più fonti normative, tra cui:
- Art. 115 TULPS (R.D. 18 giugno 1931 n. 773)
- Regolamento di esecuzione del TULPS (R.D. 6 maggio 1940 n. 635, artt. 204–223)
- Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, aggiornato fino al 2025)
- Decreto Riscossione – D.Lgs. 110/2024
- Normativa sulla cessione e gestione dei crediti deteriorati (NPL)
- Provvedimenti di Banca d’Italia e Garante della Privacy
Il ruolo del TULPS resta centrale
L’art. 115 del TULPS continua a disciplinare l’attività delle agenzie di recupero crediti, le quali operano come intermediari per conto di terzi e devono essere munite di apposita licenza prefettizia. A seguito della riforma intervenuta nel 2008, e con effetti confermati e rafforzati nel quadro normativo attuale, non sussistono più limiti territoriali all’esercizio dell’attività. Gli agenti incaricati devono essere preventivamente comunicati all’autorità competente, con l’indicazione delle rispettive zone operative, e sono tenuti a esibire la licenza dichiarando per conto di quale società operano. Le società di recupero crediti devono inoltre tenere un registro delle operazioni costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da parte delle autorità di pubblica sicurezza.
Le principali novità normative introdotte fino al 2025
1. Discarico automatico delle cartelle esattoriali
Dal 1° gennaio 2025, le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione che non vengono riscosse entro 5 anni sono automaticamente discaricate, salvo procedure esecutive o concorsuali in corso. Questo rappresenta un cambiamento epocale per molti contribuenti con debiti fiscali datati.
2. Rateizzazioni più lunghe e flessibili
La riforma ha esteso i piani di pagamento:
- fino a 120 rate mensili in caso di gravi difficoltà economiche;
- fino a 84 rate mensili per debiti di importo inferiore.
L’obiettivo è evitare pignoramenti e favorire il rientro sostenibile del debito.
3. Maggiori controlli su crediti in sofferenza (NPL)
Le nuove disposizioni di Banca d’Italia si applicano alle sofferenze bancarie e impongono:
- maggiore trasparenza nella gestione dei crediti ceduti;
- regole più severe sui conflitti di interesse;
- obbligo di affidare il recupero a soggetti qualificati e vigilati.
4. Più tutele per i debitori
Il legislatore ha rafforzato:
- il diritto all’informazione in caso di cessione del credito;
- il divieto di pratiche aggressive o moleste;
- l’accesso alle procedure di sovraindebitamento e all’esdebitazione del debitore incapiente.
Come verificare la propria situazione debitoria online?
Per sapere se hai debiti con Equitalia o se ci sono procedure in corso come il fermo amministrativo, richiedere online su VisureItalia l’estratto conto Equitalia in pochi semplicissimi clic:
Potrai ricevere questo documento compilando questo modulo:
Estratto conto equitaliaL’estratto conto Equitalia, rilasciato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, certifica a partire dal 2000 lo stato dei seguenti elementi, compresi interessi e sanzioni:
- debiti maturati,
- pagamenti effettuati,
- eventuali insoluti,
- residuo passivo.
Si tratta, inoltre, di un documento che certifica la posizione debitoria di una persona e le procedure in atto svolte dall’ente di riscossione. Queste ultime, ad esempio, possono essere le iscrizioni a ruolo, le cartelle di pagamento, le rateizzazioni e i solleciti di pagamento.
Cosa non potrebbe fare una società di recupero crediti?
Nonostante le riforme intervenute negli ultimi anni, restano fermi e anzi rafforzati i limiti che regolano l’attività delle società di recupero crediti. È innanzitutto vietato comunicare la situazione di morosità a soggetti diversi dal debitore, come colleghi di lavoro, parenti, vicini di casa o datori di lavoro, poiché ciò costituirebbe una grave violazione della privacy.
I contatti con il debitore devono avvenire con modalità corrette e non invasive: non sono quindi ammessi solleciti insistenti, telefonate ripetute o effettuate in orari irragionevoli, l’utilizzo di messaggi preregistrati né la ricerca dei recapiti personali attraverso canali alternativi non autorizzati.
È inoltre illegittimo affiggere avvisi di mora sulla porta dell’abitazione o lasciare messaggi nella segreteria telefonica, trattandosi di forme di diffusione indebita di dati personali. Gli incaricati al recupero crediti possono recarsi presso il domicilio del debitore esclusivamente nel rispetto della sua dignità e della sua riservatezza, senza assumere atteggiamenti intimidatori e rendendo sempre identificabile il numero o il riferimento della società per conto della quale operano.
Per quanto riguarda le banche dati creditizie, la segnalazione alla CRIF è consentita solo in presenza di debiti bancari o finanziari e deve essere tempestivamente cancellata una volta avvenuto il saldo. È infine espressamente vietato diffondere informazioni false o fuorvianti, come la minaccia di pignoramenti, sequestri o azioni giudiziarie non realmente avviate, al solo fine di indurre il debitore al pagamento.
Leggi anche >> Recupero crediti: quali sono le regole sulla privacy dei debitori?
FAQ
Le nuove norme influenzano i costi della procedura di recupero crediti?
Le riforme puntano a ridurre i costi indiretti, favorendo soluzioni stragiudiziali, rateizzazioni più lunghe e una gestione più efficiente dei crediti. Tuttavia, in caso di azioni giudiziali, restano dovuti i costi legali e procedurali previsti dalla legge.
Come devono adeguarsi gli operatori professionali?
Le società di recupero crediti sono tenute ad adeguarsi alle nuove disposizioni aggiornando le proprie procedure interne e investendo nella formazione degli operatori, in particolare sui temi della privacy e della correttezza nei rapporti con i debitori. Devono inoltre garantire una comunicazione chiara, trasparente e verificabile, soprattutto nelle fasi di sollecito e di cessione del credito, rispettando i nuovi obblighi informativi previsti dalla normativa vigente. Il mancato adeguamento a tali prescrizioni può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative, oltre a possibili responsabilità civili nei confronti del debitore.
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3 commenti per "Nuova legge sul recupero crediti: qual è la normativa vigente?"
Una società di recupero crediti mi ha notificato un atto di precetto di € 73000 dopo che su un prestito di 10000 chiuso in anticipo uno di 30000 chiuso in anticipo con i dovuti interessi ne accendevo uno di 42000 chiudendo i precedenti e rate versate dell’ultimo di € 44000 vorrei sapere se è lecito richiedere questa somma?
Buonasera Alfonso, trattandosi di una casistica piuttosto specifica le suggeriamo di rivolgersi ad un legale. Cordiali saluti.
Buongiorno un dipendente di una società di recupero crediti si è presentato al mio vecchio indirizzo raccontando tutto sul mio debito contratto nel 2004 e non pagato nonostante io abbia avvisato che non vivevo più li… Non ho potuto fare nulla.