Dichiarazione di successione integrativa: quando si presenta?

Dichiarazione di successione integrativa: quando si presenta?

Come saprai, la dichiarazione di successione, nota anche come dichiarazione principale, deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso del de cuius. In alcuni casi, tuttavia, può capitare che si presenti una dichiarazione di successione integrativa successiva alla prima, per modificare le quote ereditarie stabilite in precedenza.

In questo articolo scoprirai:

  1. Qual è il significato di dichiarazione di successione?
  2. Quante tipologie esistono di dichiarazione di successione?
  3. Come si presenta la dichiarazione di successione integrativa?
  4. Come funziona la dichiarazione di successione integrativa?
  5. Che documenti servono per la dichiarazione di successione?
  6. Quando non è consentita la successione integrativa?

Qual è il significato di dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione è un adempimento che serve a trasferire le attività e passività agli eredi. Bisogna presentare tale dichiarazione redatta su apposito modello fornito dall’Amministrazione Finanziaria entro un anno dalla data del decesso all’Agenzia delle Entrate competente e relativa all’ultima residenza del defunto.

Non sono obbligati a presentarla il coniuge o i parenti in linea retta. Nel dettaglio, questo è possibile quando la successione non implica beni immobili e diritti reali immobiliari e il valore dell’asse ereditario lordo non supera i 100.000 euro.

Quante tipologie esistono di dichiarazione di successione?

Le dichiarazioni di successione si suddividono in diverse tipologie:

  • principale: è la prima dichiarazione presentata,
  • modificativa: si presenta per cambiare mappali, quote ed eredi senza un aumento del valore dell’asse ereditario. Bisogna sempre provvedere al pagamento delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, nonché l’imposta di bollo, la tassa ipotecaria e i tributi speciali,
  • sostitutiva: sostituisce completamente la prima dichiarazione,
  • aggiuntiva: generalmente si presenta per aggiungere quote per cespiti già trascritti con una quota inferiore rispetto a quella del de cuius,
  • integrativa: utile quando si devono aggiungere all’asse ereditario altri beni che non sono stati inseriti nella prima dichiarazione.

Cos’è la dichiarazione di successione integrativa?

Nello specifico, si tratta di una denuncia di successione redatta dopo la prima, che serve per aggiungere eventuali beni, mobili o immobili, non inseriti in precedenza. Dopo aver inserito altri eventuali beni, si può procedere al ricalcolo delle imposte ipotecarie. Si specifica che in tale dichiarazione non è possibile apportare modifiche relative all’indicazione degli eredi, né togliere beni dichiarati nel primo atto di successione.

Come si presenta la dichiarazione di successione integrativa?

Per presentare la dichiarazione integrativa bisogna recarsi all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate dove si è presentata la prima dichiarazione di successione. Integrando quest’ultima, potrebbero esserci delle tasse aggiuntive da pagare. Questo succede, per fare un esempio, quando rispetto alla prima dichiarazione in quella integrativa si inseriscono altri immobili. In tal caso, infatti, scatterà una maggiore imposizione fiscale sulle imposte ipotecarie e catastali, di bollo e altri eventuali tributi speciali se dovuti.

Ma esiste anche il caso in cui non ci sono tasse aggiuntive da pagare, ad esempio quando nella dichiarazione di successione integrativa si aggiunge solo liquidità. Inoltre non si prevedono imposte se, con un massimo di 100.000 euro, nella successione il denaro va al coniuge o ai parenti in linea retta.

Come funziona la dichiarazione di successione in modalità telematica?

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la nuova modalità telematica non può essere utilizzata se si tratta di:

  • successioni aperte prima del 3 ottobre 2006. In questo caso la dichiarazione si presenta all’ufficio territoriale competente in base all’ultima residenza del defunto, utilizzando il modello 4;
  • dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative della prima dichiarazione di successione presentata con il modello 4. In tale ipotesi è necessario rivolgersi all’ufficio in cui è stata presentata la prima dichiarazione, sempre utilizzando lo stesso modello.

Questi modelli sono disponibili sul sito dell’Agenzia e presso la prima informazione degli uffici territoriali.

Che documenti servono per la dichiarazione di successione?

Su Visureitalia si possono richiedere online tutti i documenti che servono per la presentazione della dichiarazione di successione:

Dichiarazione di successione onlineclose

Ti serviranno:

  • Cognome
  • Nome
  • Data di nascita
  • Provincia di decesso
  • Comune di decesso
  • Data di decesso

Tale servizio riporta tutti i dati utili alla presentazione della dichiarazione di successione con accertamento delle proprietà immobiliari in capo al de cuius e con la consegna di una relazione ipotecaria con l’elenco dei beni immobili. Il servizio include anche il rintraccio degli eredi, l’estratto dell’atto di morte e il certificato dello stato di famiglia del de cuius.

Quando non è consentita la successione integrativa?

Se il soggetto che ha presentato la prima dichiarazione rinuncia all’eredità, quello che in seguito l’accetta non può effettuare la denuncia integrativa. Facciamo un esempio pratico.

Se dopo la dichiarazione di successione la madre rinuncia all’eredità, il figlio che invece l’ha accettata non può presentare una dichiarazione successiva. Questo perché non potrebbe evitare di pagare di nuovo le imposte ipotecaria e catastale, in quanto già assolte con la precedente dichiarazione di successione. La integrativa, infatti, è permessa soltanto alla persona che ha presentato la dichiarazione di successione da sostituire (risposta n. 677 dell’Agenzia delle Entrate).

L’Agenzia, poi, stabilisce che la presentazione della dichiarazione di successione integrativa può essere presentata dal soggetto che ha presentato l’originaria dichiarazione pagando quanto dovuto. Non si possono, inoltre, sottrarre dalle imposte da lui dovute quelle già corrisposte dalla madre rinunciataria, non avendo provveduto lui alla prima dichiarazione. L’istante dovrà, pertanto, presentare una nuova dichiarazione versando le imposte ipocatastali.

Leggi anche >> Come evitare di pagare la tassa di successione?

 

Legal Service Specialist in VisureItalia®

Legal Service Specialist – Ho acquisito una formazione tecnica in architettura di interni e nell’architettura del paesaggio. Da venti anni svolgo la professione di visurista per ispezioni ipotecarie e catastali presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed il Catasto per conto di studi notarili, enti di riscossione e istituti di credito. In VisureItalia® ricopro il ruolo di Legal Services Specialist e coordino le attività del team di visuristi operativi in tutti gli Uffici di Pubblicità Immobiliare in Italia. Su SmartFocus condivido le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche e ai Pubblici Registri in particolare.

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