Rating di legalità. Requisiti e vantaggi per le imprese

Rating di legalità. Requisiti e vantaggi per le imprese

Il rating di legalità esprime il rispetto di elevati standard di legalità. Quali sono i requisiti e i vantaggi per le imprese che lo richiedono?

Cos’è il rating di legalità

Il rating di legalità è uno strumento a disposizione delle imprese italiane, che misura il grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business e, nello specifico, il rispetto della legalità.

È stato introdotto nel 2012 al fine di promuovere principi di comportamento etico in ambito aziendale ed è rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato AGCM.

Il rating di legalità ha una durata di due anni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta.

A cosa serve e come funziona il rating di legalità

L’attribuzione del rating di legalità consente alle imprese che lo richiedono di ottenere vantaggi in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario.

Le modalità con cui si tiene conto del rating ai fini dell’ottenimento di questi vantaggi e agevolazioni sono stabilite dal Regolamento attuativo in materia di rating di legalità, con Delibera 15 maggio 2018, n. 27165.

Come anticipato, le pubbliche amministrazioni tengono conto del rating di legalità in sede di predisposizione dei provvedimenti per la concessione di finanziamenti alle imprese.

Per le imprese in possesso del rating vengono previsti almeno uno dei seguenti sistemi di premialità:

  1. preferenza in graduatoria;
  2. attribuzione di punteggio aggiuntivo;
  3. riserva di quota delle risorse finanziarie allocate.

La scelta di uno o più sistemi di premialità avviene prendendo in considerazione la natura, l’entità e la finalità del finanziamento, ma anche i destinatari e la procedura prevista per l’erogazione. Inoltre, i sistemi di premialità possono essere graduati in relazione al punteggio di rating conseguito.

Le banche, invece, tengono conto del rating di legalità attribuito all’impresa in caso di concessione di finanziamenti, al fine di una riduzione di tempi e costi. Ma non solo, il rating di legalità è tra le variabili utilizzate dalle banche per la valutazione di accesso al credito dell’impresa. Viene preso in considerazione nella determinazione delle condizioni economiche di erogazione, nel caso in cui venga riscontrata la rilevanza rispetto all’andamento del rapporto creditizio.

Chi può ottenerlo e come richiederlo

Possono richiedere l’attribuzione del rating le imprese che:

  • hanno sede operativa nel territorio nazionale;
  • hanno raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’ultimo esercizio chiuso nell’anno precedente alla richiesta;
  • sono iscritte al registro delle imprese da almeno due anni, alla data della richiesta di rating.

Le imprese devono presentare all’Autorità apposita domanda per l’attribuzione, sottoscritta dal legale rappresentante e redatta mediante compilazione del formulario pubblicato sul sito AGCM. La domanda deve essere inoltrata per via telematica, seguendo le istruzioni fornite dall’Autorità.

Per ottenere il rating di legalità è necessario il rispetto di tutti i requisiti di cui all’art. 2, commi 2 e 3, del Regolamento attuativo in materia di rating di legalità. Solo in tal caso, l’impresa ha diritto all’attribuzione di un punteggio compreso tra un minimo di una e un massimo di tre “stellette”.

Fonte: Ministero dello sviluppo economico

Altri indici per la valutazione delle imprese

Oltre al rating di legalità, possono essere presi in considerazione anche altri indici per valutare affidabilità creditizia di un’impresa.

Ogni istituto di credito costruisce dei suoi modelli di rating aziendale, basati principalmente su due metodi di valutazione alternativi:

  • metodo standard, che si fonda su modelli esterni di agenzie specializzate (Standard&Poor’s, Moody’s, Fitch Ratings) e che valuta sostanzialmente la capacità di una impresa di restituire un credito;
  • metodo IRB (internal rating based), che si regge su modelli interni stabiliti dalla banca in accordo con le disposizione della Banca d’Italia.

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Founder & CEO in VisureItalia®

Ho conseguito la laurea in Scienze Politiche e un Master in Gestione ed Amministrazione del patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici e religiosi. Dopo una lunga esperienza in ambito della gestione e messa a reddito di patrimoni immobiliari, nel 1999 ho intrapreso l’attività nel settore delle informazioni immobiliari, collaborando con i principali istituti di credito e gli enti di riscossione. Su SmartFocus aiuto i nostri lettori a capire quali problemi possono essere collegati con le attività di acquisto, vendita o locazione di un immobile.

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