Come richiedere il certificato di unione civile?

Come richiedere il certificato di unione civile?

Nel 2016 è entrata in vigore la Legge n. 76 che regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze. Per attestare il proprio stato civile e quando è stato celebrato il rito, in particolare, si può richiedere il certificato di unione civile. Vediamo nel nostro articolo come si può ottenere online in modo semplice!

INDICE:

  1. Cosa si intende per unione civile?
  2. Cos’è il certificato di unione civile?
  3. Chi può richiedere il certificato o l’estratto di unione civile?
  4. Si può scegliere la comunione dei beni nell’unione civile?
  5. Si può avere lo stesso cognome?
  6. Che diritti hanno le coppie di fatto?
  7. Dove si richiede il certificato di convivenza?

Cosa si intende per unione civile?

Due persone maggiorenni dello stesso sesso formano un’unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. L’ufficiale di stato civile, in particolare, provvede a registrare gli atti di unione civile nell’archivio dello stato civile.

Un’altra modalità di costituzione dell’unione civile riguarda i casi in cui, dopo la rettificazione di sesso, i coniugi abbiano manifestato la volontà di non sciogliere il matrimonio o di non cessarne gli effetti.

Cos’è il certificato di unione civile?

Il certificato di unione civile contiene cognome, nome luogo e data di nascita, estremi dell’atto di nascita, cittadinanza degli uniti civilmente, data ed estremi dell’atto.

Oltre alle informazioni appena elencate, l’estratto di unione civile riporta, se presenti nell’atto di unione civile, le annotazioni marginali certificabili previste dalla legge.

Chi può richiedere il certificato o l’estratto di unione civile?

Sia il certificato che l’estratto di unione civile possono essere richiesti dagli uniti nel Comune e dai residenti nel Comune alla data dell’unione (almeno uno dei due partner).

Se non sussistono divieti di legge, inoltre, l’estratto per riassunto di un atto di stato civile può essere rilasciato a chiunque ne abbia motivato interesse e conosca i dati necessari per farne domanda.

Si può scegliere la comunione dei beni nell’unione civile?

Con la costituzione dell’unione civile, le parti possono scegliere il regime della separazione dei beni. In mancanza di una differente convenzione patrimoniale, comunque, il regime patrimoniale sarà costituito dalla comunione dei beni.

Dopo la costituzione dell’unione, le parti potranno pervenire alla modifica delle convenzioni e saranno a loro applicate le norme in materia di forma, modifica, simulazione e capacità per la stipula delle convenzioni patrimoniali.

Si può avere lo stesso cognome?

Attraverso la dichiarazione all’ufficiale di stato civile, le parti possono stabilire di assumere, per la durata dell’unione civile, un cognome comune scegliendolo tra i loro due cognomi. Un’altra possibilità per la parte è quella di anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso, tramite apposita comunicazione all’ufficiale di stato civile.

In ogni caso, la scelta del cognome comune non comporta una modifica sul piano anagrafico. Non implica inoltre che i figli minorenni degli uniti in forma civile debbano cambiare il proprio cognome.

Che diritti hanno le coppie di fatto?

L’unione civile consente alle parti di avere gli stessi diritti e doveri. Da tale unione, infatti, deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Inoltre, ambedue le parti sono tenute a contribuire ai bisogni comuni, ciascuna in base alle proprie disponibilità, concordano l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza condivisa.

Per gli uniti civilmente si prevedono anche i diritti:

  • agli alimenti, secondo le disposizioni di cui al titolo XIII del libro primo del codice civile,
  • successori. Con il comma 21 si estende alle parti dell’unione civile parte della disciplina sulle successioni sulla famiglia contenuta nel libro secondo del codice civile.

In caso di decesso di una delle parti prestatrici di lavoro, andranno corrisposte al partner sia l’indennità dovuta dal datore di lavoro (ex art. 2118 c.c.) che quella relativa al trattamento di fine rapporto.

Dove si richiede il certificato di convivenza?

Istituito nel 2016, il contratto di convivenza consente a due conviventi, non coniugati né uniti civilmente, di disciplinare i loro aspetti patrimoniali. Può essere stipulato dalle persone che sono legate da un punto di vista affettivo e desiderano vivere insieme in modo stabile.

Secondo i requisiti per la stipula di un contratto di convivenza, i conviventi non devono essere coniugati, uniti civilmente o avere già un altro contratto di convivenza. Devono, inoltre, essere maggiorenni, non interdetti e uniti da un legame affettivo stabile. In conclusione, non possono essere vincolati da alcun rapporto di parentela, affinità, adozione, matrimonio oppure da una precedente unione civile.

Leggi anche >> Unioni civili e convivenze di fatto: i documenti utili da ottenere online

 

Content Marketing Specialist

Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e un Master in Digital Marketing. Attualmente ricopro il ruolo di Content Marketing Specialist presso VisureItalia® e aiuto i lettori del blog SmartFocus a restare sempre aggiornati sulle novità in ambito fiscale, tributario ed economico.

© Riproduzione riservata

Se hai trovato utile questo articolo o hai bisogno di un chiarimento, lascia un commento nel form a fine pagina o scrivici a smartfocus@visureitalia.com. Inoltre, iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente aggiornamenti su attualità economica, novità fiscali e tributarie, consigli pratici su normative, leggi e tributi!
Servizi VisureItalia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *