Certificato ex art. 335 c.p.p.: cos’è e chi può richiederlo?

Certificato ex art. 335 c.p.p.: cos’è e chi può richiederlo?

Dato che in genere gli accertamenti investigativi sono riservati, può capitare di essere sotto inchiesta senza saperlo. È possibile, tuttavia, scoprire se sono in corso delle indagini a nostro carico tramite le informazioni contenute nel certificato 335. Leggi nel nostro articolo di cosa si tratta e chi può richiederlo.

INDICE:

  1. Che cos’è il certificato 335?
  2. Chi può richiedere il certificato 335?
  3. Come si richiede il certificato dei carichi pendenti?
  4. Cosa fare dopo aver scoperto di essere indagati?

Che cos’è il certificato 335?

La certificazione ex art. 335 C.p.p. attesta l’iscrizione nel registro degli indagati di una persona. Si tratta di un registro delle notizie di reato che si trova presso ogni Procura della Repubblica. Al momento dell’iscrizione, l’autorità giudiziaria mette insieme gli elementi utili per sostenere l’accusa, come i testimoni e la documentazione di riferimento. Le indagini in corso a seguito di denunce e querele sono vincolate alla segretezza, e per questo motivo spesso la persona coinvolta non sa di essere indagata fino a quando non viene rinviata a giudizio diventando quindi un imputato.

Si definisce imputato il soggetto al quale è attribuito il reato nella richiesta di rinvio a giudizio, di giudizio immediato, condanna, patteggiamento, nel decreto di citazione diretta a giudizio e nel giudizio direttissimo.

Ma quali sono le differenze tra indagato e imputato? Mentre il primo è sottoposto ad indagini preliminari, il secondo è sottoposto ad un processo penale. Nel certificato dei carichi pendenti, inoltre, sono iscritti solamente i procedimenti penali in corso a carico di un soggetto e gli eventuali relativi giudizi di impugnazione, mentre non si fa riferimento alle indagini in corso.

Chi può richiedere il certificato 335?

Non è possibile avere notizie di un reato da parte di persone estranee o ai difensori che non hanno un mandato del richiedente. Vediamo nel dettaglio chi può fare richiesta del certificato 335:

  • coloro che risultano essere sottoposti a indagini,
  • gli offesi dal reato ed i rispettivi difensori,
  • le società o gli enti tramite un legale rappresentante. Possono ottenere informazioni come parti offese da reato e come responsabili per illeciti amministrativi dipendenti da reato.

Inoltre, non è possibile conoscere notizie sulla fase delle indagini per i reati previsti dall’art. 407, secondo comma, lett. a del Codice Penale o per i procedimenti per i quali il magistrato ravvisa la sussistenza di specifiche esigenze sull’indagine stessa.

Questa certificazione si richiede presso gli uffici della Procura della Repubblica del luogo in cui è stato commesso il reato, tramite la compilazione di un apposito modello.

Riguardo ai fascicoli non più in fase di indagini preliminari, inoltre, non va richiesta l’attestazione ex art. 335 c.p.p., bensì il certificato dei carichi pendenti all’Ufficio del Casellario giudiziale.

Come si richiede il certificato dei carichi pendenti?

Nel certificato carichi pendenti del Tribunale sono elencati i procedimenti penali in corso a carico di un soggetto e gli eventuali giudizi di impugnazione. Puoi ottenere questo documento online su VisureItalia in pochi semplici click:

Certificato carichi pendenti tribunaleclose

Ti serviranno:

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  • Nome

Il certificato generale Casellario Giudiziale ha una validità legale di 6 mesi dalla data di emissione e può essere richiesto da:

  • l’interessato o un delegato;
  • le pubbliche amministrazioni o i gestori di pubblici servizi, se il certificato serve per le loro funzioni;
  • dall’autorità giudiziaria penale,
  • dal difensore del soggetto offeso e del testimone.

I richiedenti devono presentare un documento di riconoscimento valido e un apposito modulo da compilare.

Cosa fare dopo aver scoperto di essere indagati?

Si può scoprire di essere indagati dopo aver ricevuto un avviso di garanzia oppure dopo averne fatto esplicita richiesta. L’avviso di garanzia è un documento inviato all’indagato che lo informa sulle indagini che si sono svolte su di lui. Tale avviso, inoltre, consente all’indagato di prepararsi ad un eventuale processo oltre che ad alcune azioni che la polizia giudiziaria potrebbe compiere come, ad esempio, perquisizioni e ispezioni.

Poiché non è possibile prendere visione delle indagini in corso, il primo passo da compiere, quindi, è rivolgersi ad un avvocato per studiare insieme una strategia di difesa.

 

Founder & CEO in VisureItalia®

Ho conseguito la laurea in Scienze Politiche e un Master in Gestione ed Amministrazione del patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici e religiosi. Dopo una lunga esperienza in ambito della gestione e messa a reddito di patrimoni immobiliari, nel 1999 ho intrapreso l’attività nel settore delle informazioni immobiliari, collaborando con i principali istituti di credito e gli enti di riscossione. Su SmartFocus aiuto i nostri lettori a capire quali problemi possono essere collegati con le attività di acquisto, vendita o locazione di un immobile.

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