Categoria catastale D6: impianti sportivi e tributi

La categoria D6 riguarda fabbricati e locali destinati ad attività sportive, sia a fini di lucro che non profit. Conoscere questa classificazione è fondamentale per comprendere tasse, tributi e possibili agevolazioni sportive applicabili alle strutture a reddito.
In questo articolo scoprirai:
Cosa rientra nella categoria catastale D6
La categoria D6 include fabbricati e aree destinate a esercizi sportivi, sia coperti che scoperti. Tra le principali strutture troviamo:
- Stadi e palazzetti,
- Piscine e centri natatori,
- Sale per bowling,
- Campi sportivi dedicati a calcio, tennis, basket, pallavolo, baseball,
- Campi sportivi senza costruzioni permanenti o con semplici gradinate, purché con strutture a reddito
- Campi da golf e maneggi con attività commerciale,
- Impianti sportivi coperti da tensostrutture o coperture pressurizzate.
In sintesi, la categoria catastale D6 comprende tutti gli impianti sportivi progettati per attività sportive con finalità di lucro o organizzate da enti non profit.
Esempi di impianti sportivi e requisiti
Gli immobili D6 devono rispettare requisiti specifici per essere classificati correttamente:
- Destinazione d’uso sportiva: devono essere progettati e utilizzati per attività sportive,
- Fine di lucro o non profit: possono essere gestiti come strutture a reddito o da associazioni sportive,
- Costruzione specializzata: come previsto dall’art. 10 del Regio decreto-legge 13 aprile 1939 n. 652, i fabbricati devono essere costruiti per esigenze specifiche sportive o commerciali e non adattabili a usi diversi senza radicali trasformazioni.
Questi requisiti D6 assicurano che gli impianti siano riconoscibili come immobili D6 e soggetti alle normative fiscali relative.
Calcolo dell’IMU e possibili esenzioni
L’IMU sugli impianti sportivi viene calcolata partendo dalla rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per 65. Tuttavia, esistono alcune eccezioni che permettono l’esenzione, ad esempio per le associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro, come previsto dall’articolo 7 del D.Lgs. 504/1992.
Per gli immobili destinati a strutture a reddito, invece, l’aliquota viene stabilita dal Comune competente. In sostanza, l’importo dell’IMU dipende sia dalla proprietà sia dalla destinazione d’uso dell’impianto, variando se l’immobile è utilizzato per attività commerciali o per iniziative non profit.
Altri tributi: TARI, IRPEF/IRES e IVA
Oltre all’IMU, gli immobili D6 sono soggetti ad altri tributi:
- TARI impianti sportivi: calcolata in base alla superficie calpestabile e alla quantità stimata di rifiuti prodotti. Riduzioni possibili per aree non produttive di rifiuti (magazzini o locali tecnici),
- IRPEF/IRES: i redditi derivanti dagli immobili D6 sono tassati se destinati ad attività commerciali o locazioni. Gli enti sportivi dilettantistici possono beneficiare di esenzioni,
- IVA e imposta di registro: la compravendita di immobili D6 può essere soggetta a IVA (22%) se venduta da un’impresa, altrimenti si applica l’imposta di registro al 9% sul valore catastale o di mercato.
Incentivi e agevolazioni per associazioni sportive
Le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI possono beneficiare di importanti agevolazioni fiscali. In particolare, possono ottenere l’esenzione totale o parziale dall’IMU sugli impianti sportivi e godere di riduzioni su altri tributi locali o contributi comunali. Inoltre, le attività non commerciali possono accedere a regimi fiscali agevolati, che rendono la gestione economica delle strutture più sostenibile. Per poter usufruire di questi benefici è fondamentale che sia l’attività sia l’immobile rispettino i requisiti previsti dalla legge e abbiano ottenuto il riconoscimento ufficiale del CONI.

