Come recuperare le somme del conto corrente ereditato

Come recuperare le somme del conto corrente ereditato

Gli eredi possono agire singolarmente per il recupero delle somme del conto corrente ereditato senza necessità del consenso degli altri coeredi. Questo il principio espresso dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 27417/2017.

Recuperare un conto corrente ereditato

Recuperare un conto corrente ereditato

Il prelievo dal conto corrente ereditato

Interessanti precisazioni sono state fornite dalla Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, con l’ordinanza del 20 novembre 2017, n. 27417. Riguardano il conto corrente ereditato e in particolare la posizione che deve assumere la banca in caso di prelievo dei singoli eredi.

IL CASO

Il de cuius era titolare di un conto corrente cointestato con la moglie e di un conto deposito sul quale risultavano in giacenza alcuni titoli scadenti il 31 maggio 2007. Avvenuto il decesso, la vedova e le due figlie comunicano alla banca, in data 29 maggio 2007, quanto successo al titolare del conto e chiedono di poter prelevare le somme depositate e di disinvestire i titoli. La banca rifiuta però la richiesta, in quanto un altro coerede non aveva prestato consenso all’iniziativa delle sorelle. Consente solo un limitato prelievo al fine di fare fronte alle spese funerarie e provvede poi in data 31 maggio 2007 all’acquisto di nuovi titoli per la somma di 15.000,00 euro.

Le donne si costituiscono in giudizio chiedendo la condanna della banca al versamento delle somme loro spettanti, quali quote di eredità legittimamente vantata. Chiedono inoltre la condanna al risarcimento del danno dell’istituto di credito e del coerede.

Il Tribunale accoglie la loro richiesta, mentre la Corte d’appello, su impugnazione del coerede e dell’istituto di credito, le condanna al rimborso delle spese in favore della banca.

LA PRONUNCIA DELLA CORTE D’APPELLO

La decisione di secondo grado si fonda su una precedente sentenza della Suprema Corte a sezioni unite (n. 24567/2007), che sanciva la caduta in comunione dei crediti ereditari senza una divisione di questi tra i coeredi.

Le ricorrenti, non convinte, si rivolgono alla Cassazione.

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 27417/2017 (che esplicita la precedente 24567/2007) stabilisce che: “ciascun coerede può agire singolarmente nei confronti del debitore del de cuius senza necessità del consenso degli altri. Ogni partecipante alla comunione ereditaria può quindi agire singolarmente per far valere anche la sola parte di credito proporzionale alla quota ereditaria, senza necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti gli altri coeredi“.

Aggiunge inoltre che: “il singolo erede può procedere per l’intero o per la sua quota“. La banca non potrà quindi opporsi alla liquidazione eccependo il mancato assenso degli altri eredi. Sempre quest’ultima non dovrà preoccuparsi di una possibile azione da parte degli altri eredi, i quali non potranno infatti agire nei riguardi dell’istituto di credito ma dovranno rivolgere le proprie pretese solo contro il parente qualora avesse con l’inganno preso quote eccedenti quelle successorie.

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Fonte: Cassazione ordinanza n. 27417/2017
 

Founder & CEO in VisureItalia®

Ho conseguito la laurea in Scienze Politiche e un Master in Gestione ed Amministrazione del patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici e religiosi. Dopo una lunga esperienza in ambito della gestione e messa a reddito di patrimoni immobiliari, nel 1999 ho intrapreso l’attività nel settore delle informazioni immobiliari, collaborando con i principali istituti di credito e gli enti di riscossione. Su SmartFocus aiuto i nostri lettori a capire quali problemi possono essere collegati con le attività di acquisto, vendita o locazione di un immobile.

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