Reddito casa vacanza: tutto quello che c’è da sapere

Inquadramento fiscale, tipologia di contratti e cedolare secca: tutto quello che c’è da sapere sul reddito della casa vacanza.
Tempo di vacanze, e molti decidono di affittare un immobile per il periodo estivo. Ma come vanno tassati i redditi derivanti dall’affitto di una casa vacanza? Il contratto va registrato? E la cedolare secca si può applicare ai contratti senza obbligo di registrazione?
Reddito casa vacanza: l’inquadramento fiscale
Affittare un immobile con finalità turistica per brevi periodi genera un reddito che può essere inquadrato in diversi modi.
Se il proprietario si limita a cedere in affitto il locale per brevi periodi senza effettuare prestazioni accessorie come la pulizia delle stanze, il cambio biancheria o la colazione, e senza che ci sia un’organizzazione imprenditoriale, allora il reddito che ne deriva sarà inquadrato nella categoria dei redditi fondiari o di locazione.
I redditi fondiari o di locazione sono determinati in base all’art. 37 comma 4 bis del Tuir e vanno indicati nel quadro “B – redditi dei fabbricati”, sia che si tratti di contratti inferiori o superiori a 30 giorni.
Il reddito della casa vacanza può essere inquadrato anche come reddito d’impresa o tra i redditi diversi cioè derivanti dall’esercizio non abituale di attività commerciale.
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Contratto casa vacanza
Per quanto riguarda il contratto da stipulare per l’affitto di una casa vacanza, bisogna ricordare che:
- non va registrato se il contratto di affitto è inferiore a 30 giorni
- la presenza dell’affittuario nell’appartamento va denunciata registrandola su un’apposita schedina di pubblica sicurezza che va consegnata al comando di Polizia più vicino
- al momento del pagamento, bisogna rilasciare una semplice ricevuta con marca da bollo
Se la finalità è di tipo turistico, è possibile stipulare un contratto superiore a 30 giorni purché esso venga registrato pagando le relative imposte di registro. Il limite di 30 giorni è determinato computando tutti i rapporti di locazione, anche inferiori a 30 giorni, con uno stesso locatario nel corso dell’anno.
Cedolare secca e casa vacanza
In sede della dichiarazione dei redditi, e per determinare il reddito della casa vacanza, il locatore può applicare la cedolare secca relativa al periodo d’imposta nel quale è prodotto il reddito anche per le tipologie di contratto per le quali non sussiste l’obbligo di registrazione.
4 commenti per "Reddito casa vacanza: tutto quello che c’è da sapere"
Buongiorno sono Angelo da Lecce.
Ho una casa vacanza registrata,per cui con CIS al mare che ho incominciato ad affittare nei periodi estivi dal 2023. Tralasciando tutte le varie comunicazioni che si fanno quando affitto casa per periodi inferiori a 28 giorni ed i soldi percepiti inseriti dal commercialista in fase di elaborazione del 730. Quello che vorrei capire è se la pratica si chiude con il commercialista in fase di elaborazione del mod 730 l’anno successivo oppure c’è da fare una ulteriore comunicazione da parte mia come proprietario all’agenzia delle entrate?
Grazie
Buongiorno Angelo, è necessario affrontare questi aspetti mediante la consulenza di un commercialista. Cordiali saluti.
Dove inserisco nella dichiarazione dei redditi l’affitto percepito per un immobile di mia proprita’ che affitto settimanalmente in estate. Nel quadro B o nel quadro D4?
Gentile Mariacristina, poiché non ci occupiamo della compilazione della dichiarazione dei redditi le consigliamo di richiedere la consulenza di un commercialista. Cordiali saluti.