Opposizione a decreto ingiuntivo: quando conviene farlo

Opposizione a decreto ingiuntivo: quando conviene farlo

Uno dei metodi più utilizzati per il recupero crediti è il decreto ingiuntivo, ovvero un provvedimento giudiziale con cui si ingiunge al debitore di adempiere l’obbligazione entro uno specifico termine. Il debitore, come difesa, può impugnare il provvedimento facendo opposizione a decreto ingiuntivo. Vediamo come funziona e quando conviene farlo.

Decreto ingiuntivo: requisiti per la notificazione

Partiamo da un primo concetto essenziale: cosa è un decreto ingiuntivo?
Si tratta di un provvedimento giudiziale rivolto al debitore che contiene l’ordine del giudice di adempiere all’obbligazione assunta entro un determinato periodo di tempo (normalmente 40 giorni).

Il decreto ingiuntivo è disciplinato agli artt. 633 e ss. del Codice di procedura civile. Deve essere richiesto dal creditore e, per la sua emissione, devono sussistere specifici requisiti contenuti nelle sopraccitate norme.

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Il decreto diventa esecutivo trascorso il termine stabilito e da quel momento si potrà procedere al pignoramento dei beni del debitore. A quest’ultimo è garantito il diritto di difesa attraverso la possibilità di fare opposizione al decreto ingiuntivo entro gli stessi termini stabiliti dallo stesso decreto.

Come fare opposizione a decreto ingiuntivo

L’opposizione a decreto ingiuntivo è regolata dall’art. 645 c.p.c.. Deve essere proposta “davanti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto, con atto di citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui all’articolo 638“. L’ufficiale giudiziario, a sua volta, deve “notificare avviso dell’opposizione al cancelliere affinché ne prenda nota sull’originale del decreto“.

Il debitore attraverso l’opposizione espone al Giudice le ragioni per cui ritiene che il decreto ingiuntivo non sia stato validamente emesso. Contesta l’esistenza o l’ammontare del credito e in questo modo prende il via un vero e proprio giudizio ordinario.

Quando conviene fare l’opposizione a decreto ingiuntivo

Il debitore potrebbe avere qualche dubbio sull’agire o meno, perché si tratta di un’azione dalla quale possono derivare una serie di conseguenze e costi.

È opportuno, quindi, valutare anticipatamente se dal giudizio di opposizione possa emergere con buone possibilità una situazione favorevole e, quindi, se ne valga la pena sostenere i costi che ne deriverebbero.

Per questa analisi dei possibili benefici, rischi e costi è importante confrontarsi con un legale, per avere un quadro completo della situazione. Occorre tenere presente, però, che il tempo a disposizione per tale valutazione è limitato, in quanto se l’opposizione non viene fatta entro termine stabilito il giudice dichiarerà il decreto ingiuntivo esecutivo.

Nel caso di opposizione tardiva l’intimato dovrà provare di non averne avuta tempestiva conoscenza per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore (art. 650 c.p.c).

 

Sono un avvocato del Foro di Cagliari, specializzato in materia di diritto civile e, in particolare, in diritto di famiglia e minori, recupero del credito e risarcimento del danno. Da oltre 15 anni metto a disposizione dei Clienti le mie competenze specialistiche e attraverso SmartFocus voglio aiutare persone e le imprese a capire i problemi connessi con il recupero di un credito nei confronti di un debitore.

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