Imu 2020: quali sono le novità?

Imu 2020: quali sono le novità?

La Legge di bilancio 2020 (L. 160/2019) ha attuato diverse modifiche in materia di tributi locali. A partire dal 2020, infatti, l’Imposta Municipale Propria (IMU) è stata abolita e sostituita dalla nuova IMU.

La nuova IMU 2020 è una tassa unica sulla casa, frutto della fusione tra IMU e TASI. Nello specifico, il comma 738, art. 1, della legge 160/2019 stabilisce che:

A decorrere dall’anno 2020, l’imposta unica comunale di cui all’articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è abolita, ad eccezione delle disposizioni relative alla tassa sui rifiuti (TARI)”.

La legge di bilancio 2020 ha previsto, quindi, l’abolizione dell’imposta unica comunale (IUC), la quale era articolata in:

  • imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali.
  • componente riferita ai servizi, che comprendeva il tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, escluse le unità immobiliari destinate ad abitazione principale dal possessore nonché dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e la tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

Di queste componenti rimane valida solamente la TARI e le relative disposizioni che la disciplinano.

La nuova IMU 2020

La Legge di bilancio 2020 ha previsto, inoltre, una nuova imposta municipale propria (IMU), regolamentata dal comma 739 al comma 783 dell’articolo 1, e tutte le disposizioni incompatibili con questa nuova disciplina sono state abrogate. Per l’IMU 2020 vale ancora, come presupposto dell’imposta, il possesso di immobili.

L’IMU 2020 si applica alla prima casa?

Rimane esclusa dall’IMU 2020 l’abitazione principale o assimilata, salvo che si tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9.

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel Catasto Fabbricati, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare hanno dimora abituale e residenza anagrafica.

Soggetti attivi e passivi dell’imposta IMU 2020

Il Comune è sempre il soggetto attivo dell’imposta, relativamente agli immobili in ubicati, interamente o prevalentemente, sul territorio del comune stesso.

Rimangono inalterati anche i soggetti passivi dell’imposta. Tra questi rientrano:

  • i possessori di immobili, cioè il proprietario o il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi;
  • il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice, dal quale deriva anche il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario dei figli;
  • il concessionario, in caso di concessione di aree demaniali;
  • il locatario di immobili, costruiti o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, a partire dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

Come riportato al comma 743, dell’art. 1, della legge 160/2019: “In presenza di più soggetti passivi con riferimento ad un medesimo immobile, ognuno è titolare di un’autonoma obbligazione tributaria e nell’applicazione dell’imposta si tiene conto degli elementi soggettivi ed oggettivi riferiti ad ogni singola quota di possesso, anche nei casi di applicazione delle esenzioni o agevolazioni“.

La base imponibile

Per quanto riguarda la base imponibile occorre fare riferimento sempre alla Legge di bilancio 2020 e, in particolare, ai commi 745, 746 e 747 dell’articolo 1.

La base imponibile dell’imposta corrisponde al valore dell’unità immobiliare. Quest’ultimo si ottiene applicando alla rendita catastale, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutata del 5%, i seguenti moltiplicatori:

  • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
  • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;
  • 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
  • 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

Come conoscere la rendita catastale del tuo immobile?

Sapere il valore della rendita catastale è necessario, quindi, per il pagamento delle imposte sugli immobili, IMU TARI e TASI e per la determinazione del valore catastale per un atto di compravendita o una successione. Tale informazione può essere ottenuta con:

Visura rendita catastaleclose

Ti serviranno:

  • Ufficio Catasto
  • Catasto
  • Comune
  • Foglio
  • Particella o Mappale
  • Subalterno

Le variazioni di rendita catastale avvenute nel corso dell’anno, a causa di interventi edilizi sul fabbricato, producono effetti dalla data di ultimazione dei lavori o, se antecedente, dalla data di utilizzo.

La base imponibile è ridotta del 50% per i fabbricati di interesse storico o artistico e per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili.

Le aliquote

L’aliquota di base è pari a:

  • 0,5% per l’abitazione principale classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e per le relative pertinenze. Il Comune, con deliberazione del consiglio comunale, può aumentarla di 0,1 punti percentuali o diminuirla fino all’azzeramento. Da tale imposta possono essere detratti, fino a concorrenza del suo ammontare, 200 euro rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
  • 0,1% per i fabbricati rurali ad uso strumentale, con facoltà dei Xomuni di ridurla fino all’azzeramento;
  • 0,1% per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. I Comuni possono aumentarla fino allo 0,25 per cento o diminuirla fino all’azzeramento. Questa aliquota di base è valida fino al 2021 e decorrere dal 1° gennaio 2022, tali immobili saranno esenti IMU;
  • 0,76% per i terreni agricoli. I Comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono aumentarla sino all’1,06 per cento o diminuirla fino all’azzeramento;
  • 0,86% per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, di cui la quota pari allo 0,76% è riservata allo Stato. I Comuni possono aumentarla sino all’1,06 per cento o diminuirla fino al limite dello 0,76 per cento;
  • 0,86% per gli immobili diversi dalle abitazioni principali (che non rientrano precedenti categorie), variabile dal Comune in aumento fino all’1,06% o in diminuzione fino all’azzeramento.

I Comuni, a partire dal 2020, possono incrementare l’aliquota massima dall’1,06% sino all’1,14%, in sostituzione della maggiorazione del tributo per i servizi indivisibili (TASI), nella stessa misura applicata per l’anno 2015 e confermata fino all’anno 2019.

Scadenza IMU 2020

Le aliquote e i regolamenti, affinché abbiano efficacia, devono essere pubblicati sul sito web del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze, entro il 28 ottobre dello stesso anno. In caso di mancata pubblicazione entro tale termine, si applicano le aliquote e i regolamenti vigenti nell’anno precedente.

Le scadenze della nuova IMU sono due anche nel 2020. È previsto, infatti, un acconto da pagare entro il 16 giugno , mentre la scadenza del saldo è prevista per il 16 dicembre.

Resta in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in un’unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno

Fonte: Legge 27 dicembre 2019, n. 160

 

Founder & CEO in VisureItalia®

Ho conseguito la laurea in Scienze Politiche e un Master in Gestione ed Amministrazione del patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici e religiosi. Dopo una lunga esperienza in ambito della gestione e messa a reddito di patrimoni immobiliari, nel 1999 ho intrapreso l’attività nel settore delle informazioni immobiliari, collaborando con i principali istituti di credito e gli enti di riscossione. Su SmartFocus aiuto i nostri lettori a capire quali problemi possono essere collegati con le attività di acquisto, vendita o locazione di un immobile.

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