Mercato Immobiliare: il lockdown non ha scalfito il mattone

Mercato Immobiliare: il lockdown non ha scalfito il mattone

Nonostante la pandemia e il lockdown, Milano tira ancora la corsa del mercato immobiliare. Bene anche Napoli, Torino e Roma.

Idealista è uno tra i principali marketplace italiani di riferimento per quanto riguarda il mercato immobiliare italiano. Nel corso dei lunghi mesi di lockdown idealista ha fotografato la situazione e l’andamento delle compravendite immobiliari e ha registrato un incremento pari all’1,4% durante i mesi primaverili, propri quelli segnati dal Coronavirus.

Un risultato che Vincenzo De Tommaso, Responsabile Ufficio Studi di idealista commenta cosi.

“L’andamento dei prezzi è in parte attribuibile a un livello molto più basso di proprietà immesse sul mercato nel corso degli ultimi tre mesi. Col Paese in piena chiusura abbiamo visto parte dell’offerta ritirarsi dal mercato e parte del prodotto in vendita andare verso l’affitto. Dal 4 maggio i potenziali acquirenti si sono riaffacciati sul mercato immobiliare con un approccio attendista orientato alla negoziazione. Tutto fa pensare a un periodo di transizione, con compravendite a rilento, verso una nuova fase che probabilmente vedrà un aumento dello stock disponibile e un calo dei prezzi nella seconda parte dell’anno, con il previsto peggioramento della situazione economica nazionale”.

Quali sono le regioni che hanno regsitrato un maggiori incremento dei valori del mercato immobiliare?

A dispetto della pandemia i prezzi sono aumentati in 17 delle 20 regioni italiane. Il Veneto (2,6%), guida gli incrementi davanti a Lombardia (2,5%) e il Trentino-Alto Adige (2,4%). Crescita sopra la media del periodo anche in Basilicata (2%), mentre l’Abruzzo (1,4%) segna rivalutazioni in linea con la media del Paese; incrementi più deboli per altre 15 regioni, dall’1,2% della Campania allo 0,2% di Lazio, Liguria e Piemonte. All’opposto le regioni in calo sono Puglia (-0,3%), Sardegna (-0,4%), Molise (-1,9%) e Valle d’Aosta (-2,5%).

I valori in crescita si confermano anche se portiamo il piano dell’indagine dalle aree regionali a quello più ristretto delle città. A livello di capoluogo regionale infatti l’indice generale dei prezzi segna un’importante tendenza positiva con recuperi nella maggior parte dei mercati cittadini, 67% del totale di 110 capoluoghi monitorati. Anche qui il mercato immobiliare è trainato dalla Lombardia e da Milano mentre le variazioni negative più marcate del periodo si sono prodotte a Foggia (-4,1%), Agrigento (-5%) e Isernia (-6,6%).

Tra i grandi mercati, Napoli (3,9%), Torino (2,7%) e Roma (0,8%) hanno registrato un andamento positivo nel secondo trimestre.

Al contrario si segnalano le negative le performance di Bologna (-0,1 %), Genova (-0,4%) Firenze (-0,6%) Bari (-1,1%) e Palermo (-2,2%). Venezia rimane la regina dei prezzi di vendita della penisola con 4.485 euro al metro quadro, davanti a Firenze (3.958 euro/m²), mentre Milano sale a 3.903 euro al metro quadro. Nella parte bassa del ranking Biella (721 euro/m²) è la piazza con i prezzi delle case più bassi d’Italia davanti a Caltanissetta (781 euro/m²) e Ragusa (826 euro/m²).

Fonte: Idealista

 

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