Il DDL sul lavoro autonomo e le partite Iva in 9 punti

Il DDL sul lavoro autonomo e le partite Iva in 9 punti

9 semplici punti contenuti nel decreto di legge che contiene il Job Act del lavoro autonomo e dei liberi professionisti italiani.

È stato approvato l’atteso decreto di legge sul lavoro autonomo a tutela di liberi professionisti, partite Iva e collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.): un vero e proprio statuto dei lavoratori autonomi, con tutele previste per chi non ha un contratto regolare e deve tutelarsi dai ritardi nei pagamenti perché contrae contratti esterni di collaborazione. Eccolo, in 9 semplici punti.

1. Assicurazione sul cliente che non paga

Quanti sono i liberi professionisti che devono fare i conti con clienti che non pagano o pagano davvero in ritardo? Il testo del decreto legge prevede la possibilità per i possessori di partita Iva e per i liberi professionisti di dedurre fiscalmente gli oneri sostenuti per la garanzia contro il rischio di insolvenza del cliente.

L’incentivo fiscale può essere applicato alle spese per il pagamento di premi per polizze assicurative facoltative contro il rischio di mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo.

2. Formazione e aggiornamento

L’altra agevolazione fiscale riguarda la possibilità di dedurre il 100% delle spese di formazione e aggiornamento professionale fino a un massimo di 10mila euro. Ad essere rimborsati sono quindi le partecipazioni a:

  • convegni
  • congressi
  • corsi di aggiornamento

con l’esclusione dell’incentivo fiscale per le spese di viaggio e di soggiorno. È prevista inoltre la totale deducibilità delle spese per i servizi di ricollocazione. Inoltre, presso centri di impiego e agenzie private verrà previsto uno sportello dedicato esclusivamente agli autonomi.

3. Spese per i servizi

Anche per le spese per i servizi necessari al lavoro, la deducibilità sarà del 100% nei limiti di 5mila euro. si potranno dedurre anche le spese per gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

4. Malattia e infortuni

Il decreto di legge prevede ampia tutela anche se il lavoratore autonomo dovesse ammalarsi o infortunarsi: in questo caso il rapporto contrattuale non si estinguerebbe ma si sospenderebbe fino a un massimo di 150 giorni. Inoltre, in caso di malattia e di infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per più di 60 giorni, il versamento di contributi previdenziali e premi assicurativi è sospeso per l’intera durata della malattia/infortunio fino a un massimo di 2 anni. Una volta decorso tale periodo, il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi sospesi in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di stop.

5. Maternità

Per la maternità viene prevista una indennità che si potrà percepire anche continuando a lavorare. Inoltre, fino a tre anni di vita del bambino è possibile usufruire di congedi parentali di sei mesi. In caso di gravidanza, il rapporto di impiego non si estingue ma rimane sospeso, senza retribuzione, per un periodo massimo 150 giorni.

6. Pagamenti entro 60 giorni

Il contratto non potrà prevedere tempi di pagamento superiori a 60 giorni dall’emissione della fattura. La clausola contraria sarà considerata nulla perché abusiva.

7. Immodificabilità del contratto

Sono nulle le clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente (o recedere senza preavviso) dal contratto.

8. Lavoro da computer

Novità anche per il cosiddetto lavoro agile, modalità di lavoro subordinato svolto in parte da “remoto”, con smartphone o computer: il lavoratore ha diritto di ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei suoi colleghi che svolgono la stessa mansione. Inoltre l’autonomo potrà beneficiare della detassazione del premio di produttività.

9. Invenzioni

In caso di apporti originali o di vere e proprie invenzioni fatte dal lavoratore autonomo in esecuzione o in adempimento del contratto, i relativi diritti di utilizzo economico spettano al professionista, e non al committente, che al più ne può trarre un vantaggio.

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Ho conseguito la laurea in Economia e Gestione Aziendale e da cinque anni mi occupo di digital marketing. Sono responsabile del blog SmartFocus e gestisco i canali social di VisureItalia® curando i rapporti con la community dei lettori. Ogni giorno mi informo su nuove normative in campo fiscale, tributario o economico e mi piace condividere le mie conoscenze con i nostri lettori.

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