Categoria catastale B7: cappelle e oratori, requisiti e imposte

La categoria catastale B7 appartiene al gruppo B del Catasto, che comprende gli immobili del patrimonio immobiliare urbano destinati alla fruizione e ai servizi. In questo specifico caso, la classificazione riguarda cappelle e oratori che, pur avendo una funzione religiosa, non sono destinati all’esercizio pubblico del culto. Questa distinzione incide in modo diretto sia sull’accatastamento sia sul regime fiscale applicabile.
In questo articolo scoprirai:
Caratteristiche delle unità B7: cappelle e oratori privati
Gli immobili censiti in categoria B7 sono cappelle e oratori ad uso privato. Si tratta di edifici con destinazione religiosa che non sono aperti al pubblico per le celebrazioni ordinarie, ma vengono utilizzati in ambito riservato, ad esempio da famiglie, confraternite o enti religiosi.
Pur potendo essere di proprietà di soggetti religiosi, questi immobili non svolgono una funzione di culto pubblico e per questo rientrano tra i beni del patrimonio immobiliare urbano normalmente censiti e produttivi di rendita. L’utilizzo è spesso legato ad attività connesse al culto religioso in forma privata, come momenti di preghiera riservati o iniziative ricreative e comunitarie interne.
Differenze tra luoghi di culto privati e pubblici (E7)
La principale distinzione da chiarire è quella tra immobili B7 e immobili E7. Le chiese, le parrocchie e i templi in cui il culto viene esercitato pubblicamente rientrano nella categoria catastale E7. Questi edifici sono riconosciuti come luoghi di culto pubblico e, proprio per questa destinazione esclusiva, beneficiano dell’esenzione dal pagamento di IMU e TASI.
Le cappelle e gli oratori classificati in B7, invece, non ospitano funzioni religiose aperte alla collettività e non devono essere confusi con le chiese. La loro natura privata o riservata comporta un diverso trattamento catastale e fiscale, che li colloca fuori dal regime di esenzione automatico previsto per i luoghi di culto pubblico.
Requisiti per l’accatastamento in B7
Per essere accatastato in categoria B7, un immobile deve avere una destinazione d’uso religiosa privata e stabile nel tempo. Non può essere utilizzato come abitazione né per attività commerciali e deve avere un accesso limitato a soggetti determinati.
Un altro elemento rilevante è la presenza di arredi e caratteristiche tipiche di un luogo di culto, come altari, immagini sacre o banchi, che confermano l’effettiva funzione religiosa dell’edificio. La destinazione deve essere permanente e non occasionale, perché solo in questo caso l’immobile può essere correttamente inquadrato nella categoria B7.
Per verificare che un immobile sia correttamente censito in categoria catastale B7 e che la rendita attribuita sia coerente con la destinazione d’uso, è possibile fare riferimento ai dati riportati nella visura catastale dell’immobile.
Calcolo dell’IMU e altre imposte dovute
Dal punto di vista fiscale, gli immobili in categoria B7 rientrano, in linea generale, nel regime ordinario. Questo significa che l’IMU è normalmente dovuta e viene calcolata sulla base della rendita catastale rivalutata, applicando le aliquote stabilite dal Comune in cui l’immobile è situato.
È però possibile beneficiare dell’esenzione dall’IMU se l’immobile è utilizzato esclusivamente per fini religiosi e non svolge alcuna attività con finalità lucrative. L’uso effettivo dell’edificio è quindi determinante e deve poter essere dimostrato in caso di controlli. Se, invece, l’oratorio o la cappella genera reddito o viene adibito ad utilizzi diversi, l’imposta resta dovuta.
Casistiche particolari e esempi pratici
Un esempio tipico è quello della cappella privata annessa a una proprietà familiare: se utilizzata solo per il culto privato e senza alcuna attività economica, può rientrare nella categoria B7 e, in presenza dei requisiti, accedere all’esenzione IMU.
Diverso è il caso di un oratorio di proprietà di una parrocchia destinato ad attività ricreative o comunitarie non aperte al culto pubblico: pur appartenendo a un ente religioso, resta un immobile B7 e il soggetto proprietario è tenuto al pagamento dell’IMU.
Anche quando il proprietario è un ente ecclesiastico, infatti, ciò che conta non è la natura del soggetto, ma la destinazione d’uso dell’immobile. È questo elemento che determina l’inquadramento catastale e il relativo trattamento fiscale.

