Categoria catastale B2: case di cura e senza scopo di lucro

La categoria catastale B2 è una delle meno conosciute, ma anche tra le più rilevanti dal punto di vista sociale e fiscale. Riguarda infatti immobili destinati alla cura, all’assistenza e al benessere delle persone, con un forte impatto sulla collettività. Capire cosa rientra in questa classificazione aiuta a orientarsi tra requisiti, agevolazioni e regimi fiscali particolari. Non si tratta solo di aspetti tecnici, ma di scelte che incidono su tasse, utilizzo degli edifici e possibili trasformazioni future.
Vediamo quindi, in modo chiaro, cos’è la categoria B2 e perché è così importante conoscerla.
INDICE:
Cos’è la categoria catastale B2
La categoria B2 fa parte della più ampia categoria catastale B, dedicata agli edifici pubblici o a quelli che svolgono una funzione collettiva. La definizione ufficiale identifica in questa classe gli immobili destinati ad attività sanitarie e assistenziali senza scopo di lucro, come ospedali e case di cura.
Si tratta di fabbricati non residenziali, progettati o adattati per funzioni specifiche legate alla salute e alla cura delle persone. Proprio per la loro destinazione d’uso, questi immobili non sono facilmente convertibili ad altri utilizzi senza interventi strutturali rilevanti.
Tipologie di strutture: case di cura e ospedali
Rientrano nella categoria catastale B2 diverse tipologie di strutture sanitarie. Le più comuni sono case di cura e ospedali, sia pubblici sia privati, purché operino in regime non profit. Accanto a queste troviamo anche cliniche, centri di riabilitazione, poliambulatori e strutture dedicate alla degenza o alla convalescenza.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: l’attività svolta deve essere orientata alla tutela della salute e non alla generazione di profitto. È questo elemento, più ancora della proprietà dell’immobile, a determinare l’inquadramento catastale corretto.
Requisiti per l’iscrizione e caratteristiche
I requisiti per l’inquadramento nella categoria catastale B2 sono particolarmente rigorosi. L’immobile deve essere destinato in modo esclusivo ad attività sanitarie o assistenziali ed essere utilizzato da enti pubblici oppure da enti non commerciali. Elemento imprescindibile è l’assenza di finalità di lucro, che rappresenta il presupposto principale per l’attribuzione della categoria.
Sotto il profilo strutturale, gli edifici B2 presentano caratteristiche strettamente funzionali alla cura e all’assistenza delle persone: spazi per la degenza, ambulatori, sale operatorie o riabilitative, oltre alla presenza di attrezzature sanitarie specifiche. Si tratta di elementi che rendono questi immobili difficilmente riconvertibili ad altri usi senza interventi edilizi profondi.
In caso di utilizzi misti o di modifiche intervenute nel tempo, la visura catastale assume un ruolo centrale per verificare la correttezza dell’inquadramento in categoria B2 o l’eventuale necessità di una riclassificazione. Un controllo aggiornato consente di evitare contestazioni e di applicare correttamente le agevolazioni fiscali previste dalla normativa.
Agevolazioni fiscali e IMU per enti non commerciali
Uno degli aspetti più rilevanti della categoria catastale B2 riguarda le agevolazioni fiscali. In molti casi è prevista l’esenzione IMU, soprattutto quando l’immobile è posseduto da enti pubblici o da enti non commerciali e utilizzato esclusivamente per attività sanitarie svolte con modalità non commerciali.
La normativa riconosce il valore sociale di queste strutture, prevedendo un trattamento fiscale di favore. Tuttavia, se l’attività assume carattere commerciale o l’immobile viene utilizzato parzialmente per fini di lucro, l’esenzione può venire meno, con applicazione delle aliquote stabilite dal Comune.
Esempi e casi particolari
Tra gli esempi B2 più comuni troviamo un ospedale pubblico, una casa di cura gestita da una fondazione o un centro di riabilitazione di proprietà di un ente non profit. Esistono però anche casi particolari, come immobili che ospitano attività miste o che subiscono nel tempo cambi di destinazione d’uso.
In queste situazioni, eventuali trasformazioni strutturali o gestionali possono comportare una riclassificazione catastale, con conseguenze dirette sul piano fiscale. Proprio per questo, conoscere bene la categoria catastale B2 è importante per evitare errori, sanzioni o il venir meno delle agevolazioni previste.

