Ripristino della residenza anagrafica: ecco cosa devi fare

Ripristino della residenza anagrafica: ecco cosa devi fare

Può capitare che il Comune cancelli un cittadino dall’iscrizione anagrafica. Ti trovi in questa situazione e non sai come potresti richiedere il ripristino della tua residenza anagrafica? Ecco la risposta che cerchi nell’articolo di oggi.

INDICE:

  1. Cosa significa avere la residenza anagrafica?
  2. Come si fa a cercare la residenza anagrafica di una persona dal codice fiscale?
  3. Quando viene tolta la residenza?
  4. Come avviene il ripristino della residenza anagrafica?

Cosa significa avere la residenza anagrafica?

Secondo l’art. 43 del Codice Civile, la residenza anagrafica è il luogo in cui una persona ha la sua dimora abituale, intesa come il luogo in cui una persona vive in modo continuativo. D’altra parte, il domicilio di una persona corrisponde al luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Ne consegue, quindi, che ogni volta in cui cambi dimora in modo stabile sarà necessario per te iscriverti all’anagrafe del Comune di riferimento.

Come si fa a cercare la residenza anagrafica di una persona dal codice fiscale?

Attraverso il codice fiscale, che identifica in modo univoco il soggetto a cui è attribuito, puoi rintracciare in modo sicuro la residenza anagrafica di una persona:

Verifica residenza anagraficaclose

Ti serviranno:

  • Cognome
  • Nome
  • Codice Fiscale

Questo servizio consente di risalire alla residenza anagrafica di una persona, a partire da informazioni quali codice fiscale, nome e cognome. Consente dunque di scoprire l’indirizzo della residenza e del domicilio di una persona, secondo le informazioni dell’Ufficio Anagrafe del Comune accessibili a tutti.

La verifica della residenza anagrafica è molto utile, ad esempio, per l’attività di recupero crediti. Riuscire a rintracciare un soggetto debitore, infatti, permette di poter notificare atti legali, decreti ingiuntivi, sequestri o pignoramenti.

Quando viene tolta la residenza?

Sulla base di quanto disciplinato dall’art. 11 del DPR 223/1989, sono tre i casi in cui il Comune può procedere alla cancellazione dall’iscrizione anagrafica: morte, trasferimento e irreperibilità. Vediamoli nel dettaglio.

1. Cancellazione per morte

In caso di morte del cittadino, la cancellazione dall’anagrafe avviene d’ufficio, mediante la dichiarazione del decesso da parte del medico o dell’ospedale al Comune.

2. Cancellazione per trasferimento

Nell’ipotesi di trasferimento in un altro Comune, il soggetto interessato deve comunicare al nuovo Municipio la propria residenza. In questo modo, dopo due giorni, il precedente Comune si occuperà della cancellazione dell’interessato dalla propria anagrafe.

D’altra parte, in caso di trasferimento all’estero, bisogna presentare la richiesta di iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) presso il Consolato italiano competente per territorio e quest’ultimo provvederà a comunicare al Comune italiano di residenza l’avvenuto trasferimento. Di conseguenza, la cancellazione dall’anagrafe e l’iscrizione all’AIRE avverrà nei due giorni successivi dal ricevimento della comunicazione da parte del Consolato.

3. Cancellazione per irreperibilità

La cancellazione dall’anagrafe a causa di una eventuale irreperibilità avviene all’esito di un procedimento che può essere avviato in due casi di irreperibilità: al censimento e a seguito di ripetuti accertamenti.

Come avviene il ripristino della residenza anagrafica?

La cancellazione della residenza comporta diverse conseguenze negative:

  • la perdita del diritto al voto;
  • l’impossibilità di ottenere certificazioni anagrafiche, carte di identità e altri documenti;
  • la cancellazione dall’assistenza sanitaria.

Proprio per evitare di ritrovarti in una di queste situazioni, puoi procedere con il ripristino della tua iscrizione anagrafica. In che modo? Attraverso la richiesta di re-iscrizione della residenza nei registri anagrafici del tuo Comune oppure mediante il ricorso al Prefetto. Mentre nel primo caso la residenza si considererebbe interrotta dal momento della cancellazione alla re-iscrizione della stessa, qualora il ricorso al Prefetto abbia esito positivo, la residenza sarebbe ripristinata con annullamento del provvedimento di cancellazione.

Potrebbe interessarti anche >> Residenza anagrafica e residenza fiscale: quale differenza?

 

Content Marketing Specialist

Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e un Master in Digital Marketing. Attualmente ricopro il ruolo di Content Marketing Specialist presso VisureItalia® e aiuto i lettori del blog SmartFocus a restare sempre aggiornati sulle novità in ambito fiscale, tributario ed economico.

© Riproduzione riservata

Se hai trovato utile questo articolo o hai bisogno di un chiarimento, lascia un commento nel form a fine pagina o scrivici a smartfocus@visureitalia.com. Inoltre, iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente aggiornamenti su attualità economica, novità fiscali e tributarie, consigli pratici su normative, leggi e tributi!
Servizi VisureItalia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *