Classificazioni immobiliari: novità con la riforma del Catasto

Classificazioni immobiliari: novità con la riforma del Catasto

La riforma del Catasto prosegue con un decisivo intervento della Agenzia delle Entrate. Verranno modificate le classificazioni immobiliari di migliaia di abitazioni. Quali saranno gli effetti per i contribuenti?

La pubblicazione della riforma del Catasto sarà inserita all’interno del prossimo DEF, Documento di Economia e Finanza che verrà presentato e discusso nel mese di aprile 2018. Il punto fondante sarà la rivisitazione delle rendite catastali degli immobili con una valutazione effettuata non più sui vani ma sui metri quadri. Di conseguenza, verrà modificato anche il valore commerciale che diventerà un elemento di riferimento nelle compravendite immobiliari.

In passato la Agenzia delle Entrate era intervenuta in materia provvedendo a correggere le categorie immobiliari. In questo modo veniva data particolare attenzione a quelle che risultavano particolarmente discordanti rispetto alle reali condizioni degli immobili. Oggetto dei cambiamenti? In particolare le classificazioni immobiliari degli immobili ubicati nei centri storici.

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Riforma del Catasto: nuove classificazioni immobiliari

La riforma abbozzata dall’Agenzia e diffusa in occasione del resoconto sull’andamento del mercato immobiliare, prevede diverse novità nella classificazione degli immobili. Un importante elemento di novità sarà rappresentato dalla introduzione di una nuova classificazione in funzione della destinazione d’uso dell’immobile. Si lavora, infatti, sulla distinzione tra una sezione ordinaria ed una speciale che terranno in considerazione non solo le destinazioni d’uso dell’immobile ma anche le condizioni economiche e sociali del contesto urbanistico.

La riforma prevede anche la ridefinizione dei meccanismi per il censimento degli immobili di valore storico ed artistico ubicati nei centri storici. In forza degli oneri derivanti dalla manutenzione e conservazione, più rilevanti rispetto ad altre categorie di immobili.

I Comuni, inoltre, avranno un ruolo attivo con la riforma del Catasto. Sarà compito loro la individuazione dei cosiddetti “immobili fantasma” ai fini dell’accatastamento e conseguente tassazione. La Agenzia supporterà l’azione dei Comuni sul territorio attraverso strumenti informatici per la rilevazione satellitare degli immobili. Obiettivo primario sarà quello di far emergere anche i fabbricati rurali, non censiti catastalmente, nonché i terreni agricoli.

Se desideri approfondire e conoscere il significato delle categorie catastali, abbiamo realizzato una tabella con le specifiche relative a tutte le categorie di immobili. Scarica gratuitamente la Tabella delle categorie catastali.

Quali categorie di immobili saranno interessati dalla riforma?

Primi fra tutti i caseggiati dei centri storici che, per motivi di convenienza o per ragioni storiche, risultano iscritti alle categorie catastali A4 case popolari e A5 ultrapopolari.

Lo stato e il valore di tali immobili è spesso totalmente diverso da quello descritto nelle categorie catastali. Tali immobili, infatti, dovrebbero corrispondere a “unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di rifiniture di bassissimo livello, di norma non dotate di servizi igienico-sanitari esclusivi”. Ma spesso l’Agenzia si è trovata di fronte a proprietà di lusso, di tenore molto più alto rispetto a quanto prescritto dalla categoria.

Incremento di registrazioni in categoria A2, A2 e A3

Un’alta percentuale di case considerate popolari o ultrapopolari hanno subito un cambiamento passando alle categorie catastali A1, A2 e A3 rispettivamente civili, signorili ed economiche. Passaggio che ha portato ad un incremento delle abitazioni censite in queste categorie. L’incremento ha interessato anche la categoria catastale A7 dei villini.

Come sottolineato dall’Agenzia delle Entrate, le unità immobiliari censite nelle categorie catastali del gruppo A, dalla categoria A1 alla A11 con eccezione della A10, sono abitazioni e risultano essere 34,6 milioni, circa 170 mila unità in più di quelle rilevate nell’ultimo censimento.

Clicca qui per scaricare il report completo sulle Statistiche Catastali 2017.

Nel dettaglio delle singole categorie:

  • sono aumentate le abitazioni nelle categorie A1, A2, A3 (abitazioni signorili, civili e di tipo economico) e A7 (ville e villini);
  • sono diminuite di circa il 5% le abitazioni di tipo popolare e ultrapopolare (A5 e A6) e di circa l’1% le abitazioni di particolare pregio (A9);
  • tra le categorie catastali delle abitazioni, quelle che presentano una maggior quota di unità delle PNF rispetto al dato complessivo, sono le abitazioni di maggior pregio (A1, A8 e A9) e le abitazioni tipiche dei luoghi (A11).

Quasi il 90% delle unità residenziali è censito in Catasto tra le abitazioni civili (A2), economiche (A3) e popolari (A4).

Fonte: Agenzia delle Entrate
 

Founder & CEO in VisureItalia®

Ho conseguito la laurea in Scienze Politiche e un Master in Gestione ed Amministrazione del patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici e religiosi. Dopo una lunga esperienza in ambito della gestione e messa a reddito di patrimoni immobiliari, nel 1999 ho intrapreso l’attività nel settore delle informazioni immobiliari, collaborando con i principali istituti di credito e gli enti di riscossione. Su SmartFocus aiuto i nostri lettori a capire quali problemi possono essere collegati con le attività di acquisto, vendita o locazione di un immobile.

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