Senior Housing: una soluzione residenziale per anziani autosufficienti in arrivo dal Nord Europa

Senior Housing: una soluzione residenziale per anziani autosufficienti in arrivo dal Nord Europa

Residenze per anziani e Senior Housing: due segmenti di mercato, due target di utenza. Scopriamo i segreti del servizio abitativo di locazione per anziani.

INDICE:

  1. Che cosa è il Senior Housing?
  2. Senior Housing: la situazione in Inghilterra, Francia e Germania
  3. Il fenomeno delle senior housing nel vecchio continente
  4. Residenze per anziani: quali proposte in Italia?
  5. Canoni d’affitto del Senior Housing in Italia
  6. Un settore che attira gli interessi degli investitori privati
  7. Su quali format si concentrano gli investitori in Italia?

Che cosa è il Senior Housing?

Il Senior Housing è un servizio abitativo in locazione rivolto ad anziani autosufficienti, gestito da soggetti privati o dal privato sociale.

Si tratta di residenze non medicalizzate che si interpongono fra i centri protetti e i centri diurni, pensate per favorire l’indipendenza e la socialità. Dotate di funzioni private e collettive, queste soluzioni offrono all’anziano un’assistenza leggera e sono integrate con una serie di servizi che incentivano l’aggregazione.

Il Senior Housing, dunque, è una proposta che risponde efficacemente all’invecchiamento attivo, concetto che promuove l’importanza, per una persona anziana autosufficiente, di vivere la propria vita da protagonista, portando avanti progetti, attività e rapporti sociali.

Oltre all’invecchiamento attivo, che fa parte degli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, le residenze per anziani toccano altri macro trend, uno su tutti il progressivo invecchiamento della popolazione: basti pensare che, in Italia, gli over 65 sono 13,8 milioni e che rappresentano il 22,8% dei cittadini.

Questo format abitativo, inoltre, è in linea con il modello, tipico della sharing economy, che vede il passaggio dal concetto di “possesso” a quello di “accesso condiviso” a beni e servizi, e risponde alla necessità di investire in infrastrutture per la coesione sociale.

Senior Housing: la situazione in Inghilterra, Francia e Germania

Per comprendere meglio lo sviluppo di questo settore in Italia e capire in che direzione dovrebbe andare il Paese, Nomisma ha analizzato le proposte di tre Paesi europei che hanno visto un forte sviluppo del Senior Housing: Inghilterra, Francia e Germania.

Il fenomeno delle Senior Housing nel vecchio continente

Nel Regno Unito si parla di Sheltered Housing o Assisted living: si tratta di soluzioni rivolte a persone over 65, con 80/120 unità abitative per struttura della grandezza di 60-90 metri quadrati, il cui canone medio di affitto è di 1500 euro. Queste realtà sono collocate in città medio/grandi, in centro o in zone suburbane.

In Francia abbiamo i Residence Serviced Senior, strutture dedicate agli over 70 con unità abitative di 50-60 metri quadrati: si trovano in città medio/grandi, in zone centrali e non isolate, e il canone mensile va dai 1500 ai 1700 euro.

I Betreutes Wohnen, infine, rappresentano il tipo di proposta adottata in Germania. Parliamo di abitazioni della grandezza di circa 50 metri quadrati, destinate a persone con più di 75 anni, che sorgono vicino al centro e che presentano un canone di locazione del 20% più alto rispetto a quello di un appartamento tradizionale.

Residenze per anziani: quali proposte in Italia?

L’offerta di abitazioni per anziani nel nostro Paese è riconducibile alle strutture pubbliche o sussidiate, in cui hanno un ruolo centrale gli enti pubblici, le organizzazioni del terzo settore e gli enti religiosi.

Queste realtà devono rispettare delle condizioni strutturali minime, stabilite da norme nazionali, regionali e locali, e gli utenti partecipano alla spesa sulla base di indicatori reddituali.

L’altra tipologia, che possiamo definire “emergente” è quella del Senior Housing, abitazioni che si caratterizzano per l’offerta di servizi comuni e/o personalizzati di supporto alle esigenze abitative, la presenza di aree comuni che favoriscono la socializzazione, la vicinanza o l’accesso facilitato a strutture ospedaliere o ambulatoriali, e la possibilità di usufruire di servizi alla persona su base individuale.

Canoni d’affitto del Senior Housing in Italia

In merito ai costi di locazione delle “abitazioni per anziani”, Nomisma ha esaminato quattro casi nelle città di Bologna e Milano, riferiti a due tipologie di soggetti differenti: la prima è rappresentata dalle cooperative e dalle ASP (Aziende pubbliche di servizi alla persona), mentre la seconda da soggetti privati.

Le cooperative e le ASP, che offrono una componente di servizi “essenziali”, grazie ai convenzionamenti e alla copertura della retta mensile per gli utenti totalmente a carico del Comune, riescono a contenere i costi di locazione. I soggetti privati, invece, offrono servizi più strutturati e articolati che garantiscono un ritorno economico dalla gestione delle strutture.

Un settore che attira gli interessi degli investitori privati

In Italia le prospettive di investimento del capitale privato nel Senior Housing sono in crescita, in particolare perché:

  • la percentuale di popolazione anziana sta aumentando in tutta Europa e, allo stesso tempo, si riducono i nuclei familiari: questo genera una crescita di domanda di servizi e soluzioni abitative per le persone anziane;
  • l’investimento risponde a strategie di diversificazione degli assets;
  • è un segmento anticiclico, perché non strettamente legato alla congiuntura economica, e di medio-lungo periodo, quindi capace di assicurare una redditività stabile nel tempo.

Su quali format si concentrano gli investitori in Italia?

Dalla ricerca Nomisma emerge che, in Italia, gli investimenti privati nel Senior Housing si concentrano su una tipologia di format che presenta le seguenti caratteristiche:

  • le strutture prevedono 180/200 appartamenti – principalmente bilocali – della grandezza di 50-60 metri quadrati;
  • circa il 10% delle superfici è dedicata a spazi comuni;
  • gli edifici si trovano nelle città capoluogo di regione o di provincia, in zone centrali e a 10-15 chilometri di distanza dalla residenza abituale;
  • le abitazioni si rivolgono a utenti con un reddito annuo medio di 20 mila-30 mila euro e comprendono sia servizi di base (reception h24 e accesso a strutture comuni quali bar, ristorante, sala lettura e TV, palestra, piscina, ecc.), sia servizi opzionali (cura della casa e della persona, ristorazione, animazione, sicurezza, trasporto).
 

Founder & CEO in VisureItalia®

Ho conseguito la laurea in Scienze Politiche e un Master in Gestione ed Amministrazione del patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici e religiosi. Dopo una lunga esperienza in ambito della gestione e messa a reddito di patrimoni immobiliari, nel 1999 ho intrapreso l’attività nel settore delle informazioni immobiliari, collaborando con i principali istituti di credito e gli enti di riscossione. Su SmartFocus aiuto i nostri lettori a capire quali problemi possono essere collegati con le attività di acquisto, vendita o locazione di un immobile.

© Riproduzione riservata

Se hai trovato utile questo articolo o hai bisogno di un chiarimento, lascia un commento nel form a fine pagina o scrivici a smartfocus@visureitalia.com. Inoltre, iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente aggiornamenti su attualità economica, novità fiscali e tributarie, consigli pratici su normative, leggi e tributi!
Servizi VisureItalia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *