IMU e TASI a carico degli eredi

IMU e TASI a carico degli eredi

Nel caso di decesso del contribuente proprietario di casa, con annesse pertinenze, il versamento delle imposte sugli immobili e sui servizi indivisibili, IMU e TASI, ricade inevitabilmente in capo agli eredi chiamati alla successione.

IMU e TASI eredi

IMU e TASI eredi

Regole di pagamento TASI e IMU

Le regole da applicare al pagamento di TASI e IMU si possono sintetizzare secondo come segue.

Per quanto riguarda la TASI, gli eredi succedono al ‘de cuius’ nella titolarità dei diritti di quest’ultimo, assumendo le vesti di soggetti passivi. Pertanto, non è prevista alcuna sospensione o proroga dei termini del pagamento, anche se gli immobili non sono ancora passati in successione agli eredi. Infatti, gli eredi sono obbligati a pagare la tassa sui servizi indivisibili per conto del defunto, fino alla data del decesso. Per il periodo successivo, invece, è previsto che provvedano al saldo in nome proprio sulla base delle quote spettanti per la successione testamentaria o legittima. Da specificare, inoltre, che il tributo incide sull’utilizzatore a prescindere dall’esistenza di un titolo formale che ne legittimi l’occupazione.

Per quanto riguarda l’IMU, gli eredi sono obbligati a pagare tale imposta sulla base del possesso del bene immobile nel territorio comunale. Il tributo è dovuto proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratta la condizione di possesso. Da specificare che questa tassa è stata abolita solo per le abitazioni principali diverse da quelle di lusso (A/1, A/8 e A/9). È soggetto passivo ai fini IMU il proprietario dell’immobile, ovvero il diverso titolare, sull’immobile stesso, di altro diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie. Gli eredi che hanno presentato la dichiarazione di successione non sono obbligati a presentare la dichiarazione IMU. Vale lo stesso anche ai fini della TASI, in riferimento al richiamo dell’Art. 1, comma 687, Legge n. 147/2013.

Sia per la TASI che per l’IMU il versamento può avvenire tramite modello F24 o apposito bollettino di c/c postale.

Le tempistiche di versamento di IMU e TASI

Gli eredi, rintracciabili mediante l’apposito servizio “Rintraccio Eredi“, sono obbligati al pagamento per non incorrere in sanzioni tributarie. Ma quando scatta esattamente l’obbligo? Innanzitutto bisogna tener presente che i pagamenti risultano essere due, questo perché abbiamo l’obbligo del versamento IMU e TASI relativo a:

  • l’imposta di competenza fino al giorno di apertura della successione a carico del de cuius;
  • l’imposta che scatta dal giorno di apertura di successione fino alla prima scadenza successiva.

Chiaramente, visto che il defunto non potrà pagare a posteriori le imposte TASI e IMU, il loro versamento spetterà agli eredi sulla base della propria percentuale (esempio: nel caso di tre fratelli, sarà un terzo a testa) entro e non oltre la scadenza ordinaria fissata per il 16 dicembre prossimo. Il diritto di abitazione e di adempiere al pagamento delle relative imposte, si matura indipendentemente dall’accettazione dell’eredità. Una precisazione: nel caso in cui l’accettazione dell’eredità dovesse avvenire molto tempo dopo la morte del ‘de cuius’, gli eredi hanno comunque l’obbligo di pagamento delle imposte dalla data di apertura della successione. A tal proposito, è bene evidenziare che anche nel caso in cui non siano ancora concluse le procedure relative l’assegnazione o ripartizione del patrimonio ereditario, sui beni immobili soggetti a TASI e IMU non è previsto alcun rinvio o sospensione dei termini di pagamento.

Conviventi e coniugi: a chi spetta il diritto di abitazione?

Coniugi e parti delle unioni civili risultano essere titolari del diritto di abitazione, a differenza dei conviventi more uxorio che, pur essendo titolari di una serie di diritti riconosciuti dalla Legge n. 76/2016 (legge Cirinnà), non detengono tale diritto. Nel caso di decesso del proprietario della casa utilizzata quale “comune residenza”, qualora non vi fosse a disposizione un testamento – atto a consentire al convivente superstite di acquisire la proprietà dell’immobile – è previsto che l’abitazione spetti esclusivamente agli eredi legittimi. A proposito di eredi legittimi, chiariamo questi tre punti chiave:

  • non devono essere residenti presso l’immobile caduto in successione;
  • non possono utilizzare l’immobile come abitazione, sulla base dei diritti sorti a seguito dell’applicazione della legge Cirinnà;
  • sono obbligati a versare l’IMU dell’immobile e a concederlo in uso all’ex convivente: ciò dipende dal fatto che si tratta di un immobile che non può essere considerato, per i proprietari, come abitazione principale.

Il caso del coniuge superstite

Esiste, e per questo bisogna tenerne conto, il caso in cui sia ancora in vita un coniuge (marito o moglie che sia) che, stando a quanto stabilito dalla legge, possiede il diritto di abitazione sull’immobile adibito a residenza familiare. Ma non solo. Il coniuge disporrà in modo esclusivo di tutti i mobili presenti nell’abitazione. Un dettaglio da non tralasciare: il diritto di abitazione è riferito esclusivamente alla casa coniugale, ed è oltretutto previsto che l’abitazione sia di proprietà del defunto o di proprietà comune dei due coniugi. Dunque, il diritto di abitazione non sorge nell’ipotesi in cui l’abitazione sia di proprietà di soggetti terzi.

 

Content & Community Manager

Ho conseguito la laurea in Economia e Gestione Aziendale e da cinque anni mi occupo di digital marketing. Sono responsabile del blog SmartFocus e gestisco i canali social di VisureItalia® curando i rapporti con la community dei lettori. Ogni giorno mi informo su nuove normative in campo fiscale, tributario o economico e mi piace condividere le mie conoscenze con i nostri lettori.

© Riproduzione riservata

Se hai trovato utile questo articolo o hai bisogno di un chiarimento, lascia un commento nel form a fine pagina o scrivici a smartfocus@visureitalia.com. Inoltre, iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente aggiornamenti su attualità economica, novità fiscali e tributarie, consigli pratici su normative, leggi e tributi!
Servizi VisureItalia

32 commenti per "IMU e TASI a carico degli eredi"

  • Carla Bernardini ha detto:

    Salve, dopo la morte della mamma, mio marito ha ereditato insieme alla sorella la metà dell appartamento dove tuttora abita il papà.
    Lui ha il diritto di abitazione a prescindere e non paga imu come prima casa, ma i figli fino ad oggi hanno versato l imu come seconda casa.
    Essendo coniuge superstite residente in quella casa, gli eredi sono tenuti a versare l imposta? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Carla, la informiamo che allo stato attuale dei fatti gli eredi non sono tenuti a versare l’imposta, in quanto risulta essere ancora residente in quella casa il padre di suo marito. Soltanto in seguito alla morte del padre, infatti, l’onere del pagamento dei tributi IMU passerà ai figli. Cordiali saluti.

  • Sebastiano ha detto:

    Buongiorno volevo chiedere una cosa, tempo fa ho presentato una successione legittima aperta nel 2019 presentata nel 2020. Nel 2020 gli eredi hanno pagato l’imu per un degli immobili ricevuti in successione, nel 2021 gli eredi hanno trovato un testamento delle ultime volontà del de cuius dove un bene (proprio il bene dove è stata pagata l’imu dai tre eredi come successione legittima, è stato lasciato ad uno dei figli dove ci abita e risiede come abitazione principale) è stato lasciato interamente ad uno dei figli, il testamento è stato pubblicato e registrato dal Notaio ora visto che la successione si apre con la data della morte del de cuius l’imposta imu, il figlio che la ricevuta per testamento, non dovrebbe pagarla dalla data del decesso? e quindi essendo abitazione principale dell’erede, non dovrebbe pagare l’imu e quindi rettroattiva anche per il 2020?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Sebastiano, non riteniamo che l’erede debba versare retroattivamente la rata dell’IMU. Essa ha efficacia, infatti, dal momento della pubblicazione del testamento del de cuius. Una soluzione in via bonaria potrebbe essere quella di farsi restituire l’importo dell’imposta versata da parte dell’erede. Cordiali saluti.

  • Giovanna ha detto:

    Buongiorno, mio suocero è mancato a ottobre 2020.
    Ora non riusciamo a capire se il mio compagno debba pagare o meno IMU. Noi viviamo in un appartamento con contratto di comodato d’uso e nella casa ereditata in piccola percentuale, abitano gli altri eredi, ossia madre e sorella. In quanto non residente ma non possendente nemmeno di un altra casa di proprietà, è tenuto a pagare o no?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Giovanna, in caso di successione, come stabilito dall’art. 540 c.c., il coniuge superstite diviene titolare del diritto di abitazione sull’immobile di residenza coniugale e, quindi, è tenuto al pagamento dell’IMU per intero (solo per abitazioni di categoria A/1, A/8 e A/9). Questo significa che non è dovuta dagli altri eredi. Tuttavia, le consigliamo di chiedere conferma all’Ufficio tributi in cui è ubicato l’immobile. Cordiali saluti.

  • DONATELLA MONTAGNA ha detto:

    Buongiorno, a maggio 2018 è morto mio papà, proprietario della casa di abitazione in comunione dei beni con mia mamma.
    A seguito della successione mia mamma risulta proprietaria per 4/6 mentre io e mio fratello proprietari rispettivamente per 1/6.
    La casa risulta essere abitazione principale per mia mamma; per cui ho sempre pensato di non dover pagare nessuna quota di IMU finché mia mamma è in vita e risiede in quella casa.
    Ho sbagliato? devo pagare la quota di 1/6 di IMU da giugno 2018?
    Grazie per la risposta.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Donatella, l’art. 540 c.c. stabilisce che “al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano se di proprietà del defunto o comuni”. Sua madre è titolare, quindi, del diritto reale di abitazione e come tale rientra tra i soggetti passivi IMU (art. 1, comma 743, della legge n. 160 del 2019). Tuttavia, essendo per lei abitazione principale, l’IMU non è dovuta. Le suggeriamo di rivolgersi all’Ufficio tributi del comune in cui è ubicato l’immobile per avere conferma di tale esenzione e per verificare se sia necessaria una dichiarazione di diritto di abitazione che evidenzi le quote di proprietà che non rilevano ai fini dell’imposta. Cordiali saluti.

  • nicola ha detto:

    Chiedo scusa, volevo dire TARI e non TASI.
    La domanda è sempre la stessa:
    in caso di morte di entrambi i coniugi con 4 eredi di cui uno residente nell’appartamento lasciato in eredità, chi deve pagare la TARI
    Grazie per la risposta

  • Nicola ha detto:

    Buongiorno vorrei sapere, in caso di morte di entrambi i coniugi con 4 eredi di cui uno residente nell’appartamento lasciato in eredità, chi deve pagare la TASI?
    Grazie per la risposta

    • Redazione ha detto:

      Gentile Nicola, la Tasi è stata soppressa a partire dall’anno 2020 (art. 1, comma 738 della L. n. 160/2019)e oggi è ricompresa nella nuova Imu. Questa dovrà essere pagata dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale minore (es. l’usufruttuario, il titolare del diritto di superficie, il titolare del diritto d’uso e di abitazione). Cordiali saluti.

  • Marco Romanelli ha detto:

    Chiedo gentilmente,
    ho fatto rinuncia all’eredità per mia madre ed ho ricevuto la richiesta di pagare la tassa dei rifiuti per tale appartamento: preciso che avevo la residenza nello stesso appartamento ma non ci ho mai vissuto. Sono obbligato al pagamento nonostante la Rinuncia all’eredità?
    grazie mille.

    • Redazione ha detto:

      Gentile Marco, in seguito alla rinuncia all’eredità non dovreste rispondere dei debiti lasciati dal de cuius. Le consigliamo di verificare cosa prevede il regolamento comunale in materia per capire se il fatto che avesse la residenza in tale immobile abbia comportato l’invio di tale richiesta di pagamento. Inoltre, le suggeriamo di chiedere maggiori informazioni agli Sportelli dedicati alla Tassa rifiuti del Comune in cui è ubicato l’immobile mostrando l’atto di rinuncia all’eredità. Cordiali saluti.

  • Mario ha detto:

    Salve, ho perso mio padre a marzo, ho capito che ho tempo un anno per fare la successione, nella casa c’è rimasta mia madre comproprietaria insieme a mio padre, noi siamo 3 figli e abbiamo tutti una casa di proprietà.
    Da quanto ho capito il 50% della casa rimane a mia madre e il restante 50 va diviso tra noi tre figli, quindi ognuno di noi avrà il 16,66% della casa, cosa succede a livello di tasse? Se mia madre rinunciasse al suo 50% (come si fa a fare la rinuncia?) noi avremmo il 33%, anche in questo caso, finché mia madre è viva, cosa accade con le tasse? Perdiamo il diritto di prima casa delle nostre abitazioni? Cosa dovremmo pagare nei due casi? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Mario, tanti quesiti ma ad alcuni dei quali non ci è possibile rispondere. La divisione in quote che ha prospettato non è esattamente corretta. La quota di suo padre è devoluta per un 1/3 a sua madre e per 2/3 ai figli. Sua madre può rinunciare all’eredità presentando una istanza di rinuncia presso il Tribunale di competenza, ufficio successioni. Nella dichiarazione di successione che dovrete presentare in Agenzia delle Entrate entro un anno dalla data di decesso, dovrà essere allegata anche la dichiarazione di rinuncia all’eredità. Le imposte sulla casa, IMU, TARI e TASI, sono dovute dai titolari di un diritto reale sull’immobile. Sono esentati dal pagamento solo le persone residenti nell’immobile, indicato come prima casa. Pertanto, non perdereste alcun diritto alla esenzione prima casa sull’immobile nel quale risiedete ma sarete tenuti al pagamento delle imposte sull’immobile acquisito in forza di successione come seconda casa. Per concludere, non possiamo fornirle indicazione sull’importo che dovrete corrispondere perché dipende dalla rendita catastale dell’immobile e dalle normative comunali.

  • Maddalena ha detto:

    Buongiorno, è vero che gli eredi diretti debbono pagare solo il 50% dell’imu ? Si parla di una abitazione assolutamente non di lusso.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Maddalena, l’IMU sulla prima casa non è dovuta. Se gli eredi hanno la residenza presso l’abitazione in questione che è anche la loro residenza principale ed abituale, quindi prima casa, l’IMU non deve essere corrisposta. In difetto, quindi considerando l’immobile in oggetto come seconda casa, l’IMU è dovuta dagli eredi sulla base delle loro quote di proprietà dell’immobile.

  • Ernestina ha detto:

    Buonasera…alla morte di mia madre ho ereditato con mio fratello il 50 per cento dell appartamento..mia madre è deceduta il 12 gennaio 2018 e la dichiarazione di successione e stata presentata a maggio…io avevo avendo la residenza nell abitazione di mia madre nella dichiarazione di successione ho chiesto l agevolazione prima casa..adesso come funziona con il pagamento imu e tasi?? Io e mio fratello le paghiamo dalla data della morte alla data della dichiarazione di successione..poi da questa data …alla scadenza di giugno io non la pagherei perche abitazione principale invece mio fratello la pagherebbe perche seconda casa?? Aiutooo
    .

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Ernestina, esattamente come dice lei, l’IMU non è dovuta sulla abitazione principale quale agevolazione prima casa. Pertanto, lei non dovrà pagarla ma solo suo fratello.

  • Adriana ha detto:

    Salve. Mio padre è morto ad aprile 2017. Ho presentato denuncia di successione a dicembre 2017. Da quale data devo pagare l’imu e la tesi per l’immobil e che ho ereditato e che risulta come seconda casa? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Adriana,
      dal momento in cui è stata presentata la dichiarazione di successione lei è diventata proprietaria pro quota dell’immobile. Il diritto reale, con la successione, è stato trasferito da suo padre a lei (e ad eventuali altri coeredi). Peraltro, la successione si apre alla data del decesso e la dichiarazione di successione deve essere presentata entro un anno. Pertanto, è tenuta al versamento dei tributi (IMU, TARI e TASI) da aprile 2017 in relazione alla sua quota di proprietà dell’immobile come seconda casa.

  • Ada ha detto:

    Buonasera , volevo chiederle un informazione,mio papà è mancato, dopo due anni è mancata la mamma ,mia nonna , in questa casa abita la sorella di mio padre, lei ha fatto la successione adesso mi di chiedono di pagare l’imu di un piccolo appartamento che ha lasciato la nonna , che usufruisce lei , io abito in una città , se mi rifiuto di pagare l’imu ,cosa vado incontro, grazie

    • Redazione ha detto:

      Buonasera Ada, l’IMU è dovuta dal titolare di un diritto reale sull’immobile. In questo caso, sua zia, in quanto titolare di un diritto reale e usufruttuaria dell’immobile, è tenuta al versamento dell’IMU. Occorre presentare all’Ufficio Tributi del Comune di competenza la documentazione (visura catastale) dalla quale risulti il diritto di usufrutto sull’immobile a favore di sua zia.

  • Rosanna ha detto:

    L’erede quanto tempo ha dalla data di apertura della successione (morte del de cuius), per regolarizzare senza sanzioni (neanche ridotte) il pagamento della IUC?
    Mi spiego:ero già proprietaria di una quota dell’immobile, e per quella quota ho regolarmente pagato alle scadenze definite sia Imu che Tasi.
    Ho avuto certezza della quota che ho ereditato solo con la dichiarazione di successione. Devo ovviamente regolarizzare retroattivamente la Iuc già pagata tenuto conto del l’ulteriore quota acquisita. Chi mi ha seguito nella successione mi dice che pago la differenza dell’imposta senza interessi e sanzioni, purché lo faccia entro un certo tempo dall’apertura della successione, ma io non trovo il riferimento normativo e vorrei essere certa di questo.

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Rossana, gli eredi, anche in assenza della presentazione della dichiarazione di successione, sono eredi sono chiamati ad effettuare il versamento in acconto e a saldo IMU e TASI entro le scadenze ordinarie di giugno e dicembre. Soggetti passivi ai fini IMU sono il proprietario dell’immobile, ovvero il diverso titolare, sull’immobile stesso, di altro diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie. In questo secondo caso devono sempre considerarsi estranei agli obblighi di versamento i “nudi proprietari”. Il tributo è dovuto proporzionalmente alla quota e ai mesi dell’anno nei quali si è protratta la condizione di possesso.
      Una situazione particolare si verifica nell’ipotesi di decesso del contribuente, nel qual caso gli eredi, succedendo nella titolarità dei diritti del de cuius, assumono le vesti di soggetti passivi obbligati al versamento del tributo. In via generale, ai sensi dell’art. 65, comma 1, D.P.R. n. 600/1973, gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie (e quindi per le imposte dovute) il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa.
      Non è prevista, nel caso di specie, alcuna sospensione o differimento dei termini del pagamento, anche se gli immobili non sono ancora passati in successione agli eredi. Questi ultimi, pertanto, sono tenuti al pagamento del tributo per conto del de cuius fino alla data del decesso e in proprio per il periodo successivo, in base alle quote spettanti per successione legittima o testamentaria.

      • Rosanna ha detto:

        All’ufficio tributi del comune di riferimento mi hanno invece detto che avendo tempo un anno dall’apertura della successione per fare la dichiarazione imu, ho tempo fino allo stesso termine anche per pagare la relativa imposta senza pagare la mora.

        • Redazione ha detto:

          Buongiorno Rosanna, la normativa (art. 65, comma 1, D.P.R. n. 600/1973) dispone diversamente ma se l’Ufficio Tributi del Comune deputato alla esazione dei tributi le ha comunicato diversamente .. buon per lei.

  • silvana ha detto:

    Vorrei sapere in che misura e se bisogna pagare imu su due appartamenti nello stesso stabile ereditati da mia madre e abitati con relativa residenza prima ancora che morisse mia madre da due mie sorelle ognuno di noi è proprietario x 1/6 di ogni appartamento grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Silvana,
      l’IMU, Imposta Municipale Unica, deve essere corrisposta da tutti i soggetti che sono titolari di un diritto reale sull’immobile. Quindi, spetta non solo ai proprietari ma anche a chi detiene un diritto reale come uso, usufrutto, abitazione, superficie ed enfiteusi. Va corrisposta in misura proporzionale alla quota per cui, nel vostro caso, 1/6. L’unica esenzione spettante è relativa alla destinazione dell’immobile come abitazione principale.

  • Silvana ha detto:

    L’articolo è interessante ma in assenza del coniuge superstite e nel caso specifico di un unico erede “figlio” comproprietario per quote di possesso dell’unica casa indivisa , oggetto della successione, dove risiede legalmente con fissa dimora la quota in successione può essere considerata 2^ casa ai fini Imu

    • Redazione ha detto:

      Gentile Silvana, per poter rispondere in modo corretto al suo quesito, bisogna appurare se la persona detiene la proprietà o il possesso dell’immobile, se risulti proprietario di altri immobili nello stesso comune, se la residenza anagrafica coincida con l’immobile in oggetto. In linea generale, l’immobile nel quale un soggetto ha la propria residenza anagrafica deve essere considerato, ai fini IMU, come prima casa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *