Imposta di successione: cosa cambia nel 2017

Imposta di successione: cosa cambia nel 2017

Nel 2017 è prevista l’introduzione di alcune novità sull’imposta di successione. Cambiano gli obblighi di dichiarazione di successione: calcolo del costo, le franchigie e le modalità di pagamento. Ecco tutte le novità.

Imposta di successione 2017: cosa cambia?

Imposta di successione 2017: cosa cambia?

L’imposta di successione è una tassa che grava sugli eredi relativamente al patrimonio lasciato dal defunto. Deve essere corrisposta allo Stato sulla base della dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate. Con l’entrata in vigore del “Decreto semplificazioni” (D. Lgs n. 175 del 21/11/2014) sono state introdotte importanti novità sulla successione.

Imposta di successione 2017: cosa cambia

Coloro che ricevono in eredità un patrimonio mobiliare e immobiliare hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione e pagare, se dovuta, l’imposta di successione.

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione. Può essere redatta e presentata direttamente online, attraverso tre differenti servizi:

  • Dichiarazione di successione base, viene svolta con accertamento solo delle proprietà immobiliari in capo al de cuius presso una singola Conservatoria.
  • Dichiarazione di successione semplice, redazione e presentazione della dichiarazione di successione presso l’ufficio della Agenzia delle Entrate fino ad un massimo di 5 immobili ubicati nella stessa Conservatoria RR.II. ed 1 istituto di credito bancario o postale.
  • Dichiarazione di successione completa, comprende 10 immobili (10 particelle catastali) ubicati nella stessa Conservatoria RR.II. e fino ad un massimo di 2 istituti di credito (Banca o Posta).

Presentata la dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate deve calcolare l’ammontare della imposta di successione e valutare le franchigie da applicare agli eredi.

È calcolata infatti dall’ufficio, in base alla dichiarazione presentata. L’importo eventualmente dovuto è notificato al contribuente attraverso un avviso di liquidazione. La prima novità del Decreto semplificazioni riguarda la presentazione della dichiarazione di successione. Questa non è più obbligatoria quando il patrimonio del defunto non supera 100.000 euro e in questo non sono compresi beni mobili e diritti immobiliari. Si tratta di un agevolazione soprattutto per le successioni che riguardano patrimoni non consistenti.

Franchigia per l’imposta di successione

L’Agenzia delle Entrate deve effettuare il calcolo della tassa di successione sul valore totale dell’eredità del defunto. Nel calcolo viene tenuto conto delle franchigie, ovvero le soglie esenti da tassazione, e delle aliquote diverse a seconda del grado di parentela dell’erede. Sono in vigore i seguenti valori:

  • Coniuge e figli, parenti stretti: possono usufruire di una franchigia di 1.000.000 di euro. Ciò significa che se questi ricevono in eredità ad esempio una casa, non devono pagare l’imposta di successione se il valore catastale dell’immobile non supera la sopracitata soglia relativamente alla propria quota ereditaria. Se questa supera la franchigia si dovrà pagare la tassa sulla parte eccedente. In questo caso, l’aliquota da applicare è del 4%. A questa vanno aggiunte l’imposta catastale e ipotecaria, quando si tratta di immobile in successione.
  • Fratelli e sorelle: la franchigia è di 100.000 euro. Se la propria eredità è superiore alla soglia, si dovrà pagare la tassa relativa all’importo in eccesso e verrà applicata un’aliquota pari al 6%.
  • Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea correlata entro il 3° (zii, nipoti, cugini di primo grado, suoceri e cognati): non si applica alcuna franchigia e l’aliquota fissata è al 6%.
  • Altri soggetti:non è prevista una franchigia e si applica aliquota dell’8%.
  • Eredi disabili: la franchigia è di 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela che lega il defunto e l’erede.

Le franchigie si applicano in capo a ciascun beneficiario e non sono cumulabili tra loro.

Imposta di successione su immobili: imposte catastali e ipotecarie 2017

L’imposta di successione si paga sul patrimonio ereditato. Esso comprende anche il valore degli immobili e dei diritti immobiliari, tenendo conto delle diverse franchigie e aliquote per i diversi gradi di parentela. In questo caso, bisogna tenere presente anche del pagamento delle imposte catastali e ipotecarie. Si tratta delle stesse previste in caso di compravendita di un immobile. Il loro versamento deve essere effettuato prima della presentazione della dichiarazione di successione. L’imposta ipotecaria per tutti gli eredi è del 2%, a prescindere dal grado di parentela. Si può usufruire dell’agevolazione come prima casa, se gli eredi utilizzano l’immobile ad abitazione principale.

Il valore catastale viene calcolato moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per un coefficiente che varia in relazione al tipo di immobile. Per i terreni edificabili si moltiplica per 90 il reddito dominicale rivalutato del 25%.

 

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Ho conseguito la laurea in Economia e Gestione Aziendale e da cinque anni mi occupo di digital marketing. Sono responsabile del blog SmartFocus e gestisco i canali social di VisureItalia® curando i rapporti con la community dei lettori. Ogni giorno mi informo su nuove normative in campo fiscale, tributario o economico e mi piace condividere le mie conoscenze con i nostri lettori.

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