Come funziona l’eredità del conto corrente?

Come funziona l’eredità del conto corrente?

Sblocco, divisione delle somme, problemi nei rapporti con la banca: cosa succede se l’eredità comprende un conto corrente? Un approfondimento.

eredità del conto corrente

Succede spesso che una successione riguardi non solo immobili e beni mobili, ma anche un conto corrente da dividere tra gli eredi, che comporta non poche problematiche sia per quanto riguarda la ripartizione delle somme presenti sul conto, sia nei rapporti con l’istituto di credito bancario per lo sblocco delle somme, sia tutti i documenti che gli eredi devono firmare. Ecco tutto quello che devi sapere sull’eredità del conto corrente e su come risolvere le problematiche ad esso legate.

Eredità del conto corrente: come funziona?

In generale, possiamo affermare che hanno diritto ad una quota del conto corrente del defunto gli eredi che hanno accettato l’eredità: la rinuncia con beneficio di inventario non è di ostacolo all’eredità delle somme del conto corrente ma lo è la rinuncia pura all’eredità stessa. Quindi, solo colui che ha accettato l’eredità può ottenere la propria quota di conto.

L’erede ha diritto a conoscere dalla banca presso cui il soggetto defunto aveva aperto il conto, l’effettiva giacenza del conto stesso. A tal fine l’erede deve recarsi presso l’istituto di credito e dimostrare la propria qualità di erede a mezzo di atto notorio e l’avvenuto decesso con il certificato di morte. Con tale documentazione, l’erede potrà avere informazioni dalla banca su tutti i conti correnti, i depositi, i libretti di risparmio, le cassette di sicurezza, i finanziamenti in corso e quelli estinti, le azioni e le obbligazioni intestate dal soggetto defunto.

Come fare per sapere presso quale istituto di credito è depositato il conto corrente del defunto? È possibile richiedere un censimento bancario persona online su Visure Italia: il documento ottenuto fornisce la denominazione del principale istituto di credito nel quale il soggetto risulta censito. Chiunque può richiedere una indagine patrimoniale persona: non esiste alcuna limitazione. Tutte le informazioni vengono raccolte in totale riservatezza: Visure Italia garantisce il massimo riserbo e il totale anonimato del richiedente.

Consenso degli eredi e deleghe a soggetti diversi dagli eredi

È possibile che la banca chieda il consenso di tutti gli eredi prima di procedere alla successione di ogni parte del conto che spetta a ciascun erede, oppure chieda la loro identificazione per determinare le quote spettanti a ciascuno. Si tratta di una pratica illegittima, come chiarito del resto anche dalla Cassazione (Cass. S.U. sent. n. 24657/2007): ogni erede ha diritto alla propria quota di conto corrente, a prescindere dal consenso o dalla contestuale presenza degli altri eredi. Infatti l’esistenza di una pluralità di eredi determinerebbe il sorgere di autonomi rapporti obbligatori con l’istituto di credito coinvolto nella vicenda successoria.

Dal momento in cui gli eredi comunicano alla banca la morte del titolare del conto, l’istituto di credito blocca il predetto conto corrente, impedendo ogni prelievo o versamento. Vengono inoltre revocate automaticamente tutte le deleghe che il defunto aveva rilasciato ad altri soggetti che, pertanto, non potranno più effettuare alcuna operazione sul conto.

Il prelievo dal conto corrente da parte del delegato, effettuato dopo la morte del titolare del conto e prima che la banca ne avesse notizia, integra un reato ai danni degli eredi se il delegato al prelievo era consapevole del decesso del correntista. Si tratta, infatti, di una sottrazione del denaro ai legittimi titolari che, in questo caso, sono diventati gli eredi.

Conto corrente in successione: firma congiunta e disgiunta

Nel caso di un conto corrente semplice, la morte dell’unico intestatario produce il blocco del conto e di tutti i rapporti in essere con la banca. In questo caso anche le deleghe perdono efficacia. Se invece decede l’intestatario di un conto corrente cointestato, allora bisognerà verificare se il conto è stato aperto dai due cointestatari a firma congiunta o disgiunta.

Nel primo caso, se il conto corrente in successione è stato aperto a firma congiunta, il cointestatario non può considerarsi unico titolare e quindi il conto stesso verrà bloccato bloccato dall’istituto di credito finché non verranno identificati gli eredi. Saranno questi ultimi a dover agire congiuntamente sul conto insieme all’intestatario rimasto in vita. Nel caso in cui invece è stato aperto a firma disgiunta, ciascuno dei cointestatari può operare sul conto corrente, quindi quello rimasto in vita avrà la possibilità di decidere anche sulla quota teoricamente riferibile al deceduto.

Quindi, se il conto era cointestato al defunto e ad una o più persone, rientra nell’eredità solo la percentuale del conto di proprietà del defunto. Ad esempio, se i contitolari del conto sono due e uno dei due muore, ad andare agli eredi sarà solo il 50% della giacenza, mentre l’altro 50% viene liquidato all’altro cointestatario ancora in vita. In questo caso, ci si trova di fronte a due ipotesi:

  • se il conto era a firma congiunta, per lo sblocco, il cointestatario deve recarsi in banca insieme agli eredi legittimi, in modo da procedere allo svincolo di tutte le somme, questo perché il contitolare del conto non avrebbe comunque potuto agire senza la collaborazione dell’altro contitolare, il conto viene immediatamente bloccato.
  • se il conto era a firma disgiunta, invece, il cointestatario potrebbe operare anche sulla quota di proprietà del defunto, atteso che tale potere gli era proprio ancor prima del suo decesso. Ma tale circostanza viene di fatto ostacolata dalle banche che temono eventuali contestazioni degli eredi; così il conto viene bloccato anche in questo caso. In verità tale condotta dell’istituto di credito potrebbe essere censurata innanzi al giudice andando a incidere sul diritto autonomo del contitolare del conto. In ogni caso, se anche il conto fosse sbloccato, il contitolare avrebbe sì la possibilità di movimentare il conto, ma dovrebbe pur sempre riconoscere il 50% di proprietà agli eredi. Con la conseguenza che se questi preleva una quota superiore alla metà del conto, gli eredi avranno diritto alla restituzione (non dalla banca ma) dal contitolare a firma disgiunta.

Nel caso in cui le quote di proprietà del conto corrente in eredità siano diverse, come ad esempio nella misura del 60% all’uno e del 40% all’altro, si presume sempre la parità delle quote salvo venga fornita la prova contraria. Prova contraria che dovrà evidentemente consistere in un accordo firmato dalle parti.

L’istituto di credito bancario e gli eredi

La banca, una volta accertato il decesso del titolare del conto e la qualità di eredi dei richiedenti, rilascerà a questi ultimi le quote spettanti a ciascuno di essi. Spetta all’erede dimostrare sia la sua qualità e la quota a cui ha diritto. Tale onere si può adempiere con un semplice atto notorio che libera da ogni responsabilità la banca anche se in un secondo momento dovesse comparire un nuovo legittimo erede.

Potrebbe avvenire che uno degli eredi abbia interesse a che la banca non liquidi ad altri soggetti le quote del conto corrente, come nel caso in cui questi ultimi non siano gli effettivi eredi o magari abbiano rinunciato all’eredità. L’erede legittimo potrà allora inviare una raccomandata a.r. alla banca diffidandola dal liquidare le quote del conto ai richiedenti, in quanto non legittimati. In tal caso l’istituto di credito blocca il conto corrente.

In ogni caso, l’istituto di credito dovrà pretendere la partecipazione di tutti i cointestatari e degli eventuali eredi quando uno qualsiasi di essi abbia comunicato opposizione: gli eredi, quindi, possono opporsi alla facoltà di disposizione disgiunta del rapporto in caso di morte di uno dei cointestatari.

La banca però potrebbe decidere anche di bloccare i conti correnti per precauzione, anche quelli cointestati a firma disgiunta. Per farlo, è necessario che all’apertura delle pratiche di successione, gli eredi informino tempestivamente la banca del decesso presentando il certificato di morte. Successivamente, gli eredi sono tenuti a depositare la dichiarazione di successione o un atto notorio.

Come ottenere un certificato di morte online?

Il certificato di morte attesta l’evento del decesso, viene rilasciato dal Comune ma può essere anche richiesto online in pochissimi passaggi: è possibile richiedere il certificato di morte online su Visure Italia: per ottenere il documento è necessario indicare data e luogo del decesso della persona della quale si richiede il certificato di morte. Il certificato verrà inviato in formato PDF tramite e-mail, ma è possibile richiedere una copia originale che verrà consegnata via posta.

Il certificato di morte ha validità temporale illimitata su tutto il territorio nazionale. Esso può essere rilasciato a chiunque ne faccia richiesta. Il certificato di morte riporta:

  • le generalità del defunto
  • il suo stato civile
  • il luogo e la data del decesso
  • il numero, la parte e la serie dell’atto.

Nell’estratto per riassunto dell’atto di morte, è possibile aggiungere paternità e maternità del defunto, su richiesta dell’interessato al fine di esercitare diritti o doveri derivanti dallo stato di legittimità o di filiazione. Ciò vale ad esempio nel caso di riconoscimento di figli naturali e/o legittimi.

Leggi anche -> Novità pignoramento del conto corrente: 3 casi pratici

 

Sono un avvocato del Foro di Cagliari, specializzato in materia di diritto civile e, in particolare, in diritto di famiglia e minori, recupero del credito e risarcimento del danno. Da oltre 15 anni metto a disposizione dei Clienti le mie competenze specialistiche e attraverso SmartFocus voglio aiutare persone e le imprese a capire i problemi connessi con il recupero di un credito nei confronti di un debitore.

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40 commenti per "Come funziona l’eredità del conto corrente?"

  • eric venchiarutti ha detto:

    Buonasera, mia mamma, cittadina Italiana residente in Italia, è deceduta qualche mese fa. Aveva un conto corrente estero (in Francia). La banca estera, informata del decesso, ha richiesto una serie di documenti (certificato successorio, certificato di morte, estremi bancari degli eredi) il tutto in lingua francese e prodotti da un notaio francese. Abbiamo fatto predisporre un certificato successorio europeo da un notaio italiano e l’atto di morte plurilingue emesso dal comune, unitamente alla restante documentazione richiesta (copie nostri documenti identità, estremi bancari ecc). Abbiamo fatto avere alla banca francese tutta la documentazione un paio di mesi fa. Da allora non abbiamo piu ricevuto alcuna notizia nè comunicazione. Come muoverci a questo punto qualora la banca Francese continuasse ad insistere nella pretesa di ricevere documentazione da professionista francese o non dovesse addirittura piu rispondere alle nostre richieste di chiarimento?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Eric,
      se la documentazione inviata alla banca con sede in Francia corrisponde a quanto richiesto, riteniamo dovrete attendere i tempi di risposta. In alternativa, dovrete rivolgersi ad un notaio francese per la verifica e l’asseverazione della documentazione e la trasmissione alla banca. Cordiali saluti.

      • eric ha detto:

        La documentazione inviata è conforme alle leggi europee sulla successione nel senso che, il certificato successorio europeo ha valenza in tutta la comunità. Ora, il fatto che la banca pretenda che questo sia scritto in lingua francese piuttosto che addirittura prodotto da un notaio francese mi sembra un illecito, o sbaglio? Nel momento in cui produco un documento certificato e registrato (e conforme alle leggi europee) la banca può pretendere che questo sia redatto da un notaio francese? Questo è il dubbio principale, mi sembra che la banca stia tergiversando pretendendo di arrogarsi il diritto di stabilire norme difformi da quanto le leggi europee stabiliscono. Cosa ne pensate, ed eventualmente mi consigliate di fare?

        • Redazione ha detto:

          Salve Eric,
          concordiamo con lei che la banca francese stia “tergiversando” ed è (magra consolazione) un comportamento comune anche alle banche italiane in situazioni analoghe. A livello europeo Le possiamo segnalare il sito web dell’Unione Europea per la risoluzione delle controverse tra cittadini e imprese in Europa. In ambito bancario è stato istituito l’Arbitro Bancario Finanziario al quale si può rivolgere per avere informaiozni e chiarimenti più precisi. Onestamente, non abbiamo una esperienza diretta in tal senso per cui non possiamo aiutarla concretamente in altro modo.
          Cordiali saluti.

  • Dany ha detto:

    È possibile trasferire un’eredità da una banca estera a un conto corrente in Italia? Che documenti servono?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno, occorre la dichiarazione di successione depositata e registrata in Agenzia delle Entrate dalla quale si evinca chi sono gli eredi titolati al trasferimento di importi da un conto corrente del de cuius. È presumibile che la banca estera richiederà la traduzione e legalizzazione della successione con apostilla.

  • Luigi Borrelli ha detto:

    Buongiorno,
    mia madre ha una discreta somma in banca. Vorrebbe fare in modo che io disponga di una buona parte del suo conto, versando la somma sul mio conto corrente.,perchè gli altri figli l’hanno trascurata e quindi non vuole premiarli. E’ possibile ? in caso di morte di mia madre gli altri eredi possono rivalersi sui soldi che ha versato sul mio conto corrente?
    questa somma può risultare come donazione ? oppure per non lasciare traccia è possibile fare dei prelievi dal suo conto e versarli sul mio?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Luigi, se il versamento delle somme avviene tramite bonifico bancario si configura come una donazione rispetto alla quale si dovranno corrispondere le imposte. Peraltro, visto che i movimenti bancari risulteranno nell’estratto conto, in futuro potrebbero rappresentare una fonte di discussione con i suoi fratelli. Certamente il prelievo di piccole somme può essere una soluzione più efficace per lo scopo.

  • Mauro ha detto:

    Le percentuali (per esempio 50% al coniuge cointestatario con firma disgiunta e il restante 50% ai figli eredi non cointestatari) si calcolano sulle somme presenti al momento della morte, oppure su quelle rimanenti dopo l’applicazione delle tasse di successione?
    Grazie

  • Francesco ha detto:

    Buongiorno
    Mia zia è deceduta quattro mesi fa e nel testamento mi ha indicato come suo unico erede.
    Ho portato atto notorio e successione dell’agenzia delle entrate e la direzione centrale ha dato il suo benestare allo svincolo del conto.
    Ora la banca mi dice che devo aprire un conto corrente perchè sono presenti molti titoli e questo lo posso capire, ma sta prendendo tempo sui liquidi presenti sul conto.
    Quelli non sono miei di diritto, serve aprire un conto anche per quelli o mi posso impuntare e farmeli versare sul mio c/c?
    La Ringrazio

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Francesco, la banca non può imporle di aprire un rapporto di conto corrente per il trasferimento dei fondi liquidi disponibili nel conto. Comunichi con fermezza il suo intendimento e fornisca le coordinate bancarie per il trasferimento delle somme o l’emissione di un assegno circolare a lei intestato. Cordiali saluti

  • Fabiola ha detto:

    Mia madre è morta di recente. Era in comunione dei beni con mio padre (a tutt’oggi vivo), ma avevano conti correnti e conti su cui poggiano titoli intestati ognuno a proprio nome. Siamo in 3 fratelli. Ci spettano i 2/3 della 1/2 dei conti sia di mia madre che di mio padre o solo i 2/3 della 1/2 dei conti di mia madre. Non c’è nessun testamento. Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Fabiola,
      agli eredi legittimi spettano i 2/3 del patrimonio, mobiliare ed immobiliare, della quota di proprietà (1/2) di vostra madre. Essendo in vita vostro padre, la restante quota è di sua proprietà.

  • pierluigi Lucchesi ha detto:

    Un quesito: in considerazione che la dichiarazione di successione non deve essere presentata se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario:
    – Ha un valore non superiore a 100.000 euro;
    – Non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari;
    come viene svincolato il denaro depositato su un conto corrente?
    Quali documenti devono essere presentati alla banca?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Pierluigi,
      occorre presentare in banca il certificato o estratto di morte del de cuius ed il certificato dello stato di famiglia dal quale si evinca chi sono gli eredi ed il grado di parentela rispetto al de cuius.

  • Marialuisa ha detto:

    Una mia zia anziana mi ha dato una cifra abbastanza rilevante dei suoi risparmi da depositare su un conto a mio nome con l’accordo di gestirlo x i suoi eventuali bisogni. Per il momento usava i soldi di altro conto dove ero contestata con lei. Ora lei è venuta a mancare e siccome ci sono altri eredi come mi devo comportare? Cosa va in successione? Posso fare rientrare anche il mio conto in successione?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Marialuisa, questi soldi poiché non sono in un conto cointestato non possono essere portati in successione. Se lei vuole destinare per onestà quanto rimasto ai parenti e eredi, può dimostrare tramite ricevuta bancaria l’importo versato a suo tempo sul conto da parte di sua zia. Cordiali saluti.

  • Cinzia ha detto:

    Buongiorno, un quesito; libretto postale con accredito pensione, il titolare è deceduto sabato e i figli (due su tre) intendono rinunciare all’eredità ma vorrebbero attendere qualche settimana per comprendere l’entità dei debiti presenti. E’ possibile che la banca proceda comunque al pagamento tramite bonifico diretto alla società funebre delle spese funerarie? Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Cinzia, la banca non può effettuare un bonifico autonomamente tanto più se il titolare del libretto è deceduto, salvo che questi, prima del decesso non abbia autorizzato un ordine di addebito automatico.

  • Marcella ha detto:

    Buona sera, mia sorella ed io, dopo aver fatto la successione di mia madre dove risulta che siamo le uniche eredi, ci siamo recate in banca per chiudere il conto corrente e conto titoli e ritirare le somme giacenti ma unicredit ci chiede obbligatoriamente di aprire presso di loro un nuovo conto corrente cointestato sul quale far transitare le somme anche se sia io che mia sorella abbiamo abbiamo già dei conti correnti separati. Volevo sapere se questa procedura è corretta o è solo un modo per addebitarci uteriori spese.
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Marcella, certamente la procedura indicata da Unicredit non è corretta ed è finalizzata unicamente a farvi sottoscrivere un rapporto bancario con voi. Le somme possono essere liquidate dalla banca mediante bonifico bancario sul vostro conto corrente attuale o mediante assegno circolare. Non siete obbligate in alcun modo a sottoscrivere un nuovo rapporto. Cordiali saluti

  • Rocco ha detto:

    Un conto,cointestato dei miei suoceri,dopo la morte del suocero,alla divisione dopo la successioni .come saranno divisi?e nel caso uno non accetta cosa succede?

    • Redazione ha detto:

      Buongiorno Rocco, per quanto riguarda le spettanze ereditarie in caso di morte di uno degli intestatari di un conto corrente cointestato, solo la quota appartenente al cointestatario deceduto cadrà in successione. 1/3 spetterà a sua suocera, mentre i restanti 2/3 saranno divisi tra i figli. Se il figlio è uno solo la ripartizione avverrà invece a metà. Nel caso in cui un erede legittimo non voglia accettare si dovrà procedere ad una rinuncia formale dell’eredità dinanzi un pubblico ufficiale e solo successivamente fare la successione in cui verrà dichiata anche l’avvenuta rinuncia.

  • Tomaso ha detto:

    è possibile che la banca trattenga il 50% se non c’è erede diretto ??j

    • Redazione ha detto:

      Gentile Tomaso, in caso di devoluzione delle somme presenti in un conto corrente, la banca provvede alla erogazione degli importi ai cointestatari del rapporto bancario ed agli eredi. In ogni caso è indispensabile presentare in banca la denuncia di successione dalla quale si evinca lo stato di erede.

  • ivan ha detto:

    1612/2017 puo una banca appropriarsi di una quota di eredita perche vanta crediti verso un erede

    • Redazione ha detto:

      In linea generale la banca può vincolare le somme attive del conto corrente qualora vi siano dei crediti a suo favore. Gli eredi possono richiedere il trasferimento delle somme residue, se presenti, a loro favore.

  • Margherita ha detto:

    Spett. forum
    vorrei un parere competente sul problema che le banche non consegnano le quote ereditarie sul conto corrente del defunto se non c’è accordo di tutti, un assurdo .
    Recentemente è uscita una ordinanza sulla quale vorrei il Vs. parere che finalmente – a mio modesto parere – chiarisce la situazione
    La Corte di Cassazione, sesta sezione civile, ordinanza n. 27417/2017 (che esplicita la precedente 24567/2007) dice : ciascun coerede può agire singolarmente nei confronti del debitore del de cuius senza necessità del consenso degli altri, ciascuno dei partecipanti alla comunione ereditaria può agire singolarmente per far valere anche la sola parte di credito proporzionale alla quota ereditaria, senza necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti gli altri coeredi.
    La Cassazione dice ancora : il singolo erede può procedere per l’intero o per la sua quota: la banca non può opporsi alla liquidazione eccependo il mancato assenso degli altri eredi. Le contrapposizioni interne tra eredi restano interne e, in caso di errata distribuzione delle somme presenti su conto corrente, verranno risolte al momento dello scioglimento della comunione e della liquidazione dei rapporti di credito debito tra le parti. Da tali questioni la banca resta estranea; non deve pertanto preoccuparsi di una possibile azione da parte degli altri eredi,difatti gli altri eredi non potranno agire nei riguardi dell’istituto di credito ma dovranno rivolgere le proprie pretese solo contro il parente qualora avesse con l’inganno preso quote eccedenti quelle successorie.
    La situazione mi riguarda.
    Ho fatto una Racc. alla Banca dicendo di liquidarmi anche se un coerede fa i dispetti.
    Nel caso di un rifiuto :
    1 – quali sono le leggi italiane che consentono alla banca di tenersi i soldi?
    2- la banca commette un reato a non liquidare la quota all’erede e che reato è appropriazione indebita?

    • Redazione ha detto:

      Gentile Margherita, il legislatore non è intervenuto nello specifico in materia per cui non è presente nella legislazione italiana una normativa di riferimento. Il Codice Civile lo individua agli art. 1823 e seguenti. Il contratto bancario è disciplinato dal Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (d.lgs n. 385/1993) ma la normativa è in continua evoluzione:
      d.lgs. 23 luglio 1996, n. 415 (adeguatezza patrimoniale enti creditizi)
      d.lgs. 4 dicembre 1996, n. 659 (garanzia sui depositi)
      d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (art. 211 modifica al t.u. bancario)
      Le suggeriamo di rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (https://www.arbitrobancariofinanziario.it/) della Banca d’Italia per la risoluzione della controversia con l’istituto di credito.

  • Stefano ha detto:

    Buongiorno, i miei genitori sono entrambi defunti; io sono l’unico erede e ho presentato alla banca tutte le successioni complete, ma la banca ancora non provvede a trasferire le somme dopo una settimana. Ci sono dei tempi o la banca sta facendo la “furba”?
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Salve, non sono previsti dei tempi precisi o dei termini. Ogni istituto di credito può agire in modo differente in dipendenza del contratto bancario sottoscritto dal de cuius.

  • Andrea ha detto:

    Un erede legittimo, può chiedere all’istituto di credito dove il defunto aveva un conto corrente, la lista dei movimenti precedenti alla sua scomparsa?

    • Redazione ha detto:

      Assolutamente si. Se si tratta di erede legittimo l’istituto di credito è tenuto a fornire le informazioni relative al rapporto di conto corrente. Naturalmente, l’erede devo dimostrare alla banca il suo status di erede legittimo.

  • Raffaele ha detto:

    Salve, mia moglie ha appena presentato la dichiarazione di successione in banca ove suo padre possedeva titoli e c/c cointestato con mia suocera a firma disgiunta. La banca ci ha già informato che gli eredi, in questo caso mia moglie (figlia unica) e mia suocera dovranno recarsi contemporaneamente a firmare.
    É un comportamento leggittimo?

    • Redazione ha detto:

      Il contratto di conto corrente bancario non trova una corrispondenza definita nel Codice Civile che si limita a disciplinare con poche norme i rapporti (art. 1852 – 1857 C.C.). La clausola della “firma disgiunta” prevede che ciascuno dei contitolari del conto sia legittimato a disporre liberamente dell’intera provvista disponibile. In questo caso, sua suocera è legittimata a disporne. In presenza di tale clausola infatti, il cointestario superstite (sua suocera) potrà disporre liberamente di tutte le somme depositati sul conto corrente bancario, salvo il diritto degli eredi al rimborso delle quote di rispettiva spettanza. Va rilevato che il cointestatario a firma disgiunta, nonostante sia abilitato a disporre liberamente di tutte le somme, non potrà beneficiare delle stesse in misura eccedente la propria quota di eredità (Sentenza n. 26691 del 2 dicembre 2013 – Cassazione Civile).

      • Raffaele ha detto:

        Capisco, ma é necessario che mia moglie e mia suocera si rechino contemporaneamente in banca oppure mia moglie puo recarsi singolarmente e disporre della quota spettante? La banca pretende la contemporaneità degli eredi per sbloccare il C/C.

        • Redazione ha detto:

          Buongiorno, sua moglie non era co-intestataria del conto corrente ma solo erede. Corretto? In questo caso non può disporre delle somme presenti nel conto in assenza del coi-intestatario, sua suocera. Le ricordo che il rapporto di conto corrente bancario è disciplinato dalle condizioni stabilite dalla banca al momento della sottoscrizione e che vincolano gli intestatari.

  • Franca ha detto:

    la banca può congelare un conto senza che gli venga comunicata la morte del titolare?

    • Redazione ha detto:

      Il quesito non è chiaro, potrebbe formularlo più precisamente. Si tratta forse di una successione con la necessità di ricostruire il patrimonio del de cuius? Attendiamo le sue precisazione e saremo lieti di poterle fornire le informazioni richieste.

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