Domicilio e residenza: quale differenza?

Domicilio e residenza: quale differenza?

Sono diversi i motivi per cui le persone devono essere rintracciate e per questo assumono rilevanza i luoghi nei quali si trovano. Nell’articolo di oggi analizziamo la differenza tra domicilio e residenza.

Non tutti i luoghi in cui si trova una persona sono rilevanti allo stesso modo per l’ordinamento giuridico. In base alla diversa relazione tra persone e luoghi si distinguono: il domicilio, la residenza e la dimora.

Soffermiamoci sui primi due, in quanto spesso vengono usati erroneamente nel linguaggio comune come sinonimi. In alcuni casi residenza e domicilio anagrafico posso coincidere, ma non sempre.

Le differenze tra domicilio e residenza

La differenza tra domicilio e residenza si evince dallo stesso Codice Civile all’articolo 43: “Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale”.

Il domicilio

Il domicilio riguarda la sfera economico – sociale del soggetto, in quanto si riferisce al luogo in cui viene stabilita la sede principale dei suoi affari e interessi. L’identificazione di tale luogo prescinde, quindi, dalla presenza fisica della persona. 

Per il domicilio non è richiesta nessuna registrazione negli atti pubblici, in quanto vige la libertà di domicilio (art. 14 Cost.). Un soggetto è libero di eleggere il proprio domicilio in una città e lasciare la propria residenza anagrafica in un’altra. Pensiamo ad esempio a Tizio che è residente stabilmente in Canada, ma che ha a Milano i suoi interessi che vengono curati da Caio.

I diversi tipi di domicilio

Per determinati atti o affari si può stabilire un domicilio speciale rispetto a quello in cui vi è la sede principale dei propri affari ed interessi. L’elezione di questo domicilio per essere valida deve essere fatta espressamente per iscritto. Il domicilio generale è unico per ciascun soggetto, mentre si possono avere più domicili speciali.

Ci sono, inoltre, alcune situazioni in cui il domicilio è stabilito tassativamente dalla legge, come nel caso dell’interdetto domiciliato presso il tutore oppure il minore domiciliato presso i genitori esercenti la potestà. Si parla quindi di domicilio legale, il quale si distingue dal domicilio volontario che viene scelto liberamente dal soggetto.

Come si può attestare il domicilio di una persona?

Non esiste nessun certificato che attesti il domicilio, come invece accade per la residenza anagrafica. L’attestazione potrà avvenire fornendo una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Certificato di residenza anagraficaclose

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La residenza

La residenza coincide con la dimora abituale del soggetto. La residenza anagrafica è quella fissata con l’iscrizione presso l’anagrafe di un comune in cui si decide di dimorare abituale. 

Leggi anche >> Residenza anagrafica e residenza fiscale: quali sono le differenze?

Può essere scelta liberamente, ma l’iscrizione all’anagrafe è per i cittadini un obbligo. Anche il trasferimento deve essere provato con la doppia dichiarazione fatta al comune che si abbandona e a quello in cui la persona si trasferisce.

E la dimora?

La dimora è, invece, costituita dal luogo in cui la persona abita e svolge in maniera continuativa la propria vita personale. Rileva, ad esempio, come dimora il luogo in cui la persona permane in maniera continuativa, in forza di un titolo di una certa durata come un contratto di locazione. La dimora assume rilevanza giuridica solo quando non è nota la residenza.

 

Sono un avvocato del Foro di Cagliari, specializzato in materia di diritto civile e, in particolare, in diritto di famiglia e minori, recupero del credito e risarcimento del danno. Da oltre 15 anni metto a disposizione dei Clienti le mie competenze specialistiche e attraverso SmartFocus voglio aiutare persone e le imprese a capire i problemi connessi con il recupero di un credito nei confronti di un debitore.

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