Agenzie Immobiliari e lavoro nel post coronavirus: visite solo in case disabitate

Agenzie Immobiliari e lavoro nel post coronavirus: visite solo in case disabitate

Le visite con clienti delle agenzie immobiliari presso le abitazioni potranno avvenire solo se le case sono disabitate. Anama, Fiaip e Fimaa guidano la protesta del settore.

La tanto attesa FASE 2 è iniziata anche per le agenzie immobiliari.

Studi di consulenza e agenzie immobiliari hanno alzato le serrande e in queste giornate stanno cercando di capire come poter riavviare al 100% la macchina delle attività e come riprendere le visite alle case dei clienti.

La prima cosa da fare è stata studiare tutti i protocolli di sicurezza dettati dal dpcm del 26 aprile. Un lavoro di studio che ha fatto emergere anche alcune prescrizioni che la Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare, composta da Anama, Fimaa e Fiaip, ha definito, quantomeno inopportune.

“Una grave criticita – affermano Anama, Fimaa e Fiaip – è sicuramente il punto delle FAQ governative che limita alle sole case disabitate le visite della agenzie immobiliare con i propri clienti”

In risposta alla contestata FAQ, la Consulta immobiliare ha chiesto al premier Conte un intervento da attuarsi in tempi rapidi per modificare quanto previsto dalla direttive governative in tema di visite immobiliari.

“Si tratta – si legge nella lettera a firma dei presidenti di Anama Renato Maffey, di Fimaa Santino Taverna e di Fiaip Gian Battista Baccarini – di una valutazione che consideriamo in tutta sincerità priva di logica, oltre che inopportuna per la nostra categoria e per i consumatori. Se la Fase 2 deve significare riavvio responsabile di quelle attività produttive che sono state inserite nell’apposito elenco, e se in relazione a tali attività non esiste un divieto espressamente o anche indirettamente posto dalla norma, riteniamo che non possa poi una mera interpretazione contenuta in una FAQ vanificare l’impegno degli operatori nel mettere in campo strumenti e sforzi intellettuali ed economici per riprendere ad esercitare il proprio lavoro nella consapevolezza del proprio operato e nel riconoscimento del diritto alla salute della clientela. Non va inoltre sottovalutato il danno che gli stessi consumatori esclusi, subirebbero nel non potere realizzare i propri programmi di vita, ed economici, essendo obbligati a rinviarli immotivatamente”.

Quello che chiede la Consulta è un intervento del Governo in tempi rapidi che limiti le previsioni delle faq ai soli casi in cui “il professionista non dichiari al cliente di agire nel rispetto delle norme di sicurezza”

Fonte: Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare. Anama, Fimaa e Fiaip

 

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