5 cose che devi sapere sulla cedolare secca

5 cose che devi sapere sulla cedolare secca

Tutti ne parlano, molti la consigliano e alcuni nutrono ancora dubbi. È la cedolare secca, l’imposta sostitutiva sul reddito da locazione immobiliare. Come funziona? In sostanza, il locatore accetta di pagare una tassa con aliquota fissa in modo da non pagare il Registro e il Bollo al momento della registrazione del contratto di locazione. Il fine? Evitare di dichiarare gli affitti nel 730 o nel modello Unico.

Ancora dubbi? Ecco un elenco di cose da sapere sulla cedolare secca.

1. Cedolare secca valida solo per persone fisiche

La prima cosa che devi sapere sulla cedolare secca è che il proprietario dell’immobile deve essere una persona fisica e che il contratto deve riguardare una locazione abitativa. Anche l’inquilino deve essere un privato.

Per quanto riguarda le categorie di alloggi alle quali può essere applicata la cedolare secca, si tratta esclusivamente di immobili adibiti ad uso abitativo (non i box) accatastati in una delle categorie abitative del gruppo “A” esclusi gli uffici e studi privai (categoria A10).

2. Aliquote della cedolare secca

In linea di massima, l’aliquota stabilita per la cedolare secca e del:

  • 21% del canone di locazione per il “contratto libero”
  • 15% per i contratti a canone concordato, per quelli dedicati agli studenti universitari nei principali capoluoghi italiani.

Nei circa 3.000 comuni ad alta tensione abitativa e in quelli nei quali è stato deliberato lo stato di emergenza negli ultimi 5 anni, è possibile usufruire di un taglio fino al 10% valido solo per il quadriennio 2014-2017.

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3. Cedolare secca per i contratti in corso

La cedolare secca può essere scelta anche nel caso di contratti già stipulati e in corso. Come attivarla? Basta sceglierla entro il termine per il pagamento dell’imposta di registro annuale, dandone comunicazione all’inquilino. In questo caso basta semplicemente presentare il modello RLI all’Agenzia delle Entrate.

4. Quanto si risparmia con questa cedolare?

Per simulare il risparmio indicativo del contratto con cedolare secca, Confedilizia ha preso ad esempio Roma e Milano e i casi di contratti liberi e concordati.

  • Nel caso di contratto libero con aliquota al 21% e con contratto annuale di 10mila euro, a Roma si risparmiano circa 1.400euro, mentre a Milano ammonterebbe a 1.300euro.
  • Nel caso di contratti concordati, o di contratti per studenti universitari, il risparmio con l’aliquota al 15% aumenterebbe il risparmio di circa 500euro.

Il risparmio è quindi consistente, non è un caso che ormai a sceglierla siano più di 1milione di italiani.

5. Le associazioni di categoria e i sindacati non sono necessari

L’assistenza delle associazioni di categoria può essere utile, così come quella dei sindacati, per interpretare i contratti nel modo corretto, ma non è indispensabile per il calcolo del canone concordato né per la sua adozione.

Secondo l’articolo 1, comma 4, del Dm Infrastrutture e trasporti 30 dicembre 2002, «nella definizione del canone effettivo, collocato tra il valore minimo ed il valore massimo delle fasce di oscillazione, le parti contrattuali, assistite – a loro richiesta – dalle rispettive organizzazioni sindacali, tengono conto dei seguenti elementi». Infatti, gli accordi raggiunti in sede locale sono depositati presso i Comuni.

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